DEMANIO BENI PUBBLICI

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La Corte dei Conti interviene sulla natura giuridica delle reti idriche: il parere 9/2012

La Corte dei Conti, sezione regionale controllo per l’Emilia Romagna, ha avuto l'occasione di pronunciarsi su problematiche interpretative relative all'art14 DL 78/2010 sulle dismissioni societarie da parte di enti a minore densità demografica. È stato chiesto infatti alla Sezione di precisare se per i Comuni di minori dimensioni alcune tipologie di società previste dal TUEL, fra cui le società patrimoniali alle quali sono state conferite le reti idriche, fossero da ritenersi consentite.

Natura giuridica dei beni trasferiti e/o acquisiti da società partecipate: dubbi e contrasti interpretativi

Il problema circa la natura giuridica dei beni trasferiti o acquisiti dalle società partecipate si è posto con l’avvento del modello societario nel settore dei servizi pubblici. Tali soggetti di matrice privatistica sono stati il frutto di un processo di privatizzazione degli enti pubblici volto a superare le inefficienze che erano state riscontrate nell'erogazione dei servizi di interesse collettivo. Il modello societario si è poi diffuso a seguito delle scelte organizzative degli enti locali

Caratteristiche dei beni pubblici e loro regime giuridico

L’art42 della nostra Carta Costituzionale statuisce che la proprietà è pubblica o è privata. I beni pubblici, in particolare, costituiscono quella peculiare categoria di beni di cui si avvale la Pubblica Amministrazione per il perseguimento dei propri fini istituzionali. Unitamente al pubblico impiego privatizzato, attengono alla più generale tematica dei mezzi pubblici ossia di quegli strumenti di cui si avvalgono gli apparati amministrativi per il perseguimento degli interessi pubblici primari

Regime giuridico della proprietà pubblica

L’appartenenza alla mano pubblica determina l'assoggettamento di specifici beni a una disciplina giuridica distinta rispetto a quella cui vengono sottoposti i beni privati. La disamina dovrà partire dal regime giuridico cui sono vincolati i beni demaniali. Tale problema prende necessariamente le mosse dall’individuazione del momento costitutivo, modificativo ed estintivo di tale status da cui consegue l’applicazione o la cessata applicazione della disciplina giuridica peculiare del codice civile

L'uso dei beni pubblici

I beni pubblici, dato il vincolo di destinazione che li accomuna, specie per ciò che attiene a quelli demaniali e a quelli ricompresi nel patrimonio indisponibile dello Stato, sono sottoposti, innanzitutto, ad uso esclusivo da parte dell'Amministrazione, ad uso generale da parte di qualunque soggetto pubblico o privato e infine ad uso speciale da parte di soggetti pubblici o privati cui è riservato un certo utilizzo del bene. Tali usi speciali si distinguono poi in usi autorizzati e usi concessi

Riparto di giurisdizione al cospetto di un provvedimento concessorio di beni pubblici

Per affrontare le problematiche relative al riparto di giurisdizione del provvedimento concessorio è bene fare alcune considerazioni preliminari che ci consentono di ricostruire attentamente la posizione giuridica del concessionario nei riguardi dell’atto in esame. Giova a tal fine risolvere un primo problema controverso, soprattutto in giurisprudenza, che ha riguardato l’applicabilità delle regole dell’evidenza pubblica non solo al cospetto delle concessioni di servizi pubblici ma anche di beni

Le Sezioni Unite optano per una nuova «demanialità»

È opportuno dare atto di una nuova ed emergente nozione di bene pubblico invalsa recentemente nella giurisprudenza delle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione ed emanata al fine di risolvere un importante caso circa la natura demaniale o meno delle valli da pesca della laguna di Venezia. La PA afferma che tali beni appartengono al demanio e ne chiede l’immediata consegna, mentre una SPA ne reclama la piena proprietà sulla base di regolari titoli di compravendita risalenti all'ottocento

Il fenomeno societario conseguente al processo di privatizzazione degli enti pubblici

Gli enti pubblici in virtù della previsione sul parastato sono costituiti per legge. Sebbene tale previsione normativa sembra assumere un contenuto inequivoco e, dunque, non dare adito a dubbi interpretativi, in realtà, molti sono stati i problemi che si sono verificati nella prassi. A tale riguardo, infatti, spesso la legge non ha provveduto a qualificare espressamente l’ente costituito come pubblico e ciò ha determinato di conseguenza l’insorgere di problematiche ermeneutiche di non poco conto

L’avvento del modello societario nel settore dei servizi pubblici locali

Il proliferare del modello societario nel panorama organizzativo della PA è stato sollecitato dall’avvio del processo di esternalizzazione dei servizi pubblici, in un’ottica di più economica gestione degli stessi, soprattutto da parte degli enti locali. A tale riguardo, il dato normativo di partenza è costituito dall’art113 del dlgs267/2000: sancisce espressamente che l’erogazione del servizio, da parte degli enti locali, avviene secondo le discipline di settore e nel rispetto della normativa UE

L’incidenza dell’avvento del modello societario sulla disciplina giuridica dei beni pubblici

Dalla qualifica pubblica o privata di un bene consegue una profonda diversificazione in punto di disciplina giuridica applicabile. A tale riguardo, autorevole dottrina ha avuto modo di sottolineare che quando si affronta il problema della c.d. privatizzazione dei beni pubblici, peraltro notevolmente influenzata dalla privatizzazione degli enti, è opportuno distinguere tra veri e propri fenomeni sostanziali ed ipotesi, invece, in cui il processo di privatizzazione si è realizzato solo formalmente

Le vicende «modificative» dell’Anas e la loro influenza sul regime giuridico della rete stradale

Anche l’Anas, così come numerosi altri enti pubblici, è stata oggetto, in particolar modo a partire dagli anni '90, di profonde trasformazioni giuridiche. Infatti, a tale riguardo, il dato normativo di partenza è individuabile nel dlgs143/1994 che ha provveduto all’istituzione dell’Ente nazionale per le Strade e che ha trasformato l’Azienda ministeriale in ente pubblico economico. Il legislatore, pertanto, aveva previsto che la titolarità dei beni demaniali venisse attribuita ad una SPA pubblica

L'usucapione quale (im)possibile strumento di acquisizione delle aree occupate e mai espropriate

Da un recente nuovo orientamento assunto, per così dire in combinato disposto, da due pronunce del Tar Lazio si ricava da un lato, che una amministrazione espropriante può divenire proprietaria del bene solo nei modi classico-formali oppure, quale “legale via d’uscita” nei casi di espropriazione illegittima per mancanza degli atti predetti, mediante l’atto di acquisizione ex art. 43 TUE, O in un modo o nell’altro, in quanto tertium non datur, senza, dunque, possibilità di esperire l'usucapione

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