Rinnovo e tipologie di concessioni demaniali

Con riguardo alle concessioni demaniali marittime occorre premettere che «il rinnovo – a differenza della proroga – implica l’esistenza di una nuova concessione in senso proprio, dopo l’estinzione della concessione precedente alla relativa scadenza, con automatica produzione degli effetti di cui all’art. 49 cod. nav.». Come abbiamo sostenuto infatti, il rinnovo implica una nuova concessione, che nulla ha a che vedere con la precedente concessione scaduta: per questi motivi, viene quindi a realizzarsi il c.d. effetto devolutivo di cui all’art. 49 cod. nav. per le opere non amovibili. Ciò pertanto implica che il nuovo rapporto concessorio ben possa prevedere un canone superiore rispetto a quello della concessione precedente, in q... _OMISSIS_ ...non amovibili (sebbene costruite dal concessionario) sono entrate ex lege a far parte del demanio marittimo.

Ed infatti, la giurisprudenza è del tutto unanime nel ritenere che «solo nel caso del rinnovo della concessione demaniale marittima, decorso il termine di durata iniziale, scaduta l’originaria concessione, si verifica ipso iure, ai sensi dell’art. 49 del cod. nav., la devoluzione a favore dello Stato delle opere non agevolmente rimuovibili realizzate dal concessionario nel periodo d’efficacia della concessione scaduta, fatta poi oggetto di rinnovo; il tutto con effetto legale automatico al demanio statale. Sicché, il rinnovo della concessione non posticipa affatto l’effetto traslativo della proprietà già prodottosi alla sca... _OMISSIS_ ...ne di durata della concessione».

Occorre peraltro ricordare che il c.d. diritto di insistenza è stato abrogato dal nostro legislatore nel 2009 a seguito dell’emanazione e del recepimento della Direttiva Bolkestein e, parimenti, l’art. 10 della legge n. 88/2001 ha abrogato il c.d. rinnovo automatico delle concessioni demaniali marittime, formalmente previsto dall’art. 1 del D.L. n. 400/1993. Di talché, possiamo affermare che – fino alla formale abrogazione dei due istituti – era ben possibile che una concessione demaniale marittima potesse essere oggetto di rinnovo automatico. Tanto che la giurisprudenza amministrativa di merito affermava che «nel caso in cui il rinnovo della concessione demaniale marittima avvenga in f... _OMISSIS_ ...;art. 10 della legge n. 88/2001 (oggi abrogato), in base al quale le concessioni di beni demaniali marittimi, tra le quali quelle concernenti la gestione di stabilimenti balneari, si rinnovano automaticamente per sei anni e così successivamente ad ogni scadenza, la vicenda giuridica è diversa e non assimilabile a quella del rinnovo “discrezionale” in quanto è lo stesso legislatore a sancire in via automatica la prosecuzione del rapporto concessorio senza che a tal fine sia necessaria una nuova manifestazione di volontà delle parti o, comunque, un rinnovato esercizio della funzione pubblica afferente la gestione del bene. La concessione rinnovata si riallaccia, quindi, alla precedente senza alcuna soluzione di continuità costituendone la prosecuzione, che n... _OMISSIS_ ...essere impedita dall'invio di una disdetta da parte del concedente». Trattavasi, pertanto, della «famigerata» proroga automatica o ex lege, che ha fruttato due diverse procedure di infrazione, di cui una – allo stato attuale delle cose – ancora pendente.

In realtà parte della giurisprudenza aveva già proceduto alla disapplicazione della normativa interna contrastante con quella comunitaria ben prima dell’intervento della Corte di Giustizia, ma, purtroppo, il nostro legislatore fatica a stare al passo con i tempi e siamo ancora in attesa di un riordino completo della materia.

In conclusione, con riguardo alla possibile tutela dell’affidamento di un concessionario demaniale marittimo uscente, possiamo fare... _OMISSIS_ ...le (assolutamente condivisibili) di una recente pronuncia del T.A.R. Toscana, il quale ha affermato che «per quanto concerne la tutela di un legittimo affidamento in capo ai concessionari di beni del demanio marittimo, si ritiene che i concessionari dovrebbero ormai aver acquisito, da oltre un decennio, la piena consapevolezza che il diritto eurounitario osta alla proroga automatica e che, pertanto, al 31 dicembre 2020, le concessioni di cui sono titolari avrebbero perso definitivamente di efficacia, con obbligo per le amministrazioni di procedere al rilascio di nuovi titoli previo espletamento di procedure ad evidenza pubblica. La circostanza che in attesa di un riordino della normativa si sia dato corso a plurime proroghe, peraltro contrastanti con il diritto eurouni... _OMISSIS_ ... perciò a fondare un legittimo affidamento circa ulteriori proroghe». Ne scaturisce peraltro che – in uno con quanto abbiamo già sostenuto in precedenza – «a fronte dell’intervenuta cessazione del rapporto concessorio demaniale marittimo, il titolare del titolo concessorio in questione può vantare un mero interesse di fatto a che l’amministrazione proceda ad una nuova concessione in suo favore e non già una situazione qualificata in qualità di concessionario uscente, con conseguente inconfigurabilità di alcun obbligo di proroga ex lege o da parte dell’amministrazione» .




LA CONCESSIONE PER L’OCCUPAZIONE DEL SUOLO PUBBLICO.

Richiamando quanto già sopra affermato in termi... _OMISSIS_ ...ssiamo qui ribadire brevemente come «una volta scaduta l’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico, il pagamento delle somme corrispondenti all’originario canone per l’occupazione non vale certo a legittimare per facta concludentia il rinnovo tacito del titolo di occupazione»: occorre infatti pur sempre un provvedimento espresso di affidamento in concessione di un bene pubblico.

Infatti, recentemente, si è affermato che «il provvedimento con cui la pubblica amministrazione assente ad una occupazione di suolo pubblico non può formarsi per silenzio assenso, tenuto conto della sua natura concessoria e dei rilevanti interessi pubblici connessi alla corretta pianificazione del territorio».

Il T.... _OMISSIS_ ...erma recisamente che «non sussiste un diritto al rinnovo della concessione per l’occupazione del suolo pubblico, nemmeno alle stesse condizioni»; in senso contrario, invece, il T.A.R. Lombardia riteneva che «la determinazione di non rinnovare, alla sua scadenza, la concessione per l’occupazione di suolo pubblico – oppure, analogamente, di revocarla qualora allo stato ancora legittimamente in corso di validità – e di esigere il ripristino dei luoghi è legittima se riposa su oggettive ragioni di pubblico interesse, che possono consistere, ad esempio, nel rilievo ambientale dell’area di cui trattasi e nella necessità di procedere al recupero e alla riqualificazione di una zona della città», ovvero «nel caso in cui... _OMISSIS_ ... privato non sia conforme con il piano comunale che regola l’occupazione». Pertanto, a contrariis, il diniego di rinnovo di una concessione per l’occupazione del suolo pubblico poteva avvenire solo qualora venisse pregiudicato il supremo interesse pubblico, ben potendo quindi la concessione essere rinnovata quasi ad libitum.

Ad ogni buon conto, «il rilascio e il rinnovo di una concessione di plateatico costituisce atto discrezionale e, alla scadenza della concessione del plateatico, di norma, il titolare della concessione scaduta non può vantare una aspettati...


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