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Condizioni dell'esproprio parziale


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titolo:L'ESPROPRIO PARZIALE PER P.U.
anno:2018
pagine: 147
formato: pdf  
prezzo:
€ 30,00

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Presidente della Prima Sezione della Suprema Corte di Cassazione

In presenza di una procedura espropriativa che non riguardi l'intera proprietà del soggetto inciso, va applicato il meccanismo di calcolo differenziale di cui al D.P.R. n. 327 del 2001, art. 33 (in precedenza della L. n. 2359 del 1865, art. 40) in costanza dei seguenti presupposti: a) che la parte residua del fondo sia intimamente collegata con quella espropriata da un vincolo strumentale ed obiettivo, tale da conferire all'intero immobile il carattere di un'unità economica e funzionale; b) che il distacco di una parte di esso abbia influito, oggettivamente (con esclusione, dunque, di ogni valutazione soggettiva), in modo negativo sulla parte residua.

In tema di espropriazione parziale, la L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 40, e il D.P.R. 8 giugno 2011, n. 327, art. 33, non postulano soltanto che l'espropriazione abbia suddiviso in almeno due parti il fondo, ma richiedono, altresì, la duplice condizione che la parte residua sia intimamente collegata con quella espropriata da un vincolo strumentale ed obiettivo (per destinazione ed ubicazione), tale da conferire all'intero immobile unità economica e funzionale, e che il distacco di una parte di esso influisca oggettivamente in modo negativo sulla parte residua (nel caso di specie è ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...so tale nesso strumentale, atteso che la piccola superficie oggetto di ablazione - per la sua distanza dall'edificio - non aveva alcun collegamento funzionale con questo, non potendo neppure costituire una corte del fabbricato).

La componente dell'indennizzo costituita dalla diminuzione di valore di tutto o parte del fondo, inteso come complessiva entità economica, non opera in modo indistinto ed automatico, potendo essere attribuita solo quando sia dimostrata l'attualità del deprezzamento e comunque il suo documentato verificarsi in connessione alla natura del fondo o all'oggettiva incidenza causale dell'esproprio o della servitù coattiva.

In presenza di una procedura espropriativa che non riguardi l'intera proprietà del soggetto espropriato, va applicato il meccanismo di calcolo differenziale di cui al D.P.R. n. 327 del 2001, art. 33 (già L. n. 2359 del 1865, art. 40), quando ricorrano i seguenti due presupposti: a) che la parte residua del fondo sia intimamente collegata con quella espropriata da un vincolo strumentale ed obiettivo, tale da conferire all'intero immobile il carattere di un'unità economica e funzionale; b) che il distacco di una parte di esso abbia oggettivamente influito in modo negativo s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...residua.

Il calcolo differenziale di cui della L. n. 2359 del 1865, art. 40 (oggi del D.P.R. n. 327 del 2001, art. 33), si applica in costanza dei seguenti due presupposti: a) che la parte residua del fondo sia intimamente collegata con quella espropriata da un vincolo strumentale ed obiettivo, tale da conferire all'intero immobile il carattere di un'unità economica e funzionale; b) che il distacco di una parte di esso abbia influito, oggettivamente (con esclusione, dunque, di ogni valutazione soggettiva), in modo negativo sulla parte residua.

I presupposti richiesti dalla legge in tema di espropriazione parziale (L. n. 2359 del 1865, art. 40 applicabile ratione temporis), non sono soddisfatti dalla mera circostanza che l'espropriazione abbia colpito il fondo soltanto in parte, richiedendosi che la parte non espropriata abbia, per le più disparate ragioni ipotizzabili, subito un pregiudizio tale da comportare una perdita di valore.

L'indennità di esproprio deve ricomprendere anche il minor valore dell'area non espropriata, che sia conseguenza diretta dell'ablazione parziale: ciò non è configurabile quando sia minima la percentuale della porzione espropriata, e quando le aree originarie sono rimaste,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... già prima dell'esproprio, marginali e di scomoda accessibilità.

Il meccanismo di calcolo differenziale di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 40 deve trovare applicazione, a prescindere dalla qualitas rei, in costanza dei seguenti due presupposti: a) che la parte residua del fondo sia intimamente collegata con quella espropriata da un vincolo strumentale ed obiettivo, tale da conferire all'intero immobile il carattere di un'unità economica e funzionale; b) che il distacco di una parte di esso abbia influito, oggettivamente (con esclusione, dunque, di ogni valutazione soggettiva), in modo negativo sulla parte residua.

L'espropriazione parziale, delineata dalla L. n. 2359 del 1865, art. 40, si configura soltanto quando la parte espropriata e la parte non espropriata siano elementi di un "unicum" sotto il profilo funzionale ed economico; e sia la mera espropriazione della prima con il conseguente suo distacco dalla parte residua ad influire oggettivamente in modo negativo su quest'ultima, sì da comportare la necessità di indennizzarne la diminuzione di valore. Sicchè quali che siano i criteri di stima cui commisurarlo prescelti dal legislatore (e qualunque sia l'ampiezza del pregiudizio che intendon... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., gli stessi operano nell'ambito ed all'interno della categoria-espropriazione per P.U., che dunque necessariamente presuppongono.

Nel caso di espropriazione parziale, la diminuzione di valore subita dalla parte residua del fondo è indennizzabile solo quando sussista un rapporto immediato e diretto tra la parziale ablazione e il danno.

L'espropriazione parziale, per la quale l'indennità va determinata sulla base della differenza fra il valore dell'unico bene prima dell'espropriazione ed il valore della porzione residua, si verifica quando la vicenda ablativa investa parte di un complesso immobiliare appartenente allo stesso soggetto e caratterizzato da unitaria destinazione economica, ed implichi per il proprietario un pregiudizio diverso da quello ristorabile mediante l'indennizzo calcolato con riferimento alla sola porzione espropriata, per effetto della compromissione o comunque dell'alterazione delle possibilità di utilizzazione della restante porzione e del connesso deprezzamento di essa.

La componente dell'indennizzo costituita dalla diminuzione di valore della totalità o di parte del fondo, inteso come complessiva entità economica, non opera in modo indistinto ed automatico, potendo essere att... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o quando si sia dimostrata l'attualità del deprezzamento.

Presupposti indispensabili per invocare l'applicazione dell'art. 40 L. n. 2359/1865 è che la vicenda ablativa investa parte di un complesso immobiliare appartenente allo stesso proprietario e che detto complesso sia caratterizzato da un'unitaria destinazione economica, il cui smembramento implichi per il proprietario un pregiudizio diverso da quello ristorabile mediante l'indennizzo calcolato con riferimento soltanto alla porzione espropriata.

Qualora la parte residua, e/o le parti residue all'espropriazione siano intimamente collegate con quella espropriata da un vincolo strumentale ed obiettivo tale da conferire all'intero immobile unità economica e funzionale e il distacco di una parte di esso influisca oggettivamente in modo negativo sulla parte o sulle parti residue o ricorrendo la condizione dello smembramento dell'azienda agricola di cui alla n. 865 del 1971, art. 15 (ove sia accertata la destinazione non edificabile del terreno), l'indennizzo deve essere determinato con il criterio della L. n. 2359 del 1865, art. 40.

L'espropriazione di un terreno adiacente a un fabbricato, abbia o meno questo i connotati della pertinenza di cui all'art. 817 cod. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egrave; riconducibile nell'ambito dell'espropriazione parziale e delle regole ad essa attinenti, se l'unico proprietario dell'insieme non riceva un impoverimento maggiore rispetto a quello correlato al valore del terreno medesimo in sé considerato.

Presupposto per riconoscere il deprezzamento dell'area residua, ai sensi dell'art. 40 delle legge espropri, è che i beni residui siano rimasti in proprietà al soggetto espropriato e non siano comunque stati soggetti a procedura ablativa.

Il principio che l'espropriazione parziale, per la quale l'indennità va determinata sulla base della differenza fra il valore dell'unico bene prima dell'espropriazione ed il valore della porzione residua, ai sensi della L. n. 2359 del 1865, art. 40, si verifica quando la vicenda ablativa investa parte di un complesso immobiliare appartenente allo stesso soggetto e caratterizzato da un'unitaria destinazione legale ed economica, ed inoltre implichi per il proprietario un pregiudizio diverso da quello ristorabile mediante l'indennizzo calcolato con riferimento soltanto alla porzione espropriata, per effetto della compromissione o comunque dell'alterazione delle possibilità di utilizzazione della restante porzione e del connesso deprezzament... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br />
La L. n. 2359 del 1865, art. 40, impone l'applicazione del criterio di stima differenziale (o altro dagli effetti equipollenti) non già soltanto se il fondo relitto o i fondi residui siano rimasti interclusi, bensì tutte le volte in cui venga accertato: a) che la parte residua del fondo, o quelle residue siano intimamente collegate con quella espropriata da un vincolo strumentale ed obiettivo tale da conferire all'intero immobile unità economica e funzionale; b) che il distacco di una parte di esso influisca oggettivamente in modo negativo sulla parte o sulle parti residue.

Nulla è dovuto a titolo di deprezzamento delle aree residue qualora i suoli rimangono nella identica situazione precedente l'esproprio, sia pure di consistenza minore.

L'espropriazione parziale si verifica quando la vicenda ablativa investa parte di un complesso immobiliare appartenente allo stesso soggetto e caratterizzato da un'unitaria destinazione economica ed implichi per il proprietario un pregiudizio diverso da quello ristorabile mediante l'indennizzo calcolato con riferimento soltanto alla porzione espropriata, per effetto della compromissione o comunque dell'alterazione delle possibilità di utilizzazione della restante ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...del connesso deprezzamento di essa.

Deve escludersi la sussistenza di un danno da deprezzamento dell'area residua qualora questa risulti non interclusa e rimasta nella piena disponibilità del proprietario.

La domanda di ulteriore somma a titolo di deprezzamento dell'immobile ex art. 40 L. n. 2359/1865, è ammissibile solo nel caso di espropriazione parziale.

Non vi è deprezzamento di aree residue qualora la parte espropriata, di superficie insignificante, rispetto al totale, si trovi in posizione marginale per cui il distacco dall'intera proprietà non è causa di discontinuità o di geometrie irregolari per quest'ultima.

La sussistenza di fattispecie di esproprio parziale deve essere suffragata da argomenti idonei a comprovare il deprezzamento della porzione di terreno non ablata. A tal fine non può ritenersi sufficiente il rilievo dell' agevole accessibilità per gli autocarri da un piazzale all'altro della proprietà, che sarebbe stata sacrificata dalla costruzione della strada comunale, atteso che la sostituzione di una strada asfaltata ad una strada sterrata quale accesso ad un complesso produttivo può difficilmente configurare un elemen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...io per lo stesso.

Il criterio di stima "differenziale" di cui all'art. 40 della legge 2359/1865 è inapplicabile quante volte la parte restante e l'area espropriata, ove pure provvista dei connotati della pertinenza, debbano venire apprezzate secondo parametri inconciliabili (così da escludere la stessa possibilità di valutare l'intero immobile, prima dell'espropriazione, in ragione di un identico criterio e di procedere, quindi, alla sottrazione del valore della porzione residua dal valore di detto immobile) risultando, come nella specie, l'una (ovvero la miniera) suscettibile di stima sulla base del criterio della "capacità estrattiva" dell'area e l'altra (ovvero il piazzale dei minerali) suscettibile di stima sulla base del criterio, estraneo al valore venale, dettato per le aree "non edificabili".



 
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