TIPOLOGIE DI TITOLI

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Documenti da allegare alla presentazione di una d.i.a. o di una s.c.i.a.

Non può riconoscersi a una d.i.a. incompleta degli elementi documentali essenziali l’idoneità all’effetto abilitativo conseguente al decorso del termine di trenta giorni dal deposito della d.i.a. per poter iniziare i lavori.

I provvedimenti inibitori della dia/scia: presupposti, modalità e termini

La d.i.a., pur conducendo anch’essa alla formazione di titolo edilizio, non muove da una domanda ma costituisce un comportamento, che, ove in contrasto con gli strumenti urbanistici in itinere, non è per sua natura suscettibile non di essere sospeso, bensì di subire le misure repressive previste dalla legge.

D.i.a. s.c.i.a.: provvedimenti repressivi

Devono ritenersi illegittimi i provvedimenti repressivo-inibitori adottati dall'amministrazione oltre il termine perentorio di sessanta giorni dalla presentazione della denuncia di inizio attività (trenta dalla presentazione e trenta dalla data in cui le opere possono essere realizzate) e senza le garanzie e i presupposti previsti dall'ordinamento per l'esercizio del potere di annullamento d'ufficio

D.i.a./s.c.i.a.: casistica

Necessitano della presentazione di una d.i.a. gli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia che non rientrino tra quelli previsti dall'art. 10, co. 1 lett. c) D.P.R. 380/2001.

Denuncia di inizio attività, segnalazione certificata dell’inizio dell’attività

La d.i.a. è stata individuata dal legislatore come lo strumento per sveltire le procedure edilizie, e prevede un meccanismo che può funzionare soltanto se entrambe le parti si comportano secondo i canoni della buona fede.

Presupposti della d.i.a./s.c.i.a.

La legittimazione alla presentazione di una d.i.a. spetta a tutti coloro che dimostrino di trovarsi con il bene in una relazione qualificata, ancorché non necessariamente connessa ad un diritto reale, potendo questa derivare anche da un rapporto giuridico obbligatorio.

S.c.i.a.: segnalazione certificata di inizio attività

La Scia, una volta perfezionatasi, costituisce un titolo abilitativo valido ed efficace che può essere rimosso solo attraverso l'esercizio del potere di autotutela decisoria nel rispetto delle prescrizioni recate dall'art. 19, comma 4, l. n. 241/1990.

Attività edilizia libera

Per essere assoggettata all'intervento autorizzatorio in senso ampio dell'autorità amministrativa, una trasformazione urbanistica e/o edilizia non deve essere precaria: un'opera oggettivamente finalizzata a soddisfare esigenze improvvise o transeunti non è destinata a produrre, infatti, quegli effetti sul territorio che la normativa urbanistica è rivolta a regolare.

Concessione assentita

Nel particolare meccanismo della «concessione assentita», in pendenza del termine di trenta giorni successivi alla comunicazione dell'inizio dei lavori, l'avvio di questi avviene a rischio dell'interessato.

Natura della d.i.a./s.c.i.a.

È nota, a proposito della natura della d.i.a., l’esistenza di due differenti impostazioni giurisprudenziali, l’una delle quali individua nella fattispecie la sussistenza di un provvedimento autorizzatorio implicito derivante da una valutazione legale tipizzata, l'altra, invece, afferma essere la d.i.a. un atto di natura privata, inserito in un nuovo schema ispirato alla liberalizzazione delle attività economiche private.

Permesso di costruire

In materia edilizia, le opere interne e gli interventi di ristrutturazione urbanistica, come pure quelli di manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo, necessitano del preventivo rilascio del permesso di costruire ogni qual volta comportino mutamento di destinazione d'uso tra due categorie funzionalmente autonome.

Quando è necessario comunicare al Comune l'intervento edilizio

Il problema che si era presentato era l’individuazione dei criteri alla luce dei quali definire la precarietà di un’opera, visto che, astrattamente, è possibile definire come tale o ciò che non è stabilmente infisso al suolo oppure ciò che è destinato a soddisfare un’esigenza temporanea o ancora ciò che la normativa urbanistica definisce come tale o infine il manufatto che il provvedimento dell’autorità amministrativa autorizza per un periodo temporalmente delimitato

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