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Sanzioni per abusi edilizi: l'ordinanza di sospensione dei lavori


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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
pagine: 5843 in formato A4, equivalenti a 9933 pagine in formato libro
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANZIONI --> ORDINANZA DI SOSPENSIONE DEI LAVORI

Il potere di sospensione dei lavori edili in corso è di tipo cautelare, in quanto destinato ad evitare che la prosecuzione dei lavori determini un aggravarsi del danno urbanistico, e alla descritta natura interinale del potere segue che il provvedimento emanato nel suo esercizio ha la caratteristica della provvisorietà, fino all'adozione dei provvedimenti definitivi.

La sospensione dei lavori edilizi ha natura meramente cautelare perché volta a permettere all'amministrazione di definire la portata dell'abuso edilizio commesso, evitando che lo stesso assuma proporzioni maggiori, e viene assorbita dal successivo provvedimento sanzionatorio.

L'assenza dell'autorizzazione paesaggistica è presupposto sufficiente per l'ordine di sospensione dei lavori.

L'ordine di sospensione dei lavori non costituisce il necessario presupposto di legittimità dell'ingiunzione a demolire, ben potendo quest'ultima essere emanata immediatamente, all'esito dell'accertamento della realizzazione di opere abusive.

L'ordine di sospensione dei lavori non costituisce necessario presupposto di legittimità... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...unzione a demolire, ben potendo quest'ultima essere emanata immediatamente, all'esito dell'accertamento della realizzazione di opere abusive. Il potere di sospensione dei lavori, infatti, ha natura eminentemente cautelare, essendo finalizzato ad evitare che la prosecuzione degli stessi determini un aggravarsi del danno urbanistico.

Allorquando insorgano dubbi circa la natura di interventi edilizi regolarmente autorizzati, il Comune può al massimo adottare un'ordinanza di sospensione dei lavori, che deve essere debitamente motivata e che può avere un'efficacia temporale massima di 45 giorni; non è invece consentito adottare atti interlocutori atipici, in quanto in materia edilizia vige il principio generale per cui o un intervento è assentibile (eventualmente con prescrizioni e modifiche, imposte ad esempio dalle autorità competenti in materia paesaggistica) o non lo è, tertium non datur.

Il provvedimento di sospensione dei lavori ha natura cautelare e provvisoria, essendo inteso ad evitare che l'attività costruttiva abusivamente condotta possa essere portata ad ulteriori conseguenze, ma costituisce antecedente solo eventuale e non indefettibile dell'ingiunzione di demolizione, ben potendo essere omess... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...in cui non siano in corso i lavori per la realizzazione delle opere abusive.

L'ordinanza di sospensione dei lavori che precede quella di demolizione adempie alla funzione di comunicazione di avvio del procedimento, essendo intuibile l'intendimento dell'Amministrazione di porre in essere i conseguenti atti per sanzionare l'abuso edilizio, stante la doverosità di essi per l'Autorità comunale.

L'ordinanza di sospensione di lavori edilizi di sospetto carattere abusivo non costituisce il presupposto logico giuridico della conseguente ordinanza di demolizione né tantomeno del diniego all'istanza di sanatoria o di accertamento di conformità, ma ha natura di provvedimento cautelare e provvisorio con il quale l'amministrazione interviene rapidamente per impedire che l'attività edilizia, potenzialmente abusiva, possa essere portata ad ulteriori conseguenze ed in tal modo finisca per produrre pregiudizi irreparabili o difficilmente rimediabili.

La demolizione non deve essere necessariamente preceduta dall'ordine di sospensione dei lavori, infatti quest'ultimo attiene ad un potere cautelare e, quindi, ontologicamente diverso da quello cui inerisce la misura ripristinatoria che ha invece natura vincolata e, quind... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ata, pertanto il presupposto per l'adozione della sospensione dei lavori è l'accertamento dell'abusività dei lavori stessi, non potendo l'ordine di sospensione essere adottato per finalità istruttorie.

L'ordine di sospensione dell'attività edilizia abusiva, in ragione del carattere meramente eventuale delle esigenze cautelari che possono determinarlo, non deve necessariamente precedere l'ordine di demolizione, ma può anche non esservi affatto, e pertanto, anche l'adozione di un ordine di sospensione superfluo, per essersi ormai consumate le esigenze cautelari che potevano giustificarlo, non può certo rifluire sull'ordine di demolizione in modo da renderlo illegittimo.

La comunicazione dell'ordine di sospensione dei lavori (art. 27, co. 3, D.p.r. n. 380/2001) assolve la funzione di comunicazione di avvio del procedimento finalizzato all'adozione di provvedimenti sanzionatori.

L'ordine di sospensione ex art. 27 D.P.R. 380/2001 può riferirsi ai lavori edilizi, non all'attività che si svolge all'interno del manufatto.

E' sufficiente che, al momento dell'accertamento, risulti chiaramente che la finalità perseguita con gli interventi allora in corso di espletament... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a di realizzare un abuso edilizio affinché l'amministrazione possa ordinare la sospensione dei lavori e il ripristino dello stato dei luoghi.

L'omissione dell'ordinanza di sospensione dei lavori non inficia la validità del successivo ordine di demolizione.

L'ordine di sospensione dei lavori non è necessario tutte le volte in cui l'abuso sia di immediata e definita constatazione, per cui il Comune non ha bisogno di alcuno spazio per l'accertamento dei fatti o per ulteriori approfondimenti.

La sospensione dei lavori non costituisce affatto un presupposto logico giuridico dell'ordinanza di demolizione.

Non è necessario che l'ordine di demolizione sia preceduto dall'ordine di sospensione dei lavori edilizi abusivi.

L'ordinanza di sospensione lavori ex art. 27, co. 3, D.P.R. 380/2001 ha una funzione strettamente cautelare e strutturalmente preordinata all'adozione di provvedimenti definitivi di carattere sanzionatorio, per l'emanazione dei quali il Legislatore stabilisce il termine perentorio di 45 giorni: quindi il provvedimento di sospensione non può essere reiterato una seconda volta.

L'ordine di sospensione dei lavori non deve indicare il termine di efficac... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...he lo stesso è determinato dalla legge nel suo massimo per 45 giorni.

L'ordine di sospendere i lavori per violazione delle distanze di cui all'art. 96 R.D. 523/1904, qualora questi siano eseguiti in difformità da quanto previsto nel titolo edilizio precedentemente assentito non deve essere preceduto da un intervento demolitorio dell'atto abilitativo assentito.

Rispetto alla accertata lottizzazione abusiva, l'ordinanza di sospensione si pone come atto dovuto e necessario.

In caso di lottizzazione abusiva l'ordine di sospendere i lavori può essere contenuto anche in un provvedimento che abbia oggetto plurimo e diversi destinatari, non potendo essere preclusa alla P.A. la possibilità di concentrare in un unico atto le esigenze di prevenzione e repressione, attraverso una disposizione sanzionatoria rivolta nei confronti di tutte le costruzioni realizzate senza titolo.

Laddove si tratti di opere già esistenti perché realizzate da tempo, nessuna giustificazione può avere l'ordine di sospensione di lavori.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANZIONI --> ORDINANZA DI SOSPENSIONE DEI LAVORI --> INEFFICACIA

Sebbene l'amministrazione comu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...in ogni tempo esercitare potere di vigilanza sulla attività edilizia che si svolge sul territorio a tutela della legalità, nel caso di adozione di un ordine di sospensione dei lavori, stante la natura cautelativa del provvedimento finalizzato a consentire tempestive verifiche sulla conformità a legge degli interventi edilizi realizzati dai privati, la norma prevede che l'amministrazione adotti provvedimenti definitivi entro 45 giorni, decorsi i quali, salvo l'adozione di un nuovo ordine di sospensione, la misura cautelativa della sospensione, ai sensi del art. 27, comma 3, d.P.R. 380/2001 perde efficacia.

L'efficacia della sanzione per prosecuzione dei lavori nonostante l'ordine di sospensione ex art. 44, lett. b) ultima parte del D.P.R. n. 380 del 2001 non viene meno per il fatto che non siano stati emessi i provvedimenti repressivi definitivi nel prescritto termine di gg. 45 previsto dal D.P.R. suddetto, art. 27, comma 3 dopo l'emissione dell'originaria ordinanza di sospensione dei lavori, in quanto l'emissione dei provvedimenti definitivi di natura repressiva costituisce evento successivo ed esterno rispetto alla condotta criminosa prevista e punita dall'art. 44, lett. b) ultima parte, che si realizza per intero per il solo fatto che i lavo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oseguano nonostante l'ordinanza comunale di sospensione degli stessi.

Il termine di 45 giorni normativamente previsto dal D.P.R. n. 380 del 2001, art. 27 è di natura ordinatoria anche perché al suo mancato rispetto non è collegata la sanzione di decadenza: il che esclude la perdita di efficacia dell'ordinanza di sospensione dei lavori allo scadere del termine anzidetto che ha la funzione di sollecitare la Pubblica Amministrazione alla adozione di tempestivi provvedimenti definitivi.

Il potere di sospensione dei lavori in corso, attribuito all'Autorità comunale dall'art. 27, comma 3, del d.P.R. n. 380 del 2001, è di tipo cautelare, in quanto destinato ad evitare che la prosecuzione dei lavori determini un aggravarsi del danno urbanistico; alla natura interinale del potere consegue che il provvedimento emanato nel suo esercizio ha la caratteristica della provvisorietà, fino all'adozione dei provvedimenti definitivi.

A seguito dello spirare del termine di quarantacinque giorni, ove l'Amministrazione non abbia emanato alcun provvedimento sanzionatorio definitivo, l'ordine di sospensione dei lavori ex art. 27, comma 3, del d.P.R. n. 380 del 2001 perde ogni efficacia, mentre nell'ipotesi di adozione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dimento sanzionatorio, è quest'ultimo che determina la lesione della sfera giuridica del destinatario, con assorbimento dell'ordine di sospensione dei lavori.

Il termine, previsto dall'art. 4 della l. n. 47 del 1985, entro cui il Comune — dopo l'emissione dell'ordinanza di sospensione dei lavori abusivi — deve emanare i provvedimenti definitivi diretti a reprimere l'abuso edilizio accertato, designa solo il termine della legale durata del provvedimento di sospensione dei lavori, trascorso il quale lo stesso perde la sua efficacia.

L'ordinanza di sospensione dei lavori ha natura di provvedimento cautelare e provvisorio, inteso ad evitare che l'attività costruttiva abusivamente condotta possa essere portata ad ulteriori conseguenze e ha efficacia temporalmente limitata, spirando al decorso del quarantacinquesimo giorno dalla sua adozione: e ciò sia che venga soppiantata dal provvedimento definitivo di demolizione, sia che quest'ultimo non venga adottato.

L'ordinanza di sospensione dei lavori ha efficacia temporalmente limitata sia che venga soppiantata dal provvedimento definitivo di demolizione, sia che quest'ultimo non venga adottato: in ambedue i casi, infatti, essa consuma la sua efficacia e l'eventu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ugnazione, quand'anche proposta prima del decorso dei quarantacinque giorni dalla sua notificazione, diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse a motivo della postuma perdita di effetti dell'ordinanza stessa.

L'adozione di un ordine di sospensione superfluo per essersi ormai consumate le esigenze cautelari che potevano giustificarlo non determina l'illegittimità dell'ordine di demolizione del manufatto abusivo.

L'ordinanza di sospensione dei lavori edilizi a sospetto carattere abusivo si caratterizza per essere funzionalmente ad efficacia limitata nel tempo: dopo il decorso del quarantacinquesimo giorno dalla sua adozione finisce per essere priva di effetti sia nel caso che venga soppiantata dal provvedimento definitivo di demolizione, sia che quest'ultimo non venga adottato.

L'ordinanza di sospensione dei lavori di cui all'art. 27, co. 3, d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 e s.m.i. ha natura di provvedimento cautelare e provvisorio, inteso ad evitare che l'attività costruttiva, abusivamente condotta, possa essere portata ad ulteriori conseguenze e ha, per tale ragione, necessariamente efficacia temporalmente limitata, spirando al decorso del quarantacinquesimo giorno dalla sua adozione e ciò sia che ven... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ata dal provvedimento definitivo di demolizione, sia che quest'ultimo non venga adottato.

La legge non prevede alcun termine minimo per l'adozione dei provvedimenti definitivi in materia di sanzioni edilizie, ma unicamente un termine massimo, fissato in quarantacinque giorni, decorso il quale il provvedimento di sospensione dei lavori diviene inefficace.

Il potere di sospensione dei lavori in corso, attribuito all'autorità comunale, è di tipo cautelare, in quanto destinato ad evitare che la prosecuzione dei lavori determini un aggravarsi del danno urbanistico, e alla descritta natura interinale del potere segue che il provvedimento emanato nel suo esercizio ha la caratteristica della provvisorietà, fino all'adozione dei provvedimenti definitivi.

L'ordinanza di sospensione dei lavori perde efficacia in conseguenza dell'adozione dell'ordine di demolizione.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANZIONI --> ORDINANZA DI SOSPENSIONE DEI LAVORI --> MOTIVAZIONE

La realizzazione di opere in parziale difformità dal titolo edilizio, non rispettando le prescrizioni paesaggistiche e non provando il rispetto delle norme di prevenzione sismica, è sufficiente per ingiunger... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sione dei lavori e la remissione in pristino, senza che occorra una particolare motivazione in ordine all'interesse pubblico, che deve ritenersi "in re ipsa", trattandosi di misura finalizzata a garantire la sicurezza degli edifici e l'ordinato, armonico sviluppo edilizio del territorio.

Il provvedimento di diffida a non proseguire i lavori adottato in seguito al rigetto dell'istanza di accertamento di conformità non necessita di particolare motivazione, in quanto consequenziale alla riconosciuta abusività dell'opera.



 
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