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Detenzione di materiale pedopornografico


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Laureata in Giurisprudenza e Specialista per le Professioni Legali presso l'Università degli Studi di Firenze; Master di II Livello in Scienze Criminologico-Forensi, conseguito presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza"

Articolo 600 quater del codice penale: la dibattuta norma sulla detenzione di materiale pedopornografico

Come più volte accennato il legislatore ha inteso sanzionare a tutti i livelli il mercato della pedopornografia.

Sono infatti incriminate non solo le condotte che si collocano dal lato dell'offerta, come la produzione, la commercializzazione o la divulgazione del materiale, ma anche quelle dal lato della domanda, dirette a colpire il consumatore o il mero fruitore finale. Anche quest'ultimo, infatti, pone in essere una condotta che offende l'interesse protetto dalla norma incriminatrice e rappresenta un pericolo per l'integrità psicofisica del minore contribuendo ad incrementare l... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e del turpe mercato della pedopornografia.

Consapevole della necessità di agire anche sul fronte della domanda e della crescente richiesta di materiale il legislatore, con la Legge 3 agosto 1998, n. 269, ha introdotto l'art. 600 quater, c. p., rubricato «detenzione di materiale pornografico», poi modificato dalla novella del 2006 [129]. La norma in esame punisce colui che, «al di fuori delle ipotesi previste dall'art. 600 ter, c. p., consapevolmente si procura o detiene materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto».

L'inserimento della fattispecie in parola ha destato inizialmente non pochi dubbi interpretativi soprattutto con riferimento al principio di necessaria offensività del reato [130].

Questa ipotesi delittuosa, infatti, punisce il consumatore finale del prodotto pornografico minorile ed è posta a tutela del sano e corretto sviluppo sessuale del minore [131]. Tuttavia, come rilevato in dottrina, la condotta di mera detenzione verrebbe ad incidere in un momento successivo rispetto alla già avvenuta lesione del bene protetto attraverso il compimento delle più gravi condotte di utiliz... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...copi sessuali previste dall'art. 600 ter, c. p. [132] La fattispecie in questione, dunque, non aggraverebbe in alcun modo l'offesa all'integrità psicofisica del minore che si sarebbe pertanto compiuta in un momento antecedente.

Sotto un altro aspetto è stato da più parti osservato come il legislatore con tale previsione avrebbe inciso oltremodo nella sfera privata dei cittadini ingerendosi così nelle loro scelte più intime [133].

Sebbene questi dubbi abbiano a lungo animato il dibattito dottrinale è ormai pacifico come la norma de qua sia oggi ritenuta conforme ai principi del nostro ordinamento penale. Si tratta, infatti, di un reato ostacolo in cui la tutela penale è anticipata ad uno stadio antecedente alla stessa messa in pericolo del bene protetto dalla norma incriminatrice [134].

Il legislatore reprimendo l'acquisto e la detenzione di materiale illecitamente prodotto mediante l'utilizzazione sessuale di minori, mira a disincentivare più gravi comportamenti criminosi. La condotta tipica ivi descritta, dunque, è volta ad ostacolare e prevenire[Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ra diffusione del materiale; condotta, questa, idonea ad accrescere la domanda di pornografia minorile.

Viene colpito pertanto il mero detentore quale anello «finale» della filiera consumieristica che con il suo comportamento contribuisce ad alimentare ed accrescere la catena di diffusione del mercato pedopornografico [135].

Fatte queste necessarie premesse in ordine alle motivazioni sottese all'introduzione della fattispecie in parola, si rende opportuno adesso analizzare la condotta tipica del delitto di detenzione di materiale pornografico ex art. 600 quater, c. p.

In primis occorre evidenziare che il reato in esame delinea una fattispecie residuale venendo in rilievo solo qualora il soggetto agente non abbia posto in essere alcuna delle condotte tipizzate dall'art. 600 ter, del codice penale. Quest'ultimo caso, infatti, il disvalore stigmatizzato con l'incriminazione risulta già assorbito dalle più gravi ipotesi delittuose ivi previste [136].

La condotta punibile, come detto in precedenza, consiste nel procurarsi o detenere materiale pedopornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto. Occorre esaminare sep... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...le due diverse fattispecie.

Con l'espressione «procurarsi» il legislatore ha voluto ricomprendere tutte le attività di procacciamento e ricerca del materiale pedopornografico poste in essere dal soggetto attivo [137]. Tale termine presuppone una relazione fisica con l'oggetto illecito [138] ed è caratterizzato da un maggior disvalore rispetto alla mera detenzione di cui al medesimo articolo 600 quater, c. p.

La condotta tipica, dunque, risulta integrata quando l'agente, all'esito del procacciamento, consegua la materiale disponibilità del prodotto erotico. Si tratta, pertanto, di un reato istantaneo ad effetti permanenti che si perfeziona nel momento stesso in cui l'agente acquisisce il materiale pornografico minorile [139].

Come rilevato da attenta dottrina questa condotta «rappresenta idealmente, nella catena delle condotte illecite, l'anello successivo a quello della cessione, descritto dall'ultimo comma dell'art. 600 ter, c.p.» [140]. È possibile, quindi, tracciare un ulteriore tassello nella immaginaria [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...www.exeo.it/pornografia-minorile/" target="_blank">piramide di disvalore che ha delineato il legislatore in tema di reati contro la pornografia minorile. Oltre alla tipizzazione delle condotte in ordine decrescente di offensività all'interno dell'art. 600 ter, c. p., infatti, occorre individuare il medesimo filo conduttore anche nel delitto di detenzione di cui all'art. 600 quater, c. p.

La giurisprudenza ha affermato che integra il reato de quo la condotta consistente nel procurarsi materiale pornografico «scaricato» per via telematica (cosiddetta operazione di download) da un sito internet a pagamento. Il comportamento di colui che accede al sito e versa gli importi richiesti per procurarsi il predetto materiale, infatti, offende la libertà sessuale ed individuale dei minori coinvolti come il comportamento di chi lo produce [141]. Inoltre, risponde del medesimo reato anche colui che si procuri il materiale senza pagare alcunché e senza cedere il materiale a terzi [142].

Occorre infine esaminare la diversa condotta di «detenzione».

La riforma intervenuta con legge n. 38 del 2006 ha sostituito la prec... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...zione «dispone» con l'attuale «detiene», in modo da ricomprendere qualunque forma di disponibilità del materiale pornografico.

In passato la condotta di disposizione aveva creato non pochi dubbi interpretativi [143]. La dottrina aveva subito messo in luce come tale espressione dovesse essere intesa nel diverso significato di «avere la disponibilità» in modo da ricomprendere nell'alveo di operatività della fattispecie tutte le ipotesi delittuose in cui il materiale illecito entrava nella disponibilità del soggetto agente, sulla base di un contatto diretto ed immediato. Inoltre, il legislatore con il termine «disporre» intendeva attribuire rilievo anche «alle più sfumate condotte di disponibilità virtuale del materiale pornografico rispetto alle quali mancava un rapporto materiale diretto con l'oggetto» [144].

L'interprete, però, doveva stare attento a non ampliare oltremodo la portata applicativa della fattispecie dandone una lettura eccessivamente rigorosa e paventando così il rischio di incriminazioni per mere condotte di vita incompatibili con il canone di necessaria lesivi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...el reato [145].

Oggi i dubbi applicativi appaiono in maggioranza sciolti, anche se qualche margine di indecisione sembra talvolta riemergere. Il termine «detenere» presuppone una acquisizione di fatto del materiale, compiuto a qualunque titolo, che ne consenta una piena, effettiva ed attuale disponibilità. Essa deve essere intesa in senso ampio comprendendo non solo la classica detenzione materiale, ma anche e soprattutto, quella telematica attuata attraverso i molteplici canali di trasmissione che si snodano nella realtà virtuale.

La disponibilità del materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei minori deve essere intesa come possibilità di libera utilizzazione del materiale, senza che ne sia necessario l'effettivo uso [146]. In applicazione di tale principio la Suprema Corte ha ritenuto immune da censure la decisione con cui il giudice di merito ha ritenuto sussistente il reato in questione nella detenzione di materiale pedopornografico, conservato in un vecchio quaderno, custodito in un... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...di cui era, comunque, garantito l'accesso in ogni tempo.

Ancora, quanto alle molteplici forme di manifestazione della condotta occorre rilevare come la detenzione de qua comprenda qualsiasi situazione idonea a far rientrare il materiale nella disponibilità dell'agente, inclusa la detenzione non su supporto cartaceo, ma con salvataggio informatico [147].

È bene sottolineare come la navigazione in internet rappresenti il canale privilegiato di diffusione del materiale pornografico in cui la facile accessibilità del mezzo e la celerità di trasmissione delle immagini da un capo all'altro dello spazio virtuale e globale consentono il proliferare ed il moltiplicarsi delle condotte di detenzione.

Occorre tuttavia puntualizzare che ai fini dell'integrazione del reato de quo la detenzione rilevante è quella che consegue al «salvataggio» del materiale pedopornografico.

Per costante orientamento giurisprudenziale, infatti, è pacifico che la visione del suddetto materiale posta in essere attraverso la navigazione in internet non configura l'elemento oggettivo del reato di cui si discute, che punisce c... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... procura o dispone del materiale illecito. Pertanto, non è sufficiente entrare in contatto con tale materiale, ma occorre appropriarsene salvandolo e veicolandolo o sul disco fisso del computer o su altri supporti con esso interfacciabili, che ne consentano la visione o comunque la riproduzione [148].

Quid iuris in caso di salvataggio di immagini pedopornografiche poi successivamente cancellate? Un recente intervento della suprema Corte mostra l'atteggiamento di rigore tenuto dalla giurisprudenza.

Il reato di detenzione di materiale pornografico ex art. 600 quater, c. p., infatti, è configurabile anche nella condotta di colui che «scarica» da internet alcuni files di immagini pornografiche, salvandole in una apposita directory, ed in seguito ne cancelli una parte. La cancellazione dei files non solo dimostra l'avvenuta acquisizione, ma altresì non esclude la consapevolezza della detenzione precedente e la volontà di disporre del materiale [149].

Il reato, dunque, sussiste anche dopo la cancellazione di files pedopornografici scaricati da internet, mediante l'allocazi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nel cestino» del sistema operativo del computer, in quanto gli stessi restano comunque disponibili mediante la semplice riattivazione dell'accesso al file [150].

Quanto all'elemento soggettivo la condotta deve essere sostenuta da un dolo qualificato, indicato dall'avverbio «consapevolmente» che esclude la punibilità a titolo di dolo eventuale [151]. Il legislatore, pertanto, formula in maniera puntuale il requisito della necessaria conoscenza della provenienza illecita del materiale.

La giurisprudenza ha precisato, infatti, che non può essere ritenuta consapevole la detenzione nel computer di materiale pedopornografico contenuto in un file compresso, protetto da password, laddove manchi la prova che il soggetto sia stato in grado di aprirlo e visionarne il contenuto [152]. Lo «scaricamento» di materiale, ovviamente, deve essere consapevole e volontario, dovendosi escludere profili di responsabilità penale nei casi in cui il materiale rinvenuto sul p. c. costituisca la mera traccia di una trascorsa consultazione sul web, creata dai... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... salvataggio automatico del computer.

Non sussiste l'elemento soggettivo della fattispecie incriminatrice quando non possa dirsi provato che l'imputato abbia consapevolmente inteso salvare sul suo computer, e conseguentemente appropriarsi, del materiale che ha visionato navigando in internet. Quando infatti sussiste il dubbio che il salvataggio sia avvenuto in modo automatico, e non sia stato condotto in modo consapevolmente curato dall'imputato, (ossia quando gli accertamenti disposti ed i chiarimenti tecnici offerti depongano per l'identificazione di file temporanei in internet), si impone l'assoluzione [153].

La cartella dei files temporanei non risponde a finalità di archivio in senso stretto, ma ha l'unico scopo di rendere più rapido l'accesso ad un sito o ad un documento già visionato, ove si decida di accedervi nuovamente. Si tratta, dunque, di una sorta di memoria invisibile del computer che solo persone di particolare abilità e con strumenti tecnici adeguati sono in grado di riportare alla luce. La cartella dei temporary files, infatti, è sconosciuta ai più per cui l'utente, spesso, non sa neanche di averne conservato traccia [154].
... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... giudice, quindi, dovrà valutare tutti gli elementi del caso concreto per escludere che ci si trovi in presenza di un salvataggio automatico prodotto dal computer e come tale non riconducibile in alcun modo al suo utilizzatore. Pertanto costituisce detenzione rilevante ai fini dell'integrazione della fattispecie la collocazione dell'immagine vietata in un file temporaneo, quando l'utente del p.c. sia esperto e conosca il funzionamento di tale tipologia di file che consente la visione reiterata dell'immagine fino alla definitiva cancellazione [155].

Per l'orientamento costante della Suprema Corte, dunque, sono punibili ex art. 600 quater, c.p., solo coloro che durante la navigazione in internet «salvano» il materiale pedopornografico sul disco rigido del computer ovvero su altri supporti idonei allo scopo. Non possono essere chiamati a rispondere del medesimo reato, invece, coloro che semplicemente entrano in contatto con immagini illecite sul web. Il reato de quo, infatti, non risulta integrato dalla mera consultazione di siti internet a carattere pedopornografico, in assenza di un'attività diretta alla memorizzazione di files tratti dai medesimi, ma solo da uno o pi&ug... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...si a tali siti accompagnati da una gestione del proprio p. c. finalizzata alla eliminazione di qualunque traccia degli accessi stessi [156].

Conclusivamente, alla luce delle coordinate giurisprudenziali fin qui illustrate possiamo affermare che i reati contro la pedopornografia comprendono qualsiasi situazione idonea a far rientrare il materiale pedopornografico nella disponibilità dell'agente, inclusa la detenzione attraverso il salvataggio informatico. Va tuttavia esclusa la configurabilità del reato in caso di mera consultazione via internet senza registrazione su disco fisso dei file [157].

Inoltre appare chiaro come il legislatore abbia inteso punire la detenzione di un bene particolarmente vile, quale è il materiale pedopornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto. Un giudizio di riprovevolezza nei confronti del soggetto attivo, pertanto, potrà realizzarsi solo laddove vi sia una piena consapevolezza e coscienza del contenuto illecito del prodotto.

Una questione interpretativa che si è posta prima della riforma intervenuta con legge n. 38 del 2006 ha riguardato proprio il riferimento dell'art. 600 quater, c. p. alla [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...grafici/" target="_blank">condotta di sfruttamento minorile così come descritta dal primo comma dell'art. 600 ter, c. p [158].

Ai fini della configurazione del delitto in esame la dottrina riteneva penalmente rilevante solo la detenzione di materiale illecito derivante dallo sfruttamento di minori, inserita all'interno di una struttura organizzata e destinata al mercato della pedopornografia [159]. Era richiesto, dunque, lo sfruttamento del minore a scopi lucrativi. Dall'ambito di operatività della fattispecie, pertanto, esulavano tutte le condotte cosiddette artigianali, in cui il materiale risultava confezionato «in casa» e destinato ad un uso strettamente personale.

Oggi tale impostazione risulta ampiamente superata grazie al suddetto intervento legislativo che ha sciolto ogni dubbio interpretativo grazie alla nuova formulazione della fattispecie di cui al primo comma dell'art. 600 ter, c. p. ed al suo coordinamento con il delitto di cui all'art. 600 quater, c. p.

La condotta tipica, adesso, si esaurisce nell'utilizzazione, anche episodica e sporadica, di minori per la realizzazione di materiale destinato non solo al mercato illecito... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...conomici ma anche al soddisfacimento della mera concupiscenza personale. Si amplia, dunque, la fattispecie tipica atta a ricomprendere al suo interno le condotte di produzione casalinga o artigianale prima escluse.

Si tratta, dunque, di un notevole passo in avanti del legislatore che si inserisce nel quadro complessivo della riforma volta ad impedire qualsiasi impiego del minore per scopi erotici tutelandone il pieno sviluppo psicofisico.

Per completezza occorre infine accennare ad alcuni aspetti riguardanti la norma de qua che non possono essere tralasciati.

In primis va evidenziato che la condotta di colui che detenga consapevolmente materiale pedopornografico, dopo esserselo procurato ex at. 600 quater, c. p., configura un'ipotesi di reato commissivo permanente [160], la cui consumazione inizia con il procacciamento del materiale e si protrae per tutto il tempo in cui permane in capo all'agente la disponibilità del materiale [161]. Nella fattispecie la Suprema Corte ha individuato il momento della cessazione della permanenza nell'esecuzione della perquisizione domiciliare all'esito della... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e sequestrato il materiale che l'imputato, facente parte di comunità virtuali pedopornografiche operanti su internet, aveva scaricato in tempi diversi.

Infine, è opportuno sottolineare che, mentre la fattispecie di pornografia minorile ex art. 600 ter, c. p., costituisce un reato di pericolo concreto, quella in parola prescinde da ogni pericolo di diffusione e richiede solo la consapevolezza della mera detenzione del materiale pedopornografico [162].

Volendo brevemente riassumere, possiamo affermare che la detenzione di materiale pornografico ex art. 600 quater, c. p., costituisce la norma più dibattuta in tema di reati contro la pedofilia.

Agli iniziali dubbi interpretativi si è sostituita la consapevolezza della necessità di una tutela ad ampio raggio dell'integrità psicofisica dei minori contro i gravi episodi di sfruttamento sessuale che dilagano, oggi, soprattutto nel mondo telematico. Ciò ha indotto il legislatore ad introdurre la norma de qua e sanzionare anche il fruitore finale del prodotto pornografico che, con la sua condotta di mera detenzione, contribuisce comunque ad alimentare il mercato della pedopornografia.

 
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