ULTIMI APPROFONDIMENTI CARICATI

Stai vedendo 651-612 di 3802 risultati

Localizzazione, occupazione abusiva e subentro negli immobili di edilizia residenziale pubblica

Il procedimento accelerato di cui all’art. 51 della legge 865 del 1971 può esser utilizzato per la realizzazione di aree da utilizzare per l’edilizia residenziale pubblica in virtù dell’esaurimento delle aree destinate a tal fine dallo strumento urbanistico, non essendo necessario che l’Amministrazione motivi ulteriormente ovvero fornisca ulteriori prove a sostegno della propria scelta.

Riparto di giurisdizione nelle controversie inerenti all’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica

Rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo la controversia avente ad oggetto il provvedimento di assegnazione, di diniego di assegnazione o di decadenza dall'assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica, trattandosi di atto di concessione di un bene pubblico indisponibile.

Determinazione del fabbisogno di alloggi da destinare ad edilizia economica e popolare: i piani P.E.E.P.

La disciplina degli apprestamenti di aree mediante espropriazione e della connessa realizzazione su di esse d'edifici destinati ad alloggi di tipo economico e popolare non rientra nella materia dell'edilizia e dell'urbanistica ma, per la rilevanza sociale che la connota, in quella dei servizi pubblici.

Il principio del pareggio economico nella copertura dei costi di acquisto delle aree da destinare alla realizzazione dei piani di edilizia economica e popolare

Il corrispettivo per la concessione dell'area da destinare alla realizzazione dei piani di edilizia economica e popolare, deve obbligatoriamente corrispondere all'effettivo costo di acquisizione, di guisa che l'ente concedente, ove in concreto vi sia divergenza rispetto alla somma indicata in convenzione, è legittimato, in doverosa applicazione dell'art. 35 L. n. 865/71, a pretendere la differenza.

La localizzazione dei programmi costruttivi di edilizia residenziale pubblica ai sensi dell’art. 51 della L. n. 865/1971

A differenza del Piano adottato ai sensi della legge n. 167 del 1962, la localizzazione di un intervento costruttivo, da realizzarsi in attuazione del predetto Piano, ai sensi dell’art. 51 della legge 22 ottobre 1971 n. 865 non ha una connotazione pianificatioria, ma ha un carattere immediatamente operativo, in quanto più limitatamente inteso ad assicurare la realizzazione di un programma costruttivo già finanziato e definito in tutte le sue parti essenziali.

Il procedimento di rilascio dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività estrattiva

L'autorizzazione alla coltivazione di una cava può essere negata qualora le previsioni del P.R.G. prevedano nella zona interessata il divieto di svolgere attività estrattive, anche se il piano paesistico regionale permette tale tipo di attività.

L’autorizzazione amministrativa alla coltivazione di una cava

L’autorizzazione alla coltivazione di cava deve prendere in considerazione e ponderare adeguatamente tutti gli interessi in concreto coinvolti, in primis quelli ambientali: in ciò si differenzia dall’autorizzazione paesaggistica, che solo deve vagliare la compatibilità con il vincolo paesaggistico.

Calcolo dell'indennità di esproprio per cave e giacimenti minerari

Ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione di area adibita a cava, deve essere accertato il valore pieno di mercato della cava, ragguagliandolo alle relative potenzialità materiali ed economiche ed alla sua condizione di libertà e non al minore valore desunto dal pregiudizio reddituale che presumibilmente il proprietario espropriato, non essendo imprenditore, potrebbe in concreto subire.

Giurisdizione sulle controversie relative alle concessioni di attività minerarie

Sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo in ordine ai rapporti derivanti da concessioni di attività minerarie (compreso l'emungimento di acque minerali), laddove un ente pubblico territoriale abbia provveduto a disciplinare l'esercizio dell’attività medesima.

Rapporti tra gli strumenti urbanistici e la pianificazione di settore delle attività estrattive

L’attività di apertura e coltivazione di cava, pur comportando la trasformazione del territorio, non è subordinata al controllo edilizio comunale, giacché la compatibilità della coltivazione della cava con gli interessi urbanistici è oggetto di accertamento da parte della Regione al momento del rilascio dell’autorizzazione per lo sfruttamento dei giacimenti.

Pianificazione regionale e comunale delle attività estrattive

Se la disposizione contenuta nel Piano regionale per le attività di cava non ancora approvato non può essere utilizzata quale parametro di valutazione diretta della legittimità degli atti, la stessa, però, deve essere utilizzata quale misura della relativa ragionevolezza, che risulta viziata da eccesso di potere nella misura in cui si presenta come irragionevole e contraddittoria.

Piani Regionali delle Attività Estrattive

Il PRAE quale atto di programmazione settoriale, è espressione del potere amministrativo di pianificazione ed ha come funzione principale quella della localizzazione territoriale delle attività e di fissazione dei relativi criteri di sfruttamento attraverso il contemperamento di tutti gli interessi, pubblici e privati, coinvolti a vario titolo nell’attività di coltivazione della cava. Pertanto contro di esso non possa essere promosso alcun sindacato di legittimità costituzionale.

Pagina 51 di 317 51 110 160 210 260