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Poteri del giudice adito per la determinazione dell'indennità di espropriazione dovuta per legge


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titolo:GIUDIZIO 2014-2016 in materia di urbanistica ed edilizia, demanio e patrimonio pubblico, espropriazione per pubblica utilità
anno:2017
pagine: 2761 in formato A4, equivalenti a 4694 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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GIUDIZIO , DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ , POTERI DEL GIUDICE

L'opposizione alla stima, pur presupponendo l'avvenuto deposito della relazione recante la stima definitiva, non dà luogo ad un giudizio d'impugnazione di tale atto, ma a un ordinario giudizio sul rapporto, che non si esaurisce nel mero controllo delle determinazioni adottate in sede amministrativa, ma ha ad oggetto la liquidazione dell'indennità effettivamente dovuta, alla quale il giudice deve procedere in piena autonomia, facendo uso di tutti i suoi poteri istruttori ed applicando i criteri legali riferibili alla fattispecie sottoposta al suo esame.

Il giudice adito per la determinazione dell'indennità di espropriazione non è vincolato dalle deduzioni delle parti né dai criteri seguiti dall'espropriante ai fini della determinazione dell'indennità da offrire in via provvisoria, e neppure da quelli adottati dalla Commissione provinciale per la stima definitiva, la cui efficacia è anzi destinata a venir meno per effetto della mera proposizione della domanda.

Un vizio di extra o ultrapetizione non è configurabile nel giudizio ordinario di cognizione avente ad oggetto la determinazione dell'indennit&agr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ropriazione dovuta per legge, nel quale il giudice adito non è vincolato dalle indicazioni delle parti e dalle loro prospettazioni in ordine alla natura del terreno espropriato, ma ha egli stesso il potere-dovere di individuare i criteri indennitari applicabili alla procedura ablatoria in forza delle norme che li contemplano, tenuto conto delle caratteristiche legali del fondo espropriato.

Nel giudizio avente ad oggetto la determinazione dell'indennità di esproprio dovuta per legge, non è neppure necessario che l'atto di citazione contenga la quantificazione della somma pretesa a titolo di indennità, dovendo questa essere liquidata in riferimento a criteri prefissati dalla legge, con conseguente accoglimento o rigetto della domanda a seconda che il giudice accerti come dovuta una somma maggiore o minore di quella censurata dalla parte per la sua non conformità al dettato normativo.

Per effetto dell'opposizione dell'opposizione alla stima l'indagine del giudice deve essere compiuta indipendentemente anche dai criteri seguiti dall'espropriante nel formulare l'offerta dell'indennità provvisoria, nonché da quelli adottati dalla Commissione provinciale nel compiere la valutazione; ed indipendentemente (a f... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lle prospettazioni, dalle richieste nonché da asserite ammissioni al riguardo delle parti, le cui deduzioni sul punto si esauriscono, pertanto, nell'espressione di semplici "punti di vista" circa l'ammontare del giusto indennizzo e non ineriscono al "petitum" immediato (elemento di identificazione dell'azione) già compiutamente definito dalla domanda di rideterminazione dell'indennità, ancorché non specificata nel "quantum".

Il giudizio di opposizione alla stima di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 19 (così come quello di determinazione dell'indennità ex sent. 67/1990 Corte Costit.), non si configura quale impugnazione del provvedimento ablatorio limitato al mero controllo dell'esattezza dei criteri astratti (di legge) che hanno presieduto in sede amministrativa alla stima suddetta, contro la quale le parti sono obbligate a muovere, ciascuna le proprie contestazioni a pena di decadenza; ma introduce un ordinario processo di cognizione sul rapporto, diretto all'accertamento giudiziale della giusta indennità, pienamente autonomo, nel quale il giudice deve procedere alla concreta determinazione della stessa con tutti i suoi poteri di indagine, alla stregua di criteri legali effettivamente ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iconosciuti applicabili alla fattispecie.

Nel giudizio di opposizione alla stima il giudice ha il potere-dovere di procedere alla liquidazione dell'indennità di espropriazione sulla base dei criteri stabiliti dalla legge con riferimento alle caratteristiche del fondo espropriato, accogliendo o rigettando la domanda a seconda che ritenga dovuta una somma superiore o inferiore a quella determinata in via amministrativa, senza essere vincolato dalle prospettazioni delle parti e dalla quantificazione dalle stesse compiuta nei rispettivi atti difensivi.

La doverosa considerazione del soprassuolo è posta dalla legge nelle regole generali di determinazione del valore del bene, di cui il giudice deve tener conto, richiedendosi l'iniziativa del proprietario solo qualora lo stesso possa asportare i materiali senza pregiudizio dell'opera da realizzare. L'indennità mira alla completa reintegrazione del patrimonio del proprietario per la perdita subita, ed ogni sua componente va ritenuta compresa nella generale richiesta di determinazione della giusta indennità.

L'opposizione alla stima ha ad oggetto la determinazione della giusta indennità ed il giudice non è vincolato alle domande delle parti, espropriat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...riante, costituendo la stima amministrativa solo il riferimento per la determinazione indennitaria da parte del giudice, per cui non si tratta propriamente di un'azione di impugnazione (anche se il giudice può tener conto di quei criteri di determinazione), bensì di un'autonoma azione di accertamento: la tempestiva opposizione alla stima da parte dell'espropriato fa venir meno l'efficacia vincolante della stima stessa per tutti i soggetti del rapporto espropriativo, e nella determinazione giudiziale prevale l'interesse pubblico alla esatta determinazione della indennità.

Le complesse operazioni tecniche volte alla ricerca ed acquisizione di dati ed elementi idonei a costituire parametri di valutazione per l'accertamento del valore di un immobile ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, involgono scelte basate sulla discrezionalità tecnica in ordine alla ricerca ed alla selezione dei dati da utilizzare, e sono necessariamente affidate al giudice e all'attività ausiliaria del consulente, senza che per questo venga infranta la fondamentale regola dell'onere probatorio, a vantaggio del soggetto espropriato che deduca un valore diverso da quello determinato in sede amministrativa.

L'importo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n sede di stima amministrativa, può essere tenuto in conto dal giudice, ma non costituisce elemento vincolante. Il giudice ha cognizione piena nella determinazione dell'indennità, e stima il bene, al fine di liquidare il dovuto per l'occupazione del bene, secondo i canoni legali, senza essere condizionato dalla determinazione amministrativa.

L'opposizione introduce un giudizio di determinazione della giusta indennità da accertarsi e la Corte di Appello non è affatto vincolata a quanto le parti abbiano chiesto, ben potendo procedere alla determinazione del dovuto, al di là di richieste, allegazioni o documentazioni di valore, senza incorrere in alcuna violazione dell'art. 112 c.p.c.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> POTERI DEL GIUDICE --> CRITERI ESTIMATIVI

Non sussiste la gerarchia tra i differenti criteri di valutazione, dovendosi riaffermare il principio secondo cui la determinazione del valore del fondo è rimessa al prudente apprezzamento del giudice del merito che sceglie se utilizzare il metodo analitico-ricostruttivo, teso ad accertare il valore di trasferimento del fondo o il metodo sintetico- comparativo, volto invece a desumere dall'analisi del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... valore commerciale attraverso il riferimento alle aree omogenee.

La determinazione del valore del fondo è rimessa al prudente apprezzamento del giudice del merito che sceglie se utilizzare il metodo analitico-ricostruttivo, teso ad accertare il valore di trasferimento del fondo o il metodo sintetico-comparativo, volto invece a desumere dall'analisi del mercato il valore commerciale attraverso il riferimento alle aree omogenee.

La determinazione del valore venale del suolo, che costituisce il presupposto per la determinazione dell'indennità di espropriazione, è rimessa al prudente apprezzamento del giudice del merito cui compete scegliere se utilizzare il metodo analitico-ricostruttivo, teso ad accertare il valore di trasformazione del suolo edificabile, sulla base della densità volumetrica esprimibile negli indici di fabbricabilità della zona omogenea in cui è incluso, al netto degli spazi assegnabili a standards, nonché delle spese di urbanizzazione, ovvero il metodo sintetico-comparativo, volto a desumere quel valore dall'analisi dei prezzi di mercato delle aree omogenee.

Benchè, nell'attuale contesto normativo che ancora l'indennità al valore di mercato del bene in una... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...trattazione, il metodo sintetico-comparativo sia ormai preferibile, perché più adeguato ad esprimere il valore del bene in concreto, il compito di stabilire se sussistano gli elementi occorrenti per la ricerca del presumibile valore comparativo dell'area è riservato al giudice del merito il cui apprezzamento non è controllabile in sede di legittimità.

Non può il giudice determinare l'indennità per relationem alla stima amministrativa, con mera attestazione della relativa "congruità e legittimità, in quanto basata su valutazioni obiettive e corrette, che possono essere accettate e condivise", in cui sfugge il criterio impiegato sia in riferimento alla condizione urbanistica che al metodo di stima.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> POTERI DEL GIUDICE --> RILEVABILITÀ D UFFICIO, NATURA DEL BENE

Per effetto dell'opposizione dell'opposizione alla stima il carattere vincolante della stima amministrativa viene meno sia per l'opponente che per l'opposto, in quanto destinata ad essere sostituita, rispetto a tutti, dalla determinazione del giudice; il quale, quindi, una volta investito della causa, dovrà procedere auton... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la liquidazione del "quantum" con tutti i suoi poteri di indagine, sulla base dei parametri normativi vigenti e ritenuti applicabili nei casi singoli: e, quindi, in particolar modo, all'individuazione delle norme che regolano l'espropriazione, nonché alla corretta qualificazione della "destinazione" legale (edificabile, agricolo - non edificabile o edificato) del fondo espropriato.

Per effetto dell'opposizione alla stima sorge l'obbligo del giudice dell'opposizione di procedere autonomamente alla corretta valutazione delle "possibilità legali ed effettive di edificazione" del terreno discendenti anzitutto dalla destinazione della zona in cui era ubicato e quindi (anche) dalla natura dei vincoli che la caratterizzavano.

Il problema dell'edificabilità è squisitamente giuridico, e la sua verifica è attribuita al giudice sulla base dell'interpretazione del sistema normativo e della disciplina amministrativa del territorio, cui è legato il problema valutativo degli immobili espropriati.

L'applicazione del principio "iura novit curia", di cui all'art. 113 c.p.c., comma 1, fa salva la possibilità per il giudice di assegnare una diversa qualificazione giu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...atti e ai rapporti dedotti in lite (nel caso di specie natura agricola e non edificabile del terreno ai fini indennitari), nonché all'azione esercitata in causa, ricercando le norme giuridiche applicabili alla concreta fattispecie sottoposta al suo esame, e ponendo a fondamento della sua decisione principi di diritto diversi da quelli erroneamente richiamati dalle parti.

La domanda di accertamento della qualità, edificabile o meno, del suolo oggetto di esproprio è necessariamente compresa in quella di determinazione della relativa indennità, atteso che proprio dal predetto accertamento dipende la liquidazione delle somme spettanti al proprietario espropriato, cui il giudice deve procedere autonomamente, individuando i corretti criteri indennitari applicabili al caso di specie sulla base della legislazione vigente, senza essere vincolato alle allegazioni (neppure se eventualmente concordi) delle parti.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> POTERI DEL GIUDICE --> RILEVABILITÀ D'UFFICIO, CRITERI INDENNITARI

Il giudice, nella ricerca dei criteri legali, non incontra, nei limiti della domanda, alcun vincolo derivante dalle deduzioni delle parti.

L'opposiz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tima, di cui alla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 19, introduce un ordinario giudizio di cognizione avente ad oggetto la determinazione dell'indennità di esproprio dovuta per legge, nel quale è compito del giudice la corretta applicazione, e prima ancora l'individuazione dei criteri indennitari applicabili alla procedura ablatoria avviata dai pubblici poteri, attività ermeneutica nella quale, in forza del principio "iura novit curia", egli non è vincolato dalle indicazioni delle parti.

Nei giudizi per la determinazione dell'indennità di esproprio, il giudice ha il potere-dovere di individuare il criterio legale applicabile alla procedura ablatoria sulla base delle caratteristiche del fondo espropriato, senza essere vincolato dalle prospettazioni delle parti, né alla quantificazione della somma contenuta nell'atto di citazione, dovendo questa essere liquidata in riferimento a detti criteri, con conseguente accoglimento o rigetto della domanda a seconda che venga accertata come dovuta un'indennità maggiore o minore di quella censurata.

Lo " ius superveniens" in materia indennitaria è applicabile - senza che sia configurabile violazione alcuna del principio di corrispondenza t... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e pronunciato - anche quando l'interessato non sollevi questioni al riguardo, ma contesti solo la quantificazione, in concreto, dell'indennità, e ciò in quanto il bene della vita alla cui attribuzione tende l'opponente alla stima è l'indennità liquidata nella misura di legge, non già il criterio legale per la sua determinazione, in ordine al quale il giudice non incontra limiti nella domanda.

Nei giudizi per la determinazione dell'indennità di esproprio il giudice ha il potere-dovere di individuare il criterio legale applicabile alla procedura ablatoria sulla base delle caratteristiche del fondo espropriato, senza essere vincolato dalle prospettazioni delle parti, né alla quantificazione della somma contenuta nell'atto di citazione, dovendo questa essere liquidata in riferimento a detti criteri, con conseguente accoglimento o rigetto della domanda a seconda che venga accertata come dovuta un'indennità maggiore o minore di quella censurata.

Nei giudizi per la determinazione dell'indennità di esproprio il giudice, per altro non vincolato dalle indicazioni delle parti, non può prescindere dallo ius superveniens introdotto dalla nota pronuncia n. 348 del 2007 del giudice delle leggi, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...una norma abrogata in quanto affetta da illegittimità costituzionale.

Lo "ius superveniens" è applicabile - senza che sia configurabile violazione alcuna del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato - anche quando l'interessato non sollevi questioni al riguardo, ma contesti solo la quantificazione, in concreto, dell'indennità, e ciò in quanto il bene della vita alla cui attribuzione tende l'opponente alla stima è l'indennità liquidata nella misura di legge, non già il criterio legale per la sua determinazione, in ordine al quale il giudice non incontra limiti nella domanda.

La stima eseguita in sede amministrativa e la qualificazione dell'area sulla cui base l'indennità è stata in quella sede determinata non hanno alcun effetto vincolante ai fini della qualificazione che il giudice di merito adito in opposizione deve autonomamente eseguire per quantificare l'indennità, essendo compito del giudice stesso la corretta applicazione, e prima ancora l'individuazione, dei criteri indennitari applicabili alla procedura ablatoria avviata dai pubblici poteri, senza per questo essere vincolato dalle indicazioni delle parti, ma con il potere- dovere di autonoma individu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nto delle norme applicabili, in ossequio al generale principio "iura novit curia".

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> POTERI DEL GIUDICE --> RILEVABILITÀ D'UFFICIO, PREGIUDIZIO AREA RESIDUA

In caso di espropriazione parziale, l'indennità di espropriazione comprende anche l'eventuale deprezzamento che, a seguito del procedimento ablativo, abbiano subito le parti residue del suolo, dovendo l'indennità riguardare l'intera diminuzione patrimoniale subita dall'espropriato, quindi anche quella conseguente alla parziale ablazione del fondo e concretantesi nel diminuito valore della parte non espropriata, senza che all'uopo sia necessaria una specifica domanda dell'interessato, e perciò senza che sia censurabile per ultrapetizione la sentenza di merito che, a fronte di un'opposizione alla determinazione dell'indennità, abbia tenuto conto anche del diminuito valore delle parti residue, pur in mancanza di uno specifico accenno ad esse nella domanda.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> POTERI DEL GIUDICE --> UTILIZZABILITÀ FATTO NOTORIO

L'inadeguata applicazione da parte del c.t.u. del criterio analitic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ttivo, non giustifica il ricorso a valori desunti dal notorio o dalla scienza privata del giudicante, imponendo invece l'approfondimento delle indagini in ordine al costo dei fattori produttivi necessari per la trasformazione del suolo, attraverso la richiesta di chiarimenti o la rinnovazione della c.t.u.

Il ricorso alle nozioni di comune esperienza (fatto notorio), comportando una deroga al principio dispositivo ed al contraddittorio, in quanto introduce nel processo civile prove non fornite dalle parti e relative a fatti dalle stesse non vagliati né controllati, va inteso in senso rigoroso, e cioè come fatto acquisito alle conoscenze della collettività con tale grado di certezza da apparire indubitabile ed incontestabile; non si possono, di conseguenza, rientrare in tale nozione quegli elementi valutativi che implicano cognizioni particolari, né quelle nozioni che rientrano nella scienza privata del giudice, poiché questa, in quanto non universale, non rientra nella categoria del notorio, neppure quando derivi al giudice medesimo dalla pregressa trattazione di analoghe controversie.

Tra le nozioni di comune esperienza (fatto notorio), non possono farsi rientrare le acquisizioni specifiche di natura tecnica e queg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... valutativi che richiedono il preventivo accertamento di particolari dati come la determinazione del valore di mercato degli immobili, trattandosi di valore variabile nel tempo e nello spazio, anche nell'ambito dello stesso territorio, in relazione alle caratteristiche del bene stesso.

Pur essendo vero che il mercato immobiliare risente di variabili macroeconomiche diverse dalla fluttuazione della moneta nel tempo, anche se a questa parzialmente legate, e di condizioni microeconomiche dettate dallo sviluppo edilizio di una determinata zona, che sono completamente avulse dal valore della moneta, dal che può ben derivare l'inammissibilità dell'accertamento del valore di un fondo attraverso la comparazione con il prezzo di immobili, in un periodo diverso dalla data dell'esproprio (che finisce per incidere sull'omogeneità, quale presupposto imprescindibile per la comparazione), non può ascriversi al notorio la variazione in un ben determinato periodo, che richiede accertamenti circostanziati, anche attraverso pubblicazioni di dati attuariali.



 
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