TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI - TITOLO - CESSIONE VOLONTARIA - DISCIPLINA
Il negozio di cessione volontaria, avente ad oggetto un immobile espropriando, è regolato dai principi civilistici sulla formazione del consenso e sottoposto alla disciplina propria della stipulazione del contratto.
In ipotesi in cui all’originario esercizio del potere autoritativo, si siano sovrapposti atti negoziali, intesi alla cessione delle aree a fronte del pagamento di corrispettivi da parte della P.A., le ragioni di credito devono essere tutelate mediante gli ordinari rimedi privatistici, nel sistema di tutela contrattuale e non già in quello ablatorio autoritativo.
In ipotesi di definizione consensuale del procedimento, mediante stipula di contra... _OMISSIS_ ...to; ne consegue che la problematica relativa all’acquisizione del bene deve essere presa in considerazione senza il ricorso ad istituti pubblicistici, ma utilizzando unicamente categorie di diritto civile.
La disciplina delle espropriazioni non richiama le regole tipiche della risoluzione del contratto per inadempimento; ne consegue che, anche volendo qualificare l’accordo bonario sulla determinazione dell’indennità come un contratto, soggetto alla disciplina degli articoli 1321 e seguenti del codice civile, la speciale normativa espropriativa (che in particolare subordina, l’effetto espropriativo al pagamento integrale dell’indennità), continua a prevalere sulle regole codicistiche in materia di risoluzione per inadempimento, incentrate sulla valut... _OMISSIS_ ... inserirsi nell'ambito della procedura espropriativa per scopi di pubblica utilità, pur essendo un contratto di diritto pubblico, poiché previsto e per certi aspetti disciplinato dal diritto pubblico, è, per il resto, cioè per gli aspetti non considerati dal diritto pubblico, certamente soggetto alla generale disciplina dettata dal codice civile in tema di contratti (o comunque ai principi generali da tale disciplina ricavabili).
Attraverso l'istituto della cessione volontaria il legislatore ha inteso consentire la sostituzione, col consenso della parte ablata, dell'intervento autoritativo della P.A. con uno strumento più semplice e rapido di carattere negoziale, cui si rendono applicabili (al di là del suo inquadramento o meno tra i contratti di diritto pubblico, e fatti salvi ... _OMISSIS_ ...erito nel procedimento espropriativo, avente struttura, forma e contenuto disciplinati dalle norme di diritto privato; la sussistenza ed il perfezionamento della cessione volontaria possono configurarsi soltanto in presenza di un documento scritto stipulato dal rappresentante legale dell'Amministrazione e dall'espropriato e contenente l'enunciazione degli elementi essenziali del contratto, nonché l'accordo su di essi da parte dei contraenti.
Il procedimento di espropriazione funge da indispensabile momento genetico e presupposto del contratto di cessione volontaria; detta influenza si arresta "in limine" di questo, nel senso che l'accordo in questione conclude automaticamente la procedura espropriativa e vive per il resto autonomamente, sottoposto alla disciplina propria del con... _OMISSIS_ ...evidenza pubblica per le P.A..
La cessione volontaria costituisce un negozio traslativo, inserito nel procedimento espropriativo, avente struttura, forma e contenuto disciplinati dalle norme di diritto privato, sicché la stessa si perfeziona solo con il consenso delle parti in ordine all'immediato trasferimento dell'immobile all'espropriante.
L’accordo sulla cessione dei beni assoggettati ad espropriazione non può derogare a quanto previsto dall’art. 45 TU espropri e quindi non può essere autonomamente determinato dalle parti ai sensi dell’art. 11 L. 241/1990.
La natura bifronte del contratto di cessione volontaria si riverbera sui poteri pubblicistici e privatistici che competono all'Amministrazione che è parte dell’accordo, sulla d... _OMISSIS_ ...e per difetto della causa della cessione volontaria, per effetto della mutata destinazione d'uso del bene, sono regolate dalle norme del Codice civile, la persistenza o meno dell’obbligo di non mutare la destinazione d’uso dei beni trasferiti va valutata alla luce dei principi che sovrintendono i poteri pubblicistici dell'Amministrazione.
Secondo la ricostruzione dell’istituto patrocinata dalla giurisprudenza civile di legittimità, la cessione volontaria, regolata dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, è un contratto la cui causa va ricondotta ad una forma alternativa di realizzazione del procedimento espropriativo mediante l'utilizzo di uno strumento privatistico soggetto, peraltro, sotto alcuni aspetti (tra cui quello del prezzo), a norme imperative. E' però indub... _OMISSIS_ ...ativi della proprietà traggono quindi origine dal contratto, non da provvedimenti amministrativi.
La causa propria del contratto di cessione volontaria va ricondotta ad una forma alternativa di realizzazione del procedimento espropriativo mediante l'utilizzo di uno strumento privatistico soggetto, peraltro, sotto alcuni aspetti, a norme imperative. E', però, indubbio che la conclusione è soggetta alla disciplina del contratto privatistico, caratterizzata non dalla posizione di preminenza dell'amministrazione espropriante, ma dall'incontro paritetico delle volontà: gli effetti traslativi della proprietà traggono quindi origine dal contratto, non da provvedimenti amministrativi, che pure parallelamente caratterizzano il perfezionamento della volontà dell'ente, nella fase dell'evid... _OMISSIS_ ...ci che riguardano l’atto convenzionale in senso proprio; lo stesso Giudice di Legittimità è fermo nel ritenere che l’inquadramento della cessione volontaria fra i contratti pubblici non esclude l’applicabilità delle regole di diritto privato che riguardino il contratto in sé, sia per quanto riguarda la sua struttura sia per quanto riguarda i profili di regolarità giuridica e/o di efficacia.
In termini strutturali, la cessione volontaria è sì un contratto. Tuttavia, da un punto di vista funzionale, essa equivale a un provvedimento di esproprio. Si tratta cioè di uno strumento che, sebbene formalmente negoziale, mantiene la connotazione di atto autoritativo, dato che il fine pubblico può essere perseguito anche attraverso la diretta negoziazione del provve... _OMISSIS_ ...|
Per giurisprudenza costante, in termini strutturali la cessione volontaria è un contratto che, tuttavia, da un punto di vista funzionale, equivale a un provvedimento di esproprio. Si tratta cioè di uno strumento che, sebbene formalmente negoziale, mantiene la connotazione di atto autoritativo, dato che il fine pubblico può essere perseguito anche attraverso la diretta negoziazione del provvedimento finale. Valgono dunque, in quanto compatibili, le disposizioni dettate per l’espropriazione (si veda ora, espressamente, l’art. 45, comma 4, del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327).
Il contratto di cessione volontaria dell'immobile si inserisce nell'ambito del procedimento di espropriazione ed ha la funzione di conseguirne il risultato peculiare (acquisizione della propri... _OMISSIS_ ...posto alla disciplina propria del contratto, caratterizzata dai principi civilistici sulla formazione del consenso, ivi compresi gli adempimenti richiesti dall'evidenza pubblica per le P.A.
Il legislatore manifesta un favor per la definizione negoziale del procedimento espropriativo, principio a cui si accompagna nella giurisprudenza di legittimità il riconoscimento del carattere atipico degli accordi di sostituzione che, come tali, non sono integrativi di un numerus clausus ma rimangono aperti, nei loro contenuti sino a ricomprendere con la finalità di un diretto ed immediato trasferimento della proprietà del bene ablato una definizione transattiva del rapporto tra privato e pubblica Amministrazione. In materia di procedimento di espropriazione, sia gli accordi endo-procedimen... _OMISSIS_ ....P.R. n. 327 del 2001, art. 20, comma 5 e art. 45), restano accomunati dall'applicazione della disciplina negoziale contenuta nel codice civile (art. 1326 c.c.).
Gli accordi di cessione volontaria, siano essi parzialmente o integralmente sostitutivi dello strumento pubblicistico, lasciano immutato il tema del loro perfezionamento che, inteso come momento di incontro di volontà equiordinate, rimane assoggettato ai generali meccanismi di conclusione del contratto, tra cui la necessità che alla proposta segua l'accettazione conforme alla prima nei contenuti nell'osservanza del termine fissato dal proponente al fine di tenere ferma la proposta stessa (art. 1326 c.c.).
La causa del contratto pubblicistico di cessione di cui all’art. 12 della legge n. 865 del 1971 va... _OMISSIS_ ... determinazione del prezzo di cessione - alla disciplina contenuta in norme di legge imperative. Nell’ambito di questa cornice normativa, e nel rispetto dei presupposti suindicati, la conclusione del contratto di cessione rimane soggetta alla disciplina del contratto privatistico, non essendo caratterizzata dalla posizione di preminenza dell’amministrazione pubblica espropriante bensì dall’incontro paritetico delle volontà.
L'art. 22, comma 2, dell'allegato B al D.P.R. n. 642 del 1972 prevede che sono esenti in modo assoluto dall'imposta di bollo gli "Atti e documenti relativi alla procedura di espropriazione per causa di pubblica utilità promossa dalle amministrazioni dello Stato e da enti pubblici, compresi quelli occorrenti per la valutazione o per il... _OMISSIS_ ...o, negli "atti" inclusi nell'espressione di cui all'art. 22 cit. vanno compresi anche gli accordi di cessione volontaria.
La qualificazione del negozio di cessione volontaria, ex art. 12 della legge n. 865 del 1971, come contratto pubblico non esclude l'applicabilità ad esso dei principi civilistici che regolano la conclusione del contratto, la sua interpretazione, l'automatica sostituzione di clausole in esso contenute e contrarie a norme imperative ex art. 1419 c.c. e la nullità del contratto per illiceità, oppure per mancanza dell'oggetto.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI - TITOLO - CESSIONE VOLONTARIA - FORMA
Ai fini della validità del contratto di cessione volontaria, è necessaria e sufficiente la forma scritta, e q... _OMISSIS_ ....A., primo fra tutti la forma scritta a pena di nullità; a tale fine non è sufficiente la mera accettazione della proposta di vendita o di acquisto del bene fatta dall'uno o dall'altro contraente, rendendosi viceversa necessaria la presenza di un documento scritto, stipulato dal rappresentante legale dell'Amministrazione e dall'espropriato e contenente l'enunciazione degli elementi essenziali del contratto, nonché l'accordo su di essi da parte dei contraenti.
L'atto scritto nel quale il negozio privatistico viene assunto, deve consistere in un documento unitario sottoscritto dal privato e dal rappresentante dell'ente legittimato ad esprimere la volontà all'esterno; deve pertanto escludersi che la sua esistenza possa essere ricavata da altri atti, ai quali sia eventualmente segui... _OMISSIS_ ...ranne che non si tratti di contratti a distanza conclusi con imprese commerciali.
In mancanza di atto scritto ad substantiam in un unico contesto, deve ritenersi che nessuna di cessione del bene sia intercorsa tra le parti.
Ai fini del trasferimento della proprietà tra privato e l'Amministrazione non può ritenersi valido l'accordo conseguente a proposta di cessione volontaria seguita da accettazione da parte della P.A.; ciò in quanto i contratti della p.a. devono essere redatti a pena di nullità per iscritto ed a questo fine è irrilevante l’esistenza di una deliberazione dell’organo collegiale dell’ente pubblico che abbia autorizzato la stipulazione del contratto, ove tale deliberazione non si sia tradotta in un unico atto contrattuale coevamente sot... _OMISSIS_ ...to del bene fatta dall'uno o dall'altro contraente non è sufficiente in quanto la sussistenza ed il perfezionamento della vendita possono configurarsi soltanto in presenza di un documento scritto stipulato dal rappresentante legale dell'Amministrazione e dall'espropriato e contenente l'enunciazione degli elementi essenziali del contratto, nonché l'accordo su di essi da parte dei contraenti.
Ai fini della validità del contratto di cessione volontaria dell'immobile, oggetto di espropriazione, ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 12, comma 1, è sufficiente la scrittura privata (art. 1350 cod. civ.), non essendo prescritto l'atto pubblico.
I contratti della p.a. debbono essere redatti a pena di nullità per iscritto e l'atto scritto deve consistere in un documen... _OMISSIS_ ...provinciale è negozio soggetto al requisito della forma scritta a pena di nullità, che può ritenersi osservato solo in presenza di un documento che contenga in modo diretto la volontà negoziale, perciò redatto al fine specifico di manifestare la stessa, e dal quale si deve, pertanto, poter desumere la concreta instaurazione del rapporto con le indispensabili determinazioni in ordine alle prestazioni da svolgersi da ciascuna delle parti.
Il negozio di cessione volontaria, concluso nell'ambito di un procedimento espropriativo, si deve ritenere soggetto, al pari di ogni contratto stipulato dalle Pubbliche amministrazioni, all'osservanza di tutti gli adempimenti richiesti dall'evidenza pubblica primo fra tutti il requisito della forma scritta ad substantiam, che ne costituisce eleme... _OMISSIS_ ...i cessione volontaria avvenga in forma “notarile” cioè con contratto di compravendita sottoscritto in presenza del notaio.
Il consenso verbale del proprietario all'occupazione di parte del proprio terreno per la realizzazione dell'opera pubblica, deve ritenersi ininfluente ai fini del trasferimento della proprietà, in mancanza dell'atto scritto richiesto dall'articolo 1350 c.c..
In assenza di formale stipulazione del contratto, non è ravvisabile una cessione volontaria del bene e ad integrare la stipulazione del suddetto negozio non può bastare l'accettazione di una proposta di vendita o di acquisto del bene fatta dall'uno o dall'altro contraente, essendo indispensabile la presenza di un documento scritto stipulato dal rappresentante legale dell'amministra... _OMISSIS_ ...squo;immobili oggetto di espropriazione definita “scrittura privata da valere quale atto pubblico a tutti gli effetti di legge” ha natura di cessione volontaria del suolo ex artt. 12 e 17 legge n. 865/1971, idoneo ex se a determinare il trasferimento del bene che ne è oggetto in capo all'Amministrazione espropriante.
Ad integrare la stipulazione della cessione volontaria di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 12, non può bastare l'accettazione di una proposta di vendita o di acquisto del bene fatta dall'uno o dall'altro contraente, essendo indispensabile la presenza di un documento scritto stipulato dal rappresentante legale dell'amministrazione e dall'espropriato, e contenente l'enunciazione degli elementi essenziali del contratto stesso.
Il negozio di... _OMISSIS_ ...uisito della forma scritta a pena di nullità, che può ritenersi osservato solo in presenza di un documento che contenga in modo diretto la volontà negoziale.
In presenza di sola manifestazione di disponibilità alla stipula alla cessione del bene non può ritenersi avvenuto il perfe...
Il presente articolo è un'aggregazione di sintesi di pronunce giudiziali estratte da un nostro codice o repertorio, nel quale le sintesi qui visibili sono associate agli estremi e agli estratti originali delle pronunce a cui si riferiscono (vedasi il sampler del prodotto). Possono essere presenti sintesi ripetitive o similari, derivanti da pronunce di contenuto ripetitivo o similare.