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Il valore di arbitrato rituale di cui all'art. 21 t.u. espropri

L’art. 21 del D.P.R. 327/2001, nel definire il procedimento di determinazione definitiva dell'indennità di espropriazione, illustra uno speciale procedimento deflattivo di un possibile contenzioso tramite il rito giudiziario di opposizione dell’indennità articolata in decreto, così come definita dalla Commissione provinciale espropri.

Finalità e condizioni dell'art. 21 T.U. espropri

Le finalità dell’istituto della nomina dei tre tecnici per la determinazione dell'indennità di esproprio sono contraddistinte dalla possibilità di ricorrere ad un’autorevole fonte tecnica per la qualificazione della stima indennitaria, permettendo non solo un incontro della volontà del richiedente, ma anche l’ausilio di un metodo democratico di maggioranza per il riconoscimento della somma dovuta in seguito alla spoliazione della proprietà privata.

L'istanza di nomina del collegio peritale per la determinazione dell'indennità di esproprio

Il momento di impulso per la nomina del collegio dei tecnici di cui all'art. 21 T.U. espropri è dato dall’istanza del soggetto avente interesse (proprietario), la quale, una volta pervenuta positivamente in relazione all’invito di cui al comma 2 dell’art. 21, produce l’obbligo per l’autorità espropriante di provvedere (art. 21 comma 3).

La nomina del terzo tecnico nel collegio per la determinazione definitiva dell'indennità di esproprio

Se il tecnico indicato dal proprietario trova la sua legittimazione nella nomina dell’Autorità espropriante che, a sua volta “ufficializza” il proprio, probabilmente con atto amministrativo dedicato, quello dichiarato “terzo” è invece nominato dal Presidente del Tribunale nel cui circondario rientra il bene oggetto di ablazione e di cui si deve rendere definitiva la stima indennitaria rispetto alle parti coinvolte. (art. 21, comma 4, T.U.Es.).

Facoltà partecipative degli espropriandi al procedimento peritale di determinazione dell'indennità di esproprio

L’art. 21, commi 7 e 8, T.U.Es. disciplina la fase di apertura alle espressioni di volontà del privato che subisce la procedura ablatoria all'avvio delle operazioni del collegio peritale tramite il “sopralluogo” sull’area oggetto di esproprio.

L’impugnazione della decisione del collegio arbitrale ex art. 54 del d.P.R. 327/2001

L’art. 54 del d.P.R. 327/2001 fissa i presupposti per l’esercizio dell’azione di opposizione alla stima, sia quella divenuta definitiva ad opera della Commissione provinciale espropri ex art. 41 T.U.Es., sia quella determinata mediante operazione peritale della terna tecnica.

Legittimità dei provvedimenti di subconcessione demaniale

La subconcessione non realizza l’effetto di sostituire un terzo all’originario titolare del rapporto concessorio ma realizza esclusivamente il reimpiego, mediante strumenti di diritto privato, di alcuni beni oggetto della concessione ovvero di alcune opere realizzate in forza del rapporto concessorio.

Giurisdizione nelle controversie patrimoniali in materia di concessioni di beni pubblici

In materia di concessioni di pubblici servizi, (o di beni pubblici) le controversie concernenti indennità, canoni od altri corrispettivi, per rimanere attratte nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo devono coinvolgere la verifica dell’azione autoritativa della P.A. sul rapporto sottostante, ovvero la verifica dell’esercizio di poteri discrezionali di cui essa gode nella determinazione di indennità, canoni o altri corrispettivi.

Giurisdizione e competenza nelle controversie in materia di concessioni amministrative

Rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la controversia avente ad oggetto l’atto con il quale si istituiscono o si modificano le tariffe relative alle concessioni amministrative.

Giurisdizione e competenza nelle controversie in materia di concessioni di beni pubblici

In relazione alla materia di giurisdizione esclusiva relativa alla concessione di beni sono devolute al giudice amministrativo le controversie nelle quali l’amministrazione opera in veste di autorità, pur se i rapporti tra amministrazione e amministrati possano essere ricondotti ad una relazione giuridica di diritto-obbligo, spettando invece al giudice ordinario quelle che abbiano un contenuto meramente patrimoniale.

Discrezionalità della P.A. nella classificazione delle strade

L'art. 2, co. 5, d. lgs. 285/1992 distingue le varie strade in statali, regionali, provinciali e comunali sotto il profilo funzionale, stabilendo in sintesi che appartenga ad una di dette categorie la strada che serve ad un dato scopo; diversamente, la classificazione in autostrade, extraurbane principali e secondarie, urbane di scorrimento o di quartiere e locale si basa non in dipendenza dalla funzione svolta, ma sulla base dei caratteri oggettivi dell'opera.

Discrezionalità tecnica della P.A. per il sistema viario cittadino

Una volta prevista la zona residenziale, è obbligo del pianificatore inserire nello strumento urbanistico generale anche la strada di accesso.

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