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Normativa relativa alla realizzazione di accessi stradali

La disciplina degli accessi alle strade contenuta nell’art.22 D.Lgs.285/1992 e quella a sua volta contenuta nell’art.4 R.D.1740/1933 non assolvono a finalità urbanistico-edilizie ma ad esigenze di sicurezza della circolazione stradale. Anche per questo motivo, l'Autorità competente può revocare o modificare in qualunque momento i provvedimenti di autorizzazione o concessione relativi alle strade e alle aree pubbliche.

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DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA

È contraddittorio il provvedimento con cui l'A.N.A.S. riconosce l'utilità e la pertinenza di un'opera realizzata dalla società che ha in concessione l'autostrada e poi si riserva un successivo non riconoscimento.

Il D.M. 5.11.2001, emanato in attuazione dell'art. 13 del Codice della strada e recante "norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade", si applica anche all'adeguamento di tronchi stradali esistenti.

DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> ACCESSI

Al Comune, chiamato ai sensi dell'art. 26, comma 3, del Codice della Strada, a rilasciare le autorizzazioni alla creazione di nuovi accessi e diramazioni di quelli esistenti, attribuendo all'ente proprietario unicamente il potere di rilasciare un nulla osta ex art. 22 del medesimo codice, è demandato il potere decisionale al riguardo, laddove all'ente proprietario della strada spetti la competenza a vagliare, con un atto di natura endoprocedimentale non esaustivo del potere decisionale, i profili di interesse riservatigli quale proprietario del bene.

La disciplina sull'autorizzazione degl... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arrai di cui all'art. 45, comma 3, del d.P.R. n. 495 del 1992 è applicabile anche agli accessi già esistenti alla data della sua entrata in vigore.

L'ente proprietario della strada può negare l'autorizzazione ad aprire nuovi accessi non solo nei tratti di strada in curva o a forte pendenza, ma ogni qual volta questo sia pericoloso per la fluidità e la circolazione stradale, purché nella motivazione del provvedimento dia conto dei fattori che determinano un simile giudizio.

Nessuna norma di legge impone all'ente proprietario della strada di dotarsi di un atto generale di indirizzo ai fini della formulazione del giudizio tecnico sull'inidoneità di un impianto o di un accesso a pregiudicare la sicurezza e la fluidità della strada, occorrendo solo che caso per caso l'Ente esterni le sue valutazioni mediante un congruo corredo motivazionale.

Il divieto di realizzare accessi ad una distanza inferiore a 100 metri da altri accessi, già autorizzati, per tutelare la sicurezza della circolazione stradale, non può essere applicato alla regolarizzazione di un accesso già esistente.

Il diniego alla regolarizzazione di un accesso esistente di cui all'art. 22, commi ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...g.vo n. 285/1992, deve evidenziare le ragioni per le quali non è possibile mantenere un accesso esistente da innumerevoli anni in assenza di pericoli per la circolazione stradale, essendo illegittimo il semplice riferimento al limite dei 100 metri dagli accessi esistenti, che è riferito dall'art. 45, comma 3, DPR n. 495/1992 ai soli nuovi accessi.

L'art. 22 D.Lg.vo n. 285/1992 va interpretato nel senso che l'autorizzazione in sanatoria può essere rilasciata se l'accesso non viola norme inderogabili del Codice della Strada e del relativo Regolamento di attuazione.

Le concessioni ed autorizzazioni relative all'accesso da proprietà privata sulla pubblica strada sono rinnovabili alla scadenza e comunque non possano avere una durata superiore ai ventinove anni.

Non possono ammettersi autorizzazioni relative all'accesso da proprietà privata sulla pubblica strada a tempo indeterminato, a prescindere di ciò che è riportato nel titolo costitutivo, che deve essere eterointegrato dalla previsione di cui all'art. 27, comma 5, del codice della strada.

L'autorità competente può revocare o modificare in qualunque momento i provvedimenti di autorizzazione o concessione rela... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...trade e alle aree pubbliche per sopravvenuti motivi di pubblico interesse o di sicurezza stradale.

La disciplina degli accessi alle strade contenuta nell'art. 22 del D.L.vo 285 del 1992 e quella a sua volta contenuta nell'art. 4 del R.D. 1740 del 1933 non assolvono a finalità urbanistico-edilizie ma ad esigenze di sicurezza della circolazione stradale che identificano un pubblico interesse di maggior rilievo rispetto alle finalità anzidette, e tali quindi da rendere le finalità medesime nettamente recessive rispetto alle valutazioni compiute dall'Autorità istituzionalmente deputata a garantire l'incolumità degli utenti delle pubbliche strade, ovvero dallo stesso legislatore in sede di diretta disciplina della relativa materia.

Nel vietare l'apertura di accessi lungo le rampe di intersezioni sia a raso che a livelli sfalsati, nonché lungo le corsie di accelerazione e di decelerazione, l'art. 22, comma 10, seconda parte, del Codice della Strada, detta una norma generale, di chiusura di sistema, che inibisce il rilascio di qualsivoglia autorizzazione e non può dirsi affatto derogato dal precedente comma 9.

Rientra pienamente nei poteri istruttori dell'amministrazione la richiesta di integr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mentale dettagliata al fine di istruire la pratica per la concessione di accessi privati alle strade extraurbane.

L'art. 45, comma 6, del D.P.R. 16.12.1992, n. 495 assegna all'ente proprietario della strada il potere di negare l'autorizzazione sia all'apertura di nuovi accessi sia alla trasformazione di quelli esistenti ogniqualvolta sussista un pericolo di pregiudizio per la sicurezza o la fluidità della circolazione elencando poi, in modo meramente esemplificativa, alcune ipotesi in cui il diniego può essere opposto.

In presenza di un pericolo di pregiudizio per la sicurezza o la fluidità della circolazione, l'ente proprietario della strada può negare il proprio assenso alla realizzazione o alla trasformazione degli accessi anche quando tra essi risulti rispettata la distanza minima.

E' massima di esperienza che su una via extraurbana, in una zona non densamente abitata ed in un tratto in sensibile pendenza, siano frequenti le violazioni del limite di velocità fissato a 50 km/h, nonostante la limitata visibilità dovuta alle curve.

La pericolosità di un accesso dipende non soltanto dalle condizioni della viabilità nel punto di innesto, ma anche dalle caratteristic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...li del passo realizzato o che si intenda realizzare.


 
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