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Determinazione del fabbisogno di alloggi da destinare ad edilizia economica e popolare: i piani P.E.E.P.


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titolo:IL CODICE DELL'EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA E AGEVOLATA
anno:2019
pagine: 2574 in formato A4, equivalenti a 4376 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP

La disciplina degli apprestamenti di aree mediante espropriazione e della connessa realizzazione su di esse d'edifici destinati ad alloggi di tipo economico e popolare non rientra nella materia dell'edilizia e dell'urbanistica ma, per la rilevanza sociale che la connota, in quella dei servizi pubblici.

Spetta alla discrezionalità (anche tecnica) del Comune rilevare se gli abusi edilizi abbiano soddisfatto, sia pure in parte, una preesistente domanda abitativa di soggetti aventi titolo ad alloggi di edilizia residenziale pubblica, o se abbiano attenuato le relative esigenze, oppure siano consistiti in operazioni speculative, volte ad immettere sul mercato immobili di notevole pregio o da adibire a seconda casa.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> ADOZIONE-MOTIVAZIONE

Qualora il PEEP non si riferisca (almeno in via esclusiva), come avviene in generale, ad una pluralità di fondi onde imprimere ai medesimi una particolare destinazione urbanistica, ma abbia una "incidenza specifica" su una rilevante posizione giuridica di soggetti determinati, per incidere (nel caso di specie) su fabbricato adibito ad abitazione princi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...l relativo atto di approvazione in variante si impone una motivazione puntuale in ordine alla scelta urbanistica effettuata ed una comparazione, nello specifico, tra interesse pubblico alla realizzazione degli alloggi e interesse privato relativo alla conservazione dell'abitazione, costituzionalmente garantito.

In sede di determinazione del fabbisogno di edilizia residenziale pubblica l'amministrazione gode di ampi poteri discrezionali, anche di natura tecnica, potendo tener conto non solo del saldo migratorio negativo degli anni precedenti, ma anche di fenomeni sociali, quali, ad esempio, flussi migratori in ragione delle peculiarità della zona, della sua vicinanza ad un grande centro urbano già affollato, etc.; è purtuttavia necessario che tale determinazione si basi su di un'adeguata motivazione e su una altrettanto puntuale istruttoria, da cui possa evincersi la sua ragionevolezza e attendibilità.

La determinazione del fabbisogno di edilizia residenziale pubblica costituisce l'elemento fondamentale ai fini non solo del dimensionamento del piano di edilizia economico e popolare, ma anche della stessa determinazione di "politica sociale" dell'amministrazione di adottare il predetto piano, ponendosi come stru... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...pensabile per la corretta ed effettiva individuazione dell'interesse pubblico prevalente (alla realizzazione di case popolari da assegnare ai cittadini meno abbienti), rispetto al quale recedono i diritti di proprietà (ivi compreso ovviamente lo ius aedificandi), dei soggetti proprietari delle aree individuate per la realizzazione del piano stesso.

Mutare la destinazione di un'area destinata agli impianti tecnologici per destinarla ad area di edilizia economica e popolare comporta un'istruttoria e una motivazione precisa e attenta in ordine agli interessi pubblici e privati sottesi, tali da giustificare un esproprio con conseguente destinazione residenziale.

Alla luce del disposto di cui al comma 2 dell'art. 3 L. n. 167/1962, le aree da comprendere nel p.e.e.p. debbono, "di norma", essere scelte, con preferenza, nelle zone del P.r.g. destinate all'espansione dell'aggregato urbano; qualora la localizzazione in concreto attuata assicuri la coincidenza prevista dal dettato legislativo, non abbisogna di ulteriore motivazione diversa dalla sua presa d'atto.

Un onere di corretta ed adeguata motivazione si impone nell'eventualità che per il P.e.e.p. sia necessario reperire le relative aree in zona diversa da quella legislativa... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...elta ex art. 3 comma 2 L. n. 167/1962.

La circostanza che l'area da comprendere nel P.e.e.p., individuata in conformità alla previsione dello strumento urbanistico generale, appartenga tutta o parte ad una o più persone, non ingenera l'obbligo di una distinta ed ulteriore motivazione volta a dare conto dello specifico pregiudizio che, per tale eventualità, possa subire il titolare delle proprietà ricadenti nell'area da destinare, in conformità alla previsione del P.r.g., a zona 167.

Alla luce del disposto di cui all'art. 3 L. n. 167/1962, l'adozione del PEEP deve essere assistita da congrua motivazione, con particolare riferimento alla dimensione del fabbisogno di edilizia necessaria rispetto al numero di abitanti ai quali destinare alloggi muniti di determinate caratteristiche.

L'adozione del piano di zona, per la sua funzione programmatoria, presuppone il compimento di una congrua analisi del fabbisogno abitativo di edilizia economica e popolare: tale esigenza si fonda sulla necessità di trovare un adeguato punto di equilibrio tra il carattere meramente programmatico del piano stesso e la sua immediata incidenza sulle sfere giuridiche dei proprietari delle aree in esso incluse, costit... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...le quadro, la necessaria analisi del fabbisogno abitativo, la necessaria garanzia di concretezza, affidabilità ed attuabilità delle previsioni pianificatorie in esso contenute.

La motivazione a sostegno del dimensionamento di un Peep, anche se non contenuta specificatamente nella relazione del piano, può essere ripresa dallo strumento urbanistico generale e dall'aumento della popolazione ivi ipotizzata, con conseguente scelta di incrementare le nuove aree di espansione; ciò al tempo stesso è elemento giustificativo della necessità di prevedere, in proporzione, altrettante aree per l'edilizia economica e popolare.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> ALIENAZIONE, VINCOLI

I vincoli all'alienazione contenuti nelle convenzioni ex art. 35 l. n. 865 stipulate anteriormente all'entrata in vigore della l. n. 179 del 1992 hanno piena efficacia nel primo quinquennio; nel prosieguo, possono essere rimossi, a titolo oneroso, previa stipula di un'ulteriore convenzione con il Comune, cui peraltro spetta di individuare gli elementi di calcolo della misura del corrispettivo che l'interessato deve versare. I vincoli all'alienazione contenuti nelle convenzioni ex art. 35 l. ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ulate posteriormente all'entrata in vigore della l. n. 179 del 1992 hanno efficacia limitata solamente al primo quinquennio e, comunque, sono superabili "previa autorizzazione della regione, quando sussistano gravi, sopravvenuti e documentati motivi".

Il vincolo del prezzo massimo di cessione degli alloggi costruiti, ex art. 35 della L. n. 865 del 1971, sulla base di convenzioni per la cessione di aree in diritto di superficie, ovvero per la cessione del diritto di proprietà se stipulate, quest'ultime, precedentemente all'entrata in vigore della L. n. 179 del 1992, qualora non sia intervenuta la convenzione di rimozione, ex art. 31, comma 49-bis, della L. n. 448 del 1998, segue il bene, a titolo di onere reale, in tutti i successivi passaggi di proprietà, attesa la "ratio legis" di garantire la casa ai meno abbienti ed impedire operazioni speculative di rivendita; in tal caso, pertanto, la clausola negoziale contenente un prezzo difforme da quello vincolato è affetta da nullità parziale e sostituita di diritto, ex artt. 1419, comma 2, e 1339 c.c., con altra contemplante il prezzo massimo determinato in forza della originaria convenzione di cessione.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP -... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...NAZIONE AREE --> PREFERENZA PROPRIETARIO ESPROPRIATO

La disposizione di cui all'art. 35, comma 11, della L. n. 865/71, configura un diritto di prelazione (o di preferenza) dei proprietari di aree incluse in un piano di zona per l'edilizia economica e popolare ai soli fini dell'assegnazione dell'area e non in relazione a un'area determinata. Secondo tale orientamento, aderente al dato testuale della norma e alle sue finalità, la preferenza agli originari proprietari opera con riguardo al complesso delle aree, da assegnare in proprietà, incluse nel piano, sicché non è richiesto dalla norma che al beneficiato appartenga tutto l'intero terreno su cui sarà effettuato l'intervento edilizio. Tale orientamento è volto ad evitare che una circostanza casuale (parziale realizzazione dell'intervento in singoli lotti), finisca per perpetrare rilevanti disparità di trattamento tra proprietari attinti dalla stessa determinazione vincolistica.

Ai sensi dell'art. 35, comma 11, della legge 22 ottobre 1971 n. 865, le aree inserite nei PEEP ai fini della costruzione di case economiche e popolari, espropriate dai comuni o dai loro consorzi, sono cedute in superficie od in proprietà agli aventi titolo, "con prefe... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... proprietari espropriati ai sensi della presente legge, sempre che questi abbiano i requisiti previsti dalle vigenti disposizioni per l'assegnazione di alloggi di edilizia agevolata".

La norma interpretativa di cui all'art. 7 della legge 30 aprile 1999 n. 136 fa dipendere la precedenza nell'assegnazione delle aree peep espropriate dal fatto che il soggetto espropriato abbia acquisito il diritto sulle "aree medesime", in data antecedente rispetto all'adozione del vincolo urbanistico di destinazione.

Le norme in materia di precedenza nelle selezioni pubbliche devono essere oggetto di interpretazione restrittiva, in quanto incidono sugli esiti di una gara, attribuendo a taluno dei concorrenti una posizione di favore; la priorità nell'assegnazione delle aree peep ai soggetti espropriati va riconosciuta solo quando le aree assegnande siano le "medesime" oggetto dell'acquisto, o del preliminare di acquisto, in epoca anteriore all'adozione del vincolo urbanistico di destinazione.

Nel contesto delle disposizioni sull'espropriazione per pubblica utilità per favorire l'acquisizione di aree fabbricabili per l'edilizia economica e popolare (L. n. 167 del 1962, art. 10; L. n. 865 del 1971, artt. 12, 19 e 35), il proprietario di un'ar... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...anda può convenire con l'ente espropriante la cessione volontaria del fondo destinato alla costruzione di case economiche e popolari, e può rendersi anche concessionario, con preferenza, dell'area stessa, sempre che abbia i requisiti previsti dalle vigenti disposizioni per l'assegnazione di alloggi di edilizia economica e popolare.

L'art. 35, comma undicesimo, della legge n. 865/1971, configura una prelazione dei proprietari di aree incluse in un piano di zona per l'edilizia economica e popolare ai soli fini dell'assegnazione in proprietà. Sono illegittime, pertanto, le deliberazioni comunali concernenti l'assegnazione ad una cooperativa edilizia di un'area espropriata (o comunque da espropriare) ove il proprietario, non sia stato posto in condizione di esercitare la propria situazione giuridica soggettiva di preferenza nell'assegnazione (concretantesi in un interesse legittimo).

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> ASSEGNAZIONE AREE --> PREZZO DI CESSIONE

Il prezzo di cessione ed i corrispettivi di concessione del diritto di superficie delle aree comprese nei piani di zona di cui all'art. 35 L. 865/1971, debbono essere determinati non solo con l'applicazione dei criteri previst... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...esimo comma dello stesso articolo ma anche nel rispetto della soglia minima contemplata dall'art. 31, 48° comma, L. 448/1998, con riguardo al prezzo di cessione delle aree ma ovviamente riferibile, in ragione della percentuale di cui all'art. 35, dodicesimo comma, L. 865/1971, anche al corrispettivo di concessione superficiaria.

Non vi sono ragioni per differenziare il prezzo di cessione ed i corrispettivi di concessione in diritto di superficie delle aree comprese nei piani di zona (nel caso di specie PEEP), in funzione del diverso titolo di provenienza, a seconda, cioè, che siano stati acquisiti dall'amministrazione all'esito di una procedura espropriativa - come è regola a termini dell'art. 35, secondo comma, L. 865/1971 - ovvero fossero già di proprietà comunale.

Il rapporto percentuale fra il corrispettivo del diritto di superficie e il prezzo di cessione della piena proprietà dell'area esprimente la medesima volumetria, di cui all'art. 35, dodicesimo comma, L. 865/1971 è da commisurarsi evidentemente in ragione della durata del diritto di superficie ex art. 35 L. 865/1971 che, ai sensi del quinto comma dello stesso articolo, può essere concesso per una durata variabile da 60 a 99 anni. Dev... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... pertanto che, quando il diritto di superficie sia oggetto di concessione per la durata di anni 99, il corrispettivo del diritto stesso debba essere quantificato nella misura del 60% del correlativo prezzo di cessione.

L'indennizzo espropriativo di un fondo, incluso in un piano di zona per l'edilizia economica e popolare come area edificabile, va determinato secondo i criteri previsti per le aree edificabili; ne consegue pertanto, che l'indennizzo espropriativo "virtuale" di cui all'art.31, commi 45 e segg., della L. 23.12.1998 n. 448 (da applicarsi quale soglia minima anche per il calcolo del corrispettivo di concessione in diritto di superficie di suoli ricompresi nel PEEP già di proprietà comunale), deve essere determinato sulla base dei criteri di cui all'art. 5 bis, primo comma, del D.L. 333/1992 conv. con mod. dalla L. 359/1992 (applicabile ratione temporis), trasfuso pedissequamente il contenuto nell'art. 37, primo comma, del DPR 327/2001.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> ASSEGNAZIONE AREE --> PROCEDURA

Sia nel caso di concessione del diritto di superficie, ex art. 35, commi 7 ed 8, della legge 22 ottobre 1971, n. 865, che in quello di cessione del diritto di propriet&agr... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...delibera dell'ente comunale (o del consorzio di comuni) fa poi seguito una convenzione, da stipularsi per atto pubblico, i cui contenuti essenziali (corrispettivo della cessione del diritto di superficie o prezzo de trasferimento del diritto di proprietà), sono anch'essi oggetto di previa deliberazione dell'ente.

L' art. 35, comma 2, L. n. 865/1971, dispone che le aree comprese nei piani approvati a norma della L. n. 167/1962, sono espropriate dai comuni o dai loro consorzi. Il comma 7 del medesimo articolo subordina la cessione delle aree alla stipula di una convenzione tra comune e privato aggiudicatario. Ne consegue che l'amministrazione una volta dotato il PEEP ed aggiudicati i lotti, è tenuta a concludere la procedura compiendo tutti gli atti necessari ed indispensabili a far conseguire, alla cooperativa aggiudicataria, l'acquisizione delle aree. Tale obbligo è azionabile con il meccanismo del silenzio - inadempimento.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> ASSEGNAZIONE AREE --> PROCEDURA --> PUBBLICITÀ SEDUTA

Il principio di pubblicità delle sedute di gara non è applicabile al procedimento per l'assegnazione di lotti per l'edilizia economica e popolare... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...r /> PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> CONFORMITÀ URBANISTICA

L'art. 3 della legge n. 167/1962 stabilisce ai commi 2 e 5 che le aree da comprendere nei piani di zona per l'edilizia economica e popolare sono, di norma, scelte nelle zone destinate ad edilizia residenziale nei piani regolatori vigenti, con preferenza in quelle di espansione dell'aggregato urbano. La preventiva individuazione nel P.R.G. delle aree destinate a ospitare gli interventi di edilizia economica e popolare risponde alla finalità di ricondurre la predisposizione dei piani di zona per l'acquisizione di aree fabbricabili per l'edilizia popolare ed economica al rispetto delle scelte programmatorie assunte con gli strumenti urbanistici primari, che gli strumenti secondari - ivi compreso il P.E.E.P. - sono deputati ad attuare.

I piani di edilizia economica e popolare (P.e.e.p.) costituiscono piani urbanistici attuativi o di terzo livello, equivalenti ai piani particolareggiati o di lottizzazione. Non può esservi contrasto tra il P.e.e.p. ed il P.r.g. o il P.d.f. Qualora la zona oggetto del piano non sia già prevista come zona di espansione destinata ad edilizia residenziale, l'approvazione del P.e.e.p. costituisce un pro... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...a duplice effetto, in quanto è ad un tempo approvazione di variante allo strumento urbanistico fondamentale o di secondo livello (Piano regolatore generale o Piano di fabbricazione) ed approvazione di piano di zona attuativo di terzo livello.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> COSTITUZIONALITÀ

Non appare palesemente arbitrario o sproporzionato il bilanciamento effettuato dal legislatore con la L. n. 167/62, tra le finalità d'interesse generale perseguite, ed essenzialmente individuabili nel soddisfacimento, per le categorie meno abbienti, della primaria necessità dell'abitazione, ed il sacrificio imposto agli interessi dei privati proprietari sottoposti a procedura coattiva.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> DETERMINAZIONE DEL FABBISOGNO

Ai fini della determinazione del fabbisogno di alloggi da destinare ad edilizia economica e popolare, non esiste un nesso necessariamente inscindibile tra fabbisogno abitativo e incremento della popolazione, rappresentando quest'ultimo solo una componente del calcolo da effettuarsi e potendosi prendere in esame anche altri elementi.

Nella concezione generale dell'edilizia econ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...are, che rende obbligatoria la formulazione dei peep in certi Comuni, in rapporto alla popolazione, il programma è proiettato allo sviluppo delle esigenze abitative nei dieci anni successivi (L. 18 aprile 1962, n. 167, art. 3). La mutevolezza delle esigenze, tuttavia, non può ingessare la programmazione secondo scansioni rigidamente temporali, essendo anzi ammessa una modulazione nel tempo delle esigenze attraverso i programmi pluriennali di attuazione (L. 28 gennaio 1977, n. 10, art. 13), come pure non è preclusa la variante di aggiornamento ai piani di zona stessi.

Ai sensi dell'art. 3 della L. n. 167/1962 il dimensionamento del piano di zona per l'edilizia economica e popolare deve essere basato su una previsione di quelle che si presume saranno le esigenze abitative per il tempo futuro per il quale il piano conserva efficacia. La stima del fabbisogno abitativo, deve essere operata dal Comune non sulla base di mere enunciazioni bensì con adeguata motivazione, sul piano tecnico, supportata da dati statistici che dimostrino la correttezza delle conclusioni accolte.

Sebbene non sia revocabile in dubbio che in sede di determinazione del fabbisogno di edilizia residenziale pubblica l'amministrazione gode di ampi poteri disc... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...anche di natura tecnica, potendo tener conto non solo del saldo migratorio negativo degli anni precedenti, ma anche di fenomeni sociali, quali, ad esempio, flussi migratori in ragione delle peculiarità della zona, della sua vicinanza ad un grande centro urbano già affollato, etc., è purtuttavia necessario che tale determinazione si basi su di un'adeguata motivazione e su una altrettanto puntuale istruttoria, da cui possa evincersi la sua ragionevolezza e attendibilità.

Nel bilanciamento degli interessi in gioco, l'ordinamento assicura la prevalenza dell'interesse pubblico alla realizzazione di alloggi popolari solo a condizione che ciò sia effettivamente necessario per la comunità (e quindi solo laddove sia stato accertato in modo ragionevolmente adeguato e approfondito l'effettivo bisogno abitativo).

La determinazione del fabbisogno abitativo costituisce l'elemento fondamentale ai fini non solo del dimensionamento del piano di edilizia economico e popolare, ma anche della stessa determinazione di «politica sociale» dell'Amministrazione di adottare il predetto piano, ponendosi come strumento indispensabile per la corretta ed effettiva individuazione dell'interesse pubblico prevalente (alla realiz... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...case popolari da assegnare ai cittadini meno abbienti), rispetto al quale recedono i diritti di proprietà (ivi compreso ovviamente lo ius aedificandi), dei soggetti proprietari delle aree individuate per la realizzazione del piano stesso.

In sede di determinazione del fabbisogno di edilizia residenziale pubblica, l'amministrazione gode di ampi poteri tecnico-discrezionali, ma è sempre necessario che tale determinazione si fondi su una adeguata motivazione e su una puntuale istruttoria, sì da potersi evincere la sua ragionevolezza e congruità.

La quantificazione del fabbisogno di edilizia residenziale pubblica non solo costituisce elemento fondamentale ai fini del dimensionamento in sé del piano dell'edilizia economica e popolare, ma vale a rendere concreto l'interesse pubblico di carattere prevalente alla realizzazione di case popolari, a fronte del quale i diritti dominicali appaiono recessivi.

E' illegittimo il piano per l'edilizia economica e popolare, il cui fabbisogno sia stato calcolato con riferimento ad un periodo temporale non conferente.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> DIMENSIONAMENTO

Nella redazione del PEEP il calcolo prev... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...l fabbisogno abitativo non può limitarsi a riprodurre le tendenze demografiche risultanti dai dati concreti ed attuali, ma deve elaborare proiezioni future ed obiettivi della dinamica demografica, in ciò esprimendosi una funzione fondamentale svolta dall'Amministrazione comunale attraverso la pianificazione urbanistica. L'art. 3 della l. n. 167/1962 impone il cd. dimensionamento, inteso quale prevedibile incremento del fabbisogno abitativo, per la cui individuazione può rilevare non solamente l'andamento demografico, ma una qualsiasi altra evenienza o fenomeno, anche sociale, dal quale origina la sottesa esigenza, incidendo di fatto i fenomeni sociali sulla domanda di alloggi. Ai ai fini della determinazione del fabbisogno di alloggi da destinare ad edilizia economica e popolare, non esiste infatti un nesso necessariamente inscindibile tra fabbisogno abitativo e incremento della popolazione, costituendo quest'ultimo solo una componente del calcolo.

Il vincolo di cui all'art. 3 della L. 167/62 secondo cui l'estensione delle zone da includere nel p.e.e.p. non può essere inferiore al 40% del fabbisogno complessivo di edilizia abitativa nel periodo considerato, essendo posto in funzione antielusiva dell'obbligo di approvazione dei p.e.e.p.,... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ave; che riguardare i comuni che a ciò sono obbligati, e non anche gli enti locali per cui l'adozione di tale strumento è facoltativa.

Il piano attuativo (peep), comportante dichiarazione di PU, deve specificare le aree incluse nel relativo perimetro.

Che il P.e.e.p. sia correttamente dimensionato si rende necessario non solo per evitare di comprimere ingiustificatamente il diritto di proprietà altrui, ma anche per commisurare i pesanti oneri urbanizzativi ed espropriativi alle reali e concrete disponibilità finanziarie di cui l'amministrazione comunale potrà ragionevolmente disporre nel periodo necessario per la sua attuazione.

Dalla disposizione di cui all'art. 3 comma 1 L. n. 167/1962, si evince che il calcolo del fabbisogno complessivo di edilizia abitativa nel territorio comunale deve precedere la decisione in ordine all'estensione delle aree da includere nel P.e.e.p. per le esigenze dell'edilizia economica e popolare; oltre a ciò la norma non va, tacendo, in particolare, sulle voci strutturali che debbono concorrere alla determinazione di detto fabbisogno complessivo nonché in ordine alle modalità di calcolo del "peso" di tali voci ai fini della predetta determinazione: il ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e a dire che non è configurabile su tali punti alcun profilo di illegittimità per violazione di legge.

Le operazioni di dimensionamento del piano di zona, per quanto regolate dalla manifestazione di potere discrezionale delle amministrazioni interessate, debbono comunque fondarsi su valutazioni attendibili e razionali al fine di garantire il contemperamento degli interessi pubblici e privati coinvolti nell'iniziativa economico-sociale dell'ente pubblico.

Appartiene alla valutazione latamente discrezionale del Comune se comprendere nei piani PEEP anche le aree sulle quali insistono edifici, la cui demolizione o trasformazione sia richiesta da ragioni igienico-sanitarie o sia ritenuta necessaria per la realizzazione del piano stesso.

Ai fini del dimensionamento del PEEP e, quindi, della determinazione del fabbisogno di alloggi da destinare ad edilizia popolare, non v'è nesso inscindibile tra fabbisogno abitativo ed incremento della popolazione, rappresentando quest'ultimo solo una componente del calcolo da effettuare e potendosi prendere in esame anche altri elementi, quali l'esigenza del rinnovato modo di vivere della popolazione, legato all'evoluzione del costume sociale in atto.

PIANIFICAZIONE --&g... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...BANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> DIRITTO DI SUPERFICIE, PIENA PROPRIET
La trasformazione del diritto superficiario in diritto di proprietà di immobili facenti parte dei Piani di Edilizia Economica e Popolare è – ai sensi della disciplina normativa di riferimento - una facoltà per l'Amministrazione, frutto quindi di una scelta valutativa e discrezionale, il che non consente di individuare, in capo ai privati, posizioni di diritto soggettivo.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> DURATA, DECADENZA, REITERAZIONE, PROROGA

L'intervenuta decadenza del P.E.E.P., conseguente al decorso del termine di diciotto anni dalla data della sua approvazione, non può che privare il potere ablatorio dell'amministrazione del suo presupposto, relativo alla sussistenza di un efficace vincolo espropriativo; il che equivale ad affermare che se l'ente espropriante, nonostante la decadenza del peep, agisce in ablazione, questi opera senza poteri espropriativi ed attua attività materiale illecita.

La perdita di efficacia di un P.E.E.P., non implica il riconoscimento del carattere di "zona bianca" all'area che in esso risultava inserita. A riguardo, l'a... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... legge n. 167 del 18 aprile 1962 attribuisce espressamente ai piani di zona per l'edilizia economica e popolare il valore di piani particolareggiati di esecuzione, ai sensi della legge 17 agosto 1942, n. 1150. La scadenza del termine previsto per la loro attuazione priva i suddetti piani di efficacia per la parte in cui non abbiano avuto esecuzione, permanendo invece a tempo indeterminato l'obbligo di osservare, nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti, gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti nei piani stessi.

I piani di edilizia economica e popolare hanno valore di piani particolareggiati, e ad essi la legge conferisce un termine di validità che inizialmente era di dieci anni (L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 38), termine poi portato a quindici anni (L. 27 giugno 1974, n. 247, articolo unico) e infine a diciotto (L. 5 agosto 1978, n. 457, art. 51).

L'art. 1-bis del d.l. 22 dicembre 1984, nr. 901, convertito, con modificazioni, nella legge 1 marzo 1985, nr. 42, è norma speciale destinata ad applicarsi ai soli Piani di Zona scadenti entro il 31 dicembre 1987, ovvero già scaduti alla data di entrata in vigore della norma medesima, mentre il piano approvato in epoca anteriore a tali ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...grave; soggetto alla ordinaria efficacia decennale ex art. 9 della legge nr. 167 del 1962.

In considerazione dell'obiettiva specialità della normativa in tema di edilizia residenziale, rispetto a quella generale sugli espropri, nonché della valorizzazione delle ben diverse problematiche suscettibili di emergere nell'ambito della realizzazione di un singolo intervento, da un lato, o di un piano di zona dall'altro, costituisce ragione idonea a giustificare la proroga del p.e.e.p., la chiara indicazione delle esigenze future, mentre non occorre esplicitare le ragioni che non hanno consentito l'attuazione del piano nel periodo di originaria validità.

Diversamente dalla previsione del termine di decadenza quinquennale del vincolo espropriativo impresso con il PRG introdotto dall'art. 9 del D.P.R. n. 327/2001, l'art. 9 della legge 167/1962 stabilisce al terzo comma che "l'approvazione dei piani equivale a dichiarazione di indifferibilità ed urgenza di tutte le opere" ed al quinto comma che "le aree comprese nel piano rimangono soggette, durante il periodo di efficacia del piano stesso ad espropriazione", la cui durata è predeterminata in 18 anni dall'art. 51, l. 5 agosto 1978, n. 457, prorogabile di altri due ai sensi de... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...eg; dello stesso art. 9.

La decadenza del P.E.E.P. comporta anche il venir meno della convenzione urbanistica attuativa, per cui non vi è spazio per alcun invito ad adempiere nei confronti del soggetto con cui è stato stipulato l'accordo.

Il vincolo derivante dall'inclusione di un'area nel p.e.e.p., non è soggetto al termine quinquennale di efficacia di cui all'articolo 2, della L. n. 1187 del 1968, ma al ben più lungo periodo di cui all'articolo 9, ultimo comma, della L. 18 aprile 1962 n. 167.

I termini di efficacia dei vincoli di inedificabilità imposti con il peep decorrono dalla data di approvazione di detto strumento urbanistico di attuazione, ed hanno la durata di diciotto anni; e ciò ai sensi del combinato disposto della 18.4.1962, n. 167, art. 9, D.L. 2.5.1975, n. 115, art. 1, conv. in L. 27.6.1974, n. 247 e della L. 5.8.1978, n. 457, art. 51. L'ulteriore facoltà di portarne a compimento l'attuazione, di cui alla L. 22.12.1984, n. 901, art. 1 bis conv. in L. 1.3.1985, n. 42, comporta l'adozione di atti amministrativi di attuazione degli interventi, che devono contenere la scansione dei tempi procedurali.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PE... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...FFICACIA

Non può esservi contrasto tra il P.e.e.p. e il P.r.g. o il P.d.f.: esso infatti deve di regola trovare insediamento nelle zone previste come zone di espansione dell'aggregato urbano, ancorché non ancora edificate. Qualora, poi, la zona oggetto del piano non fosse già prevista come zona di espansione destinata ad edilizia residenziale, come nel caso che essa avesse destinazione agricola nel Piano regolatore generale, l'approvazione del P.e.e.p. costituisce un provvedimento a duplice effetto, in quanto è ad un tempo approvazione di variante allo strumento urbanistico fondamentale o di secondo livello (Piano regolatore generale o Piano di fabbricazione) ed approvazione di piano di zona attuativo di terzo livello.

Il P.E.E.P., per la sua valenza urbanistica, produce l'effetto di apporre sulla proprietà privata il vincolo preordinato all'esproprio, costituente condizione necessaria, insieme alla esistenza di una valida ed efficace dichiarazione di pubblica utilità, per l'esercizio del potere espropriativo.

La scadenza del piano di edilizia economica e popolare ne elide l'efficacia a fini ablatori, senza incidere, però, sulle sue prescrizioni (che rilevano a tempo indeterminato, anch... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ua scadenza) e tantomeno su quelle dello strumento urbanistico generale, in particolare laddove assoggettano l'edificazione ad uno strumento urbanistico attuativo.

L'efficacia dei piani per l'edilizia economica e popolare, originariamente decennale, è stata portata a 18 anni dall'art. 51 della legge 5 agosto 1978, n. 457; per l'intero periodo di efficacia del piano, le aree che vi sono comprese rimangono soggette ex lege ad espropriazione.

La questione di legittimità costituzionale della previsione di efficacia del piano per l'edilizia economica e popolare (pari a 18 anni), appare manifestamente infondata, poiché la durata del vincolo espropriativo in questione non appare irragionevole né tale da superare il limite della normale sopportabilità da parte del proprietario che ne è inciso.

Ai sensi dell'art. 9, commi 1, 3 e 5, L. n. 167/1962 i Piani di Zona per l'Edilizia Economico e Popolare sono strumenti urbanistici di livello esecutivo e/o attuativi, aventi un'efficacia di 18 anni (inizialmente l'art. 9, comma 1, L. n. 167/1962 prevedeva un'efficacia di 10 anni, poi aumentata in 15 dall'art. 38 L. n. 865/1971 ed infine in 18 anni dall'art. 51 L. n. 457/1978).

Gli effetti legali ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...vanti dal PEEP consistenti nel vincolo preordinato all'esproprio e contestuale dichiarazione di pubblica utilità, allorquando vi sia variante allo strumento urbanistico generale, vanno determinati al momento in cui diventa efficace l'atto di approvazione del suddetto piano generale ovvero di una sua variante, secondo il chiaro disposto dell'art 9 comma primo d.p.r. 327/2001.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> FINALITÀ

Le previsioni del P.E.E.P. sono conformative rispetto alle previsioni del P.R.G., con il quale, per definizione, non possono essere in contrasto. Invero, il Piano di edilizia economica e popolare rientra in un disegno normativo volto a consentire che l'acquisizione di aree fabbricabili per l'edilizia economica e popolare venga inquadrata in uno strumento urbanistico più ampio, cosicché esso non può essere in contrasto con un precedente piano urbanistico generale, di cui costituisce pur sempre l'attuazione.

La pianificazione attuativa, di cui è manifestazione il p.e.e.p. previsto dalla legge 18 aprile 1962, n. 167, costituisce, al pari del p.r.g., espressione della potestà pianificatoria, seppure declinata in ottica più specifica e, ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ave; dire, operativa: la costitutiva finalità attuativa propria di tale programmazione di dettaglio, peraltro, impone all'Amministrazione la contestuale ponderazione di molteplici e potenzialmente contrastanti interessi anche non strettamente urbanistici ed è, pertanto, innervata da valutazioni eminentemente discrezionali in ordine non solo al quomodo, ma pure al quando.

Il P.E.E.P. (Piano di Edilizia Economica e Popolare), consiste in un piano particolareggiato, contenente dichiarazione di pubblica utilità delle opere in esso previste, finalizzato a definire urbanisticamente comprensori di aree da destinare ad edilizia residenziale pubblica e a servizi complementari.

Il Piano di Zona per l'edilizia residenziale pubblica è stato introdotto dalla Legge 18.4.1962, n. 167, quale strumento urbanistico finalizzato essenzialmente all'acquisizione di aree edificabili da destinare alla costruzione di alloggi in relazione all'accertato fabbisogno abitativo previsto per l'arco temporale di un decennio.

L'esigenza manifestata dal Comune di voler offrire abitazioni "nuove" per favorire l'immigrazione appare estranea alle finalità a cui è preordinato il p.e.e.p. il quale non costituisce uno strumento gene... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...itica demografica ma è rivolto specificamente a soddisfare le esigenze abitative delle fasce meno abbienti.

Il PEEP è uno strumento per l'individuazione di aree da destinare all'edilizia economica e popolare e non può essere utilizzato per individuare aree dove gli alloggi sono già presenti, al fine precipuo di destinarli agli occupanti per ovviare a procedure di sfratto già in essere. Deve pertanto ritenersi illegittimo l'utilizzo da parte del Comune di tale strumento pianificatorio non per i fini suoi propri.

I piani di zona, istituiti dalla legge 18 aprile 1962 n. 167, hanno una duplice natura, alla quale si correla simmetricamente una duplice funzione; dare attuazione alle previsioni contenute nei piani urbanistici generali e, in tale veste, hanno natura di strumenti urbanistici attuativi di secondo livello alla stregua dei piani particolareggiati di cui all'art. 13 della L. n. 1150/1942 ed una funzione più generale di carattere sociale ed economico, giacché attraverso di essi le amministrazioni preposte programmano i propri interventi in materia di edilizia residenziale.

Il Piano di Zona per l'edilizia residenziale pubblica è stato introdotto dalla L. n. 167/1962, quale ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...rbanistico finalizzato essenzialmente all'acquisizione di aree edificabili da destinare alla costruzione di alloggi in relazione all'accertato fabbisogno abitativo, previsto per l'arco temporale di un decennio.

Il piano di zona per l'edilizia economica e popolare risponde ad una duplice finalità: favorire l'acquisizione di aree fabbricabili per la realizzazione di alloggi a basso costo, o comunque ad un costo contenuto rispetto ai prezzi di mercato ed evitare interventi costruttivi occasionali, contrastanti o comunque incoerenti con l'ordinato governo del territorio, così come delineato nel vigente strumento urbanistico.

Il piano per l'edilizia economica e popolare previsto dalla legge 167 del 1962 ha come precipuo scopo il reperimento di aree da destinare alla realizzazione di nuovi edifici a costi ridotti.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> INIZIATIVA DEI PRIVATI

Le prescrizioni dello strumento urbanistico di primo livello che impongono, per una determinata zona, la pianificazione di dettaglio, sono vincolanti e idonee ad inibire l'intervento diretto costruttivo; corollario immediato di tale principio fondamentale è che quando lo strumento urbanistico gener... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... che la sua attuazione debba aver luogo mediante un piano di livello inferiore, il rilascio del titolo edilizio può essere legittimamente disposto solo dopo che lo strumento esecutivo sia divenuto perfetto ed efficace e non è consentito superare tale prescrizione facendo leva sulla situazione di sufficiente urbanizzazione della zona stessa. Tali protocolli vanno anche tenuti in considerazione nella redazione del Piano di zona e nella successiva localizzazione di un intervento di edilizia economica e popolare.

Il soggetto che non sia proprietario non ha interesse a richiedere l'inclusione nel PEEP di area esterne al perimetro dello stesso; ciò in particolare qualora con tale circostanza venga in considerazione solo una possibile estensione del P.e.e.p. e l'inclusione di tali aree non sia pertanto in funzione di una possibile ridelocalizzazione del Piano (nel senso di sottrarre a tale strumento, come confezionato dall'amministrazione comunale, alcune delle aree di proprietà compensandole con altre ad essa estranee).

Alla luce del disposto di cui all'art. 35 della L. n. 865/71, per cui le aree comprese nei piani "167" (PEEP) sono espropriate dai Comuni o dai loro consorzi, non può affermarsi l'obbligo di priori... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...zione da parte privata, confondendosi così piano particolareggiato in generale e disciplina PEEP e ben potendo quindi il comune riservare l'attuazione del piano, almeno in parte, all'iniziativa pubblica, mediante espropriazione e successiva cessione delle aree a cooperative operanti nel settore.

Qualora nell'ambito di piani per la edilizia economico popolare è consentito al privato, attraverso il ricorso a strumenti di urbanistica concordata alternativi alla espropriazione generalizzata, di realizzare edifici, si tratta pur sempre di un'attività sussidiaria e comunque subordinata al prevalente interesse pubblico principale, che in materia l'edilizia economica popolare è quello di soddisfare le esigenze abitative dei soggetti più svantaggiati.

Qualora, sulla base di prescrizioni urbanistiche relative a zone da destinare all'edilizia economica e popolare, l'intervento di privati è consentito attraverso moduli convenzionali, quale strumento alternativo alla espropriazione generalizzata dei terreni, non vi è alcuna prevalenza dell'intervento privato rispetto quello pubblico; entrambi gli interventi si attueranno con una modulazione che viene lasciata alla discrezionalità dell'ente pubbl... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...nno soggiacere al prevalente interesse di tutelare le esigenze abitative dei meno abbienti.

Nel caso di previsioni urbanistiche che consentono, nell'ambito di zone da destinare all'edilizia economica e popolare, l'intervento di privati, il Comune è libero di modulare modalità di intervento dei privati nella maniera che ritiene maggiormente soddisfacente per il pubblico interesse, senza alcun obbligo di motivare; in particolare se sia stata accordata preferenza alle cooperative, tale scelta appare giustificata, in quanto la mancanza di finalità di lucro delle cooperative stesse offre maggiori garanzie di affidamento rispetto agli interventi dei privati, i quali perseguono finalità di guadagno.

La matrice fortemente pubblicistica sottesa alla scelta di licenziare un piano per l'edilizia economica e popolare impone al Comune di darvi attuazione mediante una massiccia operazione di espropriazione dei terreni inseriti nello stesso. In Campania ciò significa che, in relazione a tale tipologia di piano attuativo, l'iniziativa dei privati rimane preclusa.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> LOCALIZZAZIONE

L'art. 3 della legge n. 167/1962 stabilisce ai commi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... le aree da comprendere nei piani di zona per l'edilizia economica e popolare sono, di norma, scelte nelle zone destinate ad edilizia residenziale nei piani regolatori vigenti, con preferenza in quelle di espansione dell'aggregato urbano, e che, in assenza di piano regolatore approvato, dette zone riservate all'edilizia economica e popolare sono comprese in un programma di fabbricazione compilato a norma dell'art. 34 della legge n. 1150/1942 e da approvarsi con la medesima procedura prevista per l'approvazione dei piani di zona.

La preventiva individuazione nel P.R.G. delle aree destinate a ospitare gli interventi di edilizia economica e popolare, ovvero l'inquadramento del piano di zona E.E.P. nell'ambito di un programma di fabbricazione, rispondono alla finalità – da tempo messa in luce dalla giurisprudenza – di ricondurre la predisposizione dei piani di zona per l'acquisizione di aree fabbricabili per l'edilizia popolare ed economica al rispetto delle scelte programmatorie assunte con gli strumenti urbanistici primari, che gli strumenti secondari – ivi compreso il P.E.E.P. – sono deputati ad attuare.

La scelta dell'amministrazione di realizzare il p.e.e.p. in una determinata zona anziché in altre zone ugua... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ee in base al PRG, è scelta discrezionale non sindacabile se non ab extrinseco dal giudice. L'art. 3 della L. n. 167/1962 prevede espressamente che i p.e.e.p. vadano realizzati di norma nelle zone di espansione individuate dal PRG; un onere motivazionale rafforzato potendosi semmai affermare solo se il p.e.e.p. viene previsto in zone diverse da quelle di espansione.

L'art. 3 della L. n. 167/1962 prevede espressamente che i p.e.e.p. possano essere realizzati anche in aree sulle quali insistono già dei fabbricati, la cui demolizione sia ritenuta indispensabile per la realizzazione del piano.

In linea di principio è vero che la localizzazione delle aree comprese in un PEEP deve tenere conto non tanto della situazione proprietaria delle aree medesime, quanto delle esigenze della collettività e dell'idoneità oggettiva dei fondi compresi nel perimetro di piano, secondo la valutazione ampiamente discrezionale dell'amministrazione procedente. Tuttavia si traduce in manifesta ed irragionevole disparità di trattamento, l'avere all'interno di una ZTO avente destinazione "C" di espansione con una percentuale di volumetria da destinare all'edilizia pubblica, localizzato quest'ultima solo su alcuni fondi con l'effetto di... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... da ogni vincolo i terreni confinanti pur compresi all'interno della zona, senza alcuna evidenza delle ragioni di interesse pubblico sottese a tale scelta.

La localizzazione delle aree per l'attuazione dei piani di edilizia economica e popolare deve avvenire nelle zone destinate dal piano regolatore generale ad edilizia residenziale, con preferenza per la zona di espansione, salva la possibilità di utilizzare, se necessario, aree con diversa destinazione urbanistica previa adozione di apposita variante allo strumento urbanistico generale.

Il comma 2 dell'art. 3 della legge nr. 167 del 1962 non stabilisce un obbligo assoluto di impiego delle aree già destinate a edilizia economica e popolare per il ricorso ai Piani di Zona, limitandosi a prevedere che "di norma" così debba essere; ciò comporta solo un rinforzato onere motivazionale a sostegno della scelta di ricorrere ad aree aventi una diversa destinazione urbanistica pregressa.

Il piano di zona per l'edilizia economica e popolare individua quella particolare porzione di territorio comunale specialmente destinata alla costruzione di alloggi a carattere economico e popolare (ed alle relative opere e servizi complementari, urbani e sociali). Esso dunque non... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... essere utilizzato per individuare aree dove gli alloggi di edilizia economica e popolare sono già presenti.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> LOCALIZZAZIONE --> TIPOLOGIA INTERVENTI

Una volta accertata la legittimità dei provvedimenti che hanno imposto il vincolo preordinato all'espropriazione e dichiarato la pubblica utilità delle opere, non sussiste l'interesse del privato a censurare la scelta del Comune, operata in sede di variante al peep, di collocare sulla porzione di proprietà del privato stesso, attrezzature di interesse collettivo anziché edifici residenziali. Questa variante, infatti, non incide in alcun modo né sull'entità del sacrificio imposto ai ricorrenti ai sensi dell'art. 42, comma 3, Cost., né sull'entità dell'indennità di espropriazione.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> MANCATO COMPLETAMENTO

L'intervenuta scadenza di un piano per l'edilizia residenziale pubblica preclude di sostituire le prescrizioni a suo tempo introdotte con norme favorevoli all'urbanizzazione privata. Si tratterebbe infatti di una dequotazione dell'investimento pubblico effettuato, che po... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... una commistione tra tipologie di pianificazione che le norme vigenti non ammettono; corretta pertanto la scelta di inserire il completamento del peep nell'abito della previsione dello strumento urbanistico, così da rendere il più possibile omogeneo il disegno del territorio comunale nei suoi diversi distretti.

Nel caso in cui il Comune dopo avere espropriato i lotti inclusi in Peep in cui è concentrata la volumetria realizzabile, non proceda alla espropriazione di terreni destinati alla realizzazione dei servizi ed infrastrutture sempre inclusi in PEEP entro i termini di efficacia del piano stesso, sorge l'obbligo dell'Ente di provvedere alla integrazione del piano regolare generale e comunque alla rinnovazione della regolamentazione dell'area con conseguente possibilità di sfruttamento diretto e/o di valutazione in caso di successivo esproprio.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> MODALITÀ DI ATTUAZIONE

L'affidamento in concessione ai privati di aree espropriate in esecuzione del PEEP "per le finalità di edilizia residenziale" di cui alla L. n. 865 del 1971, non costituisce affatto manifestazione di volontà del comune di non portare a comp... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...iano suddetto, sostituendolo con un'opera e/o con scopi di p.u. del tutto diversi,bensì una delle modalità di realizzazione del relativo originario programma adeguato alle leggi nel frattempo sopravvenute che ne hanno comportato la trasformazione in un atto di programmazione urbanistica per la soddisfazione del bisogno abitativo, ormai comprensivo di altre forme di realizzazione del patrimonio edilizio.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> MOTIVAZIONE

La distinzione concettuale fra l'attività di pianificazione generale e la pianificazione attuativa emerge anche con riferimento ai diversi oneri motivazionali gravanti nell'uno e nell'altro caso sull'amministrazione procedente, atteso che lo strumento urbanistico generale può dirsi sufficientemente motivato con il richiamo a mere previsioni di espansione, laddove il piano di zona per l'edilizia economica e popolare necessità invece di una puntuale motivazione circa l'attualità del fabbisogno delle aree in quanto provvedimento di carattere espropriativo.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> NATURA

Con riferimento alle varianti che introducono una previsione urbanistica ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... edificabilità di una vasta area del territorio, sia per venire incontro alle esigenze abitative della popolazione, sia per promuovere lo sviluppo dell'attività produttiva, i piani di edilizia economica e popolare (P.e.e.p.) e i piani per gli insediamenti produttivi (P.i.p.) costituiscono dei piani di zona e, quindi, piani urbanistici attuativi o di terzo livello, equivalenti ai piani particolareggiati o di lottizzazione.

Il piano di zona per l'edilizia residenziale pubblica previsto dalla legge n. 167 del 1962 si connota in termini di strumento urbanistico di secondo livello. Esso integra una tipologia di programmazione a sé stante ed assolve simultaneamente più funzioni, producendo effetti giuridici di ordine diverso: da un lato, è una species del genus dei piani urbanistici particolareggiati e, d'altro lato, è un programma di interventi pubblici per la realizzazione di nuovi alloggi di edilizia economica e popolare (e in questo senso non è più tanto uno strumento di pianificazione urbanistica, quanto uno strumento di politica economica).

Il piano per l'edilizia economica e popolare (PEEP) rientra, a norma della L. n. 10/1977, art. 2, fra i piani di zona e, quindi, fra gli strumenti urbanis... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ivi o di terzo livello, equivalenti ai piani particolareggiati o di lottizzazione (L. n. 1150/1942, art. 28, modificato dalla L. n. 765/1967 art. 8, ribadito dalla L. n. 47/1985 art. 24).

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> OPPOSIZIONE ALLA STIMA

A mente della L. n. 865 del 1971, art. 35, comma 12, i prezzi delle aree cedute in proprietà devono assicurare la copertura delle spese sostenute dal Comune per la loro acquisizione; tuttavia i soggetti interessati alla determinazione dell'indennità non sono, solo, i debitori finali. Il soggetto espropriante, obbligato in quanto tale al pagamento dell'indennità, è il Comune, quale beneficiario delle aree ablate anche quando, ai sensi della L. n. 865 del 1971, art. 60 deleghi altro soggetto per la loro acquisizione, e lo è a fortiori nel caso caratterizzato dal fatto che il procedimento espropriativo si è concluso con la cessione volontaria sottoposta alla disciplina propria del contratto, caratterizzata dall'incontro delle volontà dei contraenti su di un piano paritetico, vicenda contrattuale alla quale sono totalmente estranei gli assegnatari degli alloggi, ancorché debitori finali.

La circostanza che il... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ia avviato nei confronti degli assegnatari il procedimento di recupero, non implica affatto una tacita acquiescenza alla sentenza intervenuta a seguito di opposizione alla stima, ex art. 329 cod. proc. civ., tenuto conto che gli atti incompatibili con la volontà di avvalersi delle impugnazioni previste dalla legge sono esclusivamente quelli che possono essere spiegati solo supponendo il proposito della parte di non contrastare gli effetti giuridici della decisione, così rivelando, oggettivamente ed in modo inequivoco, una corrispondente volontà della parte che li ha posti in essere.

Nel caso in cui i proprietari accettano l'indennità provvisoria, l'ente espropriante ha la facoltà - caratterizzata da un ampio margine di discrezionalità - e non l'obbligo - a fronte della divergenza con le iniziali previsioni -, di esperire opposizione, senza l'intervento nel relativo procedimento di altri soggetti diversi dall'espropriante, e senza doverne dare comunicazione ai terzi su cui graverà il conguaglio.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> PREESISTENZA VINCOLO ESPROPRIATIVO

Illegittima è l'adozione del PEEP intervenuta qualora risulti già decaduto i... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...uinquennale di durata del vincolo preordinato all'esproprio imposto con il PRG, rendendosi necessaria, in suddetta ipotesi, una sua reiterazione mediante approvazione di variante urbanistica.

Non può ritenersi decaduto un vincolo preordinato alla espropriazione qualora antecedentemente allo spirare del termine quinquennale ex art. 2 L. 1968 n. 1187 decorrente dalla data di approvazione del P.R.G., sia stato approvato il Piano particolareggiato (P.E.E.P., avente efficacia per 18 anni), che ha confermato (dandole attuazione) la destinazione dell'area de qua a "rete viaria".

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> PROCEDURA ESPROPRIATIVA

La pendenza di un P.E.E.P. comporta la possibilità di un esproprio dei suoli interessati, ma si tratta di evenienza tutt'altro che certa, dipendendo dalle successive scelte dell'Amministrazione e anche da variabili di natura finanziaria.

La natura e le finalità del piano di zona ex L. n. 167/1962, consistono nella costruzione di alloggi a carattere economico-popolare, cioè nel fornire case di tale tipo a basso costo o comunque contenuto rispetto ai normali prezzi di mercato, per soddisfare le esigenze dei ceti più deboli, e... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...iale, quest'ultima, che soddisfa il riferimento ai "motivi di interesse generale", previsti dall'art. 42 comma 3 Cost. che giustificano l'espropriazione delle aree all'uopo necessarie.

L'approvazione dei Piani di Zona per l'Edilizia Economico e Popolare equivale, oltre che a dichiarazione di pubblica utilità, "anche a dichiarazione di indifferibilità ed urgenza di tutte le opere, impianti ed edifici previsti", per cui tutte le aree, comprese in tali Piani, sono soggette ad espropriazione.

Le aree comprese nel P.E.E.P. rimangono soggette, durante il periodo di efficacia del piano stesso, ad espropriazione.

I piani di zona si strutturano in previsioni aventi per oggetto aree da espropriare da parte dei comuni o dei loro consorzi; dette aree, in virtù della loro vocazione al soddisfacimento di interessi pubblici, entrano a far parte del patrimonio indisponibile dei predetti enti, e vengono successivamente assegnate dagli stessi a cooperative, o ad altri soggetti aventi le caratteristiche specificamente previste dalle legge, affinché questi vi realizzino gli edifici da destinare all'edilizia residenziale.

La natura e le finalità del Piano di zona per l'edilizia residenziale pubb... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...stono nella costruzione di alloggi a carattere economico-popolare, cioè nel fornire case di tale tipo a basso costo o comunque contenuto rispetto ai normali prezzi di mercato, per soddisfare le esigenze dei ceti più deboli, esigenza sociale, quest'ultima, che soddisfa il riferimento ai "motivi di interesse generale", previsti dall'art. 42 comma 3 Cost. che giustificano l'spropriazione delle aree all'uopo necessarie.

Nell'ambito del PEEP l'esproprio è ammesso con riferimento alle aree su cui è prevista la costruzione degli alloggi (art. 35 della legge n. 865 del 1971), mentre non può essere ammesso con riferimento ad aree dove gli alloggi sono già costruiti.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> PROCEDURA ESPROPRIATIVA --> ESPROPRIO NECESSITATO E GENERALIZZATO

L'inclusione delle aree nel piano di zona non ne comporta necessariamente l'espropriazione, in quanto il carattere totalmente ablatorio del p.e.e.p., la cui attuazione deve interamente aver luogo mediante l'acquisizione delle aree vincolate, non impone al Comune l'obbligo di espropriarle tutte: in tal senso depone la L. n. 167 del 1962, art. 11, come sostituito dalla L. n. 865 del 1971, art. 38... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... prevedendo che la realizzazione del piano deve aver luogo a mezzo di programmi pluriennali, calibrati anche in relazione alle risorse economico-finanziarie disponibili, lascia chiaramente intendere che la misura di tali risorse è destinata ad incidere anche sull'acquisizione delle aree, che debbono essere infatti individuate nei predetti programmi.

Alla luce della L. n. 865/1971 art. 35, la realizzazione dei P.e.e.p. può avvenire soltanto attraverso l'espropriazione generalizzata ed obbligatoria delle aree comprese nei piani di zona per la creazione di un patrimonio indisponibile "ad hoc" e la successiva riassegnazione delle stesse, in parte in diritto di superficie ed in parte in proprietà piena.

L'espropriazione di tutte le aree incluse nel PEEP approvato costituisce il meccanismo di attuazione ordinario e necessario del piano; ai fini della sua attuazione è infatti stabilito che tutte le aree in esso incluse siano comunque espropriate dai comuni o dai loro consorzi (art. 20 l. 167/62, come modificato dall'art. 35 l. 865/71). A seguito dell'esproprio generalizzato, il Comune diviene dunque proprietario delle aree e le può cedere in proprietà ai soggetti indicati all'art. 10, comma 10, legge 167/62.... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... /> L'approvazione del piano per l'edilizia economica e popolare previsto dalla legge 167 del 1962 comporta la dichiarazione di pubblica utilità delle opere in esso previste (art. 9 comma 3), cui consegue l' inizio di un procedimento di espropriazione, obbligatorio per tutte le aree interessate del piano.

Per effetto della L. n. 167/1962 e L. n. 865/71, la provvista delle aree da reperire per la realizzazione dei piani per l'edilizia economica e popolare, deve avvenire mediante lo strumento dell'espropriazione per pubblica utilità. E' pertanto illegittima la previsione contenuta nel Regolamento urbanistico che subordina la destinazione edificatoria di terreni alla cessione gratuita di aree al dichiarato scopo di destinare successivamente la stesse a detta finalità, in tal modo conseguendo una funzione del tutto diversa da quella che la legge assegna al suddetto strumento giuridico, limitato dall'art. 28, l. n. 1150/1942, alle opere di urbanizzazione.

L'approvazione del piano per l'edilizia economica e popolare comporta dichiarazione di pubblica utilità delle opere in esso previste, per cui si inizia con esso un procedimento di espropriazione, obbligatorio per tutte le aree interessate del piano stesso.

[Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e aree comprese in un PEEP la cui approvazione equivale a dichiarazione di pubblica utilità ex art. 9 legge n 167/1962 e art. 12 d.p.r. 327/2001), ivi comprese quelle destinate a servizi ed infrastrutture, sono soggette ad esproprio generalizzato ed obbligatorio da parte del Comune con la creazione di un patrimonio indisponibile di aree da urbanizzare e da cedere in proprietà o in diritti di superficie ad enti o a privati onde realizzare abitazioni economico e popolari.

Potrebbe essere contrario ai dettami della logica e della buona amministrazione, la decisione di procedere nell'immediato all'espropriazione di tutte le aree ricomprese nel Piano per l'Edilizia Economica e Popolare (che ha efficacia per diciotto anni), nonostante la contingente carenza di istanze di assegnazione per i rimanenti lotti e, dunque, di adeguati mezzi finanziari di copertura di un esproprio generalizzato e totale.

tutte le aree comprese nei piani di zona per l'edilizia economica e popolare sono soggette ad espropriazione, a nulla rilevando la disponibilità del proprietario ad edificare sul suo terreno in conformità alle previsioni del piano

nei peep va effettuato l'esproprio generalizzato a favore del comune, il quale poi ced... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...le aree in proprietà o in superficie ai soggetti che si impegnino ad attuare le previsioni di piano. Gli ex proprietari acquisiscono un diritto di prelazione ai soli fini dell'assegnazione in proprietà e non in relazione ad un'area determinata

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> PROCEDURA ESPROPRIATIVA --> FABBRICATI

Nell'ambito del PEEP l'esproprio è ammesso con riferimento alle aree non edificate su cui è prevista la costruzione degli alloggi (art. 35 L.n.865 del 1971); "di norma" (ma si tratta di regola generale, eccezionalmente e con idonea e adeguata motivazione derogabile), il PEEP non può essere ammesso con riferimento ad aree dove gli alloggi sono già costruiti.

Per effetto dell'art. 3 L. n. 167/62, l'inclusione di immobili entro il perimetro del P.E.E.P. è legittimata solo dalla ricorrenza delle condizioni ivi espressamente stabilite (ragioni igienico-sanitarie e funzionalità alla realizzazione del piano), con la conseguenza che, in difetto di detti presupposti, l'assoggettamento di costruzioni esistenti al vincolo espropriativo connesso al piano stesso, deve intendersi illegittimo.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANIST... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...VI --> PEEP --> RAPPORTO ESPROPRIAZIONE - ASSEGNAZIONE DELLE AREE

Il proprietario di area PEEP non può ottenere, come corrispettivo della mancata opposizione al procedimento espropriativo, un impegno del concessionario del diritto di superficie al trasferimento della proprietà superficiaria di un appartamento, pur quando egli sia privo dei requisiti previsti per l'assegnazione o, allorché ne sia in possesso, di un numero di appartamenti superiore all'unità. Una tale pattuizione, infatti, è nulla perché contraria a norme imperative (art. 1418 c.c., comma 1).

Anche se l'art. 35 della legge 22 ottobre 1971 n. 865, prevede una certa sequenza procedimentale in materia di attuazione dei Piani di zona per l'edilizia economica e popolare statuente prima l'espropriazione delle aree e poi la loro assegnazione in proprietà od in superficie, non è tuttavia illegittimo il provvedimento di assegnazione adottato prima del perfezionamento della procedura espropriativa.

La facoltà di svolgere le procedure di assegnazione delle aree incluse nel PEEP senza attendere il compimento delle espropriazioni risulta accettabile anche alla luce dello stesso art. 35 L. n. 865/71 nella parte in ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ve la realizzazione del P.E.E.P."in pareggio". La necessità di raggiungere la completa copertura dei costi sostenuti giustifica infatti l'anticipazione della procedura selettiva per l'individuazione degli assegnatari, la quale è in grado di offrire una ragionevole certezza sulle somme che l'Ente pubblico potrà percepire a garanzia dell'equilibrio economico della complessa operazione posta in essere.

Il procedimento di espropriazione delle aree incluse in un piano di zona per l'edilizia economica e popolare e quello di assegnazione delle relative aree conservano la loro autonomia, nel senso che, pur divenendo l'assegnazione efficace solo a seguito dell'espropriazione, nessuna invalidità è riscontrabile nel provvedimento di assegnazione prima che sia intervenuta l'espropriazione dell'area.



 
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