Carrello
Carrello vuoto



Necessità di un corrispettivo nel contratto di affitto di fondo rustico


Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:IL CODICE DEI CONTRATTI AGRARI
anno:2017
pagine: 353 in formato A4, equivalenti a 600 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 20,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


AGRICOLTURA --> CONTRATTI AGRARI --> AFFITTO --> CANONE

In tema di rapporti agrari, uno degli elementi essenziali del contratto di affitto di fondo rustico - di natura commutativa, la cui causa è la costituzione di un'impresa agricola su fondo altrui - è il corrispettivo, in danaro o in utilità di altra natura. Esso deve risultare periodico, certo o almeno determinabile, di norma correlato al valore di godimento del bene per realizzare una tendenziale equivalenza tra le due prestazioni, ed avere carattere anche di obbligatorietà, in quanto deve trovare causa nell'adempimento di un obbligo dell'affittuario e fonte nel contratto di affitto.

In mancanza di una pattuizione concernente la previsione di un canone in denaro per lo sfruttamento del fondo, deve escludersi l'ipotizzabilità di un valido contratto di affitto agrario.

In tema di contratti di affitto agrario, la valutazione, quanto al mancato pagamento del canone, della gravità e dell'importanza dell'inadempimento del conduttore in relazione all'interesse del locatore insoddisfatto non è rimessa all'apprezzamento discrezionale del giudice, ma è predeterminata legalmente mediante la previsione di un parametro ancorato a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ementi, puntualmente indicati nel citato art. 5, comma quarto, della legge n. 203 del 1982 (ossia il mancato pagamento dei canoni per un importo pari almeno ad una annualità del canone stesso).

La L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 49 prevede, ove ne ricorrano le condizioni, la costituzione ex lege di un rapporto di affitto tra i coeredi del defunto proprietario del fondo, rapporto alla cui nascita e alla cui perdurante validità non è di ostacolo il mancato raggiungimento di un'intesa sull'ammontare del canone, sopperendosi, secondo i principi generali, all'omessa determinazione consensuale della prestazione dovuta da una delle parti mediante meccanismi di integrazione.

La caducazione per illegittimità costituzionale delle disposizioni che fissavano un sistema di quantificazione del canone di equo affitto di fondi rustici non preclude al giudice la possibilità di addivenire, ove le parti non raggiungano un accordo sul punto, alla determinazione officiosa del corrispettivo, da effettuare ora sulla base dell'applicazione analogica dell'art. 1474 c.c., comma 2, ovvero facendo riferimento al prezzo di mercato.

Le inadempienze relative al pagamento del canone, alla conservazione e alla manutenzione del fondo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ative attrezzature nonché alla instaurazione di rapporti di subaffitto o di subconcessione non esauriscono la sfera delle inadempienze passibili di essere colpite dalla sanzione della risoluzione del contratto di affitto, come si evince in maniera inequivocabile, dalla lettera della L. n. 203 del 1982, art. 5, comma 2, che, collegando la risoluzione del contratto di affitto a coltivatore diretto particolarmente - e dunque non esclusivamente - a violazioni di tal fatta, smentisce la tesi della tassatività dell'elencazione.

In tema di contratti agrari, all'esito della declaratoria d'illegittimità costituzionale della L. n. 203 del 1982, artt. 9 e 62 a seguito della sentenza n. 138 del 2002 della Corte Cost. sono divenute prive d'effetto le tabelle per i canoni d'equo affitto e i redditi dominicali stabiliti, per effetto del suindicato L. n. 203 del 1982, art. 62, a norma del R.D.L. n. 589 del 1939, con la conseguenza che risultano legittimi, in mancanza di previsione normativa di livelli massimi d'equità, gli accordi liberamente intervenuti tra le parti - anche senza l'assistenza delle rispettive organizzazioni di categoria - in ordine alla determinazione del canone d'affitto, e risulta conseguentemente priva di fondamento normativo la do... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...petizione, ex L. n. 11 del 1971, art. 28, delle somme corrisposte in eccedenza a detti livelli.

L'esercizio del diritto di ritenzione del fondo agrario alla cessazione del rapporto di affitto ex L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 17, non esonera l'affittuario né dall'obbligo del pagamento del canone, né da quello di custodia del fondo con la diligenza del buon padre di famiglia, restando pertanto il detentore vincolato ad assicurarne la conservazione in buono stato e la produttività secondo la sua destinazione.

Per effetto della sentenza n. 318/2002 della Corte Costituzionale sono divenute prive di effetti sia le tabelle per i canoni di equo affitto, come disciplinate dalla L. n. 203 del 1982, art. 9 e dalle norme da questo richiamate, sia, ai fini della quantificazione del canone stesso, i redditi dominicali stabiliti, in forza della stessa L. n. 203 del 1982, art. 62, dal R.D.L. n. 589 del 1939, per cui, non esistendo più livelli massimi di equità stabiliti dalle dette tabelle, non ha alcun fondamento la domanda formulata dal conduttore ai sensi della L. n. 11 del 1971, art. 28, e diretta dalla ripetizione delle somme corrisposte in eccedenza rispetto ai menzionati livelli, in forza di accordi liberamente intervenuti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti, anche senza l'assistenza delle rispettive organizzazioni professionali agricole.

Il meccanismo di determinazione del canone di equo affitto basato sugli articoli 9 e 62 della legge 3 maggio 1982, n. 203, risulta privo, ormai, di qualsiasi razionale giustificazione, sia perché esistono dati catastali più recenti ed attendibili ai quali fare eventualmente riferimento sia perché in ogni caso, a distanza di oltre un sessantennio dal suo impianto, quel catasto ha perso qualsiasi idoneità a rappresentare le effettive e diverse caratteristiche dei terreni agricoli, cosicché non può sicuramente essere posto a base di una disciplina dei contratti agrari rispettosa della garanzia costituzionale della proprietà terriera privata e tale da soddisfare, nello stesso tempo, la finalità della instaurazione di equi rapporti sociali.



 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI