DEMANIO BENI PUBBLICI

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Considerazioni in tema di strade vicinali

Le strade fanno parte del c.d. demanio eventuale, ossia di quei beni che, pur non dovendo necessariamente appartenere allo Stato come i beni del c.d. demanio necessario, se vi appartengono sono assoggettati al regime dei beni demaniali. Tuttavia, perché una strada possa essere qualificata come demaniale, non è sufficiente il mero dato dell'appartenenza allo Stato, ma è necessario anche il dato “funzionale”, ossia la sua specifica destinazione all'uso pubblico del transito e della circolazione

La strada vicinale: manutenzione e autotutela

Una problematica fondamentale per la quale è necessario distinguere tra vie vicinali pubbliche e private è quella della manutenzione e della sistemazione della strada, che è rimessa ad un Consorzio facoltativo per le vie vicinali private e obbligatorio per quelle pubbliche. Ove gli utenti o i Comuni non vi provvedano, è previsto un intervento in via sostitutiva del prefetto senza che ciò escluda la possibilità per gli interessati di esperire contro il Comune il rimedio avverso il silenzio

L'usucapione pubblica

Con l’espressione usucapione pubblica si intende far riferimento non ad un distinto istituto acquisitivo di matrice pubblicistica, ma all'ordinaria usucapione civilistica il cui beneficiario sia, però, un soggetto pubblico. Possono usucapire tutti i soggetti in grado di possedere, di essere titolari di diritti e capaci processualmente, e dunque anche le persone giuridiche pubbliche, titolari di tutti i poteri privatistici propri delle persone giuridiche ad eccezione di quelli esclusi dalla legge

La disciplina gestionale della fascia costiera: l'influenza dell'Urbanistica

La novità rappresentata dal nuovo modo di utilizzare le aree demaniali, ha subito provocato la crisi della struttura giuridica con la quale lo Stato proprietario aveva disciplinato il demanio marittimo nel corso del tempo. Nell'obiettivo di garantire le proprie prerogative per le finalità di tipo militare e di organizzazione commerciale lo Stato aveva disegnato una disciplina giuridica rigida, assolutamente inadeguata per rispondere alle sollecitazioni di un'utilizzazione fino ad ora sconosciuta

Il consolidarsi dell'uso turistico ricreativo sul Demanio Marittimo: effetti

La gestione del Demanio marittimo ha mantenuto una configurazione monolitica, con successive stratificazioni dovute all'attuazione di norme legislative variamente intervenute ma senza sostituzioni integrali di competenze, con una sostanziale unitarietà, favorita anche dalle forte prevalenza dell'unico soggetto incaricato della sua gestione. Solo nel 1997, in un'ottica di semplificazione, lo Stato apre alle Regioni e agli Enti locali creando policentrismo nell'amministrazione delle aree demaniali

La modifica del quadro normativo del demanio marittimo: il trasferimento delle funzioni del 1998

Nelle more della concreta attivazione delle funzioni amministrative delegate alle Regioni in materia di demanio marittimo turistico ricreativo si è concretizzato un definitivo trasferimento della competenza dello Stato alle Regioni o direttamente agli Enti Locali in materia di Demanio Marittimo, senza alcuna limitazione inerente la finalità, se non quella riferita al rilascio di titoli per impianti di approvvigionamento di energia e con un unico limite di carattere spaziale attinente ai porti

Le Regioni della delega e del trasferimento: caratteri operativi

Le Regioni hanno agito in modo diversificato, senza una linea comune, nell'attuazione della nuova attribuzione di compiti e funzioni: in alcuni casi sono state redatte leggi organiche attuative oppure è stata seguita la strada già intrapresa di inserire disposizioni indirizzate alla materia demaniale all'interno dei testi afferenti la materia del turismo. La scelta dello strumento con il quale gestire la nuova funzione è stata poi accompagnata da quella circa lo "spazio" dell'affidamento stesso

Demanio marittimo e Regioni: il caso della Toscana

Nell'esperienza della Toscana, l'esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo ha avuto una limitata applicazione legislativa seguendo una scelta di prevalenza della disciplina urbanistica quale strumento gestionale per l'esercizio delle competenze delegate prima e conferite poi. Del resto, in Toscana è molto sviluppata la pianificazione strategica regionale attraverso vari documenti programmatici quali il Piano di Indirizzo Territoriale e il Piano Regionale dei Porti

Demanio marittimo e Regioni: La Regione Friuli Venezia Giulia

La Regione ha adottato una normativa dettagliata e strutturata, dedicata interamente alla disciplina delle funzioni affidate in materia di demanio turistico ricreativo. La Legge regionale prevede un quadro generale di riferimento operativo anche in questo caso attribuito dal Piano di Utilizzo delle aree demaniali. I comuni hanno attribuite competenze esclusive ma tassative con una disciplina giuridica qualificabile come una terza via tra l'istituto della delega ed il conferimento tout court

Demanio marittimo e sviluppo economico della fascia costiera: la nascita del conflitto

La prevalenza della funzione turistico ricreativa dell'uso delle aree demaniali è stata il fattore determinante per lo sviluppo economico dell'intera fascia costiera, fino a quel momento limitata alle zone portuali e aree limitrofe. Questa modificazione ha impresso un'accelerazione per l'esatta e definitiva qualificazione giuridica degli operatori del settore turistico-ricreativo presenti nelle aree demaniali, riconosciuti pienamente come imprenditori dalla legge quadro del 21 marzo 2001 n.135.

La gestione dell'emergenza nel settore del demanio marittimo: disciplina nazionale e regionale

La procedura di infrazione e le pronunce delle giurisdizioni amministrative e contabili, hanno aperto un fronte di ampia portata nel settore demaniale, con ripercussioni sul sistema turistico balneare strutturato essenzialmente su piccole e medie aziende. Dopo innumerevoli sollecitazioni lo Stato è intervenuto. In una prima formulazione si riscontra il tentativo di conciliare l'esigenza di dare risposta alle richieste dei balneari, cercando tuttavia di aderire alle prescrizioni dell'Unione UE

Concessione di beni del demanio marittimo: inquadramento normativo delle fattispecie

L'intero articolato codicistico relativo all'istituto della concessione di beni del demanio marittimo è in buona misura fondato sulla bipartizione dei manufatti da realizzare nell'area concessa e da questa sostanziale distinzione derivano le diverse procedure da attuare per la corretta amministrazione della materia. Si deve tuttavia osservare che non esiste una norma di legge o comunque regolamentare che definisca le caratteristiche tecniche delle opere appartenenti all'una o all'altra categoria

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