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Titolo edilizio: mutamento di destinazione d'uso

 PROFILI GENERALI
 CASISTICA
 EFFETTI SULLA LOCAZIONE
 MUTAMENTO CON OPERE
 MUTAMENTO SENZA OPERE

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titolo:TITOLO EDILIZIO
anno:2016
pagine: 3122 in formato A4, equivalenti a 5307 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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TITOLO EDILIZIO --> MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D'USO

Il mutamento di destinazione d'uso segue il regime abilitante proprio dell'intervento edilizio al quale si accompagna o cui è associata, non assurgendo ad intervento autonomo e distinto da quello principale.

Il mutamento di destinazione d'uso di un fabbricato ha per effetto il passaggio da una categoria funzionalmente autonoma dal punto di vista urbanistico ad un'altra e si traduce in un differente carico urbanistico.

Il mutamento di destinazione d'uso, indipendentemente dall'esecuzione fisica di opere, è rilevante se avviene fra categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico, dovendosi in tal caso verificare la variazione dell'impatto urbanistico.

Il mutamento di destinazione d'uso degli immobili, ancorché effettuato con opere interne, è possibile, senza il preventivo rilascio di concessione edilizia, a condizione che il cambiamento di destinazione intervenga entro categorie omogenee quanto ai parametri urbanistici, atteso che la modificazione di destinazione d'uso giuridicamente e penalmente rilevante è quella che non avviene tra macrocategorie in quanto comporta il mutamento degli standard urbanistici e la varia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arico urbanistico.

Il cambio di destinazione d'uso rileva dal punto di vista edilizio, comportando un indiscutibile aggravio del carico urbanistico e deve essere quindi subordinato al rilascio del permesso di costruire.

Il cambio di destinazione d'uso che si realizzi nell'ambito di categorie omogenee, non comporta un aumento di carico urbanistico.

Ai fini urbanistici, la distinzione fra attività produttiva ed attività commerciale deve rimanere netta atteso che le attività industriali determinano un carico urbanistico di norma inferiore rispetto a quello proprio delle attività che si svolgono negli edifici adibiti a residenza, a terziario o ad attività commerciali, laddove la presenza umana è normalmente numericamente molto più significativa.

Il Comune non può senza commettere eccesso di potere vietare un intervento edilizio di per sé ammissibile in base alla previsione, per quanto ragionevole, dello specifico futuro uso dell'immobile.

Per effetto del combinato disposto degli artt. 8, 25 e 26 legge 47/1985: a) erano soggetti a concessione edilizia soltanto i mutamenti di destinazione d'uso che intervenissero tra categorie funzionalmente autonom... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...profilo urbanistico, atteso che all'interno della stessa categoria potevano realizzarsi mutamenti di fatto privi di incidenza sui carichi urbanistici; b) era assentibile con l'autorizzaizone edilizia il mutamento di destinazione d'uso accompagnato da qualsiasi intervento edilizio, anche se solo interno, per il quale non fosse altrimenti prevista la concessione; c) il mutamento di destinazione d'uso senza opere era regolato dall'art. 25, ultimo comma, legge 47/1985.

Per effetto della novella apportata dall'art. 2, co. 60, legge n. 662/1996 all'art. 25, ultimo comma, legge 47/1985, alle Regioni era riconosciuta la facoltà di poter applicare una disciplina uniforme, tanto per quelli di carattere strutturale, quanto per quelli di carattere funzionale e veniva introdotta la facoltà di sottoporre a concessione edilizia i mutamenti d'uso maggiormente significativi, ovvero quelli comportanti un maggiore impatto sull'assetto urbanistico-territoriale ed a semplice autorizzazione, quelli attuati all'interno della medesima categoria funzionale.

Si configura l'ipotesi di mutamento di destinazione d'uso urbanisticamente rilevante, come tale soggetto al preventivo rilascio del titolo concessorio, ogni volta che, variando il soggetto che utilizza l'im... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nseguentemente l'attività che in esso viene svolta, quest'ultima comporti un maggiore carico urbanistico derivante dal passaggio ad una diversa categoria funzionale.

Il cambio di destinazione da locali senza permanenza di persone in locali abitabili è sussumibile nel concetto di nuova costruzione che, a ben vedere, non riguarda soltanto la realizzazione di un manufatto su area libera, ma include, altresì, ogni intervento di ristrutturazione che renda un manufatto oggettivamente diverso da quello preesistente; con l'ulteriore precisazione che tale oggettiva diversità sussiste ogniqualvolta si abbia un mutamento di destinazione d'uso che implichi la variazione degli standard, poiché detta destinazione d'uso rappresenta un elemento determinante della tipologia del manufatto.

Sussiste mutamento di destinazione d'uso urbanisticamente rilevante non solo nel passaggio da una z.t.o. all'altra ma anche all'interno di una stessa z.t.o., quando ciò è previsto dallo strumento urbanistico.

La presenza di finestre su tutte le pareti, di una rilevante superficie di tompagnamenti dotati di camera d'aria interposta tra la doppia foglia di forato e corredata da materiale isolante, di servizi igienici, di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a falde coibentata e rifinita con manto di coppi siciliani sono tutti elementi dai quali si può ragionevolmente presumere che un manufatto sia destinato a civile abitazione e non a magazzino per il deposito di attrezzi agricoli.

Il cambio di destinazione d'uso del locale non può ritenersi abusivo, in assenza di una specifica disciplina sanzionatoria di tali interventi al momento della sua realizzazione.

Per i casi di cambio di destinazione d'uso, la giurisprudenza amministrativa, pacificamente, esclude la necessità del previo rilascio del permesso a costruire solo allorquando con le modifiche apportate resti immutata e conservata la originaria destinazione d'uso, e non siano modificate la collocazione e le caratteristiche fisiche identificative dell'originario manufatto anche con riferimento al regime del carico urbanistico stimato che non deve risultare in ogni caso aggravato per effetto della nuova destinazione impressa.

Per sostenere l'assoggettabilità a mera autorizzazione edilizia di un cambio di destinazione d'uso, non è sufficiente dimostrare, che l'intervento sia intervenuto in assenza di opere edilizie esterne, e che la nuova destinazione impressa con le modifiche apportate sia compatibile c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sione di zona, ma occorre altresì dimostrare che il cambio di destinazione d'uso presenti il requisito della omogeneità nel senso che sia avvenuto tra categorie omogenee anche dal punto di vista urbanistico, ossia che non comporti un aggravio del carico urbanistico esistente.

Necessita del previo rilascio della concessione edilizia il cambio di destinazione d'uso che, anche qualora intervenuto tra categorie omogenee, abbia comportato un aumento o un aggravamento del carico urbanistico insistente sull'area.

La destinazione d'uso non può essere desunta semplicemente dai dati catastali, ma, al fine di individuare l'uso precedente, occorre fare riferimento alla destinazione d'uso, di fatto accertata nel corso del sopralluogo effettuato dagli organi tecnici comunali, nel procedimento di rilascio della licenza edilizia: la destinazione che rileva, in ultima analisi, è pertanto quella riportata nel titolo autorizzatorio dell'intervento edilizio e non quella risultante dai dati catastali.

Gli immobili realizzati in epoca in cui non occorreva alcun titolo edilizio devono ritenersi a destinazione libera.

Il mutamento di destinazione d'uso giuridicamente rilevante è solo quello tra categorie funz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...autonome dal punto di vista urbanistico, posto che nell'ambito delle stesse categorie possono aversi mutamenti di fatto, ma non diversi regimi urbanistico-costruttivi, stanti le sostanziali equivalenze dei carichi urbanistici nell'ambito della medesima categoria.

L'art. 8 legge 47/1985 aveva previsto l'assoggetabilità del mutamento di destinazione d'uso a concessione edilizia soltanto qualora fosse connessa a variazione essenziali del progetto comportanti variazione degli standards previsti dal D.M. 1444/1968.

Nel vigore della legge 47/1985 doveva ritenersi esclusa dal regime della concessione ogni ipotesi di mutamento di destinazione non connessa con modifiche strutturali dell'immobile.

Il mutamento di destinazione accompagnato da qualsiasi intervento edilizio per il quale non fosse altrimenti prevista la concessione, anche solo interno era assoggettato dall'art. 26 legge 47/1985 al regime dell'autorizzazione, ciò desumendosi dall'eccezione ivi espressamente prevista rispetto al regime ordinario delle opere interne.

L'ultimo comma dell'art. 25 legge 47/1985 attribuiva alle Regioni il potere di fissare con legge i casi in cui il mutamento di destinazione d'uso senza opere dovesse essere sottoposto al regim... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rizzazione o della concessione.

Dal combinato disposto degli artt. 10 e 22 D.P.R. 380/2001 si evince pertanto la necessità del permesso di costruire per quegli interventi di cambio di destinazione d'uso che avvengano fra categorie edilizie non omogenee o per quegli interventi che comunque comportino una modifica dell'aspetto esteriore, dei volumi e delle superfici.

Il cambio di destinazione d'uso fra categorie edilizie omogenee, non incidendo sul carico urbanistico, non necessita di permesso di costruire.

L'individuazione della precedente destinazione d'uso non si identifica con l'uso fattone in concreto dal soggetto utilizzatore, ma con quella impressa dal titolo abilitativo assentito.

Le categorie di destinazione d'uso stabilite a monte si presumono omogenee, pertanto è illegittimo assoggettare il passaggio da una sottocategoria a un'altra all'interno di una medesima categoria al medesimo regime autorizzatorio previsto per il passaggio da una categoria all'altra (ovvero a un regime più gravoso).

Il mutamento di destinazione d'uso giuridicamente rilevante è solo quello tra categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico, posto che nell'ambito delle stesse cate... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...no aversi mutamenti di fatto, ma non diversi regimi urbanistico costruttivi, stanti le sostanziali equivalenze dei carichi urbanistici nell'ambito della medesima categoria.

Con riferimento al problema dei mutamenti della destinazione d'uso di immobili, del titolo abilitativo necessario per effettuarli e del pagamento degli oneri concessori, la giurisprudenza costituzionale ha elaborato i seguenti principi: a) riconducibilità al Comune, e non alla Regione, delle scelte urbanistiche, in esito alle quali i mutamenti di destinazione d'uso possono essere soggetti a concessione; b) riconoscimento per la Regione, in forza della competenza concorrente che le è propria, del compito di stabilire criteri e modalità, cui i Comuni debbono attenersi in sede di predisposizione degli strumenti urbanistici;c) non assoggettabilità con legge regionale dei mutamenti di destinazione d'uso senza opere a concessione, anziché a semplice autorizzazione, per l'intero territorio comunale.

TITOLO EDILIZIO --> MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D'USO --> CASISTICA

Il mutamento di destinazione d'uso di un immobile (nel caso di specie è stata mutata la destinazione dell'immobile da soffitta a civile abitazione), in quanto rigu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rie non omogenee, è urbanisticamente rilevante avuto riguardo al correlato incremento degli standards urbanistici e necessita, pertanto, di un titolo edilizio abilitativo la cui mancanza giustifica l'irrogazione della sanzione demolitoria.

In tema di reati edilizi, il mutamento di destinazione d'uso senza opere è assoggettato a S.C.I.A., purché intervenga nell'ambito della stessa categoria urbanistica; in questo caso, infatti, non è ravvisabile alcun aggravamento del carico urbanistico esistente. Diversamente, è richiesto il permesso di costruire per le modifiche di destinazione che comportino il passaggio di categoria o, se il cambio d'uso sia eseguito nei centri storici, anche all'interno di una stessa categoria omogenea.

La realizzazione di una scala di collegamento tra edifici non dà luogo ad un mutamento di destinazione d'uso degli stessi.

La trasformazione di un locale, realizzato in zona industriale e precedentemente adibito ad "esposizione", in un "Bed & Breakfast", costituisce intervento di "ristrutturazione edilizia" ai sensi del D.P.R. n. 380 del 2001, art. 3, comma 1, lett. d), poiché comporta la modifica strutturale della destinazione d'uso... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ile da una categoria urbanistica ad un'altra; pertanto ai sensi dell'art. 10, comma 1, lett. c) del decreto suddetto, è subordinata a permesso di costruire.

La realizzazione su un edificio destinato a ricovero attrezzi agricoli di un bagno, di una cucina e di un tratto di fognatura è idonea a mutare la destinazione d'uso del fabbricato da produttiva a residenziale e richiede il permesso di costruire.

Il mutamento di destinazione d'uso con opere da serra a residenza richiede il permesso di costruire.

Il mutamento di destinazione d'uso di un locale da cantina a palestra richiede il rilascio di un permesso di costruire o la presentazione di una d.i.a. sostitutiva.

L'esistenza di una procedura di selezione dei frequentatori di un immobile nonché la limitatezza e prevedibilità del loro numero, impedisce di qualificare lo stesso come luogo di culto, quest'ultimo caratterizzato oltre che dalla consacrazione del luogo secondo le liturgie proprie di ogni religione e dall'esercizio, all'interno, di cerimonie religiose con l'assistenza di un ministro del culto anche dall'apertura indiscriminata al pubblico dei fedeli.

Non è possibile assimilare un immobile destinato ad ospitare i l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'associazione culturale - religiosa, le cui attività statutarie sono dirette in favore di un ristretto numero di associati, con gli immobili destinati a centro culturale, la cui nozione dal punto di vista urbanistico configura un'opera di interesse collettivo.

Il cambio di destinazione d'uso che comporta un aumento di superficie anche in conseguenza della trasformazione da non residenziale a residenziale, è soggetto a permesso di costruire.

L'installazione di porte basculanti con chiusura di aree di parcheggio condominiali originariamente libere comporta un cambio di destinazione d'uso da aree condominiali libere ad aree in uso esclusivo dei singoli condomini.

Lo spargimento di ghiaia su un'area che ne era in precedenza priva richiede la concessione edilizia (oggi permesso di costruire) allorché sia preordinato alla modifica della precedente destinazione d'uso.

L'installazione di un camino in inox, di una finestra a raso falda e di un pannello fotovoltaico sono tutte opere incompatibili con l'uso di un immobile quale fienile determinandone la modifica della destinazione d'uso.

I locali delle associazioni di promozione sociale sono ubicabili in tutte le parti del territorio urbano, a p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dalla destinazione d'uso impressa specificamente e funzionalmente rispetto al singolo fabbricato.

Il mutamento di destinazione d'uso è rilevante, se avviene fra categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico, dovendosi, in tal caso, vagliare l'eventuale aggravio del carico urbanistico e la connessa trasformazione edilizia, produttiva di vantaggi economici derivanti dall'innovata utilizzazione, anche senza opere.

Il passaggio dalla destinazione ad uso cantine – deposito le a quella di palestra implica un incremento del carico urbanistico dovuto alla presenza di persone impegnate in attività sportive.

Il mutamento di destinazione d'uso di un sottotetto in abitazione è perfettamente idoneo ad incidere sull'assetto del territorio nella misura in cui determina un aumento della volumetria residenziale, con il conseguente aggravio, tra l'altro, del carico urbanistico.

Non è soggetto a permesso di costruire il mutamento di destinazione d'uso senza opere da residenza ad ufficio di alcune stanze di un appartamento.

Per poter parlare di un mutamento funzionale della destinazione d'uso di un immobile da residenziale a professionale-direzionale, occorre riferirsi all... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... caratteristiche dei locali interessati dall'intervento di trasformazione, dovendosi escludere tale mutamento quando l'utilizzazione lavorativa dei locali non abbia comportato una modifica della tipologia costruttiva o, quantomeno, dell'organizzazione interna degli spazi.

Il mutamento di destinazione d'uso da cantina a civile abitazione necessita del rilascio, in favore del proprietario dell'immobile, dell'apposito titolo edilizio, in quanto costituisce intervento di ristrutturazione edilizia, in considerazione sia del connesso aumento della superficie residenziale, sia del contestuale incremento del carico urbanistico rispetto a quello preesistente.

È mutamento d'uso urbanisticamente rilevante quello che comporta la trasformazione in palestra di un edificio adibito a lavorazione e trasformazione di prodotti agricoli.

Il rilascio di autorizzazioni commerciali e l'accatastamento non bastano a far ritenere assentito dal punto di vista edilizio il mutamento di destinazione d'uso in locale commerciale di un'autorimessa.

Il fatto che un'immobile sia qualificato come «dependance» di una locanda non è sufficiente a dimostrarne la destinazione turistico-ricettiva.

È contraddittori... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione di chi afferma che l'edificio non avrebbe destinazione d'uso e poi presenta un'istanza di titolo edilizio volta alla ristrutturazione dell'immobile chiedendone il mutamento della destinazione d'uso.

Il fatto che in un capannone si svolgesse un'attività di allevamento di polli in batteria non significa che l'immobile abbia destinazione produttiva e non agricola: infatti, l'allevamento intensivo in batteria di polli, anche se finalizzato a una successiva commercializzazione, non è sempre necessariamente attività commerciale, ben potendo rientrare nella nozione di impresa agricola a condizione che sia strettamente connessa alla sfruttamento del fondo e all'utilizzazione della terra.

Ha destinazione agricola e non industriale un capannone attrezzato per galline ovaiole, in quanto in questo caso i polli non vengono soltanto allevati e cresciuti per essere poi destinati alla vendita, ma anche fatti nascere in loco con la deposizione e la cova delle uova.

Un mutamento di destinazione d'uso da commerciale ad abitativo non deriva dall'effettivo vivere di persone nel locale il cui uso sia stato mutato, ma dalla obiettiva destinazione del medesimo locale, che ben può rimanere non occupato come un qualsiasi appar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... civile abitazione; altrettanto irrilevante è poi l'assenza di alcune utenze, bastevole essendo che sussistano quelle utenze minime (acqua, energia elettrica, allacciamento al servizio fognario; come nel caso) indispensabili per poter vivere nel locale.

Rispetto alla destinazione produttiva, la destinazione terziaria o residenziale si caratterizza sotto una serie di profili tutt'altro che secondari quali il pagamento di contributo di costruzione più elevato e il conferimento di standard urbanistici di maggiore entità.

Il divieto di mutamento di destinazione d'uso non impedisce l'indifferente utilizzazione di un appartamento, nell'ambito della destinazione residenziale, come abitazione o come studio professionale, dovendosi, nel concetto di uso residenziale, ricomprendere entrambi gli utilizzi.

La possibilità di mutare, nell'ambito della destinazione residenziale, l'utilizzo di un appartamento in studio professionale presuppone che l'unità abitativa su cui interviene il mutamento di destinazione d'uso abbia i requisiti minimi richiesti per il nuovo utilizzo, atteso che, evidentemente, il suddetto mutamento non può costituire lo strumento per consentire la realizzazione di interventi edilizi in ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...on la normativa che li regola (ad es. in materia di altezze interne).

Il cambio di destinazione d'uso che comporti un aumento delle superficie utili risulta qualificabile quale intervento di ristrutturazione edilizia.

La trasformazione di un locale ad uso non residenziale in locale ad uso residenziale comporta un aumento superficie utile ed è qualificabile come ristrutturazione edilizia.

Il cambio di destinazione d'uso di un immobile da magazzino ad esercizio commerciale interviene tra categorie edilizie funzionalmente autonome e non omogenee e, quindi, integra una modificazione edilizia con effetti incidenti sul carico urbanistico soggetta al regime del permesso di costruire indipendentemente dall'esecuzione di opere.

La trasformazione di un magazzino in locale da adibire a sede di un'associazione religiosa e, de facto, trasformato ulteriormente in luogo di culto comporta un mutamento tra categorie urbanistiche non omogenee, ossia da uso industriale-commerciale ad attrezzature o servizi, e quindi a una modifica essenziale secondo i comuni principi.

Costituisce intervento di ristrutturazione edilizia c.d. «pesante» la trasformazione di un albergo in casa di cura.

Nella Re... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nia il mutamento di destinazione d'uso senza opere non assume valore giuridicamente rilevante laddove non si verifichi un passaggio tra categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico.

Nella Regione Campania il mutamento di destinazione d'uso accompagnato da interventi edilizi è sottoposto al regime della d.i.a. alla duplice condizione che: a) non si verifichi alcuna trasformazione dell'aspetto esteriore dell'edificio o un aumento dei volumi e delle superfici esistenti; b) non determini un passaggio tra categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico. Diversamente, sarà necessario conseguire il permesso di costruire.

È legittimo il diniego di titolo edilizio per il mutamento di destinazione d'uso da mobilificio a sala bingo nell'ipotesi in cui il fabbricato sia collocato in zona D, poiché l'attività strettamente commerciale non è assimilabile né a quella artigianale né a quella industriale.

Il cambio d'uso da garage in locale abitativo è un cambio di categoria edilizia incompatibile con l'uso precedente, dacché implicante una variazione degli standards urbanistici di cui al D.M. 1444/1968 e un aggravio del carico urbanistico.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla Regione Lombardia, il mutamento di un un preesistente negozio in luogo preminentemente adibito a culto non può che richiedere, anche a prescindere dall'esecuzione di opere interne, il rilascio del titolo edilizio abilitante al mutamento della destinazione d'uso dei relativi locali.

Il cambio di destinazione d'uso di un immobile da deposito a esercizio commerciale, ancorché ricadente nella medesima zona omogenea D, interviene tra categorie edilizie funzionalmente autonome ma non omogenee e pertanto richiede la concessione edilizia.

Necessita di permesso di costruire il mutamento di destinazione d'uso di un locale da deposito a commerciale, poiché interviene fra categorie edilizie non omogenee ed ha inciso sul carico urbanistico.

Non si può sanare il mutamento di destinazione d'uso di un edificio dall'originaria destinazione direzionale a quella di spazio per lo svolgimento di attività religiose.

Lo studio medico associato non è incompatibile con la connotazione residenziale dell'edificio.

Le case e gli appartamenti per vacanze non costituiscono una categoria rientrante nell'ambito della destinazione alberghiera.

La circostanza che in passato l'im... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stato destinato in via di fatto ad un determinato uso non comporta che lo stesso possa essere riadibito allo stesso uso senza necessità di alcun titolo abilitativo.

Dall'art. 13, co. 1 L.R. Liguria 16/2008 e dall'art. 7 L.R. Liguria 25/1995 si evince che l'attività artigianale e l'attività commerciale all'ingrosso appartengono alla stessa categoria funzionale talché il passaggio da una attività all'altra non integra mutamento di destinazione d'uso di edificio (sul piano urbanistico rilevante) che, ospitando prima o avendo destinazione commerciale, sia utilizzato per svolgervi attività di distribuzione all'ingrosso, sempre che il mutamento di attività non si accompagni o non richieda necessariamente opere edilizie.

Le aree agricole sono edificabili unicamente in ipotesi tassative e per scopi specifici, pertanto le modifiche alla destinazione d'uso sono ammissibili solo se conformi al titolo edilizio originario, altrimenti richiedono il rilascio di un nuovo titolo abilitativo.

L'utilizzazione di un appartamento come studio professionale non modifica, a fini urbanistici, la tipologia "residenziale" dell'immobile.

TITOLO EDILIZIO --> MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D'U... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...FFETTI SULLA LOCAZIONE

Il mancato rilascio di concessioni, autorizzazioni o licenze amministrative relative alla destinazione d'uso dei beni immobili non è di ostacolo alla valida costituzione e al regolare svolgimento di un rapporto locatizio, sempre che vi sia stata, da parte del conduttore, concreta utilizzazione del bene secondo la destinazione d'uso convenuta.

Il locatore è responsabile nei confronti del conduttore del mancato rilascio di concessioni, autorizzazioni o licenze amministrative relative alla destinazione d'uso dei beni immobili solo quando la destinazione particolare dell'immobile, in conformità ai provvedimenti richiesti, abbia costituito il contenuto di un suo obbligo specifico.

Del mancato rilascio di concessioni, autorizzazioni o licenze amministrative relative alla destinazione d'uso dei beni immobili, il locatore è responsabile nei confronti del conduttore quando la destinazione particolare dell'immobile in conformità alle richieste autorizzazioni, abbia costituito il contenuto del suo obbligo specifico di garantire il pacifico godimento dell'immobile in rapporto all'uso convenuto.

TITOLO EDILIZIO --> MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D'USO --> MUTAMENTO CON OPERE... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... /> Se il cambio di destinazione d'uso avviene fra categorie edilizie omogenee il carico urbanistico non subisce un aggravio e la variazione d'uso è irrilevante dal punto di vista urbanistico e libera; se il mutamento di destinazione d'uso avviene fra categorie edilizie non omogenee, la variazione comporta un aumento della domanda di infrastrutture e servizi e pubblici cioè un maggior carico urbanistico ed è soggetto a s.c.i.a., salvo diversa disposizione regionale e salvi gli immobili ricadenti in zona A.

A proposito di mutamento di destinazione di uso di un immobile attuato attraverso la realizzazione di opere edilizie, qualora esso venga realizzato dopo l'ultimazione del fabbricato e durante la sua esistenza, si configura in ogni caso un'ipotesi di ristrutturazione edilizia secondo la definizione fornita dal D.P.R. n. 380 del 2001, art. 3, comma 1, lett. d), in quanto l'esecuzione dei lavori, anche se di entità modesta, porta pur sempre alla creazione di un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.

Il mutamento di destinazione d'uso con opere del locale tecnico non è riconducibile ad alcuna delle fattispecie di difformità per le quali il d.P.R. 380/01 prevede la riduzione in pristino... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nzioni, a maggior ragione se il mutamento ad uso abitativo della originaria destinazione del locale tecnico è compatibile con la destinazione d'uso urbanistico (residenziale) della zona ove è ubicato l'immobile.

Le opere interne e gli interventi di ristrutturazione, come pure quelli di manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo, necessitano del preventivo rilascio del permesso di costruire ogni qual volta comportino mutamento di destinazione d'uso.

Necessita di permesso di costruire la realizzazione di un bagno nel locale sottoscala che comporti un'aumento della superficie residenziale.

Il mutamento di destinazione d'uso "strutturale" (e, cioè, connesso e conseguente all'esecuzione di opere) necessita di apposito titolo concessorio il cui difetto legittima la demolizione delle opere stesse.

Il cambio d'uso che comporti un aumento delle superficie è qualificabile quale intervento di ristrutturazione edilizia, ex art. 10 co. 1, lett. c), D.P.R. 380/2001, con conseguente necessità di permesso di costruire e assoggettabilità dello stesso all'ingiunzione di demolizione ex art. 33 D.P.R. 380/2001.

In tema di reati edilizi, gli interventi di ri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one edilizia necessitano di permesso di costruire sia nel caso in cui comportino mutamento di destinazione d'uso tra categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico sia nel caso in cui, se eseguiti nei centri storici, comportino il mutamento della destinazione d'uso all'interno di una stessa categoria omogenea; diversamente, se eseguiti fuori dei centri storici, gli stessi sono eseguibili in base a denuncia di inizio attività (DIA) qualora comportino il mutamento della destinazione d'uso all'interno di una stessa categoria omogenea.

Sussiste mutamento di destinazione con opere in caso di mutamento di destinazione d'uso di un capannone agricolo in officina con ampliamento e ristrutturazione del manufatto originario.

L'art. 10, co. 2, D.P.R. 380/2001 ha rimesso alle Regioni la determinazione dei mutamenti d'uso di immobili subordinati a d.i.a. e di quelli invece subordinati a permesso di costruire; in Campania ai sensi dell'art. 2 L.R. 19/2001 sono realizzabili tramite d.i.a. solo quei mutamenti che non comportino interventi di trasformazione dell'aspetto esteriore, e di volumi e di superfici, sempre che la nuova destinazione sia compatibile con le categorie consentite dalla strumentazione urbanistica per le singole zone territ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...enee; in caso contrario, occorre il permesso di costruire.

Il mutamento di destinazione d'uso di un immobile deve essere autorizzato mediante rilascio del permesso di costruire, qualora sia effettuato mediante opere, o qualora comporti un mutamento tra categorie edilizie funzionalmente autonome e non omogenee, in tali casi integrando una modificazione edilizia che incide sul carico urbanistico.

TITOLO EDILIZIO --> MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D'USO --> MUTAMENTO SENZA OPERE

Il mutamento di destinazione d'uso senza opere è assoggettato a SCIA, purché intervenga nell'ambito della stessa categoria urbanistica, mentre è richiesto il permesso di costruire per le modifiche di destinazione che comportino il passaggio di categoria.

Il mutamento d'uso dell'immobile, in assenza di opere edilizie, diviene rilevante esclusivamente ove implichi variazione degli standard previsti dal D.M. 2 aprile 1968, il che si verifica nel caso di passaggio da una autonoma categoria urbanistica all'altra fra quelle previste dal decreto.

I mutamenti d'uso degli immobili non comportanti la realizzazione di opere edilizie, purché conformi alle prescrizioni urbanistiche ed igienico – sanitarie, sono ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...clusivamente a comunicazione preventiva dell'interessato.

Il mutamento di destinazione d'uso senza opere deve intendersi, in via di principio, subordinato a s.c.i.a. potendo implicare, sia pure in assenza di attività costruttive, una non irrilevante trasformazione dell'assetto urbanistico-edilizio acquisito dal territorio.

Il semplice cambio di destinazione d'uso, effettuato senza opere evidenti, non implica necessariamente un mutamento urbanistico - edilizio del territorio comunale e, come tale, non abbisogna di concessione edilizia qualora non sconvolga l'assetto dell'area in cui l'intervento edilizio ricade.

Il cambio di destinazione d'uso, in mancanza di opere consistenti ed evidenti, non implica necessariamente un mutamento urbanistico-edilizio del territorio comunale e, come tale, non richiede il rilascio di concessione edilizia qualora non sconvolga l'assetto dell'area in cui l'intervento edilizio ricade e non comporti aumento del carico urbanistico.

Prima della legge 47/1985 il mutamento di destinazione d'uso senza opere non era soggetto alla preventiva acquisizione della concessione edilizia, né dell'autorizzazione edilizia.

Per il mutamento di destinazione d'uso funzionale, inteso ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione di destinazione degli immobili non implicante la realizzazione di opere edilizie, non è necessario il permesso di costruire: difatti, lo stesso è espressione dello "ius utendi" e non già dello "ius aedificandi".

Qualora si pongano in manifesto contrasto con i vigenti assetti urbanistici di zona, i cambiamenti di destinazione, ancorché senza opere, non possono ritenersi liberalizzati.

Il mutamento di destinazione d'uso senza opere edilizie può essere soggetto ad autorizzazione, ai sensi dell'art. 25 l. n. 47 del 1985, nei casi indicati dalla normativa regionale di settore, nonché secondo le disposizioni dettate dagli strumenti urbanistici.

La mancanza di opere edili non è di per sé sola sufficiente a far ritenere illegittimo un provvedimento di diniego di cambio di destinazione d'uso, ma occorre stabilire se tale mutamento d'uso si ponga o meno in contrasto con le prescrizioni urbanistiche della zona.

Il mutamento di destinazione d'uso senza opere non è subordinato a previo rilascio di permesso di costruire.

Si evince dall'art. 22 del D.P.R. 380/01 che una DIA è richiesta in caso di cambio di destinazione d'uso senza opere, atteso ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e ad una detta denuncia di tutti gli interventi non riconducibili all'elenco di cui all'art. 10 del citato D.P.R. (per i quali è richiesto il permesso di costruire) né riconducibili all'elenco di cui all'art. 6 del medesimo D.P.R. (interventi di edilizia libera).

TITOLO EDILIZIO --> MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D'USO --> MUTAMENTO SENZA OPERE --> TRASFORMAZIONI FUNZIONALI

Il cambio di destinazione d'uso di un immobile, anche senza opere edilizie, costituisce intervento modificativo dell'assetto urbanistico del territorio, qualora si ponga in un rapporto di incompatibilità con le previsioni funzionali di zona.



 
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