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Commercializzazione del materiale pedopornografico


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Laureata in Giurisprudenza e Specialista per le Professioni Legali presso l'Università degli Studi di Firenze; Master di II Livello in Scienze Criminologico-Forensi, conseguito presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza"

La commercializzazione del materiale pedopornografico ex art. 600 ter, secondo comma, del codice penale

Come evidenziato nei precedenti paragrafi il legislatore, con le fattispecie di cui all'art. 600 ter, c. p., ha voluto fronteggiare ad ampio raggio il fenomeno della pornografia minorile. La norma in esame, infatti, sanziona tutti i livelli e tutte le fasi del mercato pedopornografico colpendo le molteplici condotte che spaziano dalla produzione del materiale suddetto alla relativa distribuzione, passando per la semplice offerta o cessione al fruitore destinatario.

In tale quadro, animata dalla stessa finalità di reprimere o quantomeno contrastare il grave fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori, si inserisce la fattispecie relativa al commercio di materiale pornografico. Il secondo comma dell'articolo in parola punisce, con il medesimo e rigido trattamento sanzionatorio previsto per le condotte di cui al primo comma, colui che commercia il materiale pornografico realizzato attraverso l'impiego di minori [55].

La finalità della norma, dunque, è quella di estinguere il mercato della pedofilia reprimendo la diffusione su ampia scala de... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... così illecitamente e turpemente prodotto [56].

La ratio sottesa a tale previsione incriminatrice, infatti, è quella di impedire la diffusione, attraverso il commercio, del materiale a sfondo pornografico realizzato con l'impiego di minori. Così facendo il legislatore ha tentato di reprimere il fenomeno colpendo anche tutte quelle condotte poste in essere in un momento successivo rispetto a quello propedeutico della produzione del materiale pedopornografico.

L'espressione «fare commercio» implica necessariamente la sussistenza di una abituale attività di compravendita del prodotto pornografico per fini di lucro realizzata attraverso la predisposizione di una sia pur rudimentale struttura organizzata [57]. La dottrina in tal senso è pacifica. Essa ritiene, infatti, che ai fini della configurabilità del delitto de quo sia necessario e sufficiente che l'attività commerciale volta all'alienazione del materiale pornografico sia realizzata attraverso una minima o embrionale organizzazione imprenditoriale.

Detta conclusione si fonda non solo su... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...retazione letterale del disposto normativo ma anche sul sistematico raffronto tra il secondo e il quarto comma dello stesso art. 600 ter c. p., quest'ultimo relativo alla condotta di cessione, anche a titolo gratuito, del materiale pornografico. Le pene previste dalla fattispecie di cui al secondo comma, infatti, sono ben più severe rispetto a quelle tipizzate ai sensi del quarto comma [58]. Pertanto, come sostenuto da autorevole dottrina, vi deve essere una «abissale differenza di disvalore» tra le due ipotesi delittuose [59]. Tale diversità di trattamento sanzionatorio, dunque, deve trovare giustificazione nell'esistenza di un quid pluris rispetto ad un mero atto occasionale di cessione [60].

Ai fini dell'integrazione del delitto di cui al secondo comma è quindi necessario che vi sia una vera e propria attività imprenditoriale del soggetto dotata di capacità diffusiva e in grado di assicurare un'offerta al pubblico duratura nel tempo [61].

La condotta di chi fa commercio, dunque, consiste nella vendita reiterata di uno o più prodotti pornografici connotata da una ab... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ntinuativa attività lucrativa: si tratta, infatti, di un reato necessariamente abituale che presuppone per il suo perfezionarsi la reiterazione di più condotte tipiche [62].

Le condotte di offerta e cessione di cui al quarto comma dell'art. 600 ter, c. p., invece, sebbene anch'esse riprovevoli, rimangono comunque estranee a tali logiche imprenditoriali, potendo risolversi in «isolati comportamenti compiuti da singolo a singolo, anche a titolo di (perversa) amicizia» [63].

Dette ipotesi criminose, infatti, sono sorrette dai requisiti dell'occasionalità e della sporadicità della cessione del materiale pornografico, tanto da potersi configurare anche a titolo gratuito. Ciò non è configurabile, invece, nelle ipotesi di cui al secondo comma, le cui condotte tipizzate dal legislatore sono dettate esclusivamente da fini economici e lucrativi.

Infine, come affermato in dottrina [64], se non si diversificasse a livello interpretativo la nozione di fare commercio di cui al secondo comma dell'art. 600 ter, da quella di cessione prevista dal quarto comma, non sarebbe giusti... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...enorme divario sanzionatorio esistente tra le due ipotesi e sarebbe necessario concludere per una declaratoria di incostituzionalità della norma per violazione dell'art. 3 della Costituzione.

Così delineati i tratti caratteristici della nozione di commercio occorre rilevare come detta attività possa esplicarsi attraverso i canali più diversificati e le più varie forme.

Il commercio di materiale a sfondo sessuale ritraente minori di età, infatti, può avvenire attraverso qualsiasi mezzo; dal tradizionale noleggio o dalla vendita del prodotto ai nuovi canali telematici di circolazione «virtuale», come internet o la posta elettronica [65].

È bene sottolineare come la commercializzazione del materiale trova terreno fertile soprattutto grazie alla rete telematica dove la «sma... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ione» del prodotto pornografico accresce le potenzialità diffusive delle immagini che possono, in tal modo, raggiungere un numero indefinito di destinatari [66].

Riepilogando, dunque, occorre che il soggetto agente disponga di tutti gli strumenti che, sia pur embrionali, risultino idonei alla realizzazione dei più svariati traffici commerciali. Questa caratteristica, peraltro, è stata ampiamente messa in rilievo dalla giurisprudenza di legittimità, che ha valorizzato il requisito organizzativo quale quid pluris in grado di differenziare la condotta di commercializzazione rispetto alla diversa ipotesi di cui al quarto comma.

Ai fini della configurabilità del delitto di commercio di materiale pedopornografico, infatti, si richiede la predisposizione di una attività di impresa, dotata di adeguati canali di distribuzione, nella prospettiva di un'offerta del prodotto destinata a durare nel tempo [67].

Il commercio del prodotto pornografico, pertanto, è una «attività pericolosa – e come tale deve essere punita – proprio perché adeguatamente strutturata e, pertanto, non destinata ad esaurirsi in uno o pochi episodi, ma costrui... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ttere di tendenziale stabilità» [68].

Un accenno, in ultima analisi, merita la questione concernente il rapporto tra le condotte criminose tipizzate dal primo e dal secondo comma dell'articolo 600 ter c. p.

Il problema che ha animato a lungo il dibattito dogmatico riguarda la possibilità o meno di un eventuale concorso tra le suddette condotte nell'ipotesi in cui il soggetto che produce o realizza esibizioni pornografiche sia lo stesso che poi commercia il relativo materiale.

Tralasciando i vari orientamenti sorti in dottrina prima della novella legislativa del 2006 [69], è necessario soffermarsi sull'attuale formulazione del primo comma dell'articolo in esame. Quest'ultimo, infatti, punisce il mero impiego di minori nella realizzazione o nella produzione di esibizioni pornografiche, a prescindere da una qualsiasi finalità lucrativa. Pertanto anche la produzione artigianale o casalinga degli spettacoli erotici compiuta al solo fine di soddisfare la concupiscenza personale ed al di fuori di una organizzazione imprenditoriale può integrare il delitto di cui al primo comma.

Da ciò deriva ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...uale e successiva attività di commercializzazione posta in essere dallo stesso soggetto non può essere assorbita nel disvalore insito nella condotta di produzione, la quale non è mossa da alcuna finalità lucrativa [70].

Si può quindi affermare che, secondo i prevalenti orientamenti dottrinali, le due fattispecie in argomento possono tra loro concorrere data la eterogeneità delle condotte tipizzate e le diverse oggettività giuridiche [71].

Sebbene vi sia una corrispondenza di disvalore, infatti, nel primo comma il legislatore tutela il minore dall'utilizzazione e dalla mercificazione del proprio corpo, laddove, invece, nel secondo comma stigmatizza e condanna il traffico di materiale pornografico a scopi di lucro.

 
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