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Standard urbanistici: motivazione, obbligatorietà e rapporto con la zonizzazione

Gli standard urbanistici sono collocati in misura maggiore dove esistono aree ancora libere o laddove una possibile saturazione edificatoria non renda viziata da disparità di trattamento. Il sovradimensionamento degli standards impone infatti una congrua e convincente motivazione.

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titolo:STANDARDS URBANISTICI
anno:2018
pagine: 123 in formato A4, equivalenti a 209 pagine in formato libro
formato: pdf  
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€ 10,00

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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> STANDARDS --> MOTIVAZIONE

La destinazione a dotazioni standard di un'area privata incide fortemente sugli interessi del proprietario; è pertanto necessario che l'ente indichi sempre con precisione quali attrezzature debbano essere ivi realizzate, in modo da consentire l'apprezzamento, da un lato, della serietà della decisione e, da altro lato, della consistenza degli interessi pubblici che si intendono soddisfare a scapito dell'interesse privato.

In merito al sovradimensionamento degli standard si pone un problema di adeguato supporto motivazionale. Non può invece esigersi una motivazione analitica in ordine alla distribuzione localizzativa degli standard, trattandosi in ogni caso di valutazioni tecnico discrezionali insindacabili, salve ipotesi di palese sviamento, di travisamento o di oggettiva inattuabilità della previsione.

La scelta di superare, in aumento, lo standard, in assenza di plateali illogicità, rientra pienamente nella discrezionalità tecnica dell'amministrazione, sanzionando l'ordinamento solo l'eventuale inosservanza del minimo (al ribasso).

La scelta di local... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tandard in una zona già densamente edificata, non necessita di una specifica motivazione; semmai è proprio la densità dell'abitato a giustificare, piuttosto che un insediamento residenziale ulteriore, una dotazione di attrezzature a servizio dei residenti.

L'imposizione di un vincolo a standard (nel caso di specie verde pubblico attrezzato) su area che, compresa in zona residenziale, nei previgenti piani regolatori aveva ricevuto anch'essa destinazione residenziale, deve essere supportata da idonea motivazione.

La nuova destinazione impressa in sede di variante urbanistica, comportante un aumento delle aree a standard, che, rapportato su tutto il territorio, comporta un aumento minimo per abitante, non necessita di una specifica motivazione.

Un sovradimensionamento degli standards (nel caso di specie comportante un scostamento da quelli legali di quasi il 700 per cento), impone una congrua e convincente motivazione.

L'aumento dell'edificato giustifica, in un ambito non adeguatamente dotato, la previsione di una nuova dotazione a standard che pertanto, in tale ipotesi, nel rispetto dell'ampia discrezionalità che sostiene le sc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stiche, non appare illogica o irrazionale.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> STANDARDS --> NATURA

La destinazione di area a dotazioni standard, non appone un vincolo preordinato all'esproprio, qualora sia previsto che le attrezzature ivi insediabili possano essere realizzate anche dal proprietario.

Lo "standard" non è incompatibile con il carattere conformativo del vincolo (quando manchi la contestuale localizzazione di un'opera pubblica specifica o quando sia attribuita ai privati la possibilità di realizzare l'intervento in alternativa all'ente pubblico).

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> STANDARDS --> OBBLIGATORIETÀ

Le disposizione di cui al D.M. 2 aprile 1968 n. 1444, essendo rivolte alla salvaguardia di imprescindibili esigenze igienico -sanitarie, sono tassative ed inderogabili, e vincolano i Comuni in sede di formazione o revisione degli strumenti urbanistici, con la conseguenza che ogni previsione regolamentare in contrasto con l'anzidetto limite minimo è illegittima e deve essere annullata se è oggetto di impugnazione, o comunque disapplicata stante la sua automatica sostituzione con la clausola legale det... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...fonte sovraordinata.

Nelle NTA l'espressione "di norma", riferita al rispetto dei rapporti tra destinazione residenziale e destinazioni a servizi pubblici, non sta a significare la sussistenza della eventuale potestativa possibilità di rispettare "ad libitum" la disposizione de quo da parte dei privati, ma al contrario solamente che non vi deve essere un'applicazione strettamente meccanica della norma (es.: nei casi in cui vi sia un lievissimo scarto percentuale per il raggiungimento del rapporto questo possa ritenersi sostanzialmente rispettato).

Le disposizioni di cui al D.M. n. 1444 del 2.4.1968 relative agli standars costituiscono indirizzo e vincolo per la pianificazione comunale, ma non sono immediatamente precettive.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> STANDARDS --> RAPPORTO CON LA ZONIZZAZIONE

Ben può verificarsi che in una zona territoriale omogenea sia compresa più di una destinazione di P.R.G. e, nelle situazioni di incertezza e di ambiguità, la individuazione delle zone omogenee viene ad essere completamente determinata dalla successiva operazione di definizione delle quantità minime di aree per i servizi e di vincolo per l'edificazione, che si intendono p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... porre in atto. Non v'è, quindi, alcuna illegittimità rispetto alla zonizzazione generale operata ai fini del D.M. 1444/1968 in quanto deve ritenersi prevalente la destinazione specifica sancita dal P.R.G. rispetto alle singole porzioni di territorio pur comprese nel medesimo ambito territoriale omogeneo ai fini degli standard.

Nel caso in cui sia realizzato un ricovero per cani, nel controllo del rapporto tra verde e edificazione va considerata soltanto la superficie dei moduli e gli edifici progettati al servizio della struttura (abitazione del custode, locali, deposito) e non l'area di pertinenza scoperta e recintata, destinata alla stabulazione dei cani e sgombra da manufatti edilizi.

La distinzione tra opere ex art. 3 e opere ex art. 4 del D.M. n. 1444/68, se pur configurabile in linea teorica ai fini all'esame, non vale ad escludere che l'Amministrazione possa integrare ed adeguare anche gli spazi pubblici di interesse generale sussumibili sotto la tipologia di parco urbano, ben rientrando tale operazione nei poteri di disciplina e tutela urbanistica rimessi all'Amministrazione, una volta accertata la insufficiente dotazione di attrezzature pubbliche che contraddistinguono la zonizzazione di tipo F.

Gli standard ur... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ono necessariamente collocati in misura maggiore dove esistono aree ancora libere e la vicinanza di aree edificate o per le quali è possibile la saturazione edificatoria non rende contraddittoria o viziata da disparità di trattamento l'imposizione di vincoli e limiti sulle aree libere circostanti, anzi normalmente è proprio la presenza dell'abitato che rende necessario il reperimento di nuovi e più adeguati standard urbanistici al servizio dei residenti.


 
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