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Beni culturali e archeologici facenti parte del demanio e patrimonio dello Stato


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DEMANIO E PATRIMONIO --> BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI

Le norme della l. 1089/1939 e quelle conformi del T.U. 490/1999 hanno registrato un'interpretazione non uniforme quanto all'esatta individuazione dei criteri in base ai quali i beni di proprietà di un ente pubblico vanno ritenuti sottoposti a tutela come beni di interesse culturale.

Dal contesto normativo della legge n. 1089 del 1939 emerge chiaramente che le cose ritrovate o scoperte fortuitamente, per appartenere allo Stato, devono essere cose distinte rispetto al bene in cui il rinvenimento viene effettuato: devono avere una identità propria ed una autonoma configurazione rispetto all'immobile o alla cosa in cui il rinvenimento o la scoperta sono avvenute.

Il collegamento materiale degli affreschi con l'immobile conferisce a questi la qualificazione giuridica di beni immobili per destinazione ai sensi dell'art. 414 del previgente codice civile e di pertinenze dell'immobile alla stregua dell'articolo 817 del vigente codice. Trattandosi di vincolo pertinenziale, caratterizzato dal materiale collegamento tra l'immobile e l'affresco, destinato ad ornamento del medesimo, mai venuto meno, non può ritenersene la proprietà dello Stato a seguito del suo for... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vamento.

L'immobile avente più di 50 anni (limite elevato a 70 con il d. l. n. 70 del 2011), appartenente a un ente ecclesiastico civilmente riconosciuto e oggettivamente privo d'interesse religioso (non risultando destinato a esigenze di culto ma a scopo abitativo) è escluso dal campo di applicazione ddll'art. 9 d.lgs. 42/2004 e inquadrato nell'area di applicazione del combinato disposto di cui agli articoli 10, comma 1, e 12, commi 1 e 2, del medesimo d.lgs. 42/2004.

Anche nell'ipotesi di scoperta fortuita di cose di interesse artistico-storico, tali cose appartengono allo Stato fin dal momento del loro rinvenimento, perché il rinvenimento stesso rappresenta un titolo di acquisto originario dei beni in favore del patrimonio indisponibile dello Stato.

L'articolo 52 del 'Codice dei beni culturali e del paesaggio' (in tema di "Esercizio del commercio in aree di valore culturale e nei locali storici tradizionali") non può essere in alcun modo inteso nel senso di impedire agli organi ministeriali di attivare i diversi e più generali strumenti di tutela riconducibili alla previsione di cui all'articolo 20 del medesimo 'Codice': fra i due tipi di tutela esiste infatti un rapporto di integrazione e complem... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; e non certo un rapporto di esclusione ed alternatività.

Deve escludersi che un bene di natura storico-artistica possa ritenersi assoggettato al regime del demanio pubblico solo in virtù delle sue caratteristiche intrinseche.

Un immobile di interesse storico, archeologico od artistico può ritenersi incluso nel demanio c.d. accidentale dello Stato, delle province o dei comuni soltanto alla duplice condizione che appartenga ai suddetti enti e che l'indicato interesse sia stato dichiarato o riconosciuto, a seguito di specifico giudizio valutativo da parte della P.A..

Il riconoscimento del valore storico, artistico o archeologico di un bene deve provenire dall'amministrazione a ciò competente e, ai fini dell'assoggettamento al regime del demanio pubblico, è irrilevante la destinazione urbanistica.

Se il bene culturale è un bene immobile, esso rientra nel demanio comunale ai sensi degli artt. 822 comma 2 e 824 c.c..

La nozione di bene culturale per il giurista non può che essere una nozione aperta, non rinvenibile direttamente nella normativa, ma mediante rinvio a discipline non giuridiche, di tal che la formula normativa non può che essere riempita ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti offerti da altre discipline - storiche, estetiche, etc. -, che si evolvono nel progressivo evolversi della storia, degli interessi che, nella categoria dei beni c.d. «culturali», l'ordinamento intende garantire.

Se il legislatore nazionale ha previsto una nozione di bene culturale che si fonda sul corrispondente ampliamento del concetto di cultura e, dunque, in ultima analisi, della coscienza culturale del popolo, cui si connette una disciplina di livello statale avente valore ricognitivo del patrimonio riconosciuto, non può che trovare altresì riconoscimento una norma di rango regionale, che, nel dettare le disposizioni uniformi sul territorio per la realizzabilità degli interventi edilizi, riconosca la specificità del potere dell'Autorità comunale di garantire la tutela dei contesti architettonici particolari.

Ai sensi del D. Lgs. 42/2004, si può prescindere dal procedimento di verifica dell'interesse culturale in relazione ai beni culturali ma solo ai fini della applicazione delle specifiche norme che ad essi si riferiscono e non ad altri fini, come la necessità di autorizzazione per l'alienazione.

L'elenco descrittivo delle cose immobili e mobili che presentano intere... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...co, storico, archeologico e demo-etno-antropologico non ha un valore costitutivo. Di conseguenza, forme di protezione e di tutela di cui al D. Lgs. 42/2004 possono scattare sui beni di proprietà pubblica o di enti no profit, anche a prescindere dall'inclusione nell'elenco, purché essi presentino comunque un interesse culturale come tale riconosciuto e apprezzato dalla amministrazione.

Il R.D. 1357/1940 non trova applicazione in materia di beni culturali, ma solo di beni paesaggistici.

Pur esistendo indiscutibili momenti di interferenza tra i «beni culturali» e i «beni paesaggistici», le due categorie restano distinte sul piano categoriale e funzionale e della disciplina giuridica, posto che i «beni culturali» sono tutelati per le proprie caratteristiche intrinseche, mentre i «beni paesaggistici» sono tutelati per il loro rapporto con il territorio tutto, tanto che una vera e propria attività pianificatoria è prevista soltanto con riferimento a questi ultimi.

Su uno stesso bene possono certamente coesistere un vincolo paesaggistico e un vincolo culturale, poiché tali provvedimenti presuppongono valutazioni diverse.

Una cava può ben ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...laquo;sito minerario di interesse storico e antropologico» ed essere sottoposta a vincolo culturale ex art. 10, co. 4, lett. h), D. Lgs. 42/2004 poiché essa può assumere rilievo quale testimonianza storica ed antropologica, in relazione ai rapporti con la comunità che intorno alla stessa si è sviluppata.

Può essere «bene culturale» qualunque emergenza significativa sotto il profilo storico/culturale/antropologico, persino una zona priva di valore artistico o estetico, laddove la P.A. intenda valorizzare, sulla base di elementi di fatto oggettivi, la sua portata fortemente caratterizzante in relazione ad aspetti quali l'intenso rapporto con il territorio ed il suo legame con l'evoluzione storica dello stesso.

Un bene immobile di interesse storico artistico appartenente ad un ente pubblico è "necessariamente" un bene demaniale.

L'ordinamento giuridico ha recepito una nozione ampia di «bene culturale», con il riconoscimento di nuove categorie di beni che siano «testimonianze aventi valore di civiltà» (art. 2 del D.Lgs. n. 42/2004). Il valore culturale non è più rappresentato dall'oggetto materiale nella sua estrinsecazione fisica, ma... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...izza nella funzione sociale del bene, visto come fattore di sviluppo intellettuale della collettività e come elemento attorno a cui si definisce l'identità della comunità locale.

Le leggi regionali possono individuare nuove tipologie di beni culturali per soli scopi di valorizzazione, mentre per scopi di tutela con i connessi vincoli e conformazioni proprietarie la competenza a siffatte individuazioni resta riservata alla legislazione statale.



 
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