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La natura eccezionale dell'istituto del condono edilizio e la sua incidenza sugli illeciti amministrativi

L'abusivismo edilizio è sanzionato con norme coercitive, anche di natura penale. Contrastando con le regole a fondamento della disciplina edilizia, al condono va riconosciuta natura eccezionale e temporanea, così come le opere suscettibili di sanatoria vanno individuate con rigorosa tassatività.

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
pagine: 5843 in formato A4, equivalenti a 9933 pagine in formato libro
formato: pdf  
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ECCEZIONALITÀ

La loggia e il porticato sono strutture non equiparabili che assolvono funzioni diverse per cui non e' estensibile al secondo la disciplina condonistica applicabile alla prima.

Per un principio di specialità delle disposizioni sul condono, quali sono quelle di cui alla L. n. 724/1994, questa normativa, seppure esistente in via generale e astratta, non può legittimare la sostanziale elusione di prescrizioni in precedenza introdotte (nella specie, con sanatoria condizionata alla demolizione di opere di cui poi si è richiesto il condono).

Il condono edilizio del 2003, come rilevato da copiosa giurisprudenza, è sottoposto a severi limiti applicativi nel caso di abusi commessi in aree sottoposte a vincoli. In particolare, l'applicabilità di tale condono, in riferimento alle opere realizzate in zone vincolate, è limitata alle sole opere di restauro e risanamento conservativo o di manutenzione straordinaria, su immobili già esistenti, se ed in quanto conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Atteso il carattere derogatorio ed eccezionale di ogni... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...in materia di sanatoria, la condonabilità di un'opera in termini edilizi presuppone la rigida verifica dei presupposti dettati dalla legge.

La salvezza delle opere abusive decretata dalla normativa clemenziale, lungi dal basarsi in via automatica sul referente temporale, può essere ricavata solo dall'espressa volontà incarnata dal diritto positivo.

La specialità della normativa sul condono edilizio, attesa la sua natura derogatoria ed eccezionale, ne impone una lettura di stretta interpretazione.

La natura eccezionale dell'istituto del condono edilizio e la sua incidenza su illeciti amministrativi, a rilevanza penale, implicano che la tipologia e consistenza delle opere suscettibili di sanatoria devono essere individuate con rigorosa tassatività dalle singole leggi istitutive, senza possibilità di integrazioni con le diverse fattispecie.

La normativa sul condono edilizio deve essere interpretata in modo rigoroso, il più possibile aderente alla lettera della legge, in modo da evitare surrettizi ampliamenti dell'area della sanatoria, i quali si tradurrebbero in inammissibili estensioni del vulnus che – mediante il varo di tale intervento "eccezionale" – viene ar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alori del paesaggio e dell'equilibrato sviluppo del territorio.

Il fenomeno dell'abusivismo è sanzionato con norme coercitive, anche di natura penale, rispetto alle quali il condono, che contrasta con le regole poste a fondamento della disciplina edilizia, ha carattere derogatorio e temporaneo: pertanto l'oggetto della sanatoria non può essere ricavato implicitamente da altri elementi estranei al provvedimento.

Le norme che disciplinano profili paesistici e profili edilizi del condono sotto l'aspetto amministrativo e quello penale non possono essere interpretate alla luce delle norme paesistiche, posto che le une e le altre sono norme eccezionali insuscettibili di interpretazione estensiva o analogica.

La disciplina del condono edilizio ha natura eccezionale e non è suscettibile di interpretazioni estensive.

Ogni norma di condono è da considerare eccezionale.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> EFFETTI

L'istituto del condono edilizio si limita ad adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, con il rilascio di un titolo che consente l'ulteriore utilizzazione dell'immobile, senza legittimare lo svolgimento di ulterior... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...attività eccedenti la situazione in atto.

L'estinzione del reato ex art. 32 d.l. 269/2003 è sganciata dal rilascio del titolo in sanatoria, ma si verifica quale conseguenza di pagamento dell'oblazione dovuta.

Abuso «condonabile» ed abuso «sanabile» non sono sinonimi, potendosi avere, conseguentemente, estinzione degli effetti penali anche ove la sanatoria amministrativa non sia concedibile.

Sono illegittimi i provvedimenti repressivo-ripristinatori emessi dopo l'inoltro della domanda di condono dell'abuso edilizio e prima dell'emanazione del provvedimento espresso finale, per ragioni garantistiche della posizione del proprietario dell'opera, interessato alla valutazione definitiva dell'assentibilità o meno del manufatto realizzato che, se positiva, evita la distruzione di valori economici.

Il condono edilizio non esplica effetti sospensivi sulle sanzioni penali e amministrative dirette a colpire le fattispecie di lottizzazione abusiva.

La presentazione di un domanda di sanatoria sospende l'esecuzione del provvedimento sanzionatorio fermo restando che l'eventuale reiezione dell'istanza del privato, anche in forma tacita, comporta la piena riespansione dell'effic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ngiunzione di demolizione, non occorrendo la reiterazione comunale dell'ordine demolitorio.

La presentazione di una domanda di sanatoria per abusi edilizi impone al comune la sua disamina e l'adozione dei provvedimenti conseguenti per cui gli atti repressivi dell'abuso adottati precedentemente non possono essere materialmente eseguiti fino alla definizione della domanda.

La pendenza di una domanda di condono preserva le ulteriori opere abusive dall'esercizio dei poteri repressivi spettanti al comune.

In caso di prosecuzione di lavori su un immobile già oggetto di domanda di condono, vale il principio in forza del quale è la prosecuzione in sé dei lavori ad essere preclusa, senza che sia possibile distinguere tra opere pertinenziali e non, tra opere soggette al permesso di costruire ed opere realizzabili con d.i.a.

La presentazione di un'istanza di condono sospende fino all'esito della stessa l' avvio dei poteri repressivi comunali.

La regolarizzazione di una costruzione mediante il c.d."condono" delle violazioni di norme urbanistiche perpetrate nel realizzarla, esplica effetti soltanto sul piano pubblicistico, precludendo alla pubblica amministrazione l'applicazione delle sa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tte violazioni correlate, ma non incide in alcun modo sui diritti dei terzi direttamente pregiudicati dalla attività costruttiva illecita oggetto di sanatoria.

Le conseguenze delle violazioni edilizie si sviluppano su due piani ben distinti di rapporti giuridici, uno, pubblicistico, tra il soggetto costruttore e gli organi pubblici amministrativi preposti alla prevenzione e repressione degli illeciti, l'altro, privatistico, tra lo stesso soggetto e i titolari di diritti soggettivi che possono rimanere lesi dall'attività edificatrice del primo; pertanto, non interferendo tra loro i due ordini di rapporti, la previsione di attività di regolarizzazione delle opere attiene al punto di vista amministrativo, penale e fiscale, ovvero ai soli effetti dell'interesse pubblico, ma non pure ai fini privatistici, cosicché nelle controversie tra i privati, detta regolarizzazione non può incidere negativamente sui diritti dei terzi direttamente pregiudicati dalla attività edilizia in questione.

Il condono edilizio attiene al rapporto pubblicistico tra il comune e il richiedente e permette a quest'ultimo di ottenere il titolo edilizio, nonostante la violazione di disposizioni di carattere urbanistico-edilizio, pagando la pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione, nel senso che, attraverso questo meccanismo, resta sanata la violazione nei (soli) rapporti tra l'amministrazione e il richiedente, ma – attesa la relatività del titolo – non sono incisi i rapporti tra il richiedente e i terzi, i cui diritti siano lesi dall'edificazione, e dunque non resta estinto il diritto del proprietario confinante al rispetto delle distanze previste, il quale può farlo valere innanzi all'autorità giurisdizionale competente.

La concessione in sanatoria non ha riguardo ad un giudizio tecnico di conformità alle regole di costruzione e, pertanto, nulla dimostra circa la compatibilità della sopraelevazione sanata con la statica dell'edificio.

Il provvedimento di condono costituisce misura eccezionale idonea a sanare, dal punto di vista amministrativo, le violazioni urbanistiche, in guisa che le censure dirette a stigmatizzare le violazioni urbanistiche pregresse (id est l'abuso) sono evidentemente inammissibili.

Il condono edilizio non comporta alcuna variazione delle destinazione urbanistica del terreno sul quale insiste l'edificio condonato e nemmeno può ritenersi mutata la relativa normativa urbanistica; pertanto esso non dà alcun titolo per ulteri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nti edilizi sull'edificio condonato che non siano conformi alle prescrizioni e norme urbanistiche.

Il rilascio della sanatoria edilizia se, da una lato, rende legittimo l'edificio che era, strutturalmente e funzionalmente, abusivo, dall'altro non conferisce nessun ulteriore automatico beneficio o vantaggio, attuale o potenziale e, in particolare, non può essere automaticamente variata la destinazione urbanistica del terreno dove insiste l'edificio condonato e nemmeno può ritenersi mutata la relativa normativa urbanistica.

Il condono sana la violazione nei soli rapporti tra l'amministrazione e il richiedente ma – stante la relatività del titolo – non incide sui rapporti tra il richiedente e terzi i cui diritti siano lesi dall'edificazione.

L'art. 2, co. 57, legge 662/1996 sancisce la regola della automatica retroattività della convalida dell'atto avente ad oggetto l'immobile abusivo la cui nullità non sia stata dichiarata con sentenza passata in giudicato, consentendo invece in tal caso alle parti di conferire efficacia retroattiva alla sanatoria, salvi gli effetti della trascrizione a favore dei terzi.

Il condono di un'opera eseguita abusivamente, o comunque in modo contrar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...me urbanistiche, non fa sorgere alcun diritto nei confronti dei terzi in colui che ha ottenuto detto condono, che ha effetti solo di carattere amministrativo o penale.

La prescrizione apposta ad un titolo edilizio in sanatoria non è un titolo abilitativo autonomo che fa decorrere i tre anni per la realizzazione dei lavori, ma è una condizione cui è sottoposta la regolarizzazione dell'abuso, il che comporta che l'abuso (già realizzato) non è sanato se non si provvede ad adempiere la prescrizione. Ne consegue che la mancata realizzazione della condizione cui è sottoposta la sanatoria non regolarizza l'abuso realizzato rinviando per 3 anni la realizzazione delle opere cui è subordinato il rilascio della sanatoria, ma al contrario continua a rendere abusiva tutta l'opera realizzata fino alla data di effettiva realizzazione della condizione.

Il rilascio della sanatoria edilizia, se da un lato rende legittimo l'edificio che era, strutturalmente e funzionalmente, abusivo, dall'altro non conferisce alcun ulteriore beneficio automatico o vantaggio, attuale o potenziale; pertanto non può essere variata automaticamente la destinazione urbanistica del terreno ove insiste l'edificio condonato e nemmeno pu&o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nersi mutata la relativa normativa urbanistica.

Il condono non ha il potere di rendere l'opera abusiva "conforme" alla normativa urbanistica vigente, né fa acquisire al proprietario del fondo il diritto di disporre liberamente della volumetria oggetto di condono, dal momento che esso esprime la rinuncia dello Stato ad esercitare una potestà sanzionatoria, rinuncia che deve considerarsi assolutamente eccezionale.

Alla luce dei differenti presupposti oggettivi delle due istanze, il rilascio del condono edilizio non obbliga ad assentire la successiva ristrutturazione del fabbricato condonato.

Il rilascio della sanatoria edilizia ai sensi della L. 47/85, se da un lato rende legittimo l'edificio che era abusivo, non conferisce però alcun ulteriore beneficio o vantaggio automatico, e segnatamente non può comportare una automatica e/o implicita variante alla destinazione urbanistica del terreno sul quale è stato costruito l'edificio abusivo condonato.

A seguito di condono edilizio non può considerarsi acquisito il diritto a mantenere il fabbricato ad una distanza dal ciglio stradale inferiore a quella legalmente prevista.

Non esiste alcun obbligo per l'Amministrazione di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e gli insediamenti abusivi condonati a fini del loro inserimento e recupero dal punto di vista urbanistico.

La legislazione in tema di condono non autorizza alcuna automatica variazione del regime urbanistico delle singole zone omogenee, che, resta immutato fintantoché ad esso non si sostituisca, attraverso apposita variante, una nuova disciplina.

In seguito al rilascio della sanatoria edilizia ai sensi degli artt. 31 e segg. L. 47/85 non può considerarsi automaticamente variata la destinazione urbanistica del terreno ove insiste l'edificio condonato e nemmeno può ritenersi mutata la relativa normativa urbanistica.


 
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