Carrello
Carrello vuoto



Opere edilizie: manufatto precario

Per individuare la natura precaria di un'opera, si debba seguire non il criterio strutturale, ma il criterio funzionale, per cui un'opera può anche non essere stabilmente infissa al suolo, ma, se essa presenta la caratteristica di essere realizzata per soddisfare esigenze non temporanee, non può beneficiare del regime delle opere precarie.

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:OPERE ED INTERVENTI EDILIZI
anno:2016
pagine: 1508 in formato A4, equivalenti a 2564 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 30,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


La precarietà di un'opera, che esonera dall'obbligo del permesso di costruire, postula un uso specifico e temporalmente delimitato del bene e non ammette che lo stesso possa essere finalizzato al soddisfacimento di esigenze permanenti nel tempo.

La precarietà di un manufatto, che rende non necessario il permesso di costruire, non dipende dal suo sistema di ancoraggio al terreno ma dalla sua inidoneità a determinare una stabile trasformazione del territorio, con la conseguente esigibilità del titolo edilizio allorquando la struttura, ancorché prefabbricata, sia destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo e non meramente occasionale.

La precarietà o meno di un'opera non va desunta unicamente sulla base del criterio se questa sia stabilmente infissa o meno al suolo, ma anche sulla base di un criterio ulteriore, di natura finalistica, attinente alla destinazione dell'opera per cui se è destinata a durare nel tempo non ha più il carattere della temporaneità.

Il requisito della facile amovibilità caratterizzante le opere precarie viene meno laddove l'opera richieda un vero e proprio lavoro di smontaggio.

Ai fini del riscontro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ato della precarietà di un'opera e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma le esigenze temporanee alle quali l'opera eventualmente assolva.

La natura precaria di una costruzione non dipende dalla natura dei materiali adottati e quindi dalla facilità della rimozione, ma dalle esigenze che il manufatto è destinato a soddisfare e cioè dalla stabilità dell'insediamento indicativa dell'impegno effettivo e durevole del territorio, a tale fine, inoltre, l'opera deve essere considerata unitariamente e non nelle sue singole componenti.

Ai fini del riscontro del connotato della precarietà di un'opera edilizia e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono tanto rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, quanto le esigenze temporanee alle quali l'opera eventualmente assolva.

Il fatto che un manufatto sia destinato ad assolvere a una funzione di carattere duraturo è di per sé idonea ad escludere il carattere di provvisorietà, a nulla rilevan... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...in senso contrario – l'astratta possibilità di procedere in modo agevole alla rimozione dell'opus (nella specie semplicemente poggiato su strutture preesistenti).

Ai fini dell'individuazione del regime edilizio e urbanistico applicabile, la non irreversibilità di un intervento - e anzi la sua più o meno agevole reversibilità - risulta comunque compatibile con il carattere stabile dell'intervento medesimo, laddove la trasformazione urbanistico-edilizia che lo stesso è idonea a determinare risulti comunque preordinata a soddisfare esigenze non precarie del committente sotto il profilo funzionale e della destinazione dell'immobile.

Il diuturno utilizzo dell'opera e la circostanza che tale utilizzo sia destinato a perdurare fino ad un momento non precisato consentono di escludere le esigenze meramente temporanee che, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera e.5) del d.P.R. 380 del 2001, sottraggono i manufatti leggeri al regime degli interventi di nuova costruzione.

In generale, i manufatti non precari, ma funzionali a soddisfare esigenze permanenti, devono essere considerati come idonei ad alterare lo stato dei luoghi, con sicuro incremento del carico urbanistico, non rilevando (di norma) la ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; strutturale del manufatto, la rimovibilità della struttura e l'assenza di opere murarie, poiché il manufatto precario (es: gazebo o chiosco) non sarebbe più deputato ad un suo uso per fini contingenti, ma sarebbe destinato ad utilizzo che viene reiterato nel tempo in quanto stagionale.

I principi generali sui manufatti precari non possono essere pedissequamente applicati in presenza di normativa speciale e derogatoria di rango regionale che, in relazione a specifiche esigenze del territorio, in modo non irragionevole né illegittimo, sotto il profilo del riparto di competenze legislative, ritenga di esentare tali manufatti dalla necessità del titolo edilizio.

Ai fini del riscontro del connotato della precarietà dell'opera e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma le esigenze temporanee alle quali l'opera eventualmente assolva.

La natura precaria dell'opera edilizia non deriva dalla tipologia dei materiali impiegati per la sua realizzazione, tanto meno dalla sua facile amovibilità; quel che conta, infatti, è la og... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...poraneità e contingenza delle esigenze che l'opera è destinata a soddisfare e la sua effettiva rimozione al loro cessare (D.P.R. n. 380 del 2001, art. 6, comma 2, lett. b).

La precarietà di un manufatto è nei fatti ampiamente smentita dalla presenza di una piattaforma in cemento armato a sostegno dello stesso: è palese infatti che questa piattaforma – che già di suo comporta una trasformazione permanente dei luoghi è funzionale a una presenza duratura e comunque indefinita nel tempo.

Con riferimento ai prefabbricati, si configura il reato urbanistico ex art. 44 D.P.R. n. 380 del 2001 ancorché la struttura non sia incorporata con fondamenta al suolo o, comunque, ancorata saldamente allo stesso, laddove il manufatto appaia destinato obiettivamente a soddisfare esigenze durature del proprietario. Infatti la precarietà dell'opera edilizia per cui non occorre la concessione non discende dalla più o meno semplice amovibilità della struttura, ovvero dalla tipologia dei materiali che la compongono, bensì dalla destinazione a sopperire ad esigenze non di natura stabile e permanente, ma contingenti e temporanee, esaurite le quali, la stessa venga prontament... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br />
Deve escludersi che una costruzione di rilevanti dimensioni, anche se realizzata con materiali prefabbricati, abbia carattere precario, risultando la stessa idonea a determinare una stabile trasformazione del territorio allorché sia destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo e non meramente occasionale.

La stabilità di un manufatto deve essere indagata non solo con riguardo alla sua struttura, di talchè tale requisito ricorre non solo rispetto a manufatti per loro natura stabilmente infissi al suolo ma anche a quei manufatti che siano destinati a soddisfare esigenze non transeunti per volontà di chi ha il potere di disporre sugli stessi.

La precarietà di una costruzione va desunta dalla funzione assolta dal manufatto, non dalla struttura o dalla qualità dei materiali usati, essendo in ogni caso subordinata al previo titolo abilitativo l'opera destinata a dare un 'utilità prolungata nel tempo.

Non può qualificarsi come precario il manufatto che sia solo aderente al suolo e non anche infisso allo stesso qualora alteri in modo rilevante e duraturo lo stato del territorio.

Per individuare la natura precaria di un'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve seguire non il criterio strutturale bensì il criterio funzionale, per cui un'opera può anche non essere stabilmente infissa al suolo ma, se essa presenta la caratteristica di essere realizzata per soddisfare esigenze non temporanee, non beneficia del regime delle opere precarie.

La qualificazione di una struttura come destinata all'accoglienza temporanea e stagionale dei turisti non indice in alcun modo sulla natura precaria o meno del manufatto.

La precarietà di un manufatto, tale per cui esso non necessiti di permesso di costruire, va esclusa se il manufatto stesso è destinato a recare un'utilità prolungata e perdurante nel tempo. In tal caso, infatti, esso produce una trasformazione urbanistica, in quanto altera in modo rilevante e duraturo lo stato del territorio, senza che rilevino i materiali impiegati, l'eventuale precarietà strutturale e la mancanza di fondazioni, se tali elementi non si traducano in un uso contingente e limitato nel tempo.

La natura precaria di un manufatto non può essere desunta dalla temporaneita' della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore ma deve ricollegarsi alla intrinseca destinazione materiale di essa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente e sollecita eliminazione, non essendo sufficiente che si tratti di un manufatto smontabile e/o non infisso al suolo.

Non può ritenersi precaria un'opera che sia destinata a garantire un'utilità prolungata nel tempo e potenzialmente permanente, con conseguente irrilevanza della asserita amovibilità dell'opera.

Costituiscono opere precarie le opere che, in disparte le loro modalità costruttive, risultino destinate a soddisfare esigenze contingenti, improvvise e transeunti e ad essere presto eliminate, con il corollario che neppure la facile amovibilità dei manufatti eseguiti basta, di per sé, a farli ritenere provvisti del carattere della precarietà.

Per l'accertamento del carattere precario o meno di una data opera, è necessario verificare la destinazione funzionale e l'interesse finale, al cui soddisfacimento la stessa è destinata: possono, pertanto, dirsi di carattere precario solo le opere che (oltre ad essere agevolmente rimuovibili) sono funzionali a soddisfare un'esigenza obiettivamente temporanea, mentre non possono considerarsi ta... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tti che appaiono destinati ad un'utilizzo perdurante nel tempo.

Al fine di verificare se una determinata opera ha carattere precario si deve verificare la destinazione funzionale e l'interesse finale al cui soddisfacimento essa è destinata.

Solo le opere agevolmente rimuovibili, funzionali a soddisfare una esigenza oggettivamente temporanea, destinata a cessare dopo il tempo, normalmente non lungo, entro cui si realizza l'interesse finale, possono dirsi di carattere precario e, in quanto tali, non richiedenti il permesso di costruire.

La precarietà o meno di un'opera edilizia va valutata con riferimento non alle modalità costruttive bensì alla funzione cui essa è destinata, con la conseguenza che non sono manufatti destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee quelli destinati ad una utilizzazione perdurante nel tempo, di talché l'alterazione del territorio non può essere considerata temporanea, precaria o irrilevante.

È evidente la natura precaria di materiali quali vetrate, agli infissi in alluminio e coperture in materiale trasparente, costituenti strutture più facilmente rimuovibili rispetto alla parte muraria de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., ovvero di materiale di minor pregio qualitativo, di per sé adatto a comporre manufatti amovibili.

Ai fini del riscontro del connotato della precarietà delle opere edilizie e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono di per sé decisivi le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma le esigenze temporanee alle quali l'opera eventualmente assolva.

Per l'accertamento del carattere precario o meno di una data opera, occorre verificare la destinazione funzionale e l'interesse finale, al cui soddisfacimento la stessa è destinata: possono, pertanto, dirsi di carattere precario solo le opere che, oltre ad essere agevolmente rimuovibili, risultano funzionali a soddisfare un'esigenza obiettivamente temporanea, mentre non possono reputarsi tali i manufatti che appaiono destinati ad un'utilizzazione perdurante nel tempo.

Soltanto le opere funzionali a soddisfare un'esigenza oggettivamente temporanea, destinata a cessare dopo il tempo, normalmente non lungo, entro cui si realizza l'interesse finale, possono dirsi di carattere precario, poiché la precarietà di un'opera edilizia va valutata con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o non alle modalità costruttive, bensì alla funzione cui essa è destinata, con la conseguenza che non sono manufatti destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee quelli destinati ad una utilizzazione perdurante nel tempo.

L'opera è precaria qualora sia destinata a soddisfare un'esigenza meramente temporanea; per questo essa dev'essere valutata globalmente e con un'attenzione specifica al criterio "funzionale', quindi sebbene un'opera non sia stabilmente ancorata al suolo ma sia tuttavia destinata a soddisfare esigenze non temporanee, l'aspetto funzionale sottrae l'opera medesima dal regime della precarietà.

Il requisito della temporaneità, rilevante ai fini della definizione di ciò che è "precario", va apprezzato in modo oggettivo, avuto riguardo all'oggetto della costruzione nei suoi obiettivi dati tecnici ed alla sua destinazione materiale, la quale deve rispondere ad un uso effettivamente temporaneo.

I criteri discretivi utilizzabili quali requisiti di valutazione della precarietà di un'opera edilizia sono due e il rapporto fra di loro non è di alternatività ma di complementarietà, e cioè il criterio s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... in virtù del quale è precario ciò che non è stabilmente infisso al suolo, e quello funzionale, in virtù del quale è precario ciò che è destinato a soddisfare un'esigenza temporanea.

In materia edilizia, ai fini del riscontro del connotato della precarietà e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma le esigenze temporanee alle quali l'opera eventualmente assolva.

Per individuare la natura precaria di un'opera si deve seguire non il criterio strutturale, ma il criterio funzionale, per cui un'opera può anche non essere stabilmente infissa al suolo, ma se essa presenta la caratteristica di essere realizzata per soddisfare esigenze non temporanee, non può beneficiare del regime delle opere precarie.

Ciò che conta ai fini di escludere la precarietà di un'opera non è la sua struttura o la sua "smontabilità" (o agevole "asportabilità), ma la sua attuale e concreta destinazione ad un uso tendenzialmente permanente e/o continuativo, anziché ad un uso fisiolo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...d intrinsecamente transitorio.

La precarietà di un manufatto va esclusa se questo è destinato a recare un'utilità prolungata e perdurante nel tempo.

Una struttura può definirsi precaria quando è destinata a un uso specifico e temporalmente limitato del bene.

Il requisito della precarietà di una costruzione prescinde dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data al manufatto dal costruttore, dovendosi invece valutare l'opera medesima alla luce della sua obiettiva ed intrinseca destinazione naturale.

Ai fini dell'esenzione del permesso di costruire, l'opera deve essere destinata ad un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente e sollecita eliminazione, non essendo di per sé sufficiente che si tratti di un manufatto smontabile e/o non infisso al suolo.

Il carattere di precarietà di una costruzione non può essere desunto dalla possibile facile e rapida amovibilità dell'opera, ovvero dal tipo più o meno fisso del suo ancoraggio al suolo, bensì dal fatto che la costruzione appaia destinata a soddisfare una neces... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... contingente ad essere poi prontamente rimossa.

La precarietà di un manufatto non dipende dai materiali utilizzati o dal sistema di ancoraggio al suolo ma dall'uso cui è destinato.

La precarietà di un manufatto non va confusa con l'utilizzo stagionale dello stesso, poiché un utilizzo siffatto non esclude la destinazione del manufatto al soddisfacimento di esigenze non eccezionali e contingenti, ma permanenti nel tempo.

Le strutture con allacciamenti fognari ed elettrici non sono precarie e contingenti, destinate a soddisfare bisogni occasionali e ad essere definitivamente rimosse dopo un breve uso, trattandosi piuttosto di beni adibiti ad usi ripetuti nel tempo.

È inaccoglibile e indimostrabile la tesi di ritenere a carattere mobile, in quanto precario, un ristorante di notevoli dimensioni, a prescindere dalla occasionalità degli eventi come matrimoni, feste ed altro, in occasione delle quali verrebbe sfruttato tale locale.

L'opera può definirsi precaria solo quando è destinata a soddisfare scopi cronologicamente delimitati; se l'opera, per le sue caratteristiche oggettive, è destinata a soddisfare esigenze prolunga... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o, non se ne può sostenere la precarietà.

Se il bene originario aveva le caratteristiche di bene precario, anche gli interventi successivi su quel medesimo bene devono avere le stesse caratteristiche, trattandosi di proprietà oggettive del manufatto non suscettibili di trasformazione a seconda del titolo edilizio che ne ha giustificato la realizzazione.

Per individuare la natura precaria di un'opera si deve seguire non il criterio strutturale, ma il criterio funzionale, per cui un'opera può anche non essere stabilmente infissa al suolo, ma se essa presenta la caratteristica di essere realizzata per soddisfare esigenze non temporanee, non può beneficiare del regime delle opere precarie.

La natura "precaria" di un manufatto, non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore, ma deve ricollegarsi all'intrinseca destinazione materiale di essa a un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, non essendo sufficiente che si tratti eventualmente di un manufatto smontabile e/o non infisso al suolo.

Ciò che rileva per la qualif... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... insediamenti in termini di precarietà non sono i materiali con i quali sono realizzati, ma le caratteristiche funzionali dei medesimi e il loro conseguente integrare opere artificiali dell'uomo ("costruzioni") dirette a permettere uno sfruttamento abitativo dell'ambiente.

Ai fini della qualificazione del carattere precario e temporaneo di un manufatto è irrilevante l'assenza di opere in muratura o l'incorporazione al suolo mediante fondamento, ben potendo risultare una siffatta opus rilevante ai fini del rilascio del preventivo titolo ad aedificandum e conseguentemente subire la misura repressiva della sua rimozione, in assenza di titolo abilitativo, in ragione appunto della perdurante modificazione dello stato dei luoghi.

Le opere destinate a soddisfare bisogni non provvisori o meramente contingenti presentano l'evidente requisito della stabilità.

Una relazione redatta da un geometra, peraltro non giurata, e gli elaborati planimetrici ad essa allegati, in mancanza di riproduzioni fotografiche aggiornate dello stato dei luoghi, sono inidonei a dimostrare la natura precaria di un'opera.

I caratteri della rimovibilità della struttura e dell'assenza di opere murarie non ril... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ulla, quando l'installazione attua una consistente trasformazione del tessuto edilizio, in conseguenza della sua conformazione e della sua destinazione all'attività imprenditoriale.

Le strutture stabilmente destinate all'esercizio di un'attività non possono esser considerate meramente temporanee.

In materia edilizia rileva l'oggettiva idoneità delle strutture installate ad incidere sullo stato dei luoghi, dovendosi escludere la precarietà ogni volta che l'opera sia destinata a fornire un'utilità prolungata nel tempo.

La qualificazione di precarietà o non precarietà di un'opera risponde ad un parametro "funzionale", collegato all'utilizzo (temporaneo o meno, in relazione alle esigenze da soddisfare) del manufatto.

La precarietà va esclusa ogni qualvolta l'opera sia destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo, ancorché a termine, in relazione all'obiettiva ed intrinseca natura dell'immobili.

La natura precaria di un manufatto è data dalle esigenze, transitorie o non, sottese alla sua utilizzazione, e non dalla tecnica costruttiva utilizzata.

Se le caratteristiche tecniche dell'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nsentono di per sé un impiego in qualsiasi stagione, e dunque continuativo, le scelte imprenditoriali del privato non sono sufficienti per determinare il carattere precario dell'opera.

La precarietà dell'opera non va confusa con l'inamovibilità o con la perpetuità della funzione assegnata all'opera dal costruttore, ma si estrinseca nell'oggettiva attitudine dell'opera stessa a soddisfare un bisogno provvisorio, indifferente essendo la circostanza che essa possa essere prontamente rimossa.

Perché l'opera sia precaria occorre che sin dall'origine la costruzione appaia destinata a servizio di un bisogno temporaneo e che sussista a priori la certezza che, soddisfatta la necessità transitoria, la costruzione venga rimossa.

È corretto desumere la natura non precaria di un manufatto dalla avvenuta realizzazione di una gettata di cemento di considerevoli dimensioni per formare una platea sulla quale è successivamente installata una struttura in legno.

Ai fini della determinazione della natura precaria di un manufatto, ciò che rileva non è tanto il sistema utilizzato per assicurarne l'ancoraggio al suolo, bensì l'idone... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dell'opera, in ragione delle sue tipiche connotazioni funzionali, ad accreditare un'utilizzazione circoscritta nel tempo in quanto strettamente correlata ad esigenze di carattere meramente temporaneo.

La natura precaria di una costruzione non dipende dalla natura dei materiali adottati e quindi dalla facilità della rimozione, ma dalle esigenze che il manufatto è destinato a soddisfare e cioè dalla stabilità dell'insediamento indicativa dell'impegno effettivo e durevole del territorio, a tale fine, inoltre, l'opera deve essere considerata unitariamente e non nelle sue singole componenti.

La precarietà del manufatto va esclusa quando trattasi di struttura destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo alla luce della sua obiettiva ed intrinseca destinazione naturale, a nulla rilevando la temporaneità della destinazione data all'opera dai proprietari.



 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI