Natura dell'atto di cessione volontaria

Si ritiene generalmente in dottrina e giurisprudenza che la natura dell’atto di cessione si collochi in un ambito promiscuo tra il diritto pubblico e il diritto privato: infatti viene per lo più considerato un contratto pubblicistico (CDS 874/2007) la cui conclusione è, allo stesso tempo, soggetta alla disciplina privatistica, caratterizzata – secondo la Cassazione (CASS 3040/2007, 10140/2006) – non dalla posizione di preminenza dell’amministrazione espropriante, ma dall’incontro paritetico delle volontà: gli effetti traslativi della proprietà traggono origine dal contratto, non da provvedimenti amministrativi, che pure parallelamente caratterizzano il perfezionamento della volontà dell’ente, con il quale le parti concludono in via negozi... _OMISSIS_ ...ablatoria.

« Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, confermato dalla sentenza 8 novembre 1989 n. 4695 e condiviso dalla decisione del Consiglio di Stato Sez. IV 25 novembre 1991 n. 969, l’accordo, con cui l’espropriante ed espropriando, dopo l’inizio del procedimento espropriativo, convengono il trasferimento della proprietà del bene e fissano amichevolmente la misura della indennità, costituisce un contratto di diritto pubblico, che si inserisce nella procedura ablatoria e produce effetti traslativi analoghi a quelli del decreto d’espropriazione, con la conseguenza che tale contratto, sottratto alla disciplina di diritto privato, lungi dal caducare i precedenti atti del procedimento trova in esse la sua ragio... _OMISSIS_ ...sendo stato concluso a causa ed in funzione della espropriazione in corso e si pone come atto integrativo e conclusivo del procedimento ablatorio rendendo superflua solo la emanazione del decreto d’espropriazione di cui tiene luogo » (CASS SU 9130/1994).

Tale orientamento delle Sezioni Unite è confermato da successivi interventi giurisprudenziali, con i quali si evidenzia il carattere vincolato del contenuto dell’accordo di cessione, in conseguenza della sua eterodeterminazione e conseguente sottrazione alla libera volontà delle parti.

Il riferimento al parametro legale circa la determinazione dell’indennità espropriativa fa sì che l’atto di sia inserito nella categoria dei negozi di diritto pubblico (o, com... _OMISSIS_ ...eriscono, “ad oggetto pubblico”), il quale presuppone l’esistenza di un procedimento espropriativo in atto, con la conseguente dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, e l’inclusione dei beni da espropriare nel piano di esecuzione dell’opera stessa (CASS, 13250/1999, 3930/1999, 1730/1999, 4759/1998, 4658/1997, 2091/1997).

Sia decreto di esproprio che atto di cessione trasferiscono il diritto a titolo originario, e sono pienamente equiparabili sotto questo aspetto.

« Nel sistema della legge generale sull’espropriazione di pubblica utilità, giurisprudenza e dottrina hanno attribuito alla cessione volontaria, siccome regolata da disposizioni di carattere inderogabile e tassativo, la na... _OMISSIS_ ... di diritto pubblico, dotato della funzione propria del decreto di espropriazione di segnare l’acquisto a titolo originario, in favore della P.A., del bene compreso nel piano d’esecuzione dell’opera pubblica. Suoi presupposti di efficacia sono, appunto, l’esistenza di un procedimento espropriativo in atto, con la conseguente dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, e l’inclusione di beni da espropriare nel piano d’esecuzione dell’opera stessa. Sussistendo tali requisiti, può dunque riconoscersi la totale equiparazione tra decreto espropriativo e contratto di cessione volontaria (tra le varie, cfr. Cass. 18 luglio 1994, n. 6710; 13 giugno 1985, n. 3549; 6 dicembre 1984, n. 6424) » (CASS 1730/1999).
... _OMISSIS_ ...quo;inclusione dell’atto di cessione nella categoria dei contratti aventi natura pubblicistica e dalla conseguente equiparazione al decreto di esproprio, la giurisprudenza faceva conseguire l’applicazione degli artt. 52 L 2359/1865 e 14 L 865/1971 (oggi art. 25 TU) in virtù dei quali, pronunciata l’espropriazione e trascritto il relativo provvedimento, tutti i diritti relativi agli immobili espropriati possono essere fatti valere esclusivamente sull’indennità.

L’estensione all’atto di cessione delle disposizioni, riferite espressamente al decreto di esproprio, dapprima operata dalla giurisprudenza, trova con il Testo unico, la sua codificazione legislativa.

Infatti ai sensi dell’art. 34.2 « d... _OMISSIS_ ...ione del decreto di esproprio o dell’atto di cessione, tutti i diritti relativi al bene espropriato possono essere fatti valere esclusivamente sull’indennità ». Ai sensi dell’art. 45.3 «l’accordo di cessione produce gli effetti del decreto di esproprio e non li perde se l’acquirente non corrisponde la somma entro il termine concordato».

Significativa è, con riferimento all’ultima disposizione richiamata, non solo l’equiparazione, sul piano degli effetti, dell’atto di cessione (impropriamente chiamato “accordo di cessione” all’art. 45.3) al decreto di esproprio, ma anche la loro persistenza qualora l’amministrazione non ottemperi all’obbligo contrattuale consistente ... _OMISSIS_ ...inadempimento che, nel caso di compravendita di diritto comune, legittimerebbe la controparte alla richiesta di risoluzione del contratto.

La riconducibilità dell’atto di cessione al procedimento amministrativo conferente allo stesso natura pubblicistica, non sembra pertanto, nel regime del testo unico, arrestarsi alla fase di perfezionamento dell’atto, con la conseguenza che, una volta conclusa la procedura espropriativa, lo stesso verrebbe ad essere sottoposto alla normativa dei contratti di natura privatistica, ivi comprese le disposizioni in materia di risoluzione e rescissione (CASS 14901/2000).

Tale natura pubblica viceversa sembra caratterizzare l’atto di cessione anche nella fase di conclusione ed esecuzione.
... _OMISSIS_ ...;esigenza di superamento delle questioni sorte in ordine alla natura del contratto ed all’esperibilità dell’azione di risoluzione è stata sottolineata dall’Adunanza Generale del Consiglio di Stato che, nel parere 29 marzo 2001 n. 4/2001, reso allo schema del Testo unico, rileva con riferimento all’art. 45.3:

« Il comma 3 intende evitare le questioni, sorte in dottrina e in giurisprudenza, sulla natura dell’accordo e sull’esperibilità dell’azione di risoluzione dell’accordo nel caso di inadempimento, con la distinzione tra gli aspetti pubblicistici e quelli attinenti al pagamento della somma dovuta.

L’equiparazione col decreto di esproprio comporta che il terzo, che ritenga di avere un... _OMISSIS_ ...squo;indennità, possa proporre opposizione alla corte d’appello, mentre chi è stato chiamato a concludere l’accordo può impugnarlo innanzi al giudice amministrativo » (§ 31).

Del resto ciò sembra conseguenza del fatto che la somma pattuita non è un corrispettivo rimesso alla libera determinazione delle parti, bensì una indennità commisurata al parametro legale; impropria sarebbe l’applicazione delle disposizioni in materia di risoluzione e di rescissione del contratto, tese a mantenere l’equilibrio del rapporto sinallagmatico voluto dalle p...


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