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Insediamento nel territorio di impianti produttivi e tecnologici


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titolo:OPERE EDILIZIE E TITOLO EDILIZIO
anno:2018
pagine: 6201 in formato A4, equivalenti a 10542 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 50,00

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OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI PRODUTTIVI

I proprietari di una lottizzazione industriale abusiva non hanno una legittima posizione, giuridicamente meritevole di tutela, a sindacare l'omessa considerazione della stessa nella pianificazione urbanistica, per cui le loro posizioni appaiono necessariamente recessive rispetto agli interessi pubblici al riequilibrio del territorio.

In assenza di qualsiasi altra connotazione del criterio della "preminenza delle attività artigianali" (che potrebbe essere dimensionale, qualitativa, estensiva e quant'altro), è corretto collegare il citato concetto con il dato numerico, nella sua crudezza, delle imprese presenti nell'area, in relazione alla loro sede.

Altro è un silos o una ciminiera o un'antenna dalla forma cilindrica e verticale e altro ancora, per il diverso ingombro e la differente sagoma architettonica, sono i capannoni di stoccaggio in progettazione, sicché non è applicabile ai secondi l'eventuale beneficio concesso ai primi dalle NTA.

Il potere di pianificazione del territorio non può precludere insediamenti industriali in zone a destinazione agricola, salvo che in via eccezionale, quando cioè si... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...senza di un assetto agricolo di particolare pregio, consolidato da tempo remoto ovvero favorito da opere di bonifica, ciò anche in considerazione del fatto che la destinazione agricola ha in realtà lo scopo di impedire insediamenti abitativi residenziali e non già quello di precludere in via assoluta e radicale qualsiasi intervento urbanisticamente rilevante.

Anche la realizzazione di impianti tecnologici può variare lungo una scala di rilevanza che parte dalla manutenzione ordinaria (integrazione e mantenimento in efficienza degli impianti esistenti), passa per il risanamento conservativo e per la ristrutturazione (inserimento di nuovi impianti), e arriva a differenti tipologie di nuova costruzione (realizzazione di infrastrutture e impianti con trasformazione permanente di suolo inedificato, realizzazione di impianti per attività produttive all'aperto).

La procedura semplificata di localizzazione degli impianti produttivi prevista dal D.P.R. 447/1998 è applicabile anche alle discoteche.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI PRODUTTIVI --> LAVORAZIONI INSALUBRI

Pur rimanendo distinto dallo strumento urbanistico generale e dalle sue varianti, la regolamentazion... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...va alle industrie insalubri collocate sul territorio comunale assume una penetrante connotazione urbanistica: circostanza che permette l'applicazione dei principi affermati con riguardo alla normativa urbanistica.

l'Ente locale non può introdurre ex novo norme di portata generale in materia di prevenzione sanitaria, che non siano il frutto di puntuali prescrizioni o di specifiche indicazioni provenienti dall'autorità istituzionalmente competente in materia.

Un letamaio è del tutto inadeguato a consentire la permanenza dell'industria insalubre di prima classe, ai sensi dell'art. 216 del T.U.LL.SS., all'interno del centro abitato (tale essendo ex lege, secondo quanto prescrive il D.M. 5.9.1994, lett. C), n. 1.

L'art. 216 del T.U. n.1265/1934 non contiene un divieto assoluto di insediamento di un'industria di prima classe nell'abitato, ove sia provato che per l'introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato. In ogni caso è consentito fissare, con norme regolamentari, parametri più rigorosi di quelli rinvenibili nell'art. 216 al fine di conseguire una più intensa tutela della salute pubblica.

L'art. 216 t.u.l.s., nel con... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...permanenza delle industrie insalubri nei centri abitati a certe condizioni e accorgimenti tecnici, non ha autorizzato il Comune a disporre una deroga al disposto della norma, tale da porre nel nulla il precetto che vuole lontane dagli abitati le lavorazioni insalubri.

L'art. 216 R.D. 1265/1934 non prescrive alcuna distanza minima tra gli allevamenti di animali e le abitazioni, ma fissa solo una regola generale in base alla quale gli opifici classificati come industrie insalubri devono essere tenuti ad una distanza adeguata dalle abitazioni, in funzione dei rischi concreti che rappresentano e tenuto conto delle possibili opere di mitigazione degli stessi.

Qualora la Regione abbia approvato delle "linee guida" per la determinazione delle distanze tra allevamenti e le abitazioni e le stesse siano indirizzate ai comuni allo scopo di orientare l'esercizio del potere regolamentare, la loro inosservanza non determina di per sé l'illegittimità del titolo edilizio, a meno che l'indirizzo non sia stato recepito in una norma interna dell'amministrazione stessa , e da quest'ultima, successivamente al recepimento, violata.

Chi colloca la propria attività potenzialmente insalubre in prossimità di abitazioni di ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e quando le norme non fissino distanze minime, non può sottrarsi all'obbligo di esercitare tali attività in maniera compatibile con i limiti e con i diritti dei terzi, sia che discendono dalle norme del codice civile che dalle disposizioni speciali riferite alla natura delle suddette attività: eventuali violazioni di tali norme, tuttavia, rileva solo dal punto di vista igienico-sanitario e non da quello della legittimità del titolo edilizio.

L'art. 216 del T.U. LL. SS. ha lo scopo di impedire che dallo svolgimento di determinate lavorazioni possa derivare pericolo per la salute dei cittadini.

La tutela della salute dei cittadini non può dirsi razionalmente perseguito da norme urbanistiche fondate sul solo dato della distanza dall'abitato del manufatto in cui esercitare l'attività insalubre, senza dunque verificare se esso, in quanto oggettivo limite alla libera iniziativa privata, sia o meno superabile, tenuto conto dei progressi della scienza e della tecnologia in campo di abbattimento dell'impatto delle attività insalubri.

L'installazione nell'abitato di una industria insalubre non è di per sé vietata in assoluto, dal momento che l'art. 216 T.U.LL.SS. n. 1265 del 1934 lo... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e la stessa installazione è accompagnata dall'introduzione di particolari metodi produttivi o cautele in grado di escludere qualsiasi rischio di compromissione della salute del vicinato.

Gli art. 216 e 217 del T.U.LL.SS., che non fissano una determinata distanza da osservare, conferiscono al Comune ampi poteri in materia di industrie insalubri, anche prescindendo da situazioni di emergenza, a condizione però che siano dimostrati, da congrua e seria istruttoria, gli inconvenienti igienico-sanitari che eventualmente impediscano l'installazione di un tale tipo di industria.

L'art. 216 r.d. 27 luglio 1934 n. 1265 pone il canone della preclusione relativa per l'insediamento delle lavorazioni nocive all'interno degli abitati a salvaguardia e tutela delle buone condizioni di vita e di salute per la popolazione residenziale, ma consente tuttavia al gestore dell'impianto di dimostrare l'esclusione di qualsiasi rischio di compromissione della salute e dell'incolumità del vicinato, attraverso il ricorso a nuovi metodi produttivi o di peculiari cautele concretamente efficaci.

L'art. 216, t.u. n. 1265 del 1934 non costituisce un limite all'attività edilizia, ma opera sul distinto versante della tutela sanitaria della po... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...br />
E' illegittimo il diniego di ubicazione di un'industria insalubre di prima classe senza che l'autorità competente all'autorizzazione dell'emissione abbia previamente proceduto alla specifica istruttoria ed abbia valutato adeguatamente, per gli specifici profili ambientali, l'istanza dell'impresa, anche al fine di prospettare eventuali proposte per escludere la pericolosità dell'impianto e per eliminare le possibili immissioni nocive delle relative lavorazioni per gli abitanti.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI PRODUTTIVI --> OPERE DI URBANIZZAZIONE

Le aree site in zona di sviluppo industriale sono assoggettate al regime di urbanizzazione, rendendosi necessario che detti suoli siano dotati delle infrastrutture e attrezzature necessarie al loro utilizzo urbanistico-edilizio e in particolare delle opere di urbanizzazione primaria costituite dalle strade di accesso, dalla rete idrica, dalla rete di distribuzione dell'energia elettrica, dalla rete di distribuzione di gas, dalla rete telefonica,dalla rete fognaria: tutte quelle infrastrutture, cioè, indispensabili a permettere un uso corretto delle opere edilizie insistenti sulle aree deputate ad ospitarle.

OPERE ED INTERVENTI -->... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...--> IMPIANTI SPORTIVI

In materia di accordi di programma per la costruzione di un impianto sportivo, nessuna norma specifica impone che il parere del C.O.N.I. sia reso prima della sottoscrizione dell'accordo; resta fermo, tuttavia, l'obbligo per il privato di munirsi in sede esecutiva dei necessari titoli edilizi per adeguarsi alle indicazioni progettuali date nel parere del C.O.N.I..

Il fatto che talune modifiche progettuali ad un impianto sportivo siano approvate dalla Commissione Provinciale Vigilanza Locali Pubblico Spettacolo non comporta automaticamente il rilascio del titolo edilizio per le stesse, neppure se a detta commissione ha partecipato un rappresentante del Comune: tale organo, infatti, esprime delle valutazioni che attengono all'aspetto della sicurezza dell'impianto e non anche all'aspetto della conformità edilizia dello stesso.

L'individuazione dall'ambito delle attività produttive - tra le quali si colloca la c.d. "macrocategoria" artigianale - di particolari attività artigianali connotate dalla loro immediata funzionalizzazione alla residenza e assimilabili a quelle commerciali di vendita al dettaglio, comporta in modo del tutto naturale che l'utilizzazione di un immobile, già a destin... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...gianale come palestra, ossia come attività artigianale posta al servizio della residenza, si configuri anche come passaggio tra destinazioni d'uso urbanisticamente rilevanti.

Nel caso in cui il piano paesaggistico vieti qualsiasi alterazione dell'andamento naturale del terreno, non può essere assentita la realizzazione di una piscina.

Il campo di calcetto di limitata estensione è compatibile con la destinazione residenziale della zona.

La copertura di un campo da tennis costituisce ampliamento volumetrico dell'impianto sportivo.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI TECNOLOGICI

La norma regionale che qualifica come interventi edilizi "liberi" quelli che, non limitandosi a considerare l'integrazione o il mantenimento in efficienza di impianti tecnologici già esistenti, includono anche la realizzazione di nuovi impianti (sia pure non comportanti la creazione di volumetria), si pone in contrasto con la disciplina del T.U. edilizia che assoggetta quest'ultima tipologia di intervento al regime della cila o della SCIA, a seconda della consistenza del manufatto.

Un sito di stoccaggio, nel quale il materiale deve essere trasportato, non può... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...finito un impianto tecnologico perché è carente del connotate qualificante gli impianti in questione e, cioè, il collegamento all'edificio servito a mezzo di condutture, tubazioni, cavi e simili.

I beni culturali e ambientali in zona agricola possono essere sottoposti solo ad interventi di manutenzione straordinaria e di consolidamento nonché ad interventi per l'inserimento di impianti tecnologici comunque sempre nel rispetto delle caratteristiche strutturali e tipologiche degli edifici.

Gli impianti metallurgici e quelli di gestione dei rifiuti costituiscono realtà eterogenee sia sotto il profilo normativo, dato che sono previste da norme diverse, sia sotto il profilo della comune logica, dato che altro è un'acciaieria di seconda fusione, che utilizza i rottami come materia prima per trasformarli in un prodotto da vendere, e altro è un inceneritore di rifiuti, che è volto a distruggerli senza nulla da essi ricavare, ovvero, nel caso di impianto di coincenerimento, li utilizza come combustibile per realizzare un diverso prodotto.

La pretesa di imporre ad un'acciaieria i limiti di emissioni validi per gli inceneritore di rifiuti non è giustificata dalle norme vigenti.
... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...egli impianti tecnologici al servizio di un edificio già esistente (tali sono i manufatti che contengono esclusivamente impianti tecnici di servizio: impianti elettrici, elettronici, per fornitura di gas, idrico-sanitari, antincendio, ascensori etc) non possono farsi rientrare gli impianti industriali al servizio di opifici industriali.



 
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