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Opere edilizie: manufatto precario

Per individuare la natura precaria di un'opera, si debba seguire non il criterio strutturale, ma il criterio funzionale, per cui un'opera può anche non essere stabilmente infissa al suolo, ma, se essa presenta la caratteristica di essere realizzata per soddisfare esigenze non temporanee, non può beneficiare del regime delle opere precarie.

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titolo:OPERE EDILIZIE E TITOLO EDILIZIO
anno:2018
pagine: 6201 in formato A4, equivalenti a 10542 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 50,00

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OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> MANUFATTO PRECARIO

I manufatti non precari, ma funzionali a soddisfare esigenze permanenti, vanno considerati come idonei ad alterare lo stato dei luoghi, con un sicuro incremento del carico urbanistico, a nulla rilevando la precarietà strutturale del manufatto, la rimovibilità della struttura e l'assenza di opere murarie.

La precarietà di un intervento non dipende dai materiali impiegati ma dalla provvisorietà o stabilità della funzione.

Non sussiste alcuna precarietà nella suddivisione con pareti divisorie interne in cartongesso funzionale a disporre permanentemente di spazi per il deposito dei prodotti commercializzati e di due uffici per i dirigenti, separati gli uni dagli altri come altrimenti non sarebbero.

Il legislatore identifica le nuove costruzioni non solo (e non tanto) per le loro caratteristiche costruttive, ma piuttosto per il loro uso, ove sia destinato a soddisfare esigenze di carattere non meramente temporaneo.

L'incorporazione al suolo con pali e l'esistenza di una gettata di cemento non consentono di considerare precarie le opere edilizie.

I manufatti non precari, ma funzionali a soddisf... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e permanenti, vanno considerati come idonei ad alterare lo stato dei luoghi, con un sicuro incremento del carico urbanistico, a nulla rilevando la precarietà strutturale del manufatto, la rimovibilità della struttura e l'assenza di opere murarie.

Il concetto di c.d."opera precaria", enuncleabile dall'art. 3, comma 1 lett e5 del DPR 380/2001, deve essere inteso avendo riguardo non tanto ai materiali utilizzati o all'amovibilità delle strutture o all'ancoraggio all'edificio o al suolo, bensì con riferimento alle esigenze, stabili o temporanee, o meno, che la struttura è deputata a soddisfare.

Ai fini del riscontro del connotato della precarietà di un manufatto edilizio e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma l'intrinseca destinazione materiale dell'opera ad un uso realmente precario e temporaneo.

La natura precaria di un manufatto non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore, ma deve ricollegarsi alla intrinseca destinazione materiale dell'opera ad un uso realmente precar... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...aneo per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente possibilità di successiva e sollecita eliminazione.

Per individuare la natura precaria di un'opera, si deve seguire non il criterio strutturale, ma il criterio funzionale, per cui se essa è destinata a soddisfare esigenze che non sono temporanee non può beneficiare del regime proprio delle opere precarie, anche quando è stata realizzata con materiali facilmente amovibili.

Non possono essere considerati manufatti precari, destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee, quelli destinati ad una utilizzazione perdurante nel tempo, di talché l'alterazione del territorio su cui insistono non può essere considerata temporanea, precaria o irrilevante.

La "precarietà" dell'opera postula un uso specifico e temporalmente limitato del bene e non la sua stagionalità che non esclude la destinazione del manufatto al soddisfacimento di esigenze non eccezionali e contingenti, ma permanenti nel tempo.

La precarietà di un manufatto non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore, ma deve ricollegarsi alla intrinseca destinaz... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ale dell'opera ad un uso realmente precario e temporaneo per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente possibilità di successiva e sollecita eliminazione, non risultando, peraltro, sufficiente la sua rimovibilità o il mancato ancoraggio al suolo.

La natura precaria dell'opera edilizia non deriva dalla tipologia dei materiali impiegati per la sua realizzazione né dalla sua facile amovibilità; quel che conta è la oggettiva temporaneità e contingenza delle esigenze che l'opera è destinata a soddisfare.

Ciò che è rilevante ai fini della qualificazione dell'intervento come urbanisticamente rilevante, in quanto comportante una trasformazione permanente del suolo, non è la maggiore o minore amovibilità del manufatto, ma la sua attitudine a soddisfare esigenze di carattere non meramente temporaneo.

Le opere pertinenziali o precarie realizzate in assenza della prescritta autorizzazione paesaggistica sono suscettibili di demolizione.

L'installazione di container, box e case mobili non richiede il preventivo rilascio del titolo edilizio unicamente in presenza di manufatti destinati a soddisfare necessità contingenti e che si... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...d essere prontamente rimossi al loro cessare.

La precarietà di un'opera che esonera dall'obbligo del possesso del permesso di costruire è configurabile unicamente in presenza di utilizzi temporalmente limitati del bene a soddisfacimento di esigenze eccezionali e contingenti.

I manufatti non precari, ma funzionali a soddisfare esigenze permanenti, vanno considerati come idonei ad alterare lo stato dei luoghi, con un sicuro incremento del carico urbanistico, a nulla rilevando la precarietà strutturale del manufatto, la rimovibilità della struttura e l'assenza di opere murarie, posto che il manufatto non precario non è deputato ad un suo uso per fini contingenti, ma è destinato ad un utilizzo destinato ad essere reiterato nel tempo in quanto stagionale.

Ai fini del riscontro del connotato della precarietà e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma l'intrinseca destinazione materiale dell'opera ad un uso realmente precario e temporaneo.

La natura precaria di un manufatto non può essere desunta dalla temporaneità della destinaz... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...tivamente data all'opera dal costruttore, ma deve ricollegarsi alla intrinseca destinazione materiale dell'opera ad un uso realmente precario e temporaneo per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente possibilità di successiva e sollecita eliminazione.

La precarietà dei manufatti sussiste solo quando in base a circostanze obbiettive essi siano preordinati ad esigenze destinate ad esaurirsi in un breve lasso temporale: essa è dunque esclusa in caso di opere stabilmente destinate da anni all'esercizio di un'attività economica.

L'intenzione dell'interessato di trasferire altrove il deposito delle merci è del tutto irrilevante ai fini della qualificazione delle opere in termini di precarietà.

Non è rilevante la modalità con la quale un manufatto è infisso al suolo al fine di stabilire se si è in presenza di opere precarie e temporanee o, al contrario, di stabili trasformazioni del territorio rileva esclusivamente l'uso oggettivo del manufatto che il proprietario o l'autore dell'intervento abbiamo posto in essere dopo la sua realizzazione.

La precarietà di un manufatto non va confusa con l'utilizzo annualmente ricorrente dell... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...oiché un utilizzo siffatto non esclude la destinazione del manufatto al soddisfacimento di esigenze non eccezionali e contingenti, ma permanenti nel tempo.

In ordine ai requisiti che deve avere un'opera edilizia per essere considerata precaria, deve esser utilizzato il criterio funzionale, in virtù del quale è precario ciò che è destinato a soddisfare un'esigenza temporanea, dovendo individuare la natura precaria di un'opera non sulla base del criterio strutturale, ma in virtù del criterio funzionale, per cui un'opera può anche non essere stabilmente infissa al suolo, ma se essa presenta la caratteristica di essere realizzata per soddisfare esigenze non temporanee, non può beneficiare del regime delle opere precarie.

La natura precaria di un manufatto non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore, ma deve ricollegarsi all'intrinseca destinazione materiale di essa a un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, non essendo sufficiente che si tratti eventualmente di un manufatto smontabile e/o non infisso al suolo.

La precarietà delle opere non dipende ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...eventuale amovibilità, ma dalla loro non stabilità e cioè dalla destinazione non durevole ad una funzione anche solo pertinenziale.

La realizzazione di un manufatto per la sua asserita natura precaria non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore, ma deve ricollegarsi alla intrinseca destinazione materiale dell'opera ad un uso realmente precario e temporaneo per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente possibilità di successiva e sollecita eliminazione, non risultando, peraltro, sufficiente la sua rimovibilità.

Ai fini della individuazione della precarietà o meno di un'opera non rileva unicamente se questa sia o meno stabilmente infissa al suolo, ma anche la valutazione, di natura finalistica, attinente alla destinazione dell'opera: se questa è destinata a durare nel tempo, e al soddisfacimento di un bisogno durevole e non temporaneo, non ha più il carattere della precarietà.

I manufatti non precari, ma funzionali a soddisfare esigenze permanenti, vanno considerati come idonei ad alterare lo stato dei luoghi, con un sicuro incremento del carico urbanistico, a nulla rilevand... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ietà strutturale del manufatto, la rimovibilità della struttura e l'assenza di opere murarie, posto che il manufatto non precario non è deputato ad un suo uso per fini contingenti, ma è destinato ad un utilizzo volto ad essere reiterato nel tempo.

Nello stabilire se un manufatto è o meno precario, sotto il profilo della sua facile amovibilità, si reputa che tale non sia più l'opera che necessita di un vero e proprio lavoro di smontaggio.

Non tutte le opere realizzate nella cava sono necessariamente di natura precaria, o comunque non assoggettate al regime del permesso di costruire: sono tali solamente i manufatti edilizi non destinati a durare nel tempo, ma ad essere rimossi dopo il momentaneo uso, e le attività di trasformazione del sito di natura contingente.

Sono opere di carattere precario quelle, agevolmente rimuovibili, funzionali a soddisfare un'esigenza fisiologicamente e oggettivamente temporanea destinata a cessare dopo il tempo, normalmente breve, entro cui si realizza l'interesse finale che la medesima è destinata a soddisfare.

Deve escludersi il carattere precario dell'opera allorquando vi sia un'oggettiva idoneità del fabbricato ad incid... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ente sullo stato dei luoghi, essendo l'opera destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo, ancorché a termine, in relazione all'obiettiva ed intrinseca natura della costruzione.

La precarietà o meno di un'opera edilizia va valutata con riferimento non alle modalità costruttive, bensì alla funzione cui essa è destinata, con la conseguenza che non sono manufatti destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee quelli destinati ad una utilizzazione perdurante nel tempo, di talché l'alterazione del territorio non può essere considerata temporanea, precaria o irrilevante.

La natura precaria di un manufatto non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione dell'opera come attribuitale dal costruttore, ma deve risultare dalla intrinseca destinazione materiale della stessa ad un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, non risultando peraltro sufficiente la sua rimovibilità o il mancato ancoraggio al suolo anche in ipotesi di struttura priva di fondazioni e munita di ruote.

Il requisito della precarietà dell'opera va individuato in relazione alla sua oggettiva ed intrinseca destinazione, esse... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...rio che essa soddisfi esigenze temporanee, e non esclusivamente in relazione alle caratteristiche dei materiali utilizzati per la realizzazione.

In materia edilizia la precarietà di un'opera non deriva dalla sua più o meno agevole rimovibilità, ma, da un canto, dalla sua destinazione oggettiva e originaria a sopperire ad una necessità contingente e temporanea, al cui esaurimento la costruzione debba essere rimossa e, dall'altro, dalle ridotte dimensioni e dalle caratteristiche costruttive del manufatto.

Un manufatto realizzato con struttura portante di travi in ferro e tompagnato con lastre onduline, non può essere qualificato come precario.

La natura precaria di un intervento edilizio dev'essere valutata non già in riferimento ai connotati della struttura e dei materiali utilizzati ma alle esigenze ed utilità che la struttura medesima è destinata obiettivamente a soddisfare.

Sono opere di carattere precario le opere, agevolmente rimuovibili, funzionali a soddisfare una esigenza oggettivamente temporanea destinata a cessare dopo il tempo, normalmente non lungo, entro cui si realizza l'interesse finale.

I requisiti per poter definire precaria una cost... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o individuabili: a) nella destinazione obiettiva, rivolta ad una necessità contingente, b) nell'intenzione originaria di rimuovere la struttura al venir meno della necessità del soddisfacimento dell'esigenza temporanea, c) nella provata esistenza di un rapporto di strumentalità della struttura con la situazione di necessità temporanea.

La precarietà di un'opera deve essere valutata a prescindere dalla temporaneità della destinazione soggettivamente impressa dal costruttore e dalla maggiore o minore amovibilità delle parti che compongono l'opera, ma considerando quest'ultima alla luce della sua obiettiva ed intrinseca destinazione naturale, che ne indichi l'uso oggettivamente precario e temporaneo.

Per essere definite tali, le cd."costruzioni precarie" debbono essere destinate al soddisfacimento di esigenze assolutamente contingenti ed a una pronta eliminazione con l'ulteriore notazione che la precarietà di un manufatto non dipende dal tipo di materiale adoperato, ma dalle esigenze che quel manufatto è destinato a soddisfare; vale a dire dalla stabilità dell'insediamento indicativa dell'impegno durevole ed effettivo del territorio.

La precarietà di u... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e esonera dall'obbligo del permesso di costruire, postula un uso specifico e temporalmente delimitato del bene e non ammette che lo stesso possa essere finalizzato al soddisfacimento di esigenze permanenti nel tempo.

Il carattere precario di un'opera edilizia va valutato con riferimento non alle modalità costruttive bensì alla funzione cui essa è destinata, con la conseguenza che non possono essere considerati quali opere destinate a soddisfare esigenze meramente temporanee quelle adibite ad un utilizzo perdurante nel tempo, tale per cui l'alterazione del territorio non può essere considerata irrilevante.

La precarietà di un manufatto destinato ad un uso prolungato nel tempo, anche in assenza di immobilizzazione al suolo o al solaio, non dipende dai materiali impiegati o dal suo sistema di ancoraggio al suolo, bensì dall'uso al quale il manufatto è rivolto e va quindi valutata alla luce dell'obiettiva ed intrinseca destinazione naturale dell'opera, senza che rilevino le finalità, ancorché temporanee, date o auspicate dai proprietari.

In materia edilizia, la natura precaria di un manufatto non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione dell'opera... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...buitale dal costruttore, ma deve risultare dalla intrinseca destinazione materiale della stessa ad un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, non risultando peraltro sufficiente la sua rimovibilità o il mancato ancoraggio al suolo.

La precarietà di un'opera, che esonera dall'obbligo del permesso di costruire, postula un uso specifico e temporalmente delimitato del bene e non ammette che lo stesso possa essere finalizzato al soddisfacimento di esigenze permanenti nel tempo.

La precarietà di un manufatto, che rende non necessario il permesso di costruire, non dipende dal suo sistema di ancoraggio al terreno ma dalla sua inidoneità a determinare una stabile trasformazione del territorio, con la conseguente esigibilità del titolo edilizio allorquando la struttura, ancorché prefabbricata, sia destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo e non meramente occasionale.

La natura precaria di un'opera non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente attribuita alla stessa dall'utilizzatore, né dal fatto che si tratti di un manufatto smontabile e non fissato al suolo: la precarietà deve ri... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... ad un'intrinseca destinazione materiale dell'opera stessa ad un uso realmente precario per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo con conseguente immediata eliminazione del manufatto alla cessazione dell'uso.

La precarietà o meno di un'opera non va desunta unicamente sulla base del criterio se questa sia stabilmente infissa o meno al suolo, ma anche sulla base di un criterio ulteriore, di natura finalistica, attinente alla destinazione dell'opera per cui se è destinata a durare nel tempo non ha più il carattere della temporaneità.

Il requisito della facile amovibilità caratterizzante le opere precarie viene meno laddove l'opera richieda un vero e proprio lavoro di smontaggio.

Ai fini del riscontro del connotato della precarietà di un'opera e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma le esigenze temporanee alle quali l'opera eventualmente assolva.

La natura precaria di una costruzione non dipende dalla natura dei materiali adottati e quindi dalla facilità della rimozione, ma dalle esigenze che il manufatto è destinato a ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e cioè dalla stabilità dell'insediamento indicativa dell'impegno effettivo e durevole del territorio, a tale fine, inoltre, l'opera deve essere considerata unitariamente e non nelle sue singole componenti.

Ai fini del riscontro del connotato della precarietà di un'opera edilizia e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono tanto rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, quanto le esigenze temporanee alle quali l'opera eventualmente assolva.

Il fatto che un manufatto sia destinato ad assolvere a una funzione di carattere duraturo è di per sé idonea ad escludere il carattere di provvisorietà, a nulla rilevando – in senso contrario – l'astratta possibilità di procedere in modo agevole alla rimozione dell'opus (nella specie semplicemente poggiato su strutture preesistenti).

Ai fini dell'individuazione del regime edilizio e urbanistico applicabile, la non irreversibilità di un intervento - e anzi la sua più o meno agevole reversibilità - risulta comunque compatibile con il carattere stabile dell'intervento medesimo, laddove la trasformazione urbanistico-edilizia che lo ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ave; idonea a determinare risulti comunque preordinata a soddisfare esigenze non precarie del committente sotto il profilo funzionale e della destinazione dell'immobile.

Il diuturno utilizzo dell'opera e la circostanza che tale utilizzo sia destinato a perdurare fino ad un momento non precisato consentono di escludere le esigenze meramente temporanee che, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera e.5) del d.P.R. 380 del 2001, sottraggono i manufatti leggeri al regime degli interventi di nuova costruzione.

In generale, i manufatti non precari, ma funzionali a soddisfare esigenze permanenti, devono essere considerati come idonei ad alterare lo stato dei luoghi, con sicuro incremento del carico urbanistico, non rilevando (di norma) la precarietà strutturale del manufatto, la rimovibilità della struttura e l'assenza di opere murarie, poiché il manufatto precario (es: gazebo o chiosco) non sarebbe più deputato ad un suo uso per fini contingenti, ma sarebbe destinato ad utilizzo che viene reiterato nel tempo in quanto stagionale.

I principi generali sui manufatti precari non possono essere pedissequamente applicati in presenza di normativa speciale e derogatoria di rango regionale che, in relazione a specifiche ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...l territorio, in modo non irragionevole né illegittimo, sotto il profilo del riparto di competenze legislative, ritenga di esentare tali manufatti dalla necessità del titolo edilizio.

Ai fini del riscontro del connotato della precarietà dell'opera e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma le esigenze temporanee alle quali l'opera eventualmente assolva.

La natura precaria dell'opera edilizia non deriva dalla tipologia dei materiali impiegati per la sua realizzazione, tanto meno dalla sua facile amovibilità; quel che conta, infatti, è la oggettiva temporaneità e contingenza delle esigenze che l'opera è destinata a soddisfare e la sua effettiva rimozione al loro cessare (D.P.R. n. 380 del 2001, art. 6, comma 2, lett. b).

La precarietà di un manufatto è nei fatti ampiamente smentita dalla presenza di una piattaforma in cemento armato a sostegno dello stesso: è palese infatti che questa piattaforma – che già di suo comporta una trasformazione permanente dei luoghi è funzionale a una presenza duratura e comunque ind... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... tempo.

Con riferimento ai prefabbricati, si configura il reato urbanistico ex art. 44 D.P.R. n. 380 del 2001 ancorché la struttura non sia incorporata con fondamenta al suolo o, comunque, ancorata saldamente allo stesso, laddove il manufatto appaia destinato obiettivamente a soddisfare esigenze durature del proprietario. Infatti la precarietà dell'opera edilizia per cui non occorre la concessione non discende dalla più o meno semplice amovibilità della struttura, ovvero dalla tipologia dei materiali che la compongono, bensì dalla destinazione a sopperire ad esigenze non di natura stabile e permanente, ma contingenti e temporanee, esaurite le quali, la stessa venga prontamente rimossa.

Deve escludersi che una costruzione di rilevanti dimensioni, anche se realizzata con materiali prefabbricati, abbia carattere precario, risultando la stessa idonea a determinare una stabile trasformazione del territorio allorché sia destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo e non meramente occasionale.

La stabilità di un manufatto deve essere indagata non solo con riguardo alla sua struttura, di talchè tale requisito ricorre non solo rispetto a manufatti per loro natura stabilmente in... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...olo ma anche a quei manufatti che siano destinati a soddisfare esigenze non transeunti per volontà di chi ha il potere di disporre sugli stessi.

La precarietà di una costruzione va desunta dalla funzione assolta dal manufatto, non dalla struttura o dalla qualità dei materiali usati, essendo in ogni caso subordinata al previo titolo abilitativo l'opera destinata a dare un 'utilità prolungata nel tempo.

Non può qualificarsi come precario il manufatto che sia solo aderente al suolo e non anche infisso allo stesso qualora alteri in modo rilevante e duraturo lo stato del territorio.

Per individuare la natura precaria di un'opera si deve seguire non il criterio strutturale bensì il criterio funzionale, per cui un'opera può anche non essere stabilmente infissa al suolo ma, se essa presenta la caratteristica di essere realizzata per soddisfare esigenze non temporanee, non beneficia del regime delle opere precarie.

La qualificazione di una struttura come destinata all'accoglienza temporanea e stagionale dei turisti non indice in alcun modo sulla natura precaria o meno del manufatto.

La precarietà di un manufatto, tale per cui esso non necessiti di permesso di... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... va esclusa se il manufatto stesso è destinato a recare un'utilità prolungata e perdurante nel tempo. In tal caso, infatti, esso produce una trasformazione urbanistica, in quanto altera in modo rilevante e duraturo lo stato del territorio, senza che rilevino i materiali impiegati, l'eventuale precarietà strutturale e la mancanza di fondazioni, se tali elementi non si traducano in un uso contingente e limitato nel tempo.

La natura precaria di un manufatto non può essere desunta dalla temporaneita' della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore ma deve ricollegarsi alla intrinseca destinazione materiale di essa ad un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente e sollecita eliminazione, non essendo sufficiente che si tratti di un manufatto smontabile e/o non infisso al suolo.

Non può ritenersi precaria un'opera che sia destinata a garantire un'utilità prolungata nel tempo e potenzialmente permanente, con conseguente irrilevanza della asserita amovibilità dell'opera.

Costituiscono opere precarie le opere che, in disparte le loro modalità costruttive, risultino destinate a soddisfare esigenze contingenti... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e e transeunti e ad essere presto eliminate, con il corollario che neppure la facile amovibilità dei manufatti eseguiti basta, di per sé, a farli ritenere provvisti del carattere della precarietà.

Per l'accertamento del carattere precario o meno di una data opera, è necessario verificare la destinazione funzionale e l'interesse finale, al cui soddisfacimento la stessa è destinata: possono, pertanto, dirsi di carattere precario solo le opere che (oltre ad essere agevolmente rimuovibili) sono funzionali a soddisfare un'esigenza obiettivamente temporanea, mentre non possono considerarsi tali i manufatti che appaiono destinati ad un'utilizzo perdurante nel tempo.

Al fine di verificare se una determinata opera ha carattere precario si deve verificare la destinazione funzionale e l'interesse finale al cui soddisfacimento essa è destinata.

Solo le opere agevolmente rimuovibili, funzionali a soddisfare una esigenza oggettivamente temporanea, destinata a cessare dopo il tempo, normalmente non lungo, entro cui si realizza l'interesse finale, possono dirsi di carattere precario e, in quanto tali, non richiedenti il permesso di costruire.

La precarietà o meno di un'opera edilizia va ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...n riferimento non alle modalità costruttive bensì alla funzione cui essa è destinata, con la conseguenza che non sono manufatti destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee quelli destinati ad una utilizzazione perdurante nel tempo, di talché l'alterazione del territorio non può essere considerata temporanea, precaria o irrilevante.

È evidente la natura precaria di materiali quali vetrate, agli infissi in alluminio e coperture in materiale trasparente, costituenti strutture più facilmente rimuovibili rispetto alla parte muraria dell'immobile, ovvero di materiale di minor pregio qualitativo, di per sé adatto a comporre manufatti amovibili.

Ai fini del riscontro del connotato della precarietà delle opere edilizie e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono di per sé decisivi le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma le esigenze temporanee alle quali l'opera eventualmente assolva.

Per l'accertamento del carattere precario o meno di una data opera, occorre verificare la destinazione funzionale e l'interesse finale, al cui soddisfacimento la stessa è destinata: possono, pe... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...si di carattere precario solo le opere che, oltre ad essere agevolmente rimuovibili, risultano funzionali a soddisfare un'esigenza obiettivamente temporanea, mentre non possono reputarsi tali i manufatti che appaiono destinati ad un'utilizzazione perdurante nel tempo.

Soltanto le opere funzionali a soddisfare un'esigenza oggettivamente temporanea, destinata a cessare dopo il tempo, normalmente non lungo, entro cui si realizza l'interesse finale, possono dirsi di carattere precario, poiché la precarietà di un'opera edilizia va valutata con riferimento non alle modalità costruttive, bensì alla funzione cui essa è destinata, con la conseguenza che non sono manufatti destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee quelli destinati ad una utilizzazione perdurante nel tempo.

L'opera è precaria qualora sia destinata a soddisfare un'esigenza meramente temporanea; per questo essa dev'essere valutata globalmente e con un'attenzione specifica al criterio "funzionale', quindi sebbene un'opera non sia stabilmente ancorata al suolo ma sia tuttavia destinata a soddisfare esigenze non temporanee, l'aspetto funzionale sottrae l'opera medesima dal regime della precarietà.

Il requisito della tem... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...rave;, rilevante ai fini della definizione di ciò che è "precario", va apprezzato in modo oggettivo, avuto riguardo all'oggetto della costruzione nei suoi obiettivi dati tecnici ed alla sua destinazione materiale, la quale deve rispondere ad un uso effettivamente temporaneo.

I criteri discretivi utilizzabili quali requisiti di valutazione della precarietà di un'opera edilizia sono due e il rapporto fra di loro non è di alternatività ma di complementarietà, e cioè il criterio strutturale, in virtù del quale è precario ciò che non è stabilmente infisso al suolo, e quello funzionale, in virtù del quale è precario ciò che è destinato a soddisfare un'esigenza temporanea.

In materia edilizia, ai fini del riscontro del connotato della precarietà e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma le esigenze temporanee alle quali l'opera eventualmente assolva.

Per individuare la natura precaria di un'opera si deve seguire non il criterio strutturale, ma il criterio funzionale, per cui un'opera può ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ssere stabilmente infissa al suolo, ma se essa presenta la caratteristica di essere realizzata per soddisfare esigenze non temporanee, non può beneficiare del regime delle opere precarie.

Ciò che conta ai fini di escludere la precarietà di un'opera non è la sua struttura o la sua "smontabilità" (o agevole "asportabilità), ma la sua attuale e concreta destinazione ad un uso tendenzialmente permanente e/o continuativo, anziché ad un uso fisiologicamente ed intrinsecamente transitorio.

La precarietà di un manufatto va esclusa se questo è destinato a recare un'utilità prolungata e perdurante nel tempo.

Una struttura può definirsi precaria quando è destinata a un uso specifico e temporalmente limitato del bene.

Il requisito della precarietà di una costruzione prescinde dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data al manufatto dal costruttore, dovendosi invece valutare l'opera medesima alla luce della sua obiettiva ed intrinseca destinazione naturale.

Ai fini dell'esenzione del permesso di costruire, l'opera deve essere destinata ad un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingen... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ti nel tempo, con conseguente e sollecita eliminazione, non essendo di per sé sufficiente che si tratti di un manufatto smontabile e/o non infisso al suolo.

Il carattere di precarietà di una costruzione non può essere desunto dalla possibile facile e rapida amovibilità dell'opera, ovvero dal tipo più o meno fisso del suo ancoraggio al suolo, bensì dal fatto che la costruzione appaia destinata a soddisfare una necessità contingente ad essere poi prontamente rimossa.

La precarietà di un manufatto non dipende dai materiali utilizzati o dal sistema di ancoraggio al suolo ma dall'uso cui è destinato.

La precarietà di un manufatto non va confusa con l'utilizzo stagionale dello stesso, poiché un utilizzo siffatto non esclude la destinazione del manufatto al soddisfacimento di esigenze non eccezionali e contingenti, ma permanenti nel tempo.

Per individuare la natura precaria di un'opera, si debba seguire non il criterio strutturale, ma il criterio funzionale, per cui un'opera può anche non essere stabilmente infissa al suolo, ma, se essa presenta la caratteristica di essere realizzata per soddisfare esigenze non temporanee, non può benefi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...egime delle opere precarie.

Le strutture con allacciamenti fognari ed elettrici non sono precarie e contingenti, destinate a soddisfare bisogni occasionali e ad essere definitivamente rimosse dopo un breve uso, trattandosi piuttosto di beni adibiti ad usi ripetuti nel tempo.

E' inaccoglibile e indimostrabile la tesi di ritenere a carattere mobile, in quanto precario, un ristorante di notevoli dimensioni, a prescindere dalla occasionalità degli eventi come matrimoni, feste ed altro, in occasione delle quali verrebbe sfruttato tale locale.

L'opera può definirsi precaria solo quando è destinata a soddisfare scopi cronologicamente delimitati; se l'opera, per le sue caratteristiche oggettive, è destinata a soddisfare esigenze prolungate nel tempo, non se ne può sostenere la precarietà.

Se il bene originario aveva le caratteristiche di bene precario, anche gli interventi successivi su quel medesimo bene devono avere le stesse caratteristiche, trattandosi di proprietà oggettive del manufatto non suscettibili di trasformazione a seconda del titolo edilizio che ne ha giustificato la realizzazione.

Per individuare la natura precaria di un'opera si deve seguire non il... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...trutturale, ma il criterio funzionale, per cui un'opera può anche non essere stabilmente infissa al suolo, ma se essa presenta la caratteristica di essere realizzata per soddisfare esigenze non temporanee, non può beneficiare del regime delle opere precarie.

La natura "precaria" di un manufatto, non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore, ma deve ricollegarsi all'intrinseca destinazione materiale di essa a un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, non essendo sufficiente che si tratti eventualmente di un manufatto smontabile e/o non infisso al suolo.

Ciò che rileva per la qualificazione di insediamenti in termini di precarietà non sono i materiali con i quali sono realizzati, ma le caratteristiche funzionali dei medesimi e il loro conseguente integrare opere artificiali dell'uomo ("costruzioni") dirette a permettere uno sfruttamento abitativo dell'ambiente.

Ai fini della qualificazione del carattere precario e temporaneo di un manufatto è irrilevante l'assenza di opere in muratura o l'incorporazione al suolo mediante fondamento, ben potendo risultare una siffatt... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...vante ai fini del rilascio del preventivo titolo ad aedificandum e conseguentemente subire la misura repressiva della sua rimozione, in assenza di titolo abilitativo, in ragione appunto della perdurante modificazione dello stato dei luoghi.

Le opere destinate a soddisfare bisogni non provvisori o meramente contingenti presentano l'evidente requisito della stabilità.

Una relazione redatta da un geometra, peraltro non giurata, e gli elaborati planimetrici ad essa allegati, in mancanza di riproduzioni fotografiche aggiornate dello stato dei luoghi, sono inidonei a dimostrare la natura precaria di un'opera.

I caratteri della rimovibilità della struttura e dell'assenza di opere murarie non rilevano per nulla, quando l'installazione attua una consistente trasformazione del tessuto edilizio, in conseguenza della sua conformazione e della sua destinazione all'attività imprenditoriale.

Le strutture stabilmente destinate all'esercizio di un'attività non possono esser considerate meramente temporanee.

In materia edilizia rileva l'oggettiva idoneità delle strutture installate ad incidere sullo stato dei luoghi, dovendosi escludere la precarietà ogni volta che l'opera sia dest... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...nire un'utilità prolungata nel tempo.

La qualificazione di precarietà o non precarietà di un'opera risponde ad un parametro "funzionale", collegato all'utilizzo (temporaneo o meno, in relazione alle esigenze da soddisfare) del manufatto.

La precarietà va esclusa ogni qualvolta l'opera sia destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo, ancorché a termine, in relazione all'obiettiva ed intrinseca natura dell'immobili.

La natura precaria di un manufatto è data dalle esigenze, transitorie o non, sottese alla sua utilizzazione, e non dalla tecnica costruttiva utilizzata.

Se le caratteristiche tecniche dell'immobile consentono di per sé un impiego in qualsiasi stagione, e dunque continuativo, le scelte imprenditoriali del privato non sono sufficienti per determinare il carattere precario dell'opera.

La precarietà dell'opera non va confusa con l'inamovibilità o con la perpetuità della funzione assegnata all'opera dal costruttore, ma si estrinseca nell'oggettiva attitudine dell'opera stessa a soddisfare un bisogno provvisorio, indifferente essendo la circostanza che essa possa essere prontamente rimossa.

Perché l... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...precaria occorre che sin dall'origine la costruzione appaia destinata a servizio di un bisogno temporaneo e che sussista a priori la certezza che, soddisfatta la necessità transitoria, la costruzione venga rimossa.

E' corretto desumere la natura non precaria di un manufatto dalla avvenuta realizzazione di una gettata di cemento di considerevoli dimensioni per formare una platea sulla quale è successivamente installata una struttura in legno.

Ai fini della determinazione della natura precaria di un manufatto, ciò che rileva non è tanto il sistema utilizzato per assicurarne l'ancoraggio al suolo, bensì l'idoneità dell'opera, in ragione delle sue tipiche connotazioni funzionali, ad accreditare un'utilizzazione circoscritta nel tempo in quanto strettamente correlata ad esigenze di carattere meramente temporaneo.

La natura precaria di una costruzione non dipende dalla natura dei materiali adottati e quindi dalla facilità della rimozione, ma dalle esigenze che il manufatto è destinato a soddisfare e cioè dalla stabilità dell'insediamento indicativa dell'impegno effettivo e durevole del territorio, a tale fine, inoltre, l'opera deve essere considerata unitariamente e non n... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ngole componenti.

La precarietà del manufatto va esclusa quando trattasi di struttura destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo alla luce della sua obiettiva ed intrinseca destinazione naturale, a nulla rilevando la temporaneità della destinazione data all'opera dai proprietari.


 
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