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Legittimazione delle occupazioni dei terreni di uso civico


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anno:2017
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DEMANIO E PATRIMONIO --> USI CIVICI --> LEGITTIMAZIONE DELLE OCCUPAZIONI

L'art. 8 della L.r. Lazio 1/86, come modificato dall'art. 1 della L.r. n. 57/96, non vieta che terreni gravati di uso pubblico siano oggetto di successive alienazioni in favore dello stesso soggetto occupatore.

L'art. 9 della L. n. 1766 del 1927, che consente la legittimazione delle terre di uso civico appartenenti ai Comuni, frazioni o associazioni, su domanda degli occupatori, a condizione, tra l'altro, "che l'occupatore vi abbia apportato sostanziali e permanenti migliorie" e "che l'occupazione duri almeno dieci anni" costituisce una sorta di espropriazione di beni pubblici per interesse privato (a scapito dell'interesse pubblico), per di più compiuta a favore di chi abbia illegittimamente occupato terre del demanio civico, che si giustifica con l'esigenza di temperare il principio dell'inalienabilità e imprescrittibilità dei terreni demaniali, la cui rigorosa applicazione, in determinati casi, produrrebbe conseguenze inique e con l'esigenza di incentivare comunque l'utilizzo agrario delle terre.

Perché si possa concedere la legittimazione del possesso delle terre di uso civico appartenenti ai Comuni, frazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azioni, su domanda degli occupatori ex art. 9 della L. n. 1766 del 1927, è necessario che essi abbiano apportato migliorie sostanziali e permanenti, posto che la stessa legittimazione costituisce soluzione da adottare a favore dell'abusivo occupatore solo in presenza di una situazione eccezionale e meritevole di un particolare riguardo.

Ai sensi dell'art. 9 legge 1766/1927, ai fini della richiesta di legittimazione di terreni soggetti ad uso civico da parte del soggetto occupante, è necessario che concorrano le seguenti condizioni: a) che l'occupatore vi abbia apportato sostanziali e permanenti migliorie; b) che la zona occupata non interrompa la continuità dei terreni; c) che l'occupazione duri almeno da dieci anni. In assenza di anche solo una delle predette condizioni, la legittimazione non può essere chiesta e, in mancanza di legittimazione, si procede alla reintegra demaniale del terreno stesso.

Gli eredi di un soggetto che aveva stipulato un contratto di affitto di fondo rustico con l'Università Agraria, nell'ipotesi in cui continuino ad occupare il terreno e non vi sia tra loro un coltivatore diretto possono chiedere la legittimazione ai sensi dell'art. 9 legge 1766/1927: la morte dell'affittuario, infatti, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i regola lo scioglimento del contratto dalla fine dell'annata agraria, a meno che tra gli eredi non vi sia sia persona che abbia esercitato e continui ad esercitare attività agricola in qualità di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo a titolo principale.

L'occupazione abusiva decennale rilevante ai fini dell'applicazione dell'istituto della legittimazione ex art. 9 legge 1766/1927 non può dirsi interrotta da una semplice diffida a restituire il terreno assoggettato ad uso civico, ove a tale atto non abbia fatto seguito la restituzione dell'area.

Le sostanziali e permanenti migliorie previste dall'articolo 9 della legge 16 giugno 1927 n. 1766 come presupposto necessario alla legittimazione dell'occupazione di terreni gravati da uso civico devono consistere in opere finalizzate alla coltivazione o comunque allo sfruttamento agricolo e zootecnico del suolo e alla soddisfazione dell'interesse agrario della collettività in misura tale da non richiedere il ricorso alla reintegra.

Il provvedimento di legittimazione di beni del demanio civico (art. 9 legge 1766/1927), in forza del quale l'autorità demaniale instaura con un rapporto enfiteutico in cambio di un canone affrancabile con il soggetto che... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o in essere un'abusiva occupazione pari ad almeno 10 anni sui relativi fondi, a fronte di riscontrate migliorie sostanziali e permanenti nel corso del suo possesso, presuppone un possesso effettivo e non meramente "virtuale": pertanto, a fondamento dell'istanza di legittimazione, non possono invocarsi gli obblighi restitutori derivanti da un giudicato del giudice ordinario che aveva disposto la risoluzione di un contratto che aveva ad oggetto la cessione ad un terzo delle aree abusivamente occupate.

La dimostrazione di aver migliorato i fondi del demanio civico costituisce elemento indispensabile per poterne ottenere la legittimazione.

Le "migliorie" che consentono la legittimazione delle assegnazioni del demanio civico debbono consistere in opere preordinate alla coltivazione o comunque allo sfruttamento agricolo o zootecnico del suolo ed alla soddisfazione dell'interesse agrario della collettività; non è sufficiente, cioè, una generica opera di miglioramento - che sarebbe sempre ricorrente, trattandosi in genere di occupazione di terreni in stato di abbandono -, ma occorre invece che l'occupante abbia posto in essere una specifica attività di trasformazione fondiaria ("sostanziale" e "... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..."), in grado così elevato da far apparire contrario all'interesse pubblico il ricorso alla reintegrazione.

Il decreto di legittimazione all'occupazione abusiva del Commissario per la liquidazione degli usi civici, costituendo un rapporto enfiteutico, attribuisce all'occupatore la piena proprietà della terra, con il peso del canone enfiteutico, trasformando il demanio in allodio.

Colui che ha chiesto l'alienazione del terreno di uso civico può chiedere la sanatoria degli abusi edilizi ivi realizzati.

L'art. 5 comma 3 della L.R. Sicilia 28/2000 esclude la legittimazione delle aree soggette ad usi civici che abbiano già acquisito, alla data del 31.12.1997, destinazione di aree artigianali o industriali: la norma non fa dunque alcun riferimento a destinazioni da acquisire successivamente a quella data.

E' oramai pacifica l'esclusiva competenza delle Regioni in materia di legittimazione di occupazione del terreno appartenente al demanio civico.

La legittimazione dell'occupazione di terreni gravati da usi civici è illegittima se non sia stato accertato il requisito della ultradecennalità del possesso di cui all'art. 9 L. 1766/1927.

In tema di legitti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'occupazione di terreni gravati da usi civici, il possesso di cui all'art. 9 L. 1766/1927 deve avere il carattere di operosità, inteso come possesso svolto nell'attività di coltivazione.

E' illegittimo il provvedimento di legittimazione non adottato in contraddittorio con tutti coloro che, anche astrattamente, potevano avere un interesse contrario, tra cui il Comune, che potrebbe esporre i motivi di interesse pubblico che ostano all'adozione del provvedimento di legittimazione.

Il provvedimento di legittimazione delle occupazioni di terre del demanio civico comporta la trasformazione del demanio in allodio e, contestualmente, la nascita, in capo all'occupatore, di un diritto soggettivo perfetto di natura reale sul terreno che ne è oggetto.

Il provvedimento di legittimazione delle occupazioni abusive di terre del demanio civico comporta la trasformazione del demanio in allodio e, contestualmente, la nascita, in capo all'occupatore, di un diritto soggettivo perfetto di natura reale sul terreno che ne è oggetto riconducibile all'enfiteusi.



 
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