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Actio negatoria della servitù di presa d'acqua e di derivazione: giurisdizione e competenza


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titolo:GIURISDIZIONE E COMPETENZA GIURISDIZIONALE nell’ambito del governo del territorio
anno:2016
pagine: 3023 in formato A4, equivalenti a 5139 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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Sintesi: L'actio negatoria della servitù di presa d'acqua e di derivazione che, dipartendosi da una fonte sorgiva, grava di fatto sul terreno di proprietà dell'attore ed avvantaggia il terreno limitrofo di proprietà del convenuto concessionario, non è riferita ai diritti relativi alle derivazioni d'acqua, bensì al diritto (antecedente e presupposto della derivazione) afferente al regime petitorio dell'area in cui sgorga la fonte oggetto di causa: investendo dunque un diritto che preesiste alla concessione di derivazione ed è da essa indipendente, la causa è devoluta al giudice ordinario.

Estratto: «Osserva il collegio che, alla stregua della uniforme giurisprudenza di questa Corte (cfr., ad es., Cass. n. 4385 del 2000; Cass. n. 14906 del 2000; Cass. n. 16967 del 2005; Cass. n. 9026 del 2009), rientra nella competenza dei Tribunali Regionali delle Acque la cognizione di tutte le controversie che incidono, direttamente o indirettamente, sugli interessi pubblici connessi al regime delle acque, restando affidate alla competenza degli organi ordinari dell'autorità giudiziaria le controversie tra privati, le quali, ancorché abbiano per presupposto l'util... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ell'acqua pubblica, non incidono sugli interessi della pubblica amministrazione.Orbene, con riferimento al caso di specie e sulla scorta del "petitum" complessivamente dedotto in giudizio, non può dubitarsi che la controversia in questione sia stata instaurata tra privati ed abbia ad oggetto diritti reali degli stessi, incidendo, pertanto, nell'ambito della sfera giuridica privatistica, ancorché possa essere eventualmente necessario valutare in via incidentale l'ampiezza e la portata del titolo concessorio. Pertanto, la causa non investe gli interessi pubblici connessi al regime delle acque e, segnatamente, non incide sulle questioni di carattere tecnico relative alla distribuzione ed all'uso delle acque pubbliche ed ai diritti di derivazione od utilizzazione dell'utenza nei confronti della P.A.. Essa, in sostanza, riguarda - secondo la prospettazione della società attrice - un'actio negatoria della pretesa servitù, corrispondente all'esercizio da parte della s.p.a. San Pellegrino di una servitù di presa d'acqua e di derivazione che, dipartendosi da una fonte sorgiva, grava di fatto sul terreno di proprietà dell'attrice ed avvantaggia il terreno limitrofo di proprietà della suddetta convenuta. Pertanto, l'oggetto princip... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dizio non è riferito - come ha erroneamente ritenuto il Tribunale di Mondovì (che ha posto riferimento all'inconferente precedente di Cass. n. 9843 del 2007, relativo all'ipotesi di una controversia attinente alla debenza e all'entità dell'indennizzo e del canone richiesti ad una società quale corrispettivo della derivazione e utilizzazione delle acque di un invaso per il periodo successivo alla scadenza della concessione) - ai diritti relativi alle derivazioni d'acqua, bensì al diritto (antecedente e presupposto della derivazione) afferente al regime petitorio dell'area in cui sgorga la fonte oggetto di causa; in altre parole, la causa investe - in via principale - un diritto che preesiste alla concessione di derivazione ed è da essa indipendente, concernendo una lite tra privati in ordine all'accertamento o meno dell'esistenza di una servitù di presa d'acqua nei precisati termini (per opportuni riferimenti v., da ultimo, Cass. n. 9331 del 2011, in relazione alla ritenuta devoluzione alla cognizione del tribunale ordinario della controversia tra privati promossa al fine di ottenere il riconoscimento dell'esistenza di una servitù di attingimento e di derivazione di acque tra fondi limitrofi).»



 
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