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Diverse tipologie di variante urbanistica


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titolo:IL CODICE DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA
anno:2017
pagine: 3590 in formato A4, equivalenti a 6103 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> VARIANTE PUNTUALE

In relazione a variante di tipo puntuale e in relazione all'esistenza di contenzioso civile e amministrativo è necessaria una specifica motivazione.

L'adozione di una variante che interessi aree determinate del piano regolatore generale richiede una motivazione specifica che non è necessaria, invece, allorché la destinazione di un'area muti per effetto della adozione di un nuovo strumento urbanistico generale, che provveda ad una nuova e complessiva definizione del territorio comunale.

Nell'ambito della distinzione tra le varianti ai P.R.G. la differenza tra le varianti specifiche e quelle generali si rinviene sulla base di un criterio spaziale di delimitazione del concreto potere esercitato di pianificazione urbanistica.

Mentre le varianti specifiche al P.R.G. interessano soltanto una parte del territorio comunale e rispondono quindi all'esigenza di porre rimedio a sopravvenute necessità urbanistiche parziali e localizzate, le varianti generali consistono in una nuova disciplina generale dell'assetto del territorio, resasi necessaria perché il P.R.G. ha durata indeterminata e quindi deve essere soggetto a revisioni per... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... />
Il vincolo preordinato all'esproprio può anche derivare dall'approvazione di una variante allo strumento urbanistico generale che preveda la realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità.

Una variante urbanistica "puntuale" non è sic et simpliciter vietata, dovendo verificarsi se l'intervento modificativo su una singola particella o su un singolo immobile sia comunque frutto di un esame della situazione urbanistica complessiva della zona che dimostri la necessità dell'intervento in variante, non potendo derogarsi al principio per cui la programmazione urbanistica deve tendere ad una cura integrale del territorio comunale attraverso previsioni che favoriscano una sistemazione omogenea del territorio, unita a uno sviluppo ordinato ed armonico di questo.

E' legittima la variante urbanistica che reca una molteplicità di modifiche su singole, e anche alquanto circoscritte, porzioni del territorio già normato dal P.U.C., in conseguenza di un'istruttoria globale e unitaria.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> VARIANTI ACCELERATE

L'originario errore di dimensionamento di un'opera viabilistica non crea un vincolo insuperabile, in quanto la sicurezza... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ilità corrisponde a un interesse pubblico che non si affievolisce nel tempo, e dunque legittimamente l'amministrazione può cercare di rimediare con variante semplificata.

La delibera di approvazione di un progetto di un'opera pubblica o di pubblica utilità ovvero anche l'atto di programmazione di opere pubbliche non può valere quale variante allo strumento urbanistico, se non adottata nelle forme e nei modi prescritti dall'art. 10 D.P.R. n. 327/2001.

E' espressamente consentito dalla normativa di riferimento, che, nell'intento di accelerare la realizzazione delle opere pubbliche, il medesimo atto approvativo del progetto definitivo possa contenere variante allo strumento urbanistico generale, anche sotto il profilo della necessaria apposizione (o riadozione, se scaduto, ma, in ogni caso, previa adeguata motivazione) del vincolo preordinato all'esproprio in modo tale da assicurare che vi sia sempre perfetta simmetria fra l'opera pubblica approvata e le previsioni dello strumento urbanistico generale.

A prescindere dalla possibilità di procedere a variante urbanistica nei modi ordinari, il legislatore ex art. 1 L. n. 1/1978 ha riconosciuto la possibilità per l'Autorità Amministrativa ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... la procedura di modifica delle previsioni urbanistiche anche a seguito dell'approvazione del progetto di costruzione di un'opera pubblica. Tale facoltà è stata ribadita anche dall'art. 19, comma 2, del D.P.R. n. 327 del 2001.

Non è escluso, ma anzi espressamente previsto dalla legislazione, nell'intento di accelerare la realizzazione delle opere pubbliche, che il medesimo atto approvativo del progetto definitivo possa contenere variante allo strumento urbanistico generale, anche sotto il profilo del cambio di destinazione della zona interessata dall'opera pubblica, o la necessaria apposizione (o la reiterazione se scaduto) del vincolo preordinato all'esproprio, in modo tale da assicurare che vi sia sempre perfetta simmetria tra l'opera pubblica approvata e le previsioni dello strumento urbanistico generale.

Qualora l'approvazione del progetto definitivo muti la destinazione dell'area, essa rappresenta una variante al piano e come tale deve essere sottoposta alla procedura prevista per l'approvazione del piano stesso, da parte dei competenti organi (nel caso di specie secondo quanto previsto dalla L.R. Campania n. 14/1982).

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> VARIANTI ACCELERATE --> PIANO RE... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... FIERI

Il fatto che la deliberazione di approvazione del progetto implichi una variante semplificata al piano urbanistico generale, e questo non sia ancora in vigore nel momento in cui la deliberazione è approvata, non ne intacca la validità qualora l'ente sia dotato da tempo di un piano regolatore generale, già in vigore, implicando la deliberazione comunale approvata una variante allo strumento urbanistico generale vigente, con l'imposizione del vincolo preordinato all'espropriazione.

L'adozione del nuovo Piano Regolatore Generale non preclude l'approvazione di progetto definitivo in variante al vigente strumento urbanistico comportante diversa destinazione urbanistica rispetto al piano "in fieri" che, in quanto tale, non è espressivo della volontà definitivamente formata delle amministrazioni coinvolte nella sua elaborazione quanto alla disciplina urbanistica del territorio comunale.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> VARIANTI GENERALI

La circostanza che la variante generale raggruppi in realtà una pluralità di singole previsioni "particolari" non costituisce, isolatamente considerata, dimostrazione di illogicità della stessa.

A... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...a qualifica di una variante come generale, ciò che conta è che la nuova disciplina di piano consegua ad un esame esteso all'intero territorio comunale, ad un attenta ricognizione degli antichi bisogni che la vigente disciplina aveva lasciato insoddisfatti e dei nuovi determinati dalla evoluzione medio-tempore verificatisi nelle condizioni socio-economiche della città, nonché ad una documentata valutazione di congruità delle soluzioni codificate rispetto agli obiettivi prefissati.

Costituisce variante del piano regolatore generale in senso tecnico, non solo quella che cambi le destinazioni di zona ovvero muti la pianificazione strutturale del territorio, ma anche quella che modifichi in tutto o in parte, in generale o in particolare, le prescrizioni ovvero gli standards costruttivi, pur mantenendo ferma la preesistente zonizzazione.

Deve essere qualificata come «generale» la variante al P.R.G. preordinata alla preservazione della configurazione tipica del territorio e del paesaggio urbano e che, per perseguire tale obiettivo, limiti, in relazione a determinati ambiti normativi, le possibilità di demolizione e di sopraelevazione delle costruzioni esistenti, riduca le possibilità di utilizzo ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ità edificatoria residua e imponga il mantenimento della sagoma planimetrica d'origine.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> VARIANTI TECNICHE E NORMATIVE

Si devono distinguere le "varianti normative" dalle "varianti pianificatorie": le prime sono dirette soltanto alla modifica delle n.t.a. e non richiedono la predisposizione di relazioni tecniche o di progetti, che è necessaria invece per le seconde vista la loro incidenza sull'assetto urbanistico del territorio e sulle planimetrie.



 
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