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Reiterazione dei vincoli espropriativi: indennizzo necessario e non necessario

Ogni reiterazione di vincolo espropriativo esige la previsione di un indennizzo. Se questo non è avvenuto, come sottolinea l’Adunanza Plenaria 7/2007, non rileva ai fini della legittimità dei provvedimenti che hanno disposto l'adozione e l’approvazione dello strumento urbanistico.

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titolo:VINCOLI URBANISTICI
anno:2017
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formato: pdf  
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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> INDENNIZZO --> INDENNIZZO NELLA REITERAZIONE --> NECESSARIO

Sussiste violazione dell'art. 39 D.P.R. n. 327/2001 nel caso in cui la reiterazione del vincolo preordinato all'espropriazione, non rechi alcuna previsione di indennità, che costituisce requisito di legittimità dell'atto impositivo del vincolo. In base ai principi affermati dalla Corte costituzionale (sent. n. 179/1999) è necessaria la previsione di un indennizzo da parte dei provvedimenti che rinnovino motivatamente un vincolo preordinato all'espropriazione o anche "sostanzialmente espropriativo"; la previsione di un indennizzo per la reiterazione dei vincoli di natura espropriativa è, infatti, da considerarsi un diritto dell'interessato. E' pertanto illegittima la deliberazione che, pur reiterando la previsione espropriativa e del vincolo, non ha incluso la necessaria previsione giuridica dell'indennizzo.

Ogni reiterazione di vincoli espropriativi esige la previsione di un indennizzo. La regola, inizialmente formulata dalla giurisprudenza costituzionale (v. C.Cost. 20 maggio 1999 n. 179), è ora codificata n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ento interno dall'art. 39 comma 1 del DPR 327/2001.

Vanno ritenute illegittime le deliberazioni che, pur reiterando la previsione espropriativa del vincolo, cionondimeno non includono la necessaria previsione giuridica dell'indennizzo. Neppure potrebbe in contrario obiettarsi che il procedimento espropriativo, in vista del quale il vincolo viene inserito, non ha poi avuto alcun corso, poiché tale circostanza non elimina il fatto oggettivo che, sino all'esito (anche negativo) del procedimento per il quale viene imposto, il vincolo esplica ugualmente i suoi effetti limitativi dell'attitudine e quindi del valore dell'area privata che lo subisce.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> INDENNIZZO --> INDENNIZZO NELLA REITERAZIONE --> NON NECESSARIO

Il profilo della spettanza o meno e del suo pagamento di un indennizzo in caso di reiterazione di vincolo espropriativo non attiene alla legittimità del provvedimento.

La mancata previsione di indennizzo in sede di reiterazione del vincolo espropriativo non determina illegittimità della determinazione.

I profili attinenti alla spettanza o meno dell'ind... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l suo pagamento non riguardano la legittimità del procedimento ma questioni di carattere patrimoniale. Tale principio - già desumibile dal preesistente quadro normativo - è stato da ultimo esplicitato dall'art. 39, comma 1, del testo unico sugli espropri, approvato con il D.P.R. n. 327 del 2001, il quale ha previsto che, a seguito della reiterazione, il proprietario possa attivare un procedimento amministrativo nel corso del quale egli ha l'onere di provare "l'entità del danno effettivamente prodotto". Nel quadro normativo vigente, dunque, continua a sussistere il principio per il quale gli atti dei procedimenti di adozione e di approvazione di una variante urbanistica, contenente un vincolo preordinato all'esproprio, non devono prevedere la spettanza di un indennizzo.

La mancata previsione dell'indennizzo non costituisce di per sé una ragione d'illegittimità del provvedimento che ha operato la reiterazione del vincolo, non incidendo in alcun modo sulla possibilità per il proprietario di conseguire quanto gli spetta a questo titolo.

La giurisprudenza è decisamente orientata che anche nell'ipotesi di reiterazione del vincolo preordinato all'esproprio l'indennizzo non ne c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...una condizione di legittimità potendo essere richiesto in separata sede.

Una volta che l'Amministrazione intenda procedere alla reiterazione del vincolo espropriativo, alcuna rilevanza assume la mancata previsione di un indennizzo, posto che ai sensi dell'art. 39 comma 1, d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il principio della spettanza di un indennizzo al proprietario nel caso di reiterazione o di tempestiva proroga del vincolo preordinato all'esproprio non attiene alla legittimità del procedimento, riguardando questioni di carattere patrimoniale, che presuppongono la conclusione del procedimento di pianificazione.

Il principio della spettanza di un ristoro nel caso di reiterazione o di tempestiva proroga del vincolo non rileva per la verifica della legittimità dei provvedimenti, che hanno disposto l'approvazione dello strumento urbanistico con la conseguente reiterazione o proroga del vincolo, atteso che i profili relativi alla spettanza dell'indennizzo e al suo pagamento non attengono alla legittimità del procedimento, ma riguardano questioni di carattere patrimoniale, che presuppongono la conclusione del procedimento di pianificazione e sono devolute alla cognizione della giurisdizione ordinaria.

Alla l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...t. 39, comma 2, del d.p.r. n. 327/2001, non sussiste obbligo per l'Amministrazione di prevedere un indennizzo in caso di reitera del vincolo espropriativo. Sul punto l'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha ritenuto che "il principio della spettanza di un indennizzo al proprietario nel caso di reiterazione del vincolo preordinato l'esproprio…. non rileva per la verifica della legittimità del provvedimento di primo grado che ha disposto la reiterazione" (Cons. Stato, ad. plen., 24 maggio 2007, n. 7).

La giurisprudenza è decisamente orientata che anche nell'ipotesi di reiterazione del vincolo preordinato all'esproprio, l'indennizzo non ne costituisce una condizione di legittimità potendo essere richiesto in separata sede.

Il principio della spettanza di un indennizzo al proprietario nel caso di reiterazione del vincolo preordinato all'esproprio (introdotto nell'ordinamento con la sentenza della Corte Costituzionale n. 179 del 1999), non rileva per la verifica della legittimità del provvedimento che ha disposto la reiterazione, e ciò in quanto in sede di adozione di una variante allo strumento urbanistico, volta all'imposizione del vincolo espropriativo, l'Amministrazione non pu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pegnare somme di cui non è certa la spettanza in ordine all'an e al quantum, sia perché potrebbe non seguire l'approvazione regionale, sia perché la quantificazione richiede complessi accertamenti su elementi di fatto che solo il proprietario può rappresentare al termine del procedimento di pianificazione.

La posizione del privato in ordine all'indennizzo conseguente a reiterazione dei vincoli espropriativi è di diritto soggettivo, ai sensi dell'art. 42 Cost., considerata appunto la natura di tali vincoli e l'effetto dagli stessi prodotto sul diritto di proprietà. Ne consegue che non possono essere ritenuti illegittimi atti amministrativi di reiterazione del vincolo espropriativo per la sola omissione della previsione di indennizzo, una volta che si sia constatata la ragionevolezza della reiterazione, in ordine alla persistenza dell'interesse pubblico, fermo il diritto del proprietario all'indennizzo conseguente alla sua reiterazione.

Come sottolineato dall'Ad. Pl. 7/2007, l'omissione della previsione di indennizzo non inficia la legittimità del provvedimento di reiterazione del vincolo.

L'omessa previsione dell'indennizzo, per giurisprudenza costante, non inficia l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tà del provvedimento di reiterazione del vincolo espropriativo.

La mancata indicazione dell'indennizzo nel provvedimento di reitera del vincolo non è invocabile quale vizio del provvedimento.

Gli atti dei procedimenti di adozione e di approvazione di uno strumento urbanistico, contenente un vincolo preordinato all'esproprio, non devono prevedere la spettanza di un indennizzo, fermo restando il diritto del proprietario di ottenere - in presenza dei relativi presupposti - l'indennità commisurata all'entità del danno effettivamente prodotto.

La mancata previsione dell'indennizzo per la reiterazione di un vincolo espropriativo non costituisce causa d'illegittimità dello strumento urbanistico, salva la possibilità di una pronuncia che accerti la natura espropriativa del vincolo, mentre la concreta quantificazione dell'indennizzo è poi rimessa al giudice ordinario ai sensi dell'art. 39 comma 4 e dell'art. 53 comma 2 del D.P.R. 327/2001.

L'eventuale mancata corresponsione dell'indennizzo dovuto per la reiterazione del vincolo espropriativo non costituisce vizio di legittimità della deliberazione di riproposizione del vincolo, potendo solo consentire a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rio l'azione davanti al giudice ordinario per la corresponsione dell'indennizzo medesimo.

La mancata contestuale previsione dell'indennizzo non determina l'illegittimità del provvedimento di reiterazione del vincolo espropriativo, fermo restando il diritto ad ottenere, in presenza dei relativi presupposti e dinanzi al giudice fornito in merito di giurisdizione, un'indennità commisurata all'entità del danno effettivamente prodotto.

La mancata previsione dell'indennizzo per la reiterazione di un vincolo espropriativo non costituisce causa d'illegittimità dello strumento urbanistico, ma consente unicamente una pronuncia che accerti la natura espropriativa del vincolo e il diritto del proprietario all'indennizzo.

La mancata previsione di uno specifico indennizzo, non inficia la legittimità dell'atto di reitera del vincolo espropriativo, atteso che i profili attinenti alla spettanza o meno dell'indennizzo ed al suo pagamento non attengono alla legittimità del procedimento, ma riguardano questioni di carattere patrimoniale, che presuppongono la conclusione del procedimento di pianificazione e sono devolute alla cognizione della giurisdizione ordinaria, la cui azione si prescrive nel te... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ario decennale.

L'omessa previsione dell'indennizzo non inficia la legittimità del provvedimento di reiterazione di un vincolo espropriativo o di inedificabilità scaduto, fermo restando il diritto ad ottenere, in presenza dei relativi presupposti e dinanzi al giudice fornito in merito di giurisdizione, un'indennità commisurata all'entità del danno effettivamente prodotto, ai sensi dell'art. 53, comma 3, del D.P.R. n. 327 del 2001.

La mancata liquidazione degli indennizzi è circostanza che resta estranea alla legittimità del provvedimento reiterativo del vincolo espropriativo.

Ai fini della verifica di legittimità degli atti dei procedimenti di adozione e approvazione di uno strumento urbanistico, contenente un vincolo preordinato all'esproprio, non rileva la previsione della spettanza di un'indennità, fermo restando il diritto del proprietario di ottenere l'indennizzo commisurato all'entità del danno effettivamente prodotto.

Lo strumento urbanistico che reiteri un vincolo non deve a pena di illegittimità prevedere un indennizzo, spettando se mai al proprietario di attivarsi per ottenerlo.

Non è possibile effettuare la declaratori... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a dell'indennità per reiterazione del vincolo in quanto non costituisce vizio dell'atto amministrativo impugnato.

La mancata previsione di un indennizzo per la reiterazione di vincoli espropriativi non costituisce ragione d'illegittimità del provvedimento.

La corresponsione di indennizzo non ha efficacia condizionante la legittimità del provvedimento di reiterazione del vincolo; l'atto reiterativo può infatti non prevedere direttamente l'indennizzo che comunque compete come effetto ex lege e la cui concreta quantificazione può essere rinviata ad atto successivo.

La mancata previsione dell'indennizzo in ipotesi di reiterazione dei vincoli, non costituisce causa d'illegittimità della previsione urbanistica ma consente unicamente una pronuncia che accerti la natura espropriativa del vincolo e il diritto del proprietario all'indennizzo.

La mancata previsione dell'indennizzo non costituisce causa di illegittimità della previsione urbanistica ma consente unicamente una pronuncia che accerti la natura espropriativa del vincolo e il diritto del proprietario all'indennizzo.

La mancata previsione di un indennizzo per il caso di reiterazione di un... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...propriativo non determina illegittimità del PRG.

Il principio della spettanza di un indennizzo al proprietario nel caso di reiterazione (o, il che è lo stesso, di tempestiva proroga) del vincolo preordinato all'esproprio, non rileva per la verifica della legittimità dei provvedimenti di primo grado che hanno disposto l'approvazione dello strumento urbanistico con la conseguente reiterazione o proroga del vincolo.

La carente previsione dell'indennizzo per la reiterazione dei vincoli urbanistici decaduti non costituisce un vizio idoneo a determinare l'illegittimità del provvedimento di pianificazione, legittimando unicamente le eventuali iniziative dell'espropriando, in sede giurisdizionale, per il riconoscimento del proprio diritto all'indennità.

La possibile insorgenza dell'obbligo indennitario in ipotesi di reiterazione del vincolo espropriativo, non impone la redazione di un piano finanziario, in quanto l'amministrazione non può impegnare somme di cui non è certa la spettanza in ordine all'an e al quantum, sia perché potrebbe non seguire l'approvazione dell'organo a ciò deputato, sia perché la quantificazione richiede complessi accertamenti su elemen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... che solo il proprietario può rappresentare al termine del procedimento di pianificazione.

Gli atti dei procedimenti di adozione e approvazione di uno strumento urbanistico, contenente un vincolo preordinato all'esproprio, non devono prevedere la spettanza di un'indennità, fermo restando il diritto del proprietario di ottenere l'indennizzo commisurato all'entità del danno effettivamente prodotto.

L'omessa previsione dell'indennizzo non inficia la legittimità del provvedimento di reiterazione di un vincolo espropriativo o d'inedificabilità scaduto; ciò in quanto l'Amministrazione non può impegnare somme di cui non è certa la spettanza in ordine all'an e al quantum, anche perché tale quantificazione richiede complessi accertamenti su elementi di fatto che solo il proprietario può rappresentare al termine del procedimento di pianificazione.

L'omessa previsione dell'indennizzo, a fronte della reiterazione di un vincolo espropriativo o di inedificabilità scaduto, non costituisce vizio idoneo a determinare l'illegittimità del provvedimento di pianificazione, legittimando unicamente le eventuali iniziative dell'espropriando i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...isdizionale tese al riconoscimento del proprio diritto all'indennità.

La mancata previsione dell'indennità non inficia il provvedimento che reitera il vincolo, essendo comunque l'Amministrazione tenuta a liquidare il ristoro previsto dalla legge.

Alla luce della decisione del Consiglio di Stato (A.P. 7/2007), gli atti dei procedimenti di adozione e di approvazione di uno strumento urbanistico, contenente un vincolo preordinato all'esproprio, non devono prevedere - a pena di illegittimità - la spettanza di un indennizzo, fermo restando il diritto del proprietario di ottenere, in presenza dei relativi presupposti, l'indennità commisurata all'entità del danno effettivamente prodotto.

La previsione di indennizzo non costituisce requisito di legittimità dell'atto pianificatorio di reiterazione di un vincolo preesistente.

L'omessa previsione dell'indennizzo, a fronte della reiterazione di un vincolo espropriativo o di inedificabilità scaduto, non costituisce vizio idoneo a determinare l'illegittimità del provvedimento di pianificazione, legittimando unicamente le eventuali iniziative dell'espropriando in sede giurisdizionale tese al rico... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...del proprio diritto all'indennità.

La mancata liquidazione degli indennizzi previsti a fronte della reiterazione dei vincoli resta estranea alla legittimità del provvedimento ed alla cognizione del GA.

La previsione dell'indennizzo in caso di reiterazione dei vincoli espropriativi è aspetto non incidente, neppure in parte qua, sulla legittimità dell'atto, costituendo questione patrimoniale da regolarsi eventualmente dinanzi al giudice civile.


 
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