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Piani Regionali delle Attività Estrattive


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titolo:IL CODICE DELLE CAVE E MINIERE
anno:2018
pagine: 1769 in formato A4, equivalenti a 3007 pagine in formato libro
formato: pdf  
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PIANIFICAZIONE --> ATTIVITÀ ESTRATTIVA --> REGIONI/PROVINCE

Il PRAE quale atto di programmazione settoriale, è espressione del potere amministrativo di pianificazione ed ha come funzione principale quella della localizzazione territoriale delle attività e di fissazione dei relativi criteri di sfruttamento attraverso il contemperamento di tutti gli interessi, pubblici e privati, coinvolti a vario titolo nell'attività di coltivazione della cava. Sicché, stante la certa estraneità del suddetto atto alla tipologia degli atti di normazione primaria, è di tutta evidenza che contro di esso non possa essere promosso alcun sindacato di legittimità costituzionale.

PIANIFICAZIONE --> ATTIVITÀ ESTRATTIVA --> REGIONI/PROVINCE --> ABRUZZO

Nella Regione Abruzzo gli usi estrattivi non sono sempre e comunque consentiti dall'art. 5 del Piano paesistico, dovendosi verificare zona per zona se viene menzionato, tra gli usi consentiti, anche l'attività estrattiva.

PIANIFICAZIONE --> ATTIVITÀ ESTRATTIVA --> REGIONI/PROVINCE --> CAMPANIA

In Campania il piano regionale del settore estrattivo si ascrive, a norma dell'articolo 2 dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ionale 54/1985, nel quadro delle esigenze generali di difesa dell'ambiente, del diritto alla salute dei cittadini, di recupero del patrimonio architettonico e monumentale dei borghi e dei centri storici della Regione, di sviluppo economico regionale ed in linea con le politiche comunitarie in materia, per attuare una politica organica di approvvigionamento e di razionale utilizzazione delle risorse delle materie di cava.

La partecipazione dei Comuni al procedimento pianificatorio di cui all'art. 2 l.r. Campania 13 dicembre 1985, n. 54 (Coltivazione di cave e torbiere) non può ridursi alla mera facoltà collaborativa di presentare proprie osservazioni (alla stregua delle osservazioni che possono essere formulate dai privati nel procedimento di formazione di uno strumento urbanistico).

Nella Regione Campania, il Piano Regionale delle Attività Estrattive ha recepito i contenuti e la parte normativa dei Piani stralcio per l'assetto idrogeologico, per cui non era necessario che il provvedimento di approvazione del P.R.A.E. fosse preceduto dall'acquisizione del parere del Comitato istituzionale delle Autorità di bacino.

Nella Regione Campania, il silenzio mantenuto dall'ARCADIS (Agenzia Regionale Campana Difesa Su... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stanza volta a ottenere un provvedimento espresso in ordine all'aggiornamento del piano di recupero ambientale è illegittimo per violazione dell'art. 2 della l. n 241/90.

Per le cave site in aree non perimetrate, l'art. 24 del P.R.A.E. Campania permette la prosecuzione dell'attività estrattiva soltanto per le cave autorizzate, che possono essere sfruttate fino all'esaurimento delle superfici coltivabili e autorizzate, e comunque nel termine massimo già determinato nell'autorizzazione rilasciata antecedentemente all'entrata in vigore del P.R.A.E. stesso.

Il termine del 31 marzo 2007, a cui ai sensi dell'art. 18, comma XVI, delle N.T.A. del P.R.A.E. Campania sono prorogate le autorizzazioni alla prosecuzione dell'attività di cava ottenute ai sensi della L.R. Campania 54/1985 non ha natura perentoria e deve essere raccordato alla conclusione dell'attività amministrativa di perimetrazione delle aree intrapresa dalla Regione.

L'effetto di proroga al 31 marzo 2007 previsto dall'art. 18, comma XVI, delle N.T.A. del P.R.A.E. Campania non riguarda le autorizzazioni già scadute prima del 31 marzo 2007.

Il secondo comma dell'articolo 7 del Piano regionale delle attività estrattive d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e Campania, nel rimettere l'attività estrattiva al parere favorevole dell'autorità preposta alla tutela del vincolo, non pone un'eccezione al divieto stabilito dal primo comma, ma si limita a richiamare le eventuali diverse previsioni dello stesso P.R.A.E., che consentano specificamente l'esercizio dell'attività estrattiva.

Nella Regione Campania il termine semestrale fissato dall'art. 27 delle Norme di Attuazione del Piano Regionale delle Attività Estrattive per la riclassificazione delle singole "Zone critiche" in Z.A.C. o in Area di crisi, non ha natura perentoria.

In applicazione del principio tempus regit actum, la L.R. Campania 14/2008 non può essere invocata per inficiare la legittimità di autorizzazioni all'attività estrattive adottate in epoca antecedente all'emanazione della legge regionale.

Nella Regione Campania la disciplina positiva prevista dalle Norme di Attuazione del Piano Regionale delle Attività Estrattive per l'annullamento dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività estrattiva si applica tendenzialmente anche alle cave private.

Nel prorogare, nelle more dell'approvazione del Piano regionale attività estrattive, le attivit&agr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tive in regime transitorio e regolarmente autorizzate, l'art. 16 della l.r. Campania 11 agosto 2005, n. 15 non azzera tutte le condizioni di esercizio delle attività estrattive in essere, che sarebbe irrazionale ed incongruo in relazione alle limitate utilità interinali perseguite.

PIANIFICAZIONE --> ATTIVITÀ ESTRATTIVA --> REGIONI/PROVINCE --> EMILIA-ROMAGNA

Nella Regione Emilia-Romagna, il Piano Infraregionale delle Attività Estrattive (P.I.A.E.) persegue l'obiettivo di soddisfare i fabbisogni ineludibili di materiali necessari alla realizzazione di opere nel territorio provinciale, in un'ottica di sviluppo sostenibile delle attività estrattive a difesa del territorio e dell'ambiente. Esso costituisce uno degli elementi di Pianificazione del settore attività estrattive e ne demanda l'attuazione ai Comuni che la esercitano attraverso i Piani Comunali delle Attività Estrattive (PAE) e i procedimenti di autorizzazione.

Nella Regione Emilia-Romagna, il Piano Comunali delle Attività Estrattive (PAE) si può muovere "entro" i confini disciplinati dal Piano Infraregionale delle Attività Estrattive (PIAE): esso è dunque legittimo se apporta alcune modifiche... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...massimi della attività estrattiva, come mere specificazioni/attuazioni del piano sovraordinato.

PIANIFICAZIONE --> ATTIVITÀ ESTRATTIVA --> REGIONI/PROVINCE --> LOMBARDIA

Da un'interpretazione sistematica degli artt. 7 e 8 L.R. Lombardia 14/1998 si evince che il potere riconosciuto al Consiglio regionale di apportare modifiche alla proposta di piano non può essere esercitato in carenza dell'acquisizione del parere degli enti che intervengono nel procedimento di adozione del piano in ordine alle nuove aree che siano aggiunte ad integrazione dell'originale perimetro indicato nella proposta della provincia.

Nella Regione Lombardia, il rinnovato coinvolgimento dell'autorità provinciale costituisce condotta dovuta in presenza di variazioni sostanziali del Piano cave o dell'ATE coinvolto, ma non è necessario se le innovazioni introdotte appaiono di mero dettaglio.

La normativa della Regione Lombardia in materia di pianificazione dell'attività estrattiva accorda indubbiamente la preferenza per gli ambiti esistenti rispetto ai nuovi ambiti estrattivi, ma questa preferenza non può essere certamente lesa dalla semplice previsione (e dal successivo stralcio) di nuovi ambiti ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a asserzione circa l'omessa attribuzione dei quantitativi prima assegnati.

Benché la normativa della Regione Lombardia accordi la preferenza per gli ambiti esistenti rispetto ai nuovi ambiti estrattivi, non si può tuttavia giungere alla conclusione che l'individuazione di nuovi ambiti potrebbe avere luogo solo dopo l'esaurimento dei giacimenti preesistenti: tale impostazione, oltre a non trovare supporto nel dato normativo, urterebbe con i principi riguardanti la pianificazione, poiché – in sede di approvazione del nuovo Piano – la Regione ben può valutare gli interessi in conflitto e tenere conto delle esigenze di ordine naturalistico e ambientale, precludendo l'ulteriore modifica dello stato dei luoghi ovvero consentire la loro bonifica.

In tema di Piano cave, ove la Regione Lombardia intenda discostarsi dalla proposta iniziale riservata alla competenza dell'Amministrazione provinciale, deve enunciare le ragioni di tale scelta; diversamente il Piano sarebbe il risultato di una decisione arbitraria della Regione e si porrebbe in contrasto con il dettato della legge regionale che configura il Piano medesimo come atto complesso, derivante dal concorso di volontà di soggetti diversi.

Le nor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tt. 7 e 8 comma 1 della l. r. Lombardia 14/98, là dove prevedono che alla proposta presentata dalla Provincia sentiti i Comuni la Giunta regionale possa apportare "integrazioni e modifiche" da sottoporre poi al Consiglio regionale per l'approvazione finale, va interpretata nel senso che si possano apportare in modo puro e semplice solo modifiche di mero dettaglio, ovvero imposte dall'adeguamento ad obblighi normativi: in tutti gli altri casi, non va stravolto il carattere provinciale del piano, e quindi le modifiche non si possono inserire se non ripetendo la procedura che ha condotto alla proposta arrivata alla Giunta.

L'art. 6 L.R. 14/1998 non dispone la salvaguardia delle posizioni dei soggetti abilitati dal previgente piano cave, bensì, fissa semplicemente il principio per il quale i nuovi ambiti vanno posti in prossimità delle aree già interessate da attività estrattive, sul presupposto che le cave debbano essere il più possibile accorpate, non solo per consentirne una più efficace vigilanza, ma anche per salvaguardare le aree ambientali non incise dalla loro coltivazione.

Nella Regione Lombardia, ai fini della definizione della procedura di approvazione del piano per le attività estrattiv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...necessario, a pena di illegittimità, acquisire il parere dell'ente gestore dell'area protetta.

Nonostante la l.r. Lombardia 8 agosto 1998, n. 14 riferisca testualmente la necessità del parere dell'ente gestore dell'area protetta alla proposta provinciale di piano per le attività estrattive, l'intervento dell'organo consultivo deve essere sollecitato anche per le nuove aree che, in sede di approvazione regionale, siano aggiunte ad integrazione dell'originario perimetro tracciato dalla proposta provinciale.

La Regione, una volta constatata l'opportunità di destinare alla creazione di una cava un territorio, trascurato dalla provincia competente, che quindi non ha acquisito il parere del comune interessato, ha l'onere di coinvolgere gli enti locali nella scelta, rimettendo, a tale scopo, gli atti alla provincia perché acquisisca il parere del comune interessato e formuli le proprie osservazioni al riguardo.

La L.R. Lombardia 14/1998 disciplina il piano delle cave come piano "provinciale", ovvero demanda a detto ente la sua formazione, sentiti gli enti minori che il suo territorio compongono, ovvero i Comuni; la legge stessa quindi non va interpretata, almeno fin quando sia possibile evitarlo, nel senso... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e dette competenze, e in particolare di accentrare la formazione del piano al superiore livello regionale.

Gli artt. 7 e 8 L.R. Lombardia 14/1998 là dove prevedono che alla proposta presentata dalla Provincia sentiti i Comuni la Giunta regionale possa apportare "integrazioni e modifiche" da sottoporre poi al Consiglio regionale per l'approvazione finale, vanno interpretati nel senso che si possano apportare in modo puro e semplice solo modifiche di mero dettaglio, ovvero imposte dall'adeguamento ad obblighi normativi. Se così non fosse, è necessario ripetere la procedura che ha condotto alla proposta arrivata alla Giunta: le modifiche stesse vanno apportate al disegno generale della proposta adottata e su di esse devono pronunciarsi non solo i Comuni, ma anche tutti gli organi tecnici deputati ad esprimere il loro parere sul piano in parola.

In caso di previsioni del piano provinciale delle attività estrattive che contrastino con il PTCP, nella Regione Lombardia è quest'ultimo a prevalere.

Quando la proposta di piano per le attività estrattive di cui all'art. 7 della L. R. Lombardia 14/1998 prevede l'attività di cava in ambiti territoriali compresi nelle aree protette di cui all'art. 1 ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...86/1983, la Provincia deve acquisire, sulla proposta depositata, il parere dell'ente gestore in ordine alla compatibilità con il regime di tutela dell' area protetta.

L'onere di acquisire il parere dell'ente gestore dell'area protetta, previsto nella Regione Lombardia per l'approvazione del Piano per le attività estrattive, grava sia sulla Provincia, in sede di adozione del Piano, sia sulla Regione, in sede di approvazione con modifiche.

Nella Regione Lombardia, può essere esclusa la necessità di provocare il parere degli enti locali sulle modifiche apportate dalla Regione in sede di approvazione del piano per le attività estrattive quando tali modifiche abbiano contenuto di dettaglio ovvero quando costituiscano l'adempimento di obblighi normativi.

Nell'ambito del procedimento di formazione o revisione del Piano cave, ove la Regione Lombardia intenda discostarsi dalla proposta iniziale riservata alla competenza dell'Amministrazione provinciale, deve enunciare le ragioni di tale scelta.

Nella Regione Lombardia, la pretermissione del parere dell'ente gestore dell'area protetta, in sede di approvazione del piano per le attività estrattive, non può essere ritenuta una violazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rale meramente formale.

In Lombardia il Consiglio Regionale, chiamato all'approvazione del piano cave provinciale secondo quanto stabilito dalla legge regionale 14/1998, svolge una funzione di carattere amministrativo soggetta ai doveri di imparzialità ed obiettività propri dell'azione amministrativa, con conseguente obbligo di motivazione delle proprie scelte.

La decisione del Consiglio Regionale Lombardo di disattendere le conclusioni alle quali sono giunti altri enti od organi pubblici coinvolti nel complesso procedimento di approvazione del piano cave, ovvero le osservazioni di soggetti privati, impone uno specifico onere motivazionale.

La discrezionalità di valutazione che, nella Regione Lombardia, è attribuita al Consiglio nell'approvazione di un atto di pianificazione territoriale quale il piano cave, non può arrivare al punto di violare totalmente l'obbligo motivazionale e le garanzie di partecipazione al procedimento.

PIANIFICAZIONE --> ATTIVITÀ ESTRATTIVA --> REGIONI/PROVINCE --> MARCHE

Nella Regione Marche, nella materia della pianificazione estrattiva è vigente un modello di programmazione integrata in cui sia la Provincia che la Region... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...no cura degli interessi a ciascuna di esse affidati; ai sensi dell'art. 15 L.R. 47/1992 la Regione non ha in materia mera funzione di controllo, ma attiva e di garante dell'unità di indirizzo in materia, come confermato dall'art. 15 della L.R. 46/1997, che prevede la composizione di contrasti (anche mediante esercizio del potere sostitutivo) tra la programmazione provinciale e regionale che non abbiano già trovato componimento nella Conferenza delle autonomie.

Il parere vincolante di competenza della Regione previsto in materia di verifica di compatibilità delle aree di esenzione del P.P.A.E. non cartografate, appare, in quanto vincolante, avere natura non consultiva ma decisoria.

È illegittimo il piano per le attività estrattive a cui non sia allegata un'adeguata cartografia: invero, anche se nessuna norma prevedesse l'allegazione di dette cartografie, la normativa regionale prevede che i vincoli debbano essere adeguatamente individuati e ciò non può avvenire se non mediante allegazione di adeguate rappresentazioni cartografiche delle aree interessate ai vincoli stessi.

PIANIFICAZIONE --> ATTIVITÀ ESTRATTIVA --> REGIONI/PROVINCE --> PROVINCIA DI BOLZANO

&... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 9 L.P. Bolzano 10/2009, poiché essa nella parte in cui stabilisce che «sulle aree estrattive dotate di impianti di lavorazione autorizzati ai sensi del presente articolo è consentita la lavorazione di materiali inerti provenienti anche da altre cave, sbancamenti, scavi, gallerie, fiumi, torrenti, rii o zone colpite da eventi naturali eccezionali ubicati ad una distanza non superiore a 15 chilometri dall'impianto», non contiene espressamente alcuna definizione di rifiuto, né alcuna esplicita qualificazione dei materiali inerti di cui si consente la lavorazione, ma si limita ad individuare le lavorazioni che possono essere effettuate presso le aree estrattive dotate di impianti autorizzati alla coltivazione delle cave, rinviando per la qualificazione e per l'individuazione del regime al quale i materiali oggetto di lavorazione alle norme del d. lgs. 152/2006.

PIANIFICAZIONE --> ATTIVITÀ ESTRATTIVA --> REGIONI/PROVINCE --> PROVINCIA DI TRENTO

È legittima l'integrazione dei disciplinari per la coltivazione delle cave con il divieto di vendita del c.d. materiale tout-venant di cui all'art. 7 L.P. Trento 7/2006, anche per le autorizza... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...coltivazione antecedenti all'entrata in vigore di tale norma che siano prorogate.

Il divieto di vendita del materiale tout-venant di cui all'art. 7, co. 3, L.P. Trento 7/2006 deve essere interpretato nel senso di escludere la possibilità della vendita diretta del materiale quale risulta dell'intervenuto brillamento delle mine.

La ratio del divieto di vendita del materiale tout-venant di cui all'art. 7, co. 3, L.P. Trento 7/2006 consiste nel porre una limitazione al fenomeno della vendita in blocco, da parte dei titolari di attività di cave di porfido, del suddetto materiale senza neppure procedere alla fase di prima cernita: di conseguenza, esso non lede il principio comunitario della libera circolazione delle merci, in quanto non va a limitare l'intera attività imprenditoriale del soggetto che coltiva la cava.

Il divieto di vendita del materiale tout-venant (art. 7 L.P. Trento 7/2006) non contrasta con l'art. 41 Cost., visto che il principio costituzionale della libertà di iniziativa economica privata non è assoluto, ma deve necessariamente conciliarsi con le esigenze di tutela dell'ambiente e di utilizzo razionale del territorio, nell'interesse della collettività locale.

PIANI... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...-> ATTIVITÀ ESTRATTIVA --> REGIONI/PROVINCE --> SICILIA

Nella Regione Sicilia, le ipotesi in cui è consentito il proseguimento del programma di coltivazione delle cave esterne alle aree individuate dai Piani Regionali dei Materiali di Cava e dei Minerali Lapidei di pregio ai sensi dell'art. 7 D.P.R.S. 5.11.2010, per regolare le situazioni transitorie e consentire una graduale chiusura delle cave già in essere, sono eccezionali e dunque insuscettibili di applicazione analogica.

Nella Regione Sicilia, l'esaurimento del programma di coltivazione di un'area esterna ai Piani Regionali dei Materiali di Cava e dei Minerali Lapidei di pregio approvati con D.P.R.S. 5.11.2010 non legittima il titolare dell'area ad una modifica del programma medesimo.

PIANIFICAZIONE --> ATTIVITÀ ESTRATTIVA --> REGIONI/PROVINCE --> TOSCANA

Nella legge reg. Toscana 3 novembre 1998 n. 78 (Disposizioni in materia di miniere) non vi sono previsioni che consentano la pianificazione "per stralci", essendo solo previsto che il PRAER possa essere costituito da due settori autonomi che, in quanto approvabili separatamente, danno luogo, di fatto, a due piani distinti.

Ai sensi della legge reg. Tosc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...bre 1998 n. 78 (Disposizioni in materia di miniere), anche il PAERP, come il PRAER, può essere "scisso" in due piani, ciascuno dei quali riferito specularmente a ciascun settore del PRAER

Nella Regione Toscana, il PAERP non può essere oggetto di pianificazione per stralci.

La possibilità di acquisire il parere provinciale dopo l'adozione della variante al P.R.A.E. (Delib. G.R. Toscana 20 novembre 1995, n. 4418) è limitata alle sole ipotesi in cui la variante di adeguamento sia da adottare in tempi ristretti.

PIANIFICAZIONE --> ATTIVITÀ ESTRATTIVA --> REGIONI/PROVINCE --> VENETO

Nella Regione del Veneto, non deve ritenersi che il parere della Commissione tecnica provinciale per le attività di cava (CTPAC) sia necessario solo nel caso in cui il progetto di coltivazione, non essendo sottoposto alla procedura di VIA, si svolga secondo il modulo autorizzatorio ordinario di cui alla L.R. 44/1982, in quanto una simile conclusione non è ragionevole e non si coniuga con i principi di tutela ambientale.

L'art. 13 del Piano d'area dei Monti Berici, approvato con Delib. Consiglio Regionale Veneto 31/2008, collocandosi nell'ambito delle "prescrizioni e vincoli"... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... miniere, va anzitutto opposta alle nuove attività, va riferita agli ambiti in cui, al momento di entrata in vigore del Piano, erano già presenti delle alterazioni ambientali, cagionate dall'attività estrattiva.

Le norme del Piano d'Area dei Monti Berici non si applicano alle domande di concessione mineraria presentate prima dell'approvazione dello stesso Piano d'Area.

Nella Regione Veneto le funzioni di vigilanza sui lavori di ricerca e di coltivazione dei materiali di cava sono attribuite al comune territorialmente interessato, che le esercita d'intesa con la provincia, per cui entrambi gli enti devono essere evocati nel giudizio di opposizione sulle relative sanzioni amministrative.

Nella Regione Veneto, il limite massimo del territorio comunale che può essere interessato dall'attività di cava ai sensi dell'art. 13 della l.r. n. 44 del 1982 trova applicazione non solo per le nuove cave ma anche per l'ampliamento di cave esistenti.



 
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