Il demanio idrico e il procedimento di rilascio di concessioni

1. La nozione di demanio idrico

Il demanio idrico comprende tutte le acque destinate a fini di pubblico interesse: i fiumi, i torrenti, i laghi; le acque sorgenti (tranne quelle minerali e termali, che sono disciplinate come le miniere); le rive, i rivi e i fossati; le acque sotterranee quando sono portate in superficie; i ghiacciai; i porti e gli approdi per la navigazione interna. È bene ricordare che la base normativa è costituita dagli artt. 822 c.c. e 28 cod. nav. Le acque pubbliche fanno parte del demanio necessario dello Stato e ne seguono la disciplina; inoltre, la competenza in materia è ripartita tra Stato e Regioni (ai sensi dell’art. 117 Cost.) nel senso che alle Regioni spettano la tutela, la disciplina e l’utilizzazione delle risorse ... _OMISSIS_ ...tato invece è attribuita la funzione di programmazione generale della destinazione delle risorse idriche, la dichiarazione di pubblica utilità delle acque, l’imposizione di eventuali vincoli, il limite di durata delle concessioni,…

I fiumi sono parte del demanio idrico sia ai sensi dell’art. 822 c.c. sia ai sensi dell’art. 28 cod. nav., e pertanto non possono esservi dubbi interpretativi in merito.

Si ritiene in primo luogo che «le norme a tutela dei corsi d’acqua prescindono dalla quantità di acqua che normalmente in essi scorre, in quanto un andamento torrentizio con piene occasionali non è certo fonte di pericoli minori di quelli che derivano da un flusso regolare e continuo».

Le Sezio... _OMISSIS_ ...affermato che «gli alvei dei fiumi e dei torrenti, costituiti da quei tratti di terreno sui quali l’acqua scorre fino al limite delle piene normali, rientrano nell’ambito del demanio idrico, per cui le sponde o rive interne – ossia quelle zone soggette ad essere sommerse dalle piene ordinarie – sono comprese nel concetto di alveo e costituiscono quindi beni demaniali, a differenza delle sponde e rive esterne, le quali, essendo soggette alle sole piene straordinarie, appartengono, invece, ai proprietari dei fondi rivieraschi, e sulle quali può perciò insistere un manufatto occupato da persone».

La pronuncia è interessante perché tratta di un caso (attuale) di tacita sdemanializzazione del bene anteriormente all’entrata... _OMISSIS_ ...a legge n. 37/1994, che ha modificato l’art. 942 c.c. Infatti, se ora l’art. 942 c.c. stabilisce al primo comma che «i terreni abbandonati dalle acque correnti, che insensibilmente si ritirano da una delle rive portandosi sull’altra, appartengono al demanio pubblico, senza che il confinante della riva opposta possa reclamare il terreno perduto», in precedenza era invece il proprietario della riva incrementata a giovare del terreno che impercettibilmente si sottraeva all’altra riva.

E così, i giudici di legittimità hanno stabilito che «ai sensi dell’art. 942 c.c., nella formulazione anteriore alle modifiche introdotte con la legge n. 37/1994, il terreno rimasto abbandonato dall’acqua corrente del fiu... _OMISSIS_ ...guito della cessazione della materiale destinazione all’uso pubblico, implicitamente sdemanializzato ed accedeva al fondo privato in conseguenza dell’estinzione della proprietà della Pubblica Amministrazione ed in virtù della forza assorbente della proprietà … anche l’ipotesi del ritiro di una sola sponda dell’alveo del fiume, non temporaneo e non dovuto a fenomeni naturali, comporta la perdita della demanialità del relativo terreno, ai sensi dell’art. 942 c.c., nella formulazione anteriore alle modifiche introdotte con la legge n. 37/1994».

Ciò premesso, la giurisprudenza è unanime nel ritenere che «l’uso potabile o per consumi umani delle acque pubbliche deve essere riconosciuto come prevalente e avente ... _OMISSIS_ ...etto ad ogni altro uso e non dà diritto al pagamento di alcun canone a carico dei concessionari della stessa acqua a favore di quelli che ne fruiscano per altri fini»: pertanto, «non spetta alcun indennizzo al gestore della centrale idroelettrica per la sottrazione delle acque qualora queste siano destinate all’uso potabile o per consumi umani, dal momento che tale utilizzo è prioritario rispetto a tutti gli altri», e ciò sempre in virtù della suprema salvaguardia dell’interesse della collettività.

Nello stesso senso anche la recente dottrina, che corrobora la tesi di un nuovo significato della concessione, basato sulle attuali necessità di rispetto per l’ambiente e la tutela delle fonti energetiche idriche e rinnovabil... _OMISSIS_ ...o;attenzione su una commisurazione del giusto apporto di acqua oggetto della concessione che deve tenere conto, sotto il duplice profilo della qualità e della quantità, di concetti non utilizzati prima come “risparmio”, “riutilizzo” e “riciclo”, oltre che dei consueti schemi di limitazione espressi nell’equivalenza proporzionale tra “il prelievo e la capacità di ricarica dell’acquifero”».

Andremo ora ad approfondire l’argomento delle concessioni per tale tipologia di bene demaniale, riservando ad un capitolo a parte le concessioni di grandi derivazioni d’acqua per scopo idroelettrico.


2. Il procedimento di rilascio della concessione: profili generali.
... _OMISSIS_ ...ilascio di una concessione è la conditio sine qua non al fine di utilizzare un bene demaniale, quale è l’acqua.

Inoltre, la possibilità di gestire il demanio idrico è di competenza regionale, mentre la proprietà dei predetti beni permane in capo allo Stato: ne discende che le concessioni del demanio idrico dovranno essere rilasciate dalla Regione competente.

Recentemente, le Sezioni Unite della Cassazione hanno affermato che «le acque pubbliche hanno un loro particolare status (art. 1 T.U. sulle acque e d.P.R. n. 238 del 1999, art. 1), in relazione al quale gli eventuali diritti dei privati (che non possono mai essere diritti assoluti) sono acquisiti con la condizione implicita che siano fatte salve le esigenze, anche straordinarie, ... _OMISSIS_ ...ità, il cui diritto all’uso delle acque pubbliche, sempre latente, può riespandersi in ogni momento, senza che nulla possa pretendere il concessionario, consapevole di tale limite, al quale compete soltanto un riallineamento del canone con l’effettivo utilizzo (rapportato alle riduzioni temporali e quantitative) dell’acqua».

Preme fin da ora sottolineare come in questo capitolo ci soffermeremo sulle concessioni di demanio idrico tout court, dedicando ampio spazio alle concessioni di derivazione delle acque nel prossimo capitolo.

Facciamo ora un passo indietro e analizziamo il procedimento amministrativo per il rilascio della concessione demaniale.

Sappiamo che il rilascio di una concessione demaniale è sogg... _OMISSIS_ ...io della domanda: il relativo procedimento amministrativo, pertanto, dovrà essere instaurato da chi ne fa richiesta. Ad aiutarci nella delineazione della procedura è il R.D. n. 1775/1933, il quale, all’art. 12 bis, afferma che «il provvedimento di concessione è rilasciato se:
a) non pregiudica il mantenimento o il raggiungimento degli obiettivi di qualità definiti per il corso d’acqua interessato;
b) è garantito il minimo deflusso vitale e l’equilibrio del bilancio idric...


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