ESPROPRIAZIONE PER P U

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L'articolo 5 bis del DL 333/1992 e l'illegittimità del calcolo del risarcimento del danno

La Corte europea ha affermato che, quando si tratta di esproprio isolato che non si situa in un contesto di riforma economica, sociale o politica e non è legato ad alcun altra circostanza particolare, non sussiste alcun obiettivo legittimo di pubblica utilità che possa giustificare un rimborso inferiore al valore commerciale. L’indennizzo deve avere un rapporto ragionevole con il valore del bene espropriato. La CEDU trova poi ulteriore conferma della sua decisione nell'art.42 della Costituzione

La sentenza n.348 della Corte Costituzionale e gli effetti dello ius superveniens

I risarcimenti assegnati ai proprietari di aree edificabili sono troppo bassi. Gli effetti della sentenza si manifestano sotto due profili. Il primo impone di considerare gli effetti che la sentenza comporta sulla determinazione delle future indennità. Il secondo profilo rileva nell’esame della normativa che devono osservare i procedimenti in corso. La dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma censurata rileva, infatti, sull’applicabilità della stessa ai giudizi in corso

La sentenza della Corte Costituzionale sull'art.5 bis DL 359/1992: quale indennità?

La sentenza della Corte Costituzionale n. 348 sulla quantificazione dell’indennità di espropriazione interviene dopo la sistematica condanna dello Stato italiano per violazione dell'art. 1 del primo Protocollo addizionale alla CEDU. Sia il ragionevole legame richiesto dalla Corte Europea che il serio ristoro richiesto dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale, escludono che una indennità possa essere svincolata dal necessario parametro di riferimento costituito dal valore venale del bene

Indennità espropriativa e valore venale: un rapporto nuovo tra pubblica amministrazione ed espropriati

La scelta del valore venale integrale quale criterio di stima dell'indennità espropriativa appare un'ottima scelta. Innanzitutto il valore venale è la strada maestra per dare piena attuazione alla convenzione europea dei diritti dell’uomo nella interpretazione del giudice di Strasburgo, evitando l’inaccettabile rinfocolarsi di un conflitto di sistema tra il nostro ordinamento e la giurisprudenza della CEDU. In secondo luogo, sul piano pratico, non ci sarà alcun sfracello delle finanze pubbliche

Il nuovo art.37 del DPR 327/2001: maggiorazioni e regime transitorio

La maggiorazione del 10% del valore venale in caso di accettazione si inserisce nell'orientamento giurisprudenziale dell'art.44 TU, che apre la strada al ristoro di “ogni perdita di utilità economica”, dunque al di là del mero valore di mercato del bene. Tale maggiorazione non è altro che un meccanismo premiante e un mero incentivo che non c’entra nulla con il valore del bene introdotto nella convinzione che una conclusione anticipata della procedura conduca a ingenti risparmi di denaro pubblico

L'art.37 bis della Legge Finanziaria: nuovi criteri di determinazione dell'indennità di espropriazione

Il Governo ha ritenuto di dovere diversificare i criteri di determinazione dell’indennità di esproprio per le aree edificabili, a seconda che ci si trovi in presenza di quello che è stato definito un esproprio isolato ovvero un'espropriazione finalizzata ad attuare interventi di riforma economica-sociale. In secondo luogo il Governo ha ritenuto, con riferimento agli espropri isolati, di dovere identificare l’indennizzo espropriativo con il valore venale ovvero il valore dell'area edificabile

L'art.37 D.P.R.327/2001sulla determinazione dell'indennità di espropriazione per le aree edificabili

Con l’art.37-bis del disegno di legge finanziaria 2008, vengono introdotte nuove disposizioni nel TU Espropri, a seguito delle sentenze n.348 e 349 della Corte Costituzionale. Il testo prevede che l'indennità di espropriazione corrisponda al valore venale del bene, quando finalizzata a riforme economico-sociali, e che nei casi in cui sia stato già concluso l’accordo di cessione e questo risulti inferiore agli otto decimi di quella determinata in via definitiva, l’indennità sia aumentata del 10%

Brevi riflessioni sull'art.37 bis disegno di legge finanziaria 2008

Con una proposta di emendamento al disegno di legge finanziaria 2008, art. 37 bis, il Governo interviene in materia di indennità di espropriazione, riformulando i primi due commi dell’art. 37 TU; intervento dovuto dopo le sentenze della Corte Costituzionale. Per le aree edificabili è introdotto il criterio del valore venale, attuando, almeno nell’intenzione dell’emendamento proposto, i principi del ragionevole legame richiesto dalla CEDU e del serio ristoro richiesto dalla Corte Costituzionale

L'art.43 del D.P.R.327/2001 nella patologia dell'espropriazione

Uno dei fini assegnato al provvedimento acquisitivo, è quello di eliminare le figure di creazione giurisprudenziale dell'occupazione acquisitiva ed usurpativa. La Corte di Cassazione ha affermato che qualora la PA occupi un fondo di proprietà privata per la costruzione di un’opera pubblica e tale occupazione sia illegittima, la trasformazione del fondo da un lato comporta l'estinzione del diritto di proprietà del privato che passa all'ente e dall'altro la condanna di questo a risarcire il danno

L'art.43 del D.P.R.327/2001 e l'incognita della retroattività

Sul tema si registrano opposti orientamenti. La tesi della non retroattività trova il suo fondamento nell’art.57 TU, per il quale le disposizioni del Testo unico trovano applicazione solo ed esclusivamente su progetti per i quali la dichiarazione di pubblica utilità sia intervenuta in data successiva alla sua entrata in vigore. Viceversa, la tesi della retroattività trova fondamento soprattutto nel fine assegnato alla disposizione ovvero sanare situazioni patologiche di occupazione illegittima

L'art.43 del D.P.R.327/2001: l'usucapione, la Corte EDU e l'ambito oggettivo

Nel caso di utilizzo da parte della PA di beni da tempo destinati a uso pubblico senza che sia mai intervenuto un provvedimento ablativo, né attraverso il ricorso a strumenti di diritto privato o pubblico, si è da sempre posto il problema di come possa essere acquisito il bene. Lo stesso meccanismo dell’occupazione acquisitiva ed oggi l’art.43 TU rappresentano un tentativo di soluzione del problema. Vengono così a delinearsi modalità d'acquisto conseguenti a patologie dell'azione amministrativa

Il valore venale come parametro indennitario

I pilastri del diritto naturale che stanno a fondamento dell’espropriazione per pubblica utilità sono la iusta causa e il iustum pretium. In effetti il giusto prezzo o equo indennizzo è proclamato negli ordinamenti civili di ogni tempo e di ogni latitudine. In Italia è contemplato all’art. 834 cc. Ma come si quantifica? Il criterio plurisecolare e universale di quantificazione del giusto prezzo è stato ed è rappresentato dal valore venale, non di rado soggetto a meccanismi correttivi al rialzo.

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