ILLEGITTIMIT

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Risarcimento del danno per l'illegittima demolizione di immobili abusivamente edificati

Al fine di quantificare il danno subito dai proprietari in conseguenza della demolizione di immobile nell'ambito di procedura dichiarata illegittima, è necessario previamente stabilire con certezza se la costruzione sia stata sanata, o sia quanto meno sanabile, e sulla base di tale dirimente elemento stabilire il valore del bene appreso dalla P.A. e l’eventuale danno permanente subito dai proprietari per la demolizione avvenuta.

Il danno risarcibile nel caso di diniego all'istanza di concessione demaniale

L'illegittima assegnazione ad altri della concessione demaniale, integrando la definitiva compromissione dell'interesse sostanziale azionabile in giudizio, costituisce dies a quo del termine per richiedere il risarcimento per l'omessa assegnazione a favore di chi ne aveva diritto.

Risarcimento dei danni da violazione delle distanze legali

Nel quantificare il danno da violazione delle distanze legali è illegittimo fare riferimento alla diminuzione del valore commerciale del fabbricato rispetto al quale erano stati violati i limiti di distanza se detto immobile era stato ab origine realizzato abusivamente e solo successivamente sanato, in quanto per un periodo l’edificio era incommerciabile in quanto abusivo.

Il criterio forfettario stabilito dall’art. 42-bis T.U. espropri per il risarcimento del danno da occupazione illegittima

In ordine alla quantificazione dei danni per mancato godimento del terreno occupato senza titolo, in assenza di indicazioni specifiche, da parte dei proprietari, in ordine all’uso e ai redditi che ritraevano dal suolo occupato, è utilizzabile il criterio forfetario risultante dall’articolo 42-bis D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (5% del valore del bene come anno per anno rivalutato oltre interessi legali).

Durata del periodo risarcibile per il danno da occupazione illegittima

In caso di indebita occupazione di un terreno privato per scopo di pubblica utilità, il periodo di occupazione risarcibile è quello decorrente dalla scadenza dell’occupazione avvenuta in forza del provvedimento di occupazione legittima, con termine finale al momento in cui verrà meno l’attuale situazione di illecita occupazione.

Quantificazione dell'indennizzo per il danno da occupazione illegittima per p.u.

L'indennizzo assicurato all'espropriato dall'art. 42, terzo comma, Cost., se deve rappresentare un serio ristoro, non necessariamente costituisce una integrale riparazione per la perdita subita, in quanto occorre coordinare il diritto del privato con l'interesse generale che l'espropriazione mira a realizzare.

Termine di prescrizione dell'azione risarcitoria per il danno da occupazione illegittima

L'occupazione illegittima di terreno altrui, per motivi occupazionali e costruttivi, configura un illecito a carattere permanente, con la conseguenza che il termine di prescrizione dell'azione risarcitoria, di cui all'art. 2947 cod. civ., decorre solo dalla data di cessazione dell'illecito.

L'occupazione illegittima delle aree per mancato completamento della procedura espropriativa configura responsabilità ex art. 2043 c.c. in capo alla p.a.

La p.a. che occupa illegittimamente un bene privato incorre nella responsabilità aquiliana per danno ingiusto: sussiste il compimento di un atto illecito, derivante dalla perdurante occupazione “sine titulo” dei terreni in proprietà privata, l’elemento psicologico della colpa, per la negligenza dimostrata nella mancata conclusione della procedura ed il nesso causale tra l’azione appropriativa e il danno patito per effetto della sottrazione del bene e la trasformazione dei luoghi.

Criteri di calcolo per il risarcimento del danno da occupazione illegittima

Il danno per illegittima occupazione dei suoli, deve essere liquidato in misura pari agli interessi legali sul valore di mercato del bene (valore desumibile dalla destinazione urbanistica dell'immobile), per ciascun anno del periodo di occupazione, con rivalutazione e interessi dalla data di proposizione del ricorso fino alla data di deposito della sentenza.

L'acquisizione sanante ex art. 43 DPR 327/2001, dichiarato costituzionalmente illegittimo nel 2010

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 293/2010, ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 43 del d.P.R. n. 327 del 2001 per violazione dell’art. 76 Cost. Essa ha rilevato che l’intervento della p.a. sulle procedure ablatorie, disciplinato dalla norma, eccedeva gli istituti della occupazione appropriativa ed usurpativa come delineati dalla giurisprudenza di legittimità, prevedendo un generalizzato potere di sanatoria, attribuito alla stessa amministrazione che aveva commesso l’illecito.

Obbligo giuridico della p.a. di far venir meno l’occupazione sine titulo

L’amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l’occupazione sine titulo, con l’adeguamento della situazione di fatto a quella di diritto, disponendo la riduzione in pristino attraverso la restituzione del terreno ai legittimi titolari e la demolizione di quanto realizzato, ovvero attivandosi perché vi sia un titolo di acquisto dell'area da parte del soggetto attuale possessore.

Conseguenze e rimedi all'occupazione illegittima non esitata in un regolare e definitivo procedimento di esproprio

A fronte dell’occupazione illegittima di terreni, irreversibilmente trasformati, non esitata in un regolare e definitivo procedimento di esproprio, il legittimo proprietario non può che ottenere, alternativamente, la restituzione del bene, previo ripristino dei luoghi e risarcimento del danno da occupazione temporanea illegittima ovvero l’emanazione del decreto di acquisizione sanante previsto dall’art. 42 bis TU Espropri, con il conseguente pagamento degli indennizzi ivi prescritti.

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