DEMANIO PATRIMONIO BENI PUBBLICI

Stai vedendo 274-264 di 385 risultati

Le Sezioni Unite optano per una nuova «demanialità»

È opportuno dare atto di una nuova ed emergente nozione di bene pubblico invalsa recentemente nella giurisprudenza delle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione ed emanata al fine di risolvere un importante caso circa la natura demaniale o meno delle valli da pesca della laguna di Venezia. La PA afferma che tali beni appartengono al demanio e ne chiede l’immediata consegna, mentre una SPA ne reclama la piena proprietà sulla base di regolari titoli di compravendita risalenti all'ottocento

Il fenomeno societario conseguente al processo di privatizzazione degli enti pubblici

Gli enti pubblici in virtù della previsione sul parastato sono costituiti per legge. Sebbene tale previsione normativa sembra assumere un contenuto inequivoco e, dunque, non dare adito a dubbi interpretativi, in realtà, molti sono stati i problemi che si sono verificati nella prassi. A tale riguardo, infatti, spesso la legge non ha provveduto a qualificare espressamente l’ente costituito come pubblico e ciò ha determinato di conseguenza l’insorgere di problematiche ermeneutiche di non poco conto

L’avvento del modello societario nel settore dei servizi pubblici locali

Il proliferare del modello societario nel panorama organizzativo della PA è stato sollecitato dall’avvio del processo di esternalizzazione dei servizi pubblici, in un’ottica di più economica gestione degli stessi, soprattutto da parte degli enti locali. A tale riguardo, il dato normativo di partenza è costituito dall’art113 del dlgs267/2000: sancisce espressamente che l’erogazione del servizio, da parte degli enti locali, avviene secondo le discipline di settore e nel rispetto della normativa UE

L’incidenza dell’avvento del modello societario sulla disciplina giuridica dei beni pubblici

Dalla qualifica pubblica o privata di un bene consegue una profonda diversificazione in punto di disciplina giuridica applicabile. A tale riguardo, autorevole dottrina ha avuto modo di sottolineare che quando si affronta il problema della c.d. privatizzazione dei beni pubblici, peraltro notevolmente influenzata dalla privatizzazione degli enti, è opportuno distinguere tra veri e propri fenomeni sostanziali ed ipotesi, invece, in cui il processo di privatizzazione si è realizzato solo formalmente

Le vicende «modificative» dell’Anas e la loro influenza sul regime giuridico della rete stradale

Anche l’Anas, così come numerosi altri enti pubblici, è stata oggetto, in particolar modo a partire dagli anni '90, di profonde trasformazioni giuridiche. Infatti, a tale riguardo, il dato normativo di partenza è individuabile nel dlgs143/1994 che ha provveduto all’istituzione dell’Ente nazionale per le Strade e che ha trasformato l’Azienda ministeriale in ente pubblico economico. Il legislatore, pertanto, aveva previsto che la titolarità dei beni demaniali venisse attribuita ad una SPA pubblica

L'usucapione quale (im)possibile strumento di acquisizione delle aree occupate e mai espropriate

Da un recente nuovo orientamento assunto, per così dire in combinato disposto, da due pronunce del Tar Lazio si ricava da un lato, che una amministrazione espropriante può divenire proprietaria del bene solo nei modi classico-formali oppure, quale “legale via d’uscita” nei casi di espropriazione illegittima per mancanza degli atti predetti, mediante l’atto di acquisizione ex art. 43 TUE, O in un modo o nell’altro, in quanto tertium non datur, senza, dunque, possibilità di esperire l'usucapione

Considerazioni in tema di strade vicinali

Le strade fanno parte del c.d. demanio eventuale, ossia di quei beni che, pur non dovendo necessariamente appartenere allo Stato come i beni del c.d. demanio necessario, se vi appartengono sono assoggettati al regime dei beni demaniali. Tuttavia, perché una strada possa essere qualificata come demaniale, non è sufficiente il mero dato dell'appartenenza allo Stato, ma è necessario anche il dato “funzionale”, ossia la sua specifica destinazione all'uso pubblico del transito e della circolazione

La strada vicinale: manutenzione e autotutela

Una problematica fondamentale per la quale è necessario distinguere tra vie vicinali pubbliche e private è quella della manutenzione e della sistemazione della strada, che è rimessa ad un Consorzio facoltativo per le vie vicinali private e obbligatorio per quelle pubbliche. Ove gli utenti o i Comuni non vi provvedano, è previsto un intervento in via sostitutiva del prefetto senza che ciò escluda la possibilità per gli interessati di esperire contro il Comune il rimedio avverso il silenzio

L'usucapione pubblica

Con l’espressione usucapione pubblica si intende far riferimento non ad un distinto istituto acquisitivo di matrice pubblicistica, ma all'ordinaria usucapione civilistica il cui beneficiario sia, però, un soggetto pubblico. Possono usucapire tutti i soggetti in grado di possedere, di essere titolari di diritti e capaci processualmente, e dunque anche le persone giuridiche pubbliche, titolari di tutti i poteri privatistici propri delle persone giuridiche ad eccezione di quelli esclusi dalla legge

Decreto di esproprio: contenuto e adempimenti successivi all'emanazione

L’emanazione del decreto di esproprio, provvedimento comportante effetto traslativo della proprietà, può conseguire sia al pagamento che al deposito dell’indennità di espropriazione. La prima ipotesi consegue alla notifica dell’indennità e alla sua accettazione con relativa produzione della documentazione prevista. In alternativa, l’Autorità espropriante può procedere all’esecuzione del decreto di esproprio, da cui non può naturalmente discendere alcun effetto pregiudizievole per il proprietario

Decreto di esproprio: tassazione e notifica

Il decreto di esproprio è assoggettato a imposta di bollo, di registro, ipotecaria e catastale, oltre alla tassa ipotecaria e al tributo speciale catastale, con esenzioni varie a seconda del soggetto attivo. Una volta emanato, dovrà essere notificato ed eseguito e avrà efficacia sotto la condizione sospensiva della sua notifica ed esecuzione. L’Autorità procede alla notifica, unitamente al decreto, con indicazione del luogo, del giorno e dell'ora in cui è prevista l'esecuzione stessa del decreto

Decreto di esproprio: esecuzione ed effetti

L’immissione in possesso avviene su iniziativa dell’Autorità espropriante o del beneficiario dell’esproprio entro 2 anni dalla data di emissione: se scade questo termine il decreto non può più essere eseguito e non è più idoneo a trasferire il diritto. In questo caso l’Amministrazione deve effettuare una nuova dichiarazione di P.U., purché entro i successivi 3 anni. L’espropriazione del diritto di proprietà comporta l’estinzione automatica di tutti gli altri diritti reali o personali sul bene

Pagina 22 di 33 22 30