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Competenze regionali in materia di concessioni per cave, miniere e acque termali


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titolo:IL CODICE DELLE CONCESSIONI DEMANIALI
anno:2017
pagine: 5772 in formato A4, equivalenti a 9812 pagine in formato libro
formato: pdf  
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DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> REGIONI E PROVINCE

È incostituzionale la legge regionale che preveda a priori che la Regione non rilascerà l'intesa, prevista dall'art. 1, co. 7, lett. n), legge 239/2004, n. 239, al conferimento di nuovi titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi: tale previsione, invero, appare in aperto contrasto con la ratio stessa del principio di leale collaborazione, che impone il rispetto, caso per caso, di una procedura articolata, tale da assicurare lo svolgimento di reiterate trattative.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> REGIONI E PROVINCE --> CAMPANIA

In materia di concessioni per lo sfruttamento di acque termali, la novella di cui all'art. 40, co. 4-bis, della legge regionale Campania n. 8 del 2008 (introdotto dall'art. 1, co. 106, lett. b), della legge regionale n. 5 del 2013) appare evidentemente introdotta allo scopo di risolvere un cospicuo contenzioso, regolando temporaneamente la materia nella prospettiva della elaborazione di una pianificazione di settore oltre che della revisione della legislazione reg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../>
Nella Regione Campania, l'autorizzazione allo sfruttamento di una cava non può essere prorogata se l'area è stata medio tempore sottoposta a vincolo paesaggistico.

In base alla disciplina di cui all'articolo 36 della L.R. Campania 13 dicembre 1985 n. 54, è legittimo il diniego di coltivazione di cava già in atto alla data di entrata in vigore della legge stessa, in una zona tutelata con il vincolo paesaggistico imposto con legge 29 giugno 1939 n. 1497 e con legge 8 agosto 1985 n. 431.

Nella Regione Campania non può essere prorogato l'autorizzazione allo sfruttamento di una cava a favore dell'affittuario se il contratto di affitto è medio tempore scaduto.

In tema di sfruttamento di acque termali e naturali, dal tenore della formulazione di cui all'art. 18 della l.r. Campania n. 8 del 2008 si evince la presenza di un potere vincolato e privo di qualsivoglia discrezionalità da parte della PA, la quale in presenza di determinati presupposti delineati dalla legge (e tra questi il mancato pagamento dei diritti) deve automaticamente dare luogo alla decadenza dalla concessione: di qui l'insussistenza di un preciso obbligo motivazionale a carico della stessa amministrazione.
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tanza di cui all'art. 36 L.R. Campania 54/1985 consente la prosecuzione soltanto delle attività estrattive regolarmente in atto, quali desumibile dalla precedente denuncia di esercizio, senza consentire ampliamenti dell'area di scavo.

Nella Regione Campania, l'imposizione contributiva per la coltivazione delle cave non è sorta con la con l.r. del 1995, essendo già stata prevista dall'art. 18 della legge n. 54/1985 anche nella previgente formulazione.

A norma dell'art. 3 delle Norme tecniche d'attuazione del Piano regionale delle attività estrattive della Regione Campania, può dirsi "cava autorizzata" anche quella, produttiva o non produttiva, in cui si svolge la sola attività di ricomposizione ambientale, anche se in fase di sospensione o autorizzata al solo recupero ambientale.

L'art. 21 del regolamento n. 10/10 della Regione Campania approvato con d.P.G.R. 95/2010 introduce ex novo un articolato procedimento di evidenza pubblica, da intendersi come procedimento unitario, dettando regole conformative in primo luogo dell'istanza di assegnazione delle concessioni dichiarate cessate, sottoponendo le stesse ad una procedura comparativa.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUT... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> REGIONI E PROVINCE --> FRIULI-VENEZIA GIULIA

E' manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 15 comma 1 lettera e bis) della l.r. Friuli – Venezia Giulia 18 agosto 1986, n. 35 (come integrato dall'art. 8 l.r. 20 maggio 1997, n. 21) sollevata sotto il profilo del diverso trattamento riservato alle cave di sabbia e ghiaia rispetto alle attività estrattive di materiali diversi, di cui alle lettere a), b) e c) dell'art. 6-bis l.r. 18 agosto 1986, n. 35.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> REGIONI E PROVINCE --> LAZIO

Nella Regione Lazio, al comune non residua alcun potere discrezionale circa la stipula della convenzione in materia di cave, atteso che l'art. 12 della L.R. n. 17/2004 non prevede in alcun modo la esistenza di detto potere ed anzi il tenore stesso del comma 8 dello stesso articolo evidenzia chiaramente, nel prevedere il potere sostitutivo della Regione in caso di inerzia del Comune al riguardo, che la stipula della convenzione è atto dovuto dopo il rilascio dell'autorizzazione regionale.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZA... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> REGIONI E PROVINCE --> LOMBARDIA

Nella Regione Lombardia, l'impegno a che venga individuata, in accordo con il comune e l'Arpa, la viabilità relativa all'ATE costituisce una legittima condizione per il rilascio dell'autorizzazione provinciale alla coltivazione della cava.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> REGIONI E PROVINCE --> PUGLIA

Pur volendo ipotizzare in via generale una equipollenza dell'espressione "diverrà esecutiva" contenuta nell'art. 13 comma 8 l.r. Puglia 37/1985 con l'istituto del silenzio assenso e al di là della singolarità della locuzione utilizzata dal legislatore regionale, la fattispecie del silenzio assenso risulta preclusa, vertendosi in materia ambientale.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> REGIONI E PROVINCE --> TOSCANA

Ai sensi dell'art. 15, co. 4, L.R. Toscana 78/1998 il contributo per l'escavazione non è costituito dal fatturato delle imprese che esercitano l'attività estrattiva, dovendosi avere riguardo alla mera potenzialità commerciale del materiale ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r />
Il contributo ex art. 15 L.R. Toscana 78/1998 ha natura indennitaria e non tributaria, in quanto destinato a far fronte agli interventi infrastrutturali e alle opere di tutela ambientale comunque correlati alle attività estrattive, nonché alla razionalizzazione degli adempimenti comunali relativi all'istruttoria delle domande di autorizzazione e al controllo delle attività di cava.

La L.R. Toscana 38/2004 si applica alle istanze di rilascio di concessione per la coltivazione dei giacimenti di acque minerali, di sorgente e termali presentate dopo il 31 marzo 2009; a quelle presentate anteriormente si applica la L.R. Toscana 86/1994.

L'art. 15, co. 6, L.R. Toscana 78/1998, nel consentire la presentazione di varianti al progetto autorizzato non impedisce che le stesse siano richieste per correggere eventuali errori originari del progetto presentato.

Il rigetto dell'istanza di variante presentata ex art. 15, co. 6, L.R. 78/1998 deve essere congruamente motivata.

L'art. 15, co. 6, L.R. 78/1998 ammette varianti per consentire un adeguamento del progetto autorizzato alla naturale evoluzione della situazione di fatto della cava.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...t; CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> REGIONI E PROVINCE --> VENETO

Il limite del 3% della superficie delle zone agricole costituisce la quantità massima di superficie escavabile ai sensi dell'art. 13 L.R. Veneto 44/1982, e quindi è certamente possibile determinare un indice inferiore in sede di pianificazione.

L'art. 40 L.R. Veneto 44/1982, che prevede che la Commissione provinciale consultiva sulle cave sia presieduta dall'assessore provinciale delegato alla materia si atteggia come una norma speciale, rispetto alla norma generale di cui all'art. 107 d. lgs. 267/2000, per cui, per il noto brocardo "generi per speciem derogatur", non può sostenersi che la norma generale successiva abbia abrogato la norma speciale precedente.

La commissione provinciale consultiva sulle cave (art. 40 L.R. Veneto 44/1982) non opera affatto per la provincia, ma si presenta nel sistema giuridico come un organo straordinario designato dalla Regione per rendere alla stessa un parere di natura tecnica: pertanto è da escludersi che, nel caso in cui essa sia presieduta dall'assessore provinciale delegato alla materia delle cave, sia stato violato l'art. 107 d. lgs. 267/2000.


DEMANIO E PATRIMONIO --> CO... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> SANZIONI --> REGIONI/PROVINCE --> CAMPANIA

Come accade per la comunicazione di avvio del procedimento amministrativo, l'adempimento preliminare di cui all'art. 13 lettera d) della citata norma regionale deve essere inteso nel suo valore sostanziale, ed il relativo obbligo deve ritenersi assolto nel momento in cui l'esercente sia stato messo in condizione di conoscere l'esistenza di un procedimento potenzialmente teso a sanzionare le difformità dal titolo autorizzativo di cui egli è stato autore, nonché di porvi rimedio.

Nella Regione Campania, se, malgrado la consapevolezza di un procedimento potenzialmente teso a sanzionare le difformità dal titolo autorizzativo di cui l'esercente sia stato autore, l'attività estrattiva non viene ricondotta dall'esercente nei limiti del titolo stesso, l'Amministrazione può legittimamente emettere il provvedimento di decadenza.

La diffida di cui all'art. 13 lettera d) L.R. Campania 54/1985 non è necessaria qualora il titolare dell'autorizzazione all'esercizio di cava sia stato messo in condizione di conoscere l'esistenza di un procedimento potenzialmente teso a sanzionare le difformit&agr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tolo autorizzativo di cui egli è stato autore, nonché di porvi rimedio.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> SANZIONI --> REGIONI/PROVINCE --> LOMBARDIA

L'estrazione di minerale all'esterno della superficie autorizzata od oltre la profondità consentita realizzano una coltivazione non autorizzata, risolvendosi lo sconfinamento orizzontale o verticale in un'attività estrattiva diversa da quella approvata: pertanto detta attività non autorizzata può essere certamente sanzionata secondo le previsioni dell'art. 20 L.R. Lombardia 14/1998, ma il quantitativo estratto senza autorizzazione non può essere computato in quello massimo estraibile a norma della legislazione regionale.



 
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