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Legislazione regionale in Veneto e Sicilia in materia di distanze legali tra edifici

La regolazione delle distanze tra i fabbricati va inquadrata all'interno dell'«ordinamento civile», di competenza legislativa esclusiva dello Stato. La legittimità della legislazione regionale in materia è legata al perseguimento di finalità di carattere urbanistico.

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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> REGIONI/PROVINCE

La regolazione delle distanze tra i fabbricati deve essere inquadrata nella materia «ordinamento civile», di competenza legislativa esclusiva dello Stato; alle Regioni è consentito fissare limiti in deroga alle distanze minime stabilite nelle normative statali, solo a condizione che la deroga sia giustificata dall'esigenza di soddisfare interessi pubblici legati al governo del territorio.

Se da un lato non può essere del tutto esclusa una competenza legislativa regionale relativa alle distanze tra gli edifici, dall'altro essa, interferendo con l'ordinamento civile, è rigorosamente circoscritta dal suo scopo - il governo del territorio - che ne detta anche le modalità di esercizio; pertanto, la legislazione regionale che interviene in tale ambito è legittima solo in quanto persegue chiaramente finalità di carattere urbanistico, rimettendo l'operatività dei suoi precetti a «strumenti urbanistici funzionali ad un assetto complessivo ed unitario di determinate zone del territorio».

In linea di principio la disciplina delle distanze minime tra ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... rientra nella materia dell'ordinamento civile e, quindi, attiene alla competenza legislativa statale; alle Regioni è consentito fissare limiti in deroga alle distanze minime stabilite nelle normative statali, solo a condizione che la deroga sia giustificata dall'esigenza di soddisfare interessi pubblici legati al governo del territorio.

La legislazione regionale che interviene in materia di distanze legali è legittima solo in quanto persegue chiaramente finalità di carattere urbanistico, rimettendo l'operatività dei suoi precetti a «strumenti urbanistici funzionali ad un assetto complessivo ed unitario di determinate zone del territorio.

Data la connessione e le interferenze tra interessi privati e interessi pubblici in tema di distanze tra costruzioni, l'assetto costituzionale delle competenze in materia di governo del territorio interferisce con la competenza esclusiva dello Stato (ordinamento civile) a fissare le distanze minime, sicché le Regioni devono esercitare le loro funzioni nel rispetto dei principi della legislazione statale, potendo, nei limiti della ragionevolezza, fissare limiti maggiori.

Le deroghe alle distanze minime devono essere inserite in strumenti urbanistici funzionali ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to complessivo ed unitario di determinate zone del territorio, poiché la loro legittimità è strettamente connessa agli assetti urbanistici generali e quindi al governo del territorio, non, invece, ai rapporti tra edifici confinanti isolatamente considerati.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> REGIONI/PROVINCE --> SICILIA

Nella Regione Sicilia, le prescrizioni dei piani comprensoriali di cui alla l.r. 1/1968 aventi a oggetto la disciplina delle distanze nelle costruzioni sono integrative del codice civile.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> REGIONI/PROVINCE --> VENETO

L'art. 50, comma 8, lett. b), della l.r. Veneto n. 11/2004 non solo non è stata coinvolto dalla declaratoria di incostituzionalità dell'art. 23 della precedente l.r. 23/1985 ma risulta implicitamente coerente con il sistema, in quanto relativo a una ridefinizione complessiva del territorio, ditalchè non ha pregio la relativa eccezione di incostituzionalità.

Le n.t.a. che fanno applicazione dell'art. 23, comma ottavo, lett. b), della l.r. Vene... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...85 (per il quale gli interventi disciplinati puntualmente dal piano regolatore generale possono comunque definire distanze minori a quelle stabilite dall'art. 9 D.M. n. 1444/1968) costituiscono una regola del caso singolo, con onere di impugnazione nei termini di legge.

Nella Regione Veneto l'allevamento classificabile come intensivo deve rispettare una distanza minima da calcolare secondo i paramentri della DGR n. 3178/2004.

Nella Regione Veneto, le esigenze che legano il rispetto delle distanze minime in area agricola, per gli allevamenti intensivi, sono ragionevolmente ravvisabili anche nel caso di allevamenti agricoli che però concentrino le stalle (in cui potenzialmente possono essere allevati lo stesso numero di capi di un allevamento intensivo) in prossimità del confine con una zona territoriale in cui siano possibili interventi edilizi ad uso abitativo; poiché in casi come questi, l'ampio fondo funzionale all'approvvigionamento del foraggio ed alla distribuzione delle deiezioni è si utile all'autosufficienza dell'azienda, ma non alla prevenzione dei fenomeni di inquinamento olfattivo o di rischio sanitario posti a base delle previsioni urbanistiche a tutela degli abitati.
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