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Il diritto al recupero delle somme pagate per l'acquisizione delle aree incluse nel P.E.E.P.

Il Comune ha diritto a ripetere dai singoli acquirenti l’importo pro quota di quanto effettivamente speso per l’acquisizione delle aree e per le spese di urbanizzazione (art.35 L.865/1971), anche nell’ipotesi in cui nessuna riserva in tal senso fosse contenuta nel contratto.

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titolo:IL CODICE DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA
anno:2017
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PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> PRINCIPIO DEL PAREGGIO --> RECUPERO ONERI ASSEGNATARI

L'obbligazione pecuniaria relativa all'adeguamento del prezzo al costo di acquisizione delle aree ex art. 35 comma 11 prima parte della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e quindi al pagamento dell'eventuale differenza tra il primo e il secondo, non riveste natura di obbligazione propter rem, ossia di obbligazione di natura reale che segua le vicende della circolazione giuridica dell'immobile, e come tale sia trasferita agli acquirenti successivi del medesimo, e ciò a differenza, ad esempio, delle obbligazioni accessive alle convenzioni di lottizzazione relative all'assunzione dell'obbligo di realizzazione delle opere di urbanizzazione, che gravano anche su chi richieda il permesso di costruire. Ne consegue che obbligato al pagamento del conguaglio del prezzo e legittimato passivo è proprio il soggetto beneficiario dell'acquisizione dell'area.

Nel sistema di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 35, la convenzione tra espropriante e concessionario doveva prevedere un corrispettivo della concessione "pari al costo di acquisizione delle aree, nonché al costo delle relative opere di urbanizzazione se già ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...quot;, id est doveva coprire tutti i costi sostenuti dal Comune con conseguente piena salvezza delle casse comunali, in ipotesi di avvio del procedimento di recupero nei confronti dei concessionari.

Nel sistema di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 35, la convenzione tra espropriante e concessionario doveva prevedere un corrispettivo della concessione "pari al costo di acquisizione delle aree, nonché al costo delle relative opere di urbanizzazione se già realizzate", id est doveva coprire tutti i costi sostenuti dal Comune con conseguente piena salvezza delle casse comunali, in ipotesi di avvio del procedimento di recupero nei confronti dei concessionari.

In relazione a una convenzione per la costruzione di case di tipo economico e popolare ex art. 35 L.865/1971, nonostante la pregressa quantificazione sia del costo delle aree sia delle spese di urbanizzazione, il comune ha diritto a ripetere dai singoli acquirenti degli alloggi edificati l'importo pro-quota di quanto effettivamente speso, sia per la acquisizione delle aree che per le spese di urbanizzazione. Quand'anche nessuna previsione fosse contenuta in convenzione, dovrebbe ritenersi operante ex art. 1339 c.c..

La disposizione contenuta nell'art. 35 legge ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... rende palese il diritto del Comune di recuperare quanto speso sia per l'acquisizione delle aree (corrispettivo da adeguare all'effettiva somma dovuta agli espropriati a seguito della definizione della pratica espropriativa), sia per la loro urbanizzazione.

La disposizione di cui all'art. 35, comma 12, della L. n. 865/1971, a mente della quale "i corrispettivi della concessione in superficie…ed i prezzi delle aree cedute in proprietà devono, nel loro insieme, assicurare la copertura delle spese sostenute dal comune o dal consorzio per l'acquisizione delle aree comprese in ciascun piano approvato a norma della legge 18 aprile 1962, n. 167", ha natura di norma inderogabile e pertanto essa, per effetto di quanto stabilito dall'art. 1339 c.c., integra il contenuto della convenzione quand'anche questa non avesse espressamente previsto l'evenienza del conguaglio.

Dal disposto di cui all'art. 35 della L. n. 865/1971 discende il diritto del Comune a recuperare quanto speso sia per l'acquisizione delle aree (corrispettivo da adeguare all'effettiva somma dovuta agli espropriati a seguito della definizione della pratica espropriativa) sia per la loro urbanizzazione.

Il recupero dagli assegnatari delle aree Peep di quanto speso sia ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sizione delle aree sia per la loro urbanizzazione, costituisce attività dovuta e vincolata del Comune e non discrezionale.

Ai fini del recupero delle somme pagate per l'acquisizione delle aree incluse nel PEEP è del tutto irrilevante che gli assegnatari non abbiano partecipato al giudizio di opposizione alla stima: ad essi l'ordinamento non attribuisce la qualità di litisconsorti necessari.

Alla luce del disposto di cui all'art. 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865 deve ritenersi che, nonostante l'espressa quantificazione del costo delle aree e delle spese di urbanizzazione, come contenuta nella convenzione-contratto stipulata tra le parti, il Comune abbia diritto a ripetere dai singoli acquirenti l'importo pro quota di quanto effettivamente speso per l'acquisizione delle aree e per le spese di urbanizzazione. Ciò anche nell'ipotesi in cui nessuna riserva in tal senso fosse contenuta nel contratto stesso, dovendosi ritenere operante il meccanismo di inserzione automatica di clausole per l'integrazione del contenuto del contratto (art. 1339 c.c.).

Il Comune ha diritto di richiedere agli assegnatari di aree PEEP, in quanto del tutto coerente con la nozione di costo di acquisizione delle aree, le somme dovut... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di indennità di espropriazione e di occupazione dei suoli, come determinate in sede giudiziaria di fronte al ricorso della parte espropriata.

La convenzione intercorsa tra il comune con la società proprietaria del terreno occupato, stipulata successivamente alla già intervenuta acquisizione del bene per effetto dell'occupazione acquisitiva e rivolta a risolvere vari e numerosi contenziosi sorti tra le parti, non costituisce titolo per pretendere la quota di indennità di esproprio gravante sulla Cooperativa assegnataria, posto che la stessa non scaturisce dal procedimento espropriativo e non è stata ivi determinata, ma costituisce il frutto di un accordo transattivo concluso tra le parti suddette, perciò a nulla rilevando i criteri cui le stesse si siano attenuti e le finalità con tale atto intese perseguire.

Dalla lettura dell'art. 35 della L. n. 865/71 emerge il principio dell'integrale copertura dei costi di acquisto delle aree da destinare alla realizzazione dei piani di edilizia economica e popolare; in forza di detto principio il Comune è legittimato a pretendere il versamento, dai singoli cessionari delle aree, delle somme dovute a titolo di conguaglio relativo al prezzo di acquisto delle... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ime.

La maturazione degli interessi nell'arco di tempo durante il quale il Comune ha ritardato il pagamento delle somme dovute a titolo di indennità ai proprietari espropriati non può essere addebitato alla Cooperativa assegnataria delle aree in diritto di superficie per la realizzazione di programma costruttivo di edilizia residenziale convenzionata.

Il diritto del Comune al conguaglio dei maggiori costi di espropriazione delle aree assegnate nell'ambito di interventi PEEP comprende le somme derivanti dall'attivazione da parte degli espropriati dei procedimenti giurisdizionali di opposizione alla stima, senza che alcuna rilevanza possa essere attribuita al comportamento del Comune che ha ritenuto di resistere nell'ambito del predetto contenzioso.

Le norme che impongono il principio del "perfetto pareggio economico" delle operazioni previste dall'art. 35 della L. 865/1971 sono caratterizzate dal carattere imperativo; ne consegue che, anche nelle ipotesi in cui le convenzioni di cessione dovessero prevedere clausole di determinazione del prezzo in misura "fissa" e non comprensiva dell'eventuale conguaglio derivante dai maggiori costi effettivamente sostenuti nell'espropriazione ed urbanizzazione delle aree, ci&ogra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...edirebbe comunque il diritto del Comune stesso di pretendere ai cessionari il "conguaglio" emergente alla conclusione delle operazioni di espropriazione.

Ai fini dell'esigibilità dei conguagli a carico degli assegnatari di aree peep per effetto dei maggiori costi espropriativi conseguenti ad opposizioni alla stima, nessuna rilevanza può essere attribuita al comportamento del Comune che ha ritenuto di resistere nell'ambito dei predetti contenziosi; in assenza di una sanzione per responsabilità processuale o di altri "sintomi" di un comportamento processuale scorretto, deve ritenersi che la scelta di difendersi in giudizio costituisca opzione tesa proprio alla maggiore garanzia degli interessi dei cessionari delle aree, chiamati, in sostanza, a sostenere i costi di espropriazione, pur essendo estranei ai giudizi di opposizione alla stima.

E' legittima la richiesta da parte del Comune alla cooperativa concessionaria del diritto di superficie, del conguaglio per i costi di assegnazione di aree di edilizia residenziale pubblica a seguito di maggiori oneri dipendenti dalle indennità corrisposte ai proprietari espropriati, nella specie derivanti dalle maggiorazioni a costoro dovute per la volontaria accettazione dell'indennit&ag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...proprio (nel caso di specie mancato abbattimento del 40%); ciò in quanto siffatto maggior onere non è frutto di attività illecita ma discende direttamente dalla legge.

Sono soggette a richiesta di conguaglio a carico degli assegnatari dei lotti interessati da interventi di edilizia residenziale, le somme conseguenti alla rideterminazione delle indennità da parte della Corte d'Appello e ad accordi transattivi.

La disposizione di cui all'art. 35 L. n. 865/71, relativa alla cessione delle aree comprese nei piani di zona acquisite in via espropriativa, non prescrive che i corrispettivi devono essere uguali ai costi sostenuti, ma stabilisce che gli stessi devono assicurare la copertura delle spese; ne consegue che non si può escludere il diritto del Comune di pretendere il rimborso di ulteriori somme relative ai maggiori costi sostenuti sia per la definitiva determinazione dell'indennità di espropriazione sia per l'acquisizione di nuove aree e per la relativa urbanizzazione delle stesse, purché siano necessarie per la funzionalità del Piano.

In virtù del principio del pareggio economico imposto dalla normativa in materia di cessione di aree espropriate per interventi di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sidenziale pubblica (art. 35 L. n. 865/71 ed art. 16 del D.L. n. 786/1981, convertito con modificazioni in L. n. 51/1982), il Comune, indipendentemente dalla previsione di una clausola espressa, è legittimato a richiedere ai cessionari il "conguaglio" emergente alla conclusione delle operazioni di espropriazione, con particolare riferimento alla determinazione delle indennità di espropriazione concretamente corrisposte ai proprietari espropriati.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> PRINCIPIO DEL PAREGGIO --> RECUPERO ONERI ASSEGNATARI --> PRESUPPOSTI --> COSTI EFFETTIVAMENTE SOSTENUTI

Premesso che il Comune ha diritto di ripetere dai singoli acquirenti degli alloggi edificati in ambito PEEP l'importo relativo a quanto effettivamente speso per l'acquisizione delle aree, deve comunque trattarsi di spese effettivamente sostenute in relazione all'acquisizione delle aree oggetto di convenzione; non è pertanto sufficiente la produzione di documenti che illustrano l'avvenuta instaurazione di contenziosi sugli espropri di altre aree, senza ulteriori specificazioni.

In merito all'assegnazione di aree P.E.E.P., non esiste un diritto al conguaglio astratto e scollegato dai costi di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne effettivamente sostenuti per la specifica area.

Il principio del perfetto pareggio economico dell'operazione espropriativa (art. 35 della legge n. 865/71), comporta che il Comune ha il diritto ad ottenere il conguaglio, qualora abbia dovuto in concreto sostenere oneri ulteriori rispetto a quelli previsti in convenzione per l'acquisizione del diritto di superficie sulle aree P.E.E.P., in forza di norme di legge sopravvenute applicabili al rapporto. Viceversa un diritto di conguaglio per effetto di norme sopravvenute, a prescindere dai costi di acquisizione effettivamente sostenuti dall'Amministrazione, non è previsto da alcuna norma di legge né (nel caso di specie), dalle convenzioni medesime. Non esiste cioè un diritto al conguaglio astratto e scollegato dai costi di acquisizione effettivamente sostenuti per la specifica area.


 
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