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Natura giuridica e demaniale di antiche regole e usi civici

Gli usi civici sono diritti reali millenari di natura collettiva, volti ad assicurare un’utilità o comunque un beneficio ai singoli appartenenti ad una collettività (L.1766/1927). Sono da considerare Regole le Comunità di fuochi famiglia (o nuclei familiari) proprietarie di un patrimonio agro-silvo-pastorale collettivo, inalienabile, indivisibile ed inusucapibile.

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anno:2017
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DEMANIO E PATRIMONIO --> ANTICHE REGOLE

Nella Regione Veneto sono da considerare Regole le Comunità di fuochi famiglia (o nuclei familiari) proprietarie di un patrimonio agro-silvo-pastorale collettivo, inalienabile, indivisibile ed inusucapibile.

Favorendo la ricostituzione delle Regole al fine del loro riconoscimento quali soggetti dotati di personalità di diritto privato, la legislazione regionale veneta richiede la sussistenza di un duplice ordine di requisiti, uno soggettivo ed uno oggettivo, di cui debbono fornire la prova i soggetti che presentano l'istanza di ricostituzione.

La ricostituzione della Regola avviene per effetto di un provvedimento a carattere autoritativo, di carattere non meramente ricognitivo, ma costitutivo, da assumere a seguito di accertamenti, verifiche, ma anche di valutazioni e apprezzamenti, comportanti esercizio di discrezionalità non puramente tecnica, a fronte della quale la posizione fatta valere dai soggetti richiedenti è configurabile come interesse legittimo, di carattere pretensivo.

La normativa regionale veneta consente che vengano ricostituite le Regole anche con riferimento a quei terreni, attualmente di appartenenza comunale, che erano stat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i ai Comuni per effetto del decreto vicereale n. 225 del 25 novembre 1806: tuttavia, detto riferimento è subordinato alla sussistenza dei profili di ordine soggettivo ed oggettivo richiesti dalla medesima legge regionale nella previsione contemplante il particolare iter procedimentale in esito al quale la richiesta di ricostituzione della Regola può trovare accoglimento.

Poiché l'appartenenza all'antica Regola deriva da un diritto ereditario, tale requisito non è certo surrogabile con la mera adesione, mediante sottoscrizione della richiesta, all'istituto regoliero.

L'accoglimento della richiesta di ricostituzione della Regola determina la sottrazione all'uso comune dei beni rivendicati come appartenenti alla ricostituita Regola, per essere riservati, in proprietà esclusiva, a favore dei soli appartenenti alla Regola stessa, con evidente compromissione, laddove tale elenco non rispecchiasse realmente tutti gli aventi diritto, delle posizioni facenti capo ad eventuali altri aventi diritto sui beni allodiali.

Ai fini della ricostituzione della Regola non può essere utilizzata una dichiarazione proveniente dal solo soggetto che è interessato all'ottenimento del riconoscimento, né, t... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...roveniente da un gruppo di soggetti nel quale non si è certi dell'avvenuta inclusione di tutti gli aventi diritto.

DEMANIO E PATRIMONIO --> USI CIVICI --> RAPPORTO CON IL DEMANIO


Non determina la demanialità del bene la semplice sussistenza di usi civici, gravanti su terreno privato, comportanti particolari forme consuetudinarie di parziale sfruttamento collettivo.

DEMANIO E PATRIMONIO --> USI CIVICI --> RAPPORTO CON LA REGOLA

La Regola è un istituto ontologicamente diverso dall'uso civico in quanto sulle terre di uso civico gli appartenenti alla comunità locale esercitano i relativi diritti di proprietà collettiva sulla base della sola appartenenza alla collettività medesima mentre nel caso della Regola viene rivendicata la proprietà privata delle terre ad esclusivo appannaggio degli appartenenti alle famiglie (cd. fuochi), con esclusione di tutti i soggetti che non appartengono per derivazione agnatizia a tale ristretta comunità.

La Regola è un istituto ontologicamente diverso rispetto all'uso civico, in quanto, mentre sulle terre di uso civico gli appartenenti alla comunità locale esercitano i relativi diritti di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; collettiva, sulla base della sola appartenenza alla collettività medesima, nel caso della Regola viene rivendicata la proprietà privata delle terre ad esclusivo appannaggio degli appartenenti alle famiglie (cd. fuochi), con esclusione di tutti i soggetti che non appartengono per derivazione agnatizia a tale ristretta comunità.

La Regola è istituto ontologicamente diverso rispetto all'uso civico, in quanto, mentre sulle terre di uso civico gli appartenenti alla comunità locale esercitano i relativi diritti di proprietà collettiva, sulla base della sola appartenenza alla collettività medesima, nel caso della Regola viene rivendicata un proprietà privata delle terre ad esclusivo appannaggio degli appartenenti alle famiglie (cd. fuochi), con esclusione di tutti i soggetti che non appartengono per derivazione agnatizia a tale ristretta comunità.

Il Comitato promotore di una Regolasi mira alla tutela di interessi diversi, se non addirittura confliggenti, con quello dei titolari di usi civici.

DEMANIO E PATRIMONIO --> USI CIVICI --> REGIME GIURIDICO

La delibera comunale che disciplina l'uso di antichi fabbricati rurali non avrebbe potuto attribuire un g... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tempo indeterminato ai possessori dell'epoca esistenti, costituendo attuazione di un principio generale secondo cui l'uso dei beni gravati da uso civico deve essere correlato ad un utilizzo temporaneo e precario.

In ragione del regime che connota i terreni gravati da diritto di uso civico, non possono costituirsi proprietà private o altri situazioni soggettive di vantaggio in carenza di un titolo proveniente dall'autorità che ha il potere di disporne.

L'art. 12, comma 2, L. n. 1766 del 1927 stabilisce che le terre collettive sono soggette ad un regime d'indisponibilità e di destinazione vincolata alle primarie esigenze della comunità, salvo casi particolari e specifici. Pertanto, i comuni sono privi della facoltà di disporre di terreni su cui insistono usi civici, essendo questi sottoposti a vincolo di indisponibilità, di inalienabilità e di destinazione.

I beni di uso civico, avendo natura demaniale, sono assolutamente inalienabili, incommerciabili e non suscettibili di usucapione o espropriazione forzata, salvo che la loro alienazione sia autorizzata ai sensi dell'art. 12 menzionata L. n. 1766 del 1927.

L'utilizzo collettivo sui beni, proprio degli usi civici, rende que... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...assimilabili ai beni pubblici in relazione al loro sostanziale assolvimento di interessi di carattere pubblicistico tra i quali la conservazione delle risorse ambientali in favore della collettività nazionale. Sotto questo profilo, la qualificazione tra proprietà pubblica e privata di tali beni dipende principalmente dalle funzioni che essi sono destinati a svolgere e prescinde dalla natura, pubblica o privata, del soggetto proprietario.

Un rapporto concessorio avente ad oggetto un terreno demaniale di uso civico resta sottratto alle disposizioni vincolistiche dei rapporti agrari poiché altrimenti resterebbe preclusa alla P.A. la possibilità di condizionarne la continuazione e la rinnovazione alla compatibilità in concreto con la destinazione ad uso civico del terreno.

L'uso civico che grava su di un terreno tollera la presenza di concessioni (o anche di contratti di affitto individuali) purché precari e temporanei; il che, di conseguenza, non può garantire né la stabilità né le procedure previste dalla speciale disciplina sui patti agrari di cui alla legge 203/1982.

Le finalità istituzionali delle discipline in materia di usi civici e di patti agrari sono an... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la prima è volta a tutelare i diritti di godimento e d'uso che spettano ai singoli e alla collettività di appartenenza su terre destinate in via esclusiva al soddisfacimento delle esigenze primarie di ciascun componente quella collettività; la seconda, invece, è diretta ad assicurare maggior protezione nella dinamica strutturale del rapporto negoziale alla categoria economico sociale della piccola impresa agricola.

La sopravvenienza di una norma che consente il mutamento di destinazione di un'area gravati da usi civici non esclude la nullità delle compravendite di aree gravate da diritti di uso civico stipulate anteriormente all'emanazione della norma.

Il bene gravato da uso civico ha un regime tendenzialmente equiparabile o comunque avvicinabile a quello dei beni demaniali.

I beni gravati da usi civici, prima del completamento dei procedimenti di liquidazione o c.d. sclassificazione, sono da reputarsi inalienabili ed incommerciabili, nonché insuscettibili di usucapione.

Gli atti di alienazione che hanno ad oggetto beni gravati da uso civico sono nulli.

Nel disciplinare la destinazione delle terre sulle quali gravano usi civici, l'art. 12, co. 2., legge 1766/1927 ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... in via di principio, l'inalienabilità e l'impossibilità di mutamento di destinazione, dei terreni convenientemente utilizzabili come bosco o come pascolo permanente e - solo in via di eccezione - la possibilità di richiedere l'autorizzazione alla Regione a derogare dai predetti limiti.

La deroga all'utilizzazione del terreno gravato da uso civico, comportando necessariamente limitazioni dei diritti d'uso civico per le collettività cui appartengono ha carattere tipicamente eccezionale e non può né deve risolversi nella perdita dei benefici, anche solo di carattere ambientale per la generalità degli abitanti, unicamente a vantaggio di privati.

Se i beni di uso civico sono di norma inalienabili, incommerciabili ed insuscettibili di usucapione, allora essi sono sostanzialmente riconducibili al regime giuridico della demanialità.

La particolarità del regime a cui sono sottoposti i beni gravati da usi civici determina che, al di fuori dei procedimenti di liquidazione dell'uso civico e prima del loro formale completamento, la preminenza del pubblico interesse che ha impresso al bene immobile il vincolo dell'uso civico ne vieta ogni circolazione e, pertanto, ogni atto di cessione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i di un tale bene - pur se riconosciuto come intervenuto - è affetto da nullità.

Gli usi civici sono caratterizzati da forti vincoli di inalienabilità e di imprescrittibilità, in ragione della finalizzazione alla tutela di un interesse collettivo.

In mancanza di provvedimenti di specifica destinazione di porzioni di tali fondi all'uso esclusivo, il regime giuridico dei beni destinati ad uso civico appartenenti alla collettività non può che essere quello ordinario, da cui deriva il divieto di alienazione, l'imprescrittibilità e il divieto di mutamento di destinazione, oltre all'uso indistinto e generalizzato, spettante all'intera collettività.

Un bene soggetto ad uso civico non può essere oggetto di espropriazione forzata, per il particolare regime della sua titolarità e della sua circolazione, che lo assimilano ad un bene appartenente al demanio, nemmeno potendo per esso configurarsi una c.d. sdemanializzazione di fatto.

Gli artt. 11 e 12 della legge 16 giugno 1927, n. 1766, nell'assoggettare i terreni posseduti dai comuni e gravati da uso civico di bosco e pascolo permanente ai vincoli di inedificabilità e di destinazione, impongono di ricondu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tti beni immobili nell'ambito di quelli appartenenti al patrimonio indisponibile dell'ente territoriale. Ne consegue, in tema di tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, che legittimamente il giudice considera in tal caso sussistente il presupposto impositivo della tassa, ai sensi dell'art. 38 del d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507, sulla base della presunzione - operativa in mancanza di prova contraria, il cui onere grava sul contribuente - non solo di esistenza dell'uso civico anzidetto, alla stregua della formale iscrizione delle aree in questione tra i terreni del c.d. demanio comunale, ma anche dell'effettivo e permanente esercizio dell'uso stesso da parte della generalità degli appartenenti all'ente territoriale.


 
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