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Concessione cimiteriale e ius sepulchri

Una concessione cimiteriale perpetua non può essere revocata. Lo ius sepulchri, istituto complesso che va distinto innanzitutto dal diritto primario al sepolcro, garantisce al concessionario diritti assoluti di godimento del bene. Esso garantisce al titolare della concessione il diritto ad essere tumulato nel sepolcro. Nella determinazione della cerchia dei soggetti che hanno diritto alla sepoltura in una determinata tomba, assume rilevanza preminente la volontà del fondatore.

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titolo:IL CODICE DELLE CONCESSIONI DEMANIALI
anno:2017
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CATEGORIA DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE CIMITERIALE --> IUS SEPULCHRI

Nel nostro ordinamento il diritto sul sepolcro già costituito nasce da una concessione da parte dell'autorità amministrativa di un'area di terreno o di porzione di edificio in un cimitero pubblico di carattere demaniale (art. 824 c.c.) e tale concessione, di natura traslativa, crea a sua volta nel privato concessionario un diritto soggettivo perfetto di natura reale (suscettibile di trasmissione per atti inter vivos o morti causa) e perciò opponibile iure privatorum agli altri privati.

Lo ius sepulchri soggiace all'applicazione della normativa sopravvenuta che regoli il rapporto concessorio in senso modificativo rispetto all'assetto operante all'atto dell'originario titolo concessorio.

Lo ius sepulchri costituisce, nei confronti della pubblica amministrazione concedente, un diritto affievolito in senso stretto, soggiacendo ai poteri regolativi e conformativi di stampo pubblicistico.

Lo ius sepulchri attiene ad una fase di utilizzo del bene che segue lo sfruttamento del suolo mediante edificazione di una cappella cimiteriale e che soggiace all'applicazione del regolamento di polizi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... disciplina quest'ultima che si colloca ad un livello ancora più elevato di quello che contraddistingue l'interesse del concedente e soddisfa superiori interessi pubblici di ordine igienico-sanitario, oltre che edilizio e di ordine pubblico.

Il diritto al sepolcro si distingue in un diritto primario al sepolcro, inteso come diritto ad essere seppellito ovvero a seppellire altri in un determinato sepolcro e un diritto secondario al sepolcro inteso come diritto di accedervi fisicamente e di opporsi ad ogni atto che vi rechi oltraggio o pregiudizio.

Il diritto sul sepolcro già realizzato è un diritto soggettivo perfetto di natura reale assimilabile al diritto di superficie, suscettibile di possesso e soprattutto di trasmissione sia tra vivi che successione mortis causa, e come tale opponibile agli altri privati mentre nei confronti della pubblica amministrazione tale diritto è suscettibile di affievolimento, degradando ad interesse legittimo, nei casi in cui esigenze di pubblico interesse, per la tutela dell'ordine e del buon governo del cimitero, impongano o consiglino all'amministrazione di esercitare il potere di revoca della concessione.

Il diritto sul sepolcro già costituito nasce da una concession... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...dell'autorità amministrativa di un'area di terreno o di porzione di edificio in un cimitero pubblico di carattere demaniale e tale concessione, di natura traslativa, crea a sua volta nel privato concessionario un diritto soggettivo perfetto di natura reale.

Lo "ius sepulchri", ossia il diritto, spettante al titolare di concessione cimiteriale, ad essere tumulato nel sepolcro, garantisce al concessionario ampi poteri di godimento del bene e si atteggia come un diritto reale nei confronti dei terzi.

Nei rapporti interprivati, la protezione dello ius sepolcri è piena e assume la fisionomia tipica dei diritti reali assoluti di godimento; tuttavia, laddove tale facoltà concerna un manufatto costruito su terreno demaniale, lo ius sepulchri costituisce, nei confronti della pubblica amministrazione concedente, un diritto affievolito in senso stretto, soggiacendo ai poteri regolativi e conformativi di stampo pubblicistico, in quanto dalla demanialità del bene discende l'intrinseca cedevolezza del diritto, che trae origine da una concessione amministrativa su bene pubblico.

Il diritto ad essere sepolti in una cappella (cd. diritto di sepolcro primario), ha carattere reale (seppure ad esercizio postumo, per mezzo di f... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...della pubblica Autorità), e si può trasmettere per atto mortis causa o inter vivos oppure solo iure sanguinis, a seconda, rispettivamente, che si tratti di un sepolcro ereditario oppure familiare. Ciò che decide se il sepolcro è familiare (o gentilizio) oppure ereditario, è la volontà del fondatore, cioè di colui che realizza il sepolcro e gli imprime una destinazione.

Il diritto spettante al titolare di una concessione cimiteriale ad essere tumulato nel sepolcro (c.d. ius sepulchri) garantisce al concessionario ampi poteri di godimento del bene e si atteggia come un diritto reale nei confronti dei terzi.

Nei casi in cui il diritto ad essere tumulato concerna un manufatto costruito su terreno demaniale, lo ius sepulchri costituisce, nei confronti della pubblica amministrazione concedente, un diritto affievolito in senso stretto, soggiacendo ai poteri regolativi e conformativi di stampo pubblicistico.

Lo ius sepulchri, quale diritto spettante al titolare di una concessione cimiteriale ad essere tumulato nel sepolcro, garantisce al concessionario ampi poteri di godimento del bene e si atteggia come un diritto reale nei confronti dei terzi.

Laddove lo ius sepulchri concerna ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o costruito su terreno demaniale, esso non preclude l'esercizio dei poteri autoritativi da parte della pubblica amministrazione concedente, sicché sono configurabili interessi legittimi quando sono emanati atti di autotutela. In questa prospettiva, infatti, dalla demanialità del bene discende l'intrinseca "cedevolezza" del diritto, che trae origine da una concessione amministrativa su bene pubblico.

Il diritto al sepolcro si distingue, rispettivamente, in un diritto primario al sepolcro, inteso come diritto ad essere seppellito ovvero a seppellire altri in un determinato sepolcro; in un diritto sul sepolcro inteso in senso stretto, come diritto sul manufatto che accoglie le salme ed infine in un diritto secondario al sepolcro, accessorio dei due precedenti, inteso come diritto di accedervi fisicamente e di opporsi ad ogni atto che vi rechi oltraggio o pregiudizio.

Lo jus sepulchri assume una diversa configurazione a seconda che venga inquadrato nell'ottica dei rapporti tra privati o con riferimento alla relazione con l'amministrazione concedente. Sotto la prima angolazione tale diritto garantisce al concessionario ampi poteri di godimento del bene e si atteggia come un diritto reale nei confronti dei terzi. Ciò signifi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... rapporti tra privati, la protezione della situazione giuridica è piena, assumendo la fisionomia tipica dei diritti reali assoluti di godimento. Tuttavia, laddove tale facoltà concerna un manufatto costruito su terreno demaniale, lo ius sepulchri costituisce, nei confronti della pubblica amministrazione concedente, un "diritto affievolito" in senso stretto, soggiacendo ai poteri regolativi e conformativi di stampo pubblicistico.

Lo "ius sepulchri" attiene ad una fase di utilizzo del bene che segue lo sfruttamento del suolo mediante edificazione della cappella e che soggiace all'applicazione del regolamento di polizia mortuaria. Questa disciplina si colloca ad un livello ancora più elevato di quello che contraddistingue l'interesse del concedente e soddisfa superiori interessi pubblici di ordine igienico-sanitario, oltre che edilizio e di ordine pubblico. Ne deriva dunque che lo jus sepulchri può essere fatto valere alla stregua di un diritto reale soltanto nei confronti dei privati e non anche nei riguardi dell'amministrazione concedente, la quale esercita in questa direzione il proprio potere pubblicistico, nei confronti del concessionario, nell'ambito di un'ordinaria vicenda concessoria regolata dal diritto amminis... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... />
Lo ius sepulchri garantisce al concessionario ampi poteri di godimento del bene, con la conseguenza che, nei rapporti inter privati, la protezione della situazione giuridica è piena, assumendo la fisionomia tipica dei diritti reali assoluti di godimento mentre nei confronti della pubblica amministrazione concedente esso costituisce un diritto affievolito in senso stretto, soggiacendo ai poteri regolativi e conformativi di stampo pubblicistico.

Lo ius sepulchri discendente dall'originario provvedimento di concessione cimiteriale deve ritenersi riferito ad un sepolcro di natura gentilizia o familiare, in assenza di diverse disposizioni rilasciate dall'originario concessionario, e cioè riservato sibi familiaeque suae.

In caso di sepolcro di natura gentilizia o familiare, i soggetti titolati a subentrare nel rapporto concessorio vanno circoscritti alla cerchia dei familiari del concessionario, tra cui - fatta salva una diversa volontà di quest'ultimo - rientrano non solo i discendenti in linea retta, ma anche quelli in via collaterale.

Tra i vari titolari del sepolcro si instaura una comunione indivisibile, con la conseguenza che resta escluso ogni potere di disposizione del diritto da parte di taluni sol... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...si.

Lo ius sepulchri garantisce al concessionario ampi poteri di godimento del bene e si atteggia come un diritto reale nei confronti dei terzi. Ciò significa che, nei rapporti inter privati, la protezione della situazione giuridica è piena, assumendo la fisionomia tipica dei diritti reali assoluti di godimento. Tuttavia, laddove tale facoltà concerna un manufatto costruito su terreno demaniale, lo ius sepulchri costituisce, nei confronti della pubblica amministrazione concedente, un "diritto affievolito" in senso stretto, soggiacendo ai poteri regolativi e conformativi di stampo pubblicistico.

Il jus sepulchri si distingue in un diritto primario al sepolcro, inteso come diritto ad essere seppellito ovvero a seppellire altri in un determinato sepolcro, ed un diritto sul sepolcro inteso in senso stretto, come diritto sul manufatto che accoglie le salme. Si identifica infine, ed è un accessorio dei due precedenti, un diritto secondario al sepolcro inteso come diritto di accedervi fisicamente e di opporsi ad ogni atto che vi rechi oltraggio o pregiudizio.

Lo jus sepulcri è istituto complesso scomponibile in più fattispecie: si distingue anzitutto un diritto primario al sepolcro, inteso ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o ad essere seppellito ovvero a seppellire altri in un determinato sepolcro, diritto distinto a sua volta in sepolcro ereditario e sepolcro familiare o gentilizio; si distingue ancora un diritto sul sepolcro inteso in senso stretto, ossia come diritto sul manufatto che accoglie le salme; si identifica infine, ed è un accessorio dei due precedenti, un diritto secondario al sepolcro inteso come diritto di accedervi fisicamente e di opporsi ad ogni atto che vi rechi oltraggio o pregiudizio.

Lo ius sepulchri può essere fatto valere alla stregua di un diritto reale soltanto nei confronti dei privati e non anche nei riguardi della amministrazione concedente, la quale esercita in questa direzione il proprio potere pubblicistico, nei confronti del concessionario, nell'ambito di un'ordinaria vicenda concessoria regolata dal diritto amministrativo.

Il diritto al sepolcro costituisce in generale istituto complesso, scomponibile in più fattispecie: si distingue anzitutto un diritto primario al sepolcro, inteso come diritto ad essere seppellito ovvero a seppellire altri in un determinato sepolcro, diritto distinto a sua volta in sepolcro ereditario e sepolcro familiare o gentilizio; si distingue ancora un diritto sul sepolcro inteso in senso... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ome diritto sul manufatto che accoglie le salme; si identifica infine, ed è un accessorio dei due precedenti, un diritto secondario al sepolcro inteso come diritto di accedervi fisicamente e di opporsi ad ogni atto che vi rechi oltraggio o pregiudizio.

Lo ius sepulchri, ossia il diritto, spettante al titolare di concessione cimiteriale, ad essere tumulato nel sepolcro, garantisce al concessionario ampi poteri di godimento del bene e si atteggia come un diritto reale nei confronti dei terzi.

Nei rapporti interprivati, la protezione dello ius sepulchri è piena, assumendo la fisionomia tipica dei diritti reali assoluti di godimento.

Lo ius sepulchri costituisce, nei confronti della P.A. concedente, un «diritto affievolito» in senso stretto, soggiacendo ai poteri regolativi e conformativi di stampo pubblicistico: in questa prospettiva, infatti, dalla demanialità del bene discende l'intrinseca «cedevolezza» del diritto, che trae origine da una concessione amministrativa su bene pubblico.

Il diritto al sepolcro è dal punto di vista privatistico disponibile da parte del titolare stesso, il quale può quindi trasferirlo a terzi, ovvero associare terzi nella fondazione de... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...senza che ciò rilevi nei rapporti con l'ente pubblico concedente, il quale può revocare la concessione soltanto per interesse pubblico, ma non mettere in discussione le modalità di esercizio del diritto, le quali restano libere e riservate all'autonomia privata.

Ai fini della determinazione della cerchia dei soggetti che hanno diritto alla sepoltura in una determinata tomba, assume rilevanza preminente la volontà del fondatore - che può essere manifestata in qualunque forma e financo risultare anche da elementi indiziari e presuntivi - e quindi solo in mancanza di una diversa volontà del fondatore assume rilievo la concessione amministrativa, dovendo in tal caso presumersi che la figura del fondatore coincide con quella del titolare della concessione.

Nel rispetto dei diritti dei familiari e degli stretti congiunti (legittimari), lo ius sepulchri può essere trasmesso anche a terzi per il tramite di testamento.

Ai fini della determinazione dei soggetti che devono essere sepolti, rileva come prevalente la volontà del titolare della concessione in qualunque modo manifestata, anche per via testamentaria: pertanto, in mancanza di indicazioni da parte dell'originario concessionario, il... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... disporre dello ius sepulchri per atti sia inter vivos che mortis causa si trasferisce, integro ed affatto compresso, a chi lo riceve iure sanguinis.

Il diritto sul sepolcro già costituito è un diritto soggettivo perfetto di natura reale assimilabile al diritto di superficie, suscettibile di possesso e soprattutto di trasmissione sia inter vivos che per via di successione mortis causa, e come tale opponibile agli altri privati, atteso che lo stesso nasce da una concessione amministrativa avente natura traslativa di un'area di terreno o di una porzione di edificio in un cimitero pubblico di carattere demaniale.

Il diritto sul sepolcro nei confronti della Pubblica Amministrazione è suscettibile di affievolimento, degradando ad interesse legittimo, nei casi in cui esigenze di pubblico interesse, per la tutela dell'ordine e del buon governo del cimitero, impongano o consiglino all'Amministrazione di esercitare il potere di revoca della concessione.

Laddove la facoltà di essere tumulati nel sepolcro concerna un manufatto costruito su terreno demaniale, lo ius sepulchri costituisce, nei confronti della pubblica amministrazione concedente, un "diritto affievolito" in senso stretto, soggiacendo ai poteri ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e conformativi di stampo pubblicistico.

Gli strumenti di tutela del titolare di ius sepulchri nei confronti del concedente si riducono a quelli che assistono l'interesse legittimo anziché il diritto soggettivo, senza alcuna connotazione di assolutezza e pienezza, come avviene, invece, nei riguardi dei soggetti privati.

Lo ius sepulchri nel sepolcro ereditario si trasmette nei modi ordinari per atto inter vivos o mortis causa dall'originario titolare come qualsiasi altro bene, anche a persone non facenti parte della famiglia.

Lo ius sepulchri nel sepolcro gentilizio o familiare è attribuito in base alla volontà del testatore in stretto riferimento alla cerchia dei familiari presi in considerazione come destinatari del sepolcro stesso ed è acquistato dal singolo iure proprio sin dal momento della nascita, per il solo fatto di trovarsi con il fondatore in quel determinato rapporto previsto nell'atto di fondazione o desunto dalle regole consuetudinarie, in ogni caso iure sanguinis e non iure successionis.

Lo ius sepulchri nel sepolcro gentilizio o familiare dà luogo ad una particolare forma di comunione fra contitolari ed è intrasmissibile sia inter vivos sia mortis causa.
[Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...s sepulchri nel sepolcro gentilizio o familiare non si estingue né per prescrizione né per rinuncia.

In caso di silenzio del fondatore del sepolcro o di dubbio, il sepolcro deve ritenersi gentilizio e non ereditario.

Lo ius sepulchri gentilizio si trasforma in ereditario solo con la morte dell'ultimo superstite della cerchia dei familiari designati dal fondatore del sepolcro, rimanendo soggetto per l'ulteriore trasferimento alle ordinarie regole della successione mortis causa.

In tema di diritto di sepolcro, dalla concessione amministrativa del terreno demaniale destinato ad area cimiteriale al fine di edificazione di una tomba deriva, in capo al concessionario, un diritto di natura reale sul bene (il cosiddetto diritto di sepolcro), la cui manifestazione è costituita prima dalla edificazione, poi dalla sepoltura.

Il diritto al sepolcro afferisce alla sfera strettamente personale del titolare e, dal punto di vista privatistico, è pienamente disponibile da parte di quest'ultimo.

Il titolare dello ius sepulchri può legittimamente trasferirlo a terzi, o associare altri soggetti nella fondazione della tomba, senza che ciò rilevi nei rapporti con l'ente concedente, il ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...rave; revocare la concessione soltanto per interesse pubblico, ma non anche contestare le modalità di esercizio del diritto de quo, che restano libere e riservate all'autonomia privata.

E' illegittima l'autorizzazione all'apertura di locuolo rilasciata in contrasto con le disposizioni regolamentari che vietano, anzitutto ai titolari delle concessioni (cioè dell'ius sepulchri), ma ovviamente anche alla stessa amministrazione, di consentire la tumulazione nel sepolcreto di persone diverse da quelle aventi titolo.

Lo ius sepulchri si articola nelle due tipologie, risalenti al diritto romano, del sepolcro gentilizio (ovvero iure sanguinis) o di quello iure successionis: la differenziazione scaturisce dalla interpretazione della volontà del fondatore del sepolcro al momento della fondazione, posto che, nella prima ipotesi (che si ritiene sussistente in via presuntiva, in difetto di disposizione contraria) viene stabilita una destinazione "sibi familiaque suae", per cui tutti i suoi discendenti e i rispettivi coniugi, rimanendo indifferenti le successive vicende della proprietà dell'edificio nella sua materialità, acquistano "iure proprio" e fin dal momento della nascita, il diritto al sepolcro, imprescrittibile ed irrin... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...nonché non trasmissibile né per atto "inter vivos" né "mortis causa": viene a costituirsi così tra i contitolari una particolare forma di comunione, destinata a durare fino al venire meno degli aventi diritto, dopo di che lo "ius sepulchri" si trasforma da familiare in ereditario.

La riserva alla sepoltura è un diritto riconosciuto soltanto al concessionario ed alle persone appartenenti alla sua famiglia e non può essere alienato.

Il diritto a essere seppellito o di seppellire altri in un determinato sepolcro si distingue in sepolcro ereditario e sepolcro familiare, a seconda se sia spettante nella qualità rispettivamente di erede o di familiare del fondatore: tale scelta spetta, in linea di principio, al fondatore, ed è espressa nell'atto di fondazione; nel caso di dubbio circa la qualificazione dello stesso, si presume che il fondatore abbia voluto istituire un sepolcro familiare.

Il diritto al sepolcro familiare sorge in capo a ciascun titolare nel momento della nascita, iure proprio e iure sanguinis, in forza del legame familiare con il fondatore, è personalissimo, intrasmissibile mortis causa o inter vivos, imprescrittibile e si estingue con la morte del soggetto stes... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...azione del relativo cadavere.

Il concetto di famiglia, rilevante per individuare gli aventi diritto dei titolari del c.d. sepolcro familiare, è stabilito dal fondatore, ma potrebbe essere anche determinato, in astratto, dalla stessa amministrazione pubblica nell'esercizio del proprio potere regolamentare in materia, ove esigenze di pubblico interesse e di sanità pubblica, fondano poteri autoritativi a fronte dei quali si configurano, in capo dei privati e dei concessionari, non già diritti soggettivi ma interessi legittimi.

Se il diritto al sepolcro si configura come sepolcro ereditario, gli eredi del fondatore lo acquistano iure successionis al momento della morte del fondatore stesso.

Se il sepolcro ha natura familiare, coloro che non hanno alcun diritto d'uso iure sanguinis non sono legittimati ad accedere agli atti relativi alla concessione cimiteriale.

Il regolamento di polizia mortuaria approvato con R.D. 448/1892 nulla prevedeva in ordine al trasferimento del ius sepulchri tra privati, e quindi lo consentiva in base al principio generale, giuridico e logico, per cui ciò che non è vietato si deve ritenere permesso. Successivamente l'art. 71 R.D. 1880/1942 la aveva consentita se n... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...tibile con il carattere del sepolcro" e "sempre che i regolamenti comunali ed i singoli atti di concessione non dispongano altrimenti"; l'art. 94 D.P.R. 803/1975, confermato poi sul punto dall'art. 93 D.P.R. 285/1990, infine, innovò la materia prevendendo un divieto assoluto di cessione.

Il regolamento di polizia mortuaria che disponga un divieto di cessione delle concessioni cimiteriali non esprime un'illegittima norma retroattiva nel momento in applica tale divieto anche alle concessioni precedentemente rilasciate: in tal modo non si disciplina per il passato il contenuto della concessione, ma si regola per il presente il rilascio dell'autorizzazione alla voltura.

Il procedimento relativo alla voltura di concessione cimiteriale va correttamente disciplinato dalle norme in vigore al momento in cui si intende cedere la concessione, non certo da quelle esistenti all'epoca del rilascio del titolo: pertanto se la cessione è vietata, legittimamente la P.A. rigetta l'istanza anche se la cessione era permessa all'epoca del rilascio del titolo.

Il dubbio sul carattere familiare o ereditario del sepolcro deve risolversi, in assenza di specifiche determinazioni del fondatore, nel primo senso, tale dovendosi presumere essere stata... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ontà.

La cessione di sepolcri familiari non è consentita anche in un regime di generale cedibilità dei sepolcri stessi.

Lo ius supulchri, ovvero il diritto alla tumulazione nel proprio sepolcro, si distingue dal diritto reale avente ad oggetto il manufatto funerario o i materiali che lo compongono, e spetta al titolare della concessione amministrativa rilasciata su un'area di proprietà pubblica.

In assenza di volontà contraria del fondatore del sepolcro, lo ius sepulchri spetta non agli eredi del fondatore, bensì a tutti coloro che sono legati al fondatore da un vincolo di discendenza, che acquistano il diritto al sepolcro iure proprio, quale diritto imprescrittibile, irrinunciabile e intrasmissibile, sia per atto inter vivos, sia mortis causa.

Ove non risulti da prova certa l'identità del fondatore del sepolcro, i suoi discendenti non possono reclamare lo ius sepulchri e pertanto legittimamente il Comune può considerare fondatore del sepolcro colui che risulta tale dalla lapide del sepolcro e assegnare la concessione cimiteriale ai suoi discendenti.

Per distinguere "lo "jus sepulchri iure sanguinis" da quello "iure successionis",... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...terpretare la volontà del fondatore del sepolcro al momento della fondazione, essendo indifferenti le successive vicende della proprietà dell'edificio nella sua materialità e, in difetto di disposizione contraria, ritenere la volontà di destinazione del sepolcro "sibi familiaeque suae".

Accertato dal giudice di merito il carattere di "jus sepulchri iure sanguinis" della concessione cimiteriale, il familiare acquista, "iure proprio", il diritto al sepolcro, imprescrittibile ed irrinunciabile, fin dal momento della nascita e non può trasmetterlo né per atto "inter vivos", né "mortis causa".

Tra i contitolari dello "jus sepulchri iure sanguinis" si costituisce una particolare forma di comunione, destinata a durare sino al venir meno degli aventi diritto, dopo di che lo "jus sepulchri" si trasforma da familiare in ereditario.

Mentre nel sepolcro cosiddetto "familiare" (destinato dal fondatore "sibi familiaeque suae") l'appartenenza alla famiglia è presupposto indispensabile per l'acquisto del diritto alla sepoltura, sempre che il fondatore non abbia diversamente disposto, nel sepolcro ereditario... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...mo si limita a compiere una mera destinazione del diritto di sepoltura ai propri eredi ("sibi haeredibusque suis") in considerazione di tale loro qualità, con la conseguenza che ciascuno di essi (subentrandogli "iure haereditatis") è legittimato alla tumulazione di salme estranee alla famiglia di origine, entro i limiti della propria quota ereditaria.

La costituzione del sepolcro familiare ricorre quando il fondatore esprime la volontà di riservare lo ius sepulchri ai componenti della propria famiglia, così come da lui intesa.

In materia di cappelle gentilizie, tra i familiari aventi diritto al sepolcro "iure sanguinis" si costituisce una particolare forma di comunione che è destinata a durare sino al venir meno degli aventi diritto, nel qual caso lo "jus sepulchri" si trasforma da "familiare" in "ereditario".

Nel caso di sepolcro gentilizio o familiare, da distinguersi rispetto al sepolcro ereditario, la identificazione dei soggetti titolari del diritto primario di sepolcro o "ius sepulchri" è fatta in base alla volontà del fondatore in stretto riferimento alla cerchia dei familiari presi in considerazione come destinatari del... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...retto.

In caso di silenzio o di dubbio deve presumersi il carattere gentilizio, e non ereditario, del sepolcro.

Ove manchi da parte del fondatore l'indicazione dei destinatari del sepolcro familiare,il diritto ad esservi seppelliti viene riconosciuto, in base a norme consuetudinarie di remota origine, a tutti i discendenti maschi del fondatore per linea maschile e loro mogli, alle discendenti femmine per linea maschile rimaste nubili, con l'esclusione in ogni caso dei mariti delle discendenti femmine e dei collaterali, anche se fratelli del fondatore, a meno che, limitatamente però a questi ultimi, il fondatore sia morto senza figli o altri discendenti.

Il diritto ad essere inumato o tumulato nel sepolcro familiare si acquista per il solo fatto di trovarsi con il fondatore nello specifico rapporto previsto nell'atto di fondazione o desunto dalle regole consuetudinarie.

Alla morte dell'ultimo superstite compreso nella cerchia dei familiari del fondatore di un sepolcro gentilizio il diritto si trasferisce secondo le ordinarie regole della successione "mortis causa".

In tema di tomba gentilizia, ossia del manufatto funerario destinato dal suo fondatore/concessionario alla sepoltura propria e... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... familiari o congiunti, questi ultimi vantano un diritto alla sepoltura solo in virtù del fatto della consanguineità o del rapporto di coniuge, mentre occorre un preciso atto di disposizione del fondatore per creare in soggetti estranei eventuali diritti sulla tomba.

Nel sepolcro c.d. familiare o gentilizio, destinato dal fondatore familiaeque suae, hanno diritto di inumazione soltanto il fondatore, il proprio coniuge, i suoi ascendenti, i suoi discendenti ed, i coniugi di questi ultimi.

In materia di concessione cimiteriale e di ius sepulchri, il diritto alla sepoltura si acquista non già per trasmissione iure ereditario, ma iure proprio, ossia per il solo fatto di essere in rapporto di parentela o di coniugio col de cuius.

Lo ius sepulchri, cioè il diritto alla tumulazione, autonomo e distinto rispetto al diritto reale sul manufatto funerario o sui materiali che lo compongono, deve presumersi di carattere non ereditario, ma familiare, in difetto di specifica diversa volontà del fondatore, e quindi considerarsi sottratto a possibilità di divisione o trasmissione a terzi non legati iure sanguinis al fondatore medesimo.

Occorre distinguere lo "jus sepulchri iure sanguinis&qu... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...lo "iure successionis", distinzione che si correla unicamente sulla volontà del fondatore del sepolcro, essendo indifferenti le successive vicende della proprietà del manufatto funerario nella sua materialità. Accertato che, in difetto di disposizione contraria, la volontà del fondatore è stata quella di destinare il sepolcro "sibi familiaeque suae", il familiare acquista, "iure proprio", il diritto al sepolcro, imprescrittibile ed irrinunciabile, fin dal momento della nascita e non può trasmetterlo ad altri, né per atto "inter vivos", né "mortis causa".


 
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