ILLEGITTIMIT

Stai vedendo 14-24 di 173 risultati

Termine di prescrizione dell'azione risarcitoria per il danno da occupazione illegittima

L'occupazione illegittima di terreno altrui, per motivi occupazionali e costruttivi, configura un illecito a carattere permanente, con la conseguenza che il termine di prescrizione dell'azione risarcitoria, di cui all'art. 2947 cod. civ., decorre solo dalla data di cessazione dell'illecito.

L'occupazione illegittima delle aree per mancato completamento della procedura espropriativa configura responsabilità ex art. 2043 c.c. in capo alla p.a.

La p.a. che occupa illegittimamente un bene privato incorre nella responsabilità aquiliana per danno ingiusto: sussiste il compimento di un atto illecito, derivante dalla perdurante occupazione “sine titulo” dei terreni in proprietà privata, l’elemento psicologico della colpa, per la negligenza dimostrata nella mancata conclusione della procedura ed il nesso causale tra l’azione appropriativa e il danno patito per effetto della sottrazione del bene e la trasformazione dei luoghi.

Criteri di calcolo per il risarcimento del danno da occupazione illegittima

Il danno per illegittima occupazione dei suoli, deve essere liquidato in misura pari agli interessi legali sul valore di mercato del bene (valore desumibile dalla destinazione urbanistica dell'immobile), per ciascun anno del periodo di occupazione, con rivalutazione e interessi dalla data di proposizione del ricorso fino alla data di deposito della sentenza.

L'acquisizione sanante ex art. 43 DPR 327/2001, dichiarato costituzionalmente illegittimo nel 2010

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 293/2010, ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 43 del d.P.R. n. 327 del 2001 per violazione dell’art. 76 Cost. Essa ha rilevato che l’intervento della p.a. sulle procedure ablatorie, disciplinato dalla norma, eccedeva gli istituti della occupazione appropriativa ed usurpativa come delineati dalla giurisprudenza di legittimità, prevedendo un generalizzato potere di sanatoria, attribuito alla stessa amministrazione che aveva commesso l’illecito.

Obbligo giuridico della p.a. di far venir meno l’occupazione sine titulo

L’amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l’occupazione sine titulo, con l’adeguamento della situazione di fatto a quella di diritto, disponendo la riduzione in pristino attraverso la restituzione del terreno ai legittimi titolari e la demolizione di quanto realizzato, ovvero attivandosi perché vi sia un titolo di acquisto dell'area da parte del soggetto attuale possessore.

Conseguenze e rimedi all'occupazione illegittima non esitata in un regolare e definitivo procedimento di esproprio

A fronte dell’occupazione illegittima di terreni, irreversibilmente trasformati, non esitata in un regolare e definitivo procedimento di esproprio, il legittimo proprietario non può che ottenere, alternativamente, la restituzione del bene, previo ripristino dei luoghi e risarcimento del danno da occupazione temporanea illegittima ovvero l’emanazione del decreto di acquisizione sanante previsto dall’art. 42 bis TU Espropri, con il conseguente pagamento degli indennizzi ivi prescritti.

Superamento dell'istituto dell'occupazione acquisitiva a seguito dell'elaborazione giurisprudenziale della CEDU

Secondo la costante giurisprudenza amministrativa e civile, successiva agli arresti della Corte Europea dei diritti dell’uomo, la P.A. non può divenire proprietaria del suolo sulla base di un atto illecito (quale è la realizzazione dell'opera pubblica in assenza di un valido titolo ablativo) e nessun acquisto della proprietà di un'area può esservi in assenza di un legittimo atto ablatorio.

Obblighi dell'Amministrazione in caso di procedimento espropriativo illegittimo

Spetta all’Amministrazione (non potendo il giudice amministrativo sovrapporre una propria statuizione) valutare se, in relazione alle risorse economiche disponibili ed agli interessi da soddisfare, il terreno illegittimamente occupato per scopi di pubblico interesse vada restituito, previa demolizione di quanto costruito, ovvero vada acquisito ai sensi dell'art. 42 bis dPR 327/2001.

Superamento della distinzione tra l'occupazione acquisitiva e l'occupazione usurpativa

L'espropriazione indiretta, a cui l'occupazione "appropriativa" e quella "usurpativa" mettono capo, si pone in violazione del principio di legalità, perché non è in grado di assicurare un sufficiente grado di certezza e permette all'amministrazione di utilizzare a proprio vantaggio una situazione di fatto derivante da azioni illegali.

L’istituto giurisprudenziale della cd. occupazione appropriativa o acquisitiva non può più ritenersi conforme al nostro ordinamento

In mancanza di una legittima procedura espropriativa conclusa con un atto adottato nelle forme di legge, l’irreversibile trasformazione degli immobili non determina il passaggio della proprietà del bene all’Amministrazione Pubblica, posto che l’istituto (giurisprudenziale) della cd. occupazione appropriativa non può più ritenersi conforme al nostro ordinamento.

Possibili limitazioni dell'effetto restitutorio al proprietario del bene illegittimamente espropriato

Il proprietario del fondo occupato - senza titolo - dall'opera pubblica ha diritto alla restituzione del bene e tale effetto restitutorio può essere paralizzato soltanto da un contratto traslativo fra le parti, oppure qualora l'Amministrazione si avvalga dell'istituto previsto dall'art. 42 bis del D.P.R. n. 327/2001.

Obbligo della restitutio in integrum del bene privato occupato illegittimamente dalla p.a.

In caso di illegittima occupazione di un bene privato, in via principale, l’Amministrazione occupante deve essere condannata a restituire il terreno occupato nella piena disponibilità del legittimo proprietario, libero da persone e/o cose, previo ripristino dei luoghi nello stato di fatto originario prima dell’intervento costruttivo, nonché a risarcire il danno da occupazione illegittima temporanea.

Pagina 2 di 15 2