PIANIFICAZIONE URBANISTICA

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Il diritto al recupero delle somme pagate per l'acquisizione delle aree incluse nel P.E.E.P.

In relazione a una convenzione per la costruzione di case di tipo economico e popolare, nonostante la pregressa quantificazione sia del costo delle aree sia delle spese di urbanizzazione, il comune ha diritto a ripetere dai singoli acquirenti degli alloggi edificati l'importo pro-quota di quanto effettivamente speso, sia per l'acquisizione delle aree che per le spese di urbanizzazione. Quand'anche nessuna previsione fosse contenuta in convenzione, dovrebbe ritenersi operante ex art.1339 cod.civ.

Durata del piano di lottizzazione

Il piano di lottizzazione ha natura di piano particolareggiato di attuazione, sicché, ai sensi dell’art. 17, comma 1, della legge 17.8.1942 n. 1150, decorso il termine stabilito per l’esecuzione esso diventa inefficace per la parte in cui non abbia avuto attuazione, rimanendo soltanto fermo a tempo indeterminato l'obbligo di osservare, nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti, gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso.

Funzione ed effetti del piano di lottizzazione

Il piano di lottizzazione, sia esso di iniziativa pubblica che privata, ha lo scopo di asservire un’area non urbanizzata all’edificazione consentendo la realizzazione contestuale delle opere di urbanizzazione e dei fabbricati per uso privato.

Piani urbanistici attuativi: i Programmi di Recupero Urbano

I Programmi di Recupero Urbano rientrano tra i nuovi strumenti urbanistici di pianificazione “indiretta”, che il Legislatore ha accostato al P.R.G. ed alle sue varianti generali e dei quali il piano particolareggiato in variante rappresenta solo un tipo.

La natura di atto generale di pianificazione del piano di insediamento produttivo

Il Piano degli Insediamenti Produttivi, costituisce, dal punto di vista tecnico, un piano di zonizzazione attuativo, che disciplina la realizzazione di “impianti produttivi di carattere industriale, artigianale, commerciale e turistico”.

L'integrale copertura dei costi sostenuti per l’acquisizione delle aree da assegnare in zona P.I.P.

Che la spesa per l’acquisizione delle aree espropriate in ambito PIP sia stata assai più alta di quanto preventivato in sede di convenzione, rientra nell’alea normale del giudizio, intentato dai proprietari dei suoli espropriati, ed il Comune non può certo ritenersi responsabile, nei confronti degli acquirenti dei lotti dell’area p. i. p., a cagione della presunta inadeguatezza della difesa tecnica, in detto giudizio espletata dal professionista incaricato.

Il programma costruttivo di edilizia residenziale pubblica

A differenza del Piano adottato ai sensi della legge n. 167 del 1962, la localizzazione di un intervento costruttivo, da realizzarsi in attuazione del predetto Piano, ai sensi dell’art. 51 della legge 22 ottobre 1971 n. 865 non ha una connotazione pianificatioria, ma ha un carattere immediatamente operativo, in quanto più limitatamente inteso ad assicurare la realizzazione di un programma costruttivo già finanziato e definito in tutte le sue parti essenziali.

Diverse tipologie di variante urbanistica

L’adozione di una variante che interessi aree determinate del piano regolatore generale richiede una motivazione specifica che non è necessaria, invece, allorché la destinazione di un’area muti per effetto della adozione di un nuovo strumento urbanistico generale, che provveda ad una nuova e complessiva definizione del territorio comunale.

Presupposti del procedimento semplificato di variante per insediamenti produttivi ex art. 8 del D.P.R. n. 160/2010

Il procedimento semplificato di variante ex art. 8 del D.P.R. n. 160/2010 non può essere surrettiziamente trasformato in una modalità ordinaria di variazione dello strumento urbanistico generale. Pertanto, perché a tale procedura possa legittimamente farsi luogo, occorre che siano preventivamente accertati in modo oggettivo e rigoroso i presupposti di fatto richiesti dalla norma, e quindi anche l'assenza o insufficienza nello strumento urbanistico di aree destinate ad insediamenti produttivi.

Il procedimento di variante urbanistica per insediamenti produttivi ex art. 5 D.P.R. 447/1998

Il ricorso alla procedura semplificata ex art. 5, D.P.R. 20 ottobre 1998 n. 447 – pur ispirata nel disegno legislativo a facilitare ed accelerare la realizzazione di iniziative produttive – non comporta l'abdicazione da parte del consiglio comunale alla sua fisiologica capacità pianificatoria; ciò in quanto le finalità produttive, ancorché intrinsecamente rilevanti, non possono prevalere in assoluto ed automaticamente sulle esigenze di complessivo e ordinato governo del territorio.

L'adozione di un programma di riqualificazione urbana ed i contratti di quartiere

I piani di riqualificazione urbana sono stati introdotti nella nostra legislazione come strumenti di programmazione urbanistica, ad iniziativa pubblica o privata, che riguardano ampi ambiti urbani compromessi dal dispiegarsi disomogeneo dell’attività edilizia e specificamente rivolti, attraverso un insieme sistematico e coordinato di interventi, alla riqualificazione degli ambiti di intervento nel loro complesso.

Coordinamento del prg con i piani urbanistici sovracomunali

L’intervento della regione in sede di pianificazione comunale è qualificabile come stralcio e non come modifica della pianificazione urbanistica laddove interessi aree minime, non pregiudichi i complessivi equilibri scelti dal comune e lasci in ogni caso la possibilità al comune di intervenire nuovamente sulla destinazione dell'area stralciata.

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