LIMITI OGGETTIVI SOGGETTIVI

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La voltura catastale degli immobili in successione ereditaria

Gli eredi, entro trenta giorni dalla registrazione della dichiarazione di successione per gli immobili ereditati, sono tenuti autonomamente alla presentazione della domanda di volture in catasto. Anche se il catasto, ad oggi, è incorporato nello stesso Ufficio delle Entrate, si tratta di un adempimento separato costituente uno specifico procedimento amministrativo.

La nuova dichiarazione telematica di voltura catastale per successione ereditaria

L’uso della procedura di inoltro telematico della dichiarazione di successione è stato disciplinato con il Provvedimento del Direttore Agenzia delle Entrate del 27-12-2016 – prot 231243.- “Approvazione del modello di dichiarazione di successione e domanda di volture catastali, delle relative istruzioni e delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica.”

L'autoliquidazione ed il pagamento delle imposte di successione immobiliare

Con l’applicazione delle nuove modalità telematiche di presentazione del modello di dichiarazione di successione e domanda di volture catastali, le imposte da autoliquidare sono calcolate dalla procedura che allestisce il quadro EF che tiene luogo al prospetto di liquidazione approvato con Decreto Ministeriale 21 maggio 1997 ed allegato al modello approvato con il Decreto Ministeriale 10 gennaio 1992.

La tutela giurisdizionale del terzo: impostazione del problema; la maggiore effettività della tutela del controinteressato come possibile argomento a favore della ricostruzione pubblicistica.

Prima dei recenti interventi del legislatore e dell'Adunanza Plenaria, la problematica delle modalità di tutela dei soggetti che intendono opporsi allo svolgimento dell'attività oggetto di d.i.a. aveva trovato soluzioni divergenti in dottrina e in giurisprudenza a seconda dell'opinione che si intendeva accogliere a proposito della natura giuridica di tali strumenti di semplificazione.

Edilizia: la tutela giurisdizionale del terzo di fronte al giudice ordinario

La tutela civilistica e in sede di giurisdizione amministrativa del terzo sono rimedi che concorrono, senza che la prima escluda la seconda, e i mezzi di tutela dipendono dal tipo di situazione giuridica soggettiva che il terzo intende far valere.

Edilizia. La tutela del terzo di fronte al G.A.: l'utilizzo del rito avverso il silenzio. Critica

Una volta ravvisata la correttezza dell'opinione che sosteneva che al terzo dovesse essere riconosciuta una tutela anche nelle forme proprie del giudizio amministrativo, rimaneva la difficoltà di conciliare il carattere impugnatorio di tale processo con l'assenza di un provvedimento, mancanza che nelle ipotesi di d.i.a. non è una situazione patologica come quella del silenzio sull'istanza di un privato, ma fisiologica, in quanto si ha in tutti i casi in cui vi siano le condizioni e i requisiti.

Controinteressato in edilizia: l'azione di accertamento

Individuata nell'azione di accertamento lo strumento a tutela del terzo, il Consiglio di Stato passava ad elencare i dubbi avanzati dalla dottrina e dalla giurisprudenza in ordine all'ammissibilità innanzi al G.A. di tale azione.

Quando è necessario comunicare al Comune l'intervento edilizio

Il problema che si era presentato era l’individuazione dei criteri alla luce dei quali definire la precarietà di un’opera, visto che, astrattamente, è possibile definire come tale o ciò che non è stabilmente infisso al suolo oppure ciò che è destinato a soddisfare un’esigenza temporanea o ancora ciò che la normativa urbanistica definisce come tale o infine il manufatto che il provvedimento dell’autorità amministrativa autorizza per un periodo temporalmente delimitato

Obbligo di comunicazione per interventi edilizi e regime sanzionatorio

Le «aree ludiche» comprendono tutti gli spazi destinati al divertimento e allo svago, e quindi una molteplicità di fattispecie tra loro eterogenee che vanno dal parco giochi al campo sportivo. L’indeterminatezza della norma porrà non pochi problemi interpretativi, anche se sembra che un criterio ermeneutico utile possa essere sempre quello della trasformazione urbanistica del territorio: porta ad escludere tutte quelle opere che comportano la realizzazione di volumi aggiuntivi

Restauro e risanamento conservativo

Il Testo Unico non ha introdotto alcuna novità relativamente alla gestione degli interventi di restauro e risanamento conservativo, essendo già assoggettati all'art.4 del D.L.398/1993. Oggi questi interventi sono soggetti a SCIA e comprendono le iniziative rivolte a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzione mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici formali e strutturali, ne consentano destinazioni d’uso compatibili.

Titoli necessari in caso di ristrutturazione con mutamento di destinazione d'uso

Le opere necessitano del permesso di costruire ogni qual volta si verifichi mutamento di destinazione d’uso tra categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico e, qualora gli interventi debbano essere realizzati nei centri storici. Da ciò deriva che, fuori dai centri storici, il permesso di costruire non sarà invece necessario, e sarà sufficiente la SCIA se il mutamento interviene tra categorie omogenee quanto a parametri urbanistici

Denuncia di inizio attività: la responsabilità del professionista

Il T.U. prevedeva che «per le opere realizzate dietro presentazione di denuncia di inizio attività, il progettista assume la qualità di persona esercente un servizio di pubblica necessità. In caso di dichiarazioni non veritiere nella relazione, l’amministrazione ne dà comunicazione al competente ordine professionale per l’irrogazione delle sanzioni disciplinari. Oggi la norma non fa più riferimento alla «denuncia di inizio attività» ma alla «segnalazione certificata di inizio attività»

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