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Incameramenti delle opere realizzate


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titolo:LE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME
anno:2013
pagine: 213
formato: pdf  
prezzo:
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Cultore di diritto dei trasporti e della navigazione presso l'Università di Pisa, consulente ed esperto in demanio marittimo, ufficiale superiore del Corpo delle Capitanerie di Porto

1. Inquadramento normativo





La fattispecie in esame presenta aspetti di complessità che non derivano direttamente dal recepimento degli indirizzi comunitari ovvero dalla proroga accordata alle vigenti concessioni ad uso turistico ricreativo, ma trovano radici nell'introduzione dell'automatismo del rinnovo attuato nel 2001.

Ai sensi dell'articolo 49 del codice della navigazione [107], alla scadenza della concessione, tutte le opere non amovibili realizzate dal concessionario sono acquisite dallo Stato (salvo non sia diversamente stabilito nell'atto concessorio ovvero non venga preferita la loro demolizione a cura e spese del concessionario) e divengono pertinenze del demanio marittimo (articolo 29 del codice [108]).

Secondo dottrina e giurisprudenza, si tratta di un fenomeno automatico che, per manifestarsi, non ha necessità di alcun atto ricognitivo: un formale provvedimento di incameramento è invece necessario per l'iscrizione del bene negli appositi registri e nel rendiconto generale dello Stato redatto a norma dell'articolo 14 del D. Lgs. n. 279/1997 in precedenza citato [109].

Per il giudice contabile [110], affinché le pertinenze del demanio marittimo siano inse... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nto patrimoniale, è indispensabile che siano preliminarmente identificate nella loro concreta consistenza mediante la redazione del c.d. «testimoniale di stato», presupposto per stabilire la corretta attribuzione del valore del bene ai sensi del D.M. 18 aprile 2002.

L'eventuale omesso inserimento determina un «corrispondente mancato aumento del valore del patrimonio dello Stato, peggiorando in particolare il saldo del patrimonio netto, secondo i criteri del «SEC 95» [111], da cui consegue l'ipotesi di danno erariale a carico dell'inadempiente, ma non incide in alcun modo sulla titolarità del bene.

È qui opportuno sottolineare come la norma stabilisca, perché si concretizzi la gratuita devoluzione della proprietà dal privato al pubblico, due condizioni fondamentali: cessazione della concessione e permanenza delle opere.

Tralasciando le problematiche afferenti alla valutazione della proficuità dell'acquisizione ed alla classificazione dei manufatti [112], in quanto non direttamente incidenti sulla questione in analisi, occorre esaminare attentamente il primo vincolo.

In via generale, l'articolo 25 del regolamento del codice della navigazione stabilis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uo;scaduto il termine della concessione, questa si intende cessata di diritto senza che occorra alcuna diffida o costituzione in mora».

Ovviamente, per la puntuale individuazione del «termine» non emergono dubbi nelle ipotesi di cessazione per rinuncia, revoca, decadenza o scadenza naturale senza rinnovo, in quanto fattispecie che presuppongono in re ipsa una data certa.




2. La conclusione del rapporto concessorio





Le eventuali perplessità possono invece sorgere a seguito dell'introduzione dell'automatismo del rinnovo, prima, e della proroga delle concessioni in vigore, poi.

In passato, gli organi giurisdizionali si sono sempre pronunciati concordemente [113] nel valutare il «rinnovo» come una nuova concessione, «in quanto la scadenza del termine ne comporta l'automatica estinzione con conseguente insorgenza per l'amministrazione del dovere di provvedere autonomamente al riguardo, sia pure nel rispetto dell'eventuale diritto di preferenza spettante al precedente concessionario» [114].

In particolare, al fine della necessaria chiarezza interpretativa, è stata opportunamente evidenziata la sostanziale d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...he contraddistingue gli istituti della «proroga» e del «rinnovo»: la prima comporta la continuazione di un rapporto in corso, il secondo interviene a rivitalizzare un rapporto ormai esaurito.

Da quanto precede deriva che, poiché la proroga pospone il termine di conclusione del rapporto ad un momento successivo a quello inizialmente previsto, soltanto in evenienza di rinnovo si dovrebbero produrre gli effetti che la legge (e generalmente le stesse clausole inserite nel provvedimento) collegano allo spirare fisiologico dell'originaria concessione e tra i quali, appunto, si pone in primo piano la devoluzione allo Stato delle opere inamovibili realizzate dal concessionario.




3. Moderne interpretazioni





Ancora nell'ottobre 2012, l'Agenzia del demanio [115] affermava che la traslazione ipso jure della proprietà «si verifica (…) anche se la concessione sia stata rinnovata ed in difetto di un atto esplicito di acquisizione o incameramento».

Tuttavia i segnali di un diverso approccio alla questione già aleggiavano da tempo nelle aule di giustizia: l'incipit, seppur incidentale, può essere attribuito alla Cassaz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., con un arresto – risalente addirittura al 1996 [116] – del seguente tenore: «in tema di demanio marittimo, l'art. 49 cod. nav., stabilendo, con riferimento ai beni edificati su suolo demaniale in concessione, che (in mancanza di diversa previsione dell'atto di concessione), all'atto della scadenza di quest'ultima, le opere non amovibili restano acquisite allo Stato, salva facoltà dell'autorità concedente di ordinarne la demolizione, riecheggia il generale principio dell'accessione di cui all'art. 934 cod. civ. (derogando, peraltro, al disposto del successivo art. 936, che riconosce il diritto all'indennizzo per il costruttore in caso di ritenzione delle opere da parte del proprietario), e va interpretato nel senso che tale accessione si verifica, ipso jure, al termine del periodo di concessione. La disciplina di cui all'art. 47 del R.D. n. 726 del 1895 [117] può dirsi derogatoria rispetto alla norma citata soltanto nella misura in cui sancisce un'inversione della regola secondo la quale la demolizione debba avvenire a richiesta dell'amministrazione (prevedendo, invece, in via principale l'obbligo di demolizione delle opere da parte del privato, salva possibilità di richiesta di esonero all'amministrazione), senza che tale inversion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ittimamente spiegare influenza sulla ratio della norma, che resta quella di non riconoscere al privato, al termine della concessione (e salva l'ipotesi che questa venga rinnovata [118]), alcun diritto sulle opere insistenti sul suolo demaniale».

Successivamente, la Cassazione penale [119], affermando che l'entrata in vigore della disposizione recata dall'articolo 10 della legge n. 88/2001 conduce alla silente abrogazione dell'articolo 25 del regolamento, ha di fatto reso impossibile l'individuazione del termine di cessazione delle concessioni turistico ricreative, – a quel momento – soggette a rinnovazione sine die.

Sulla medesima linea, il Consiglio di Stato, in una pronuncia risalente al 2008 [120], ha poi meglio delineato il concetto – peraltro già enunciato in dottrina con qualche mese di anticipo [121] –, motivando l'inapplicabilità del principio dell'accessione gratuita in tutte quelle ipotesi in cui «il titolo concessorio preveda (…) forme di rinnovo automatico e preordinato in antecedenza, rispetto alla data di naturale scadenza della concessione, tanto da configurare il rinnovo stesso – al di là del «nomen iuris» – come una vera e propria proroga, protr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...medesimo rapporto senza soluzione di continuità».

Tale pensiero ha avuto ulteriore dettaglio con la sentenza n. 626/2013, secondo la quale il principio in questione «– fortemente penalizzante per il diritto dei superficiari e per gli investimenti, che potrebbero contribuire alla valorizzazione del demanio marittimo – dovrebbe ritenersi disposizione eccezionale e di stretta interpretazione, con riferimento all'effettiva cessazione – e non alla mera scadenza – del rapporto concessorio, per la comprensibile esigenza di assicurare, in tal caso, che le opere «non amovibili», destinate a restare sul territorio o ad essere rimosse con inevitabile distruzione, tornino nella piena disponibilità dell'ente proprietario del suolo, a fini di corretta gestione di quest'ultimo (quando non più in uso del concessionario) per finalità di interesse pubblico. Detta esigenza non può evidentemente ravvisarsi quando» la norma preveda l'automatica conferma del rapporto.

Quindi, il Collegio conclude le proprie considerazioni asserendo che in «presenza di rinnovi intervenuti esclusivamente ex lege, prima della data di prevista scadenza della concessione», questa «in nes... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...» può «ritenersi cessata, con conseguente insussistenza del presupposto applicativo del più volte citato art. 49 del codice della navigazione».

In definitiva, al lume degli indirizzi delineati, ci si troverebbe dinanzi ad un invalicabile ostacolo che impedisce l'incameramento di tutte le opere di difficile rimozione edificate nell'ambito delle concessioni con finalità turistico-ricreativa dall'entrata in vigore della legge n. 88/2001 sino al 31 dicembre 2020 (termine finale della proroga accordata a tali tipologie concessorie).


 
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