Il concorso colposo del danneggiato

Concetto confinante con quello appena sviluppato del fatto del terzo è dato dal c.d. “concorso colposo del danneggiato”.

Si tratta di ipotesi collegate da un elemento fondamentale: l’intervento, nella concatenazione causale degli eventi, del fatto di un soggetto terzo rispetto al rapporto tra bene e custode.

Nell’ipotesi del fatto del terzo, si è visto, il danno proviene da un fatto estraneo alla sfera del custode, ma rientrante in quella di un altro soggetto, un terzo appunto. Tale fatto del terzo assumerà quindi il carattere di circostanza liberatoria per il custode solo al sussistere di determinate circostanze, quali - in primo luogo - un’intrinseca autonomia rispetto alla condotta e, più in generale, alla sfera ... _OMISSIS_ ... secondo luogo, un carattere di imprevedibilità ed inevitabilità del fatto del terzo per il medesimo custode.

Quid juris nel caso in cui il terzo, generante il danno, sia lo stesso soggetto danneggiato?

Una risposta unitaria non esiste, in quanto la condotta del danneggiato va concretamente valutata nella sua eventuale inevitabilità, imprevedibilità e, in generale, nella sua rilevanza all’interno del nesso di causalità.

In primo luogo, la condotta del danneggiato potrebbe avere i caratteri dell’autonomia e dell’imprevedibilità rispetto alla sfera del custode: in tal caso dovrebbe essere posta allo stesso livello del caso fortuito derivante dal fatto del terzo estraneo o dell’evento naturale.

... _OMISSIS_ ...icativa, «in tema di danno causato da cose in custodia, il caso fortuito idoneo ad interrompere il nesso causale e, di conseguenza, ad escludere la responsabilità del custode, di cui all’art. 2051 c.c. può essere costituito anche dalla condotta, imprevista ed imprevedibile, della stessa vittima: nella specie annegata in una piscina condominiale, nella quale si era introdotta superando un cancello, al di fuori del periodo di apertura, nonostante il divieto di entrata alle persone estranee e in mancanza di autorizzazione o di assenso da parte del custode» [1].

Più sinteticamente si può affermare che «il comportamento colposo del danneggiato integra il caso fortuito e vale ad escludere la responsabilità del custode ex art. 2051 c.c. quando... _OMISSIS_ ...fficiente a determinare l’evento di danno» [2].

L’uso imprudente della cosa costituisce un tipico esempio di fatto del danneggiato esimente da responsabilità per il custode.

Logicamente, tale carattere esimente si spiega in forza dell’interruzione del nesso di causalità realizzatasi con l’attività imprevedibile del terzo, che ha reso del tutto superflui gli eventuali accorgimenti del custode (ad esempio le sue segnalazioni di pericolo derivanti dall’uso della cosa) volti ad evitare possibili danni a cose o persone.

Più nello specifico si può osservare che «ai fini dell’esclusione della responsabilità del custode, il caso fortuito può anche identificarsi con la colpa dello stesso dann... _OMISSIS_ ...endersi come fatto dotato di impulso causale autonomo nel determinismo del fatto dannoso. In particolare, la volontaria e consapevole esposizione al pericolo rappresentato da una specifica situazione (pur ascrivibile al fatto del terzo), quando esistano per il danneggiato agevoli e valide alternative, idonee a scongiurare l’eventualità di accadimenti dannosi, comporta la rottura del nesso di causalità tra quella situazione e l’evento pregiudizievole che avesse a verificarsi, posto che in tal caso è alla volontà dello stesso danneggiato ed alla sua decisione di correre un pericolo da lui conosciuto e facilmente evitabile, che l’evento deve essere ricollegato in nesso eziologico. Peraltro, ove ciò abbia a verificarsi, non occorrono, ai fini della prova libera... _OMISSIS_ ...ustode dimostri la sussistenza degli ulteriori requisiti dell’imprevedibilità e dell’inevitabilità del fatto del danneggiato, posto che l’esclusione del rapporto causale tra cosa in custodia e danno esaurisce in radice ogni possibile aspetto della questione» [3].

Alla luce di quanto sin qui esposto, l’azione del danneggiato, per assumere il carattere liberatorio proprio del caso fortuito previsto dall’art. 2051 c.c., deve interrompere il nesso causale custodia-danno ed assumere i caratteri essenziali del caso fortuito stesso, quali l’imprevedibilità, l’eccezionalità e l’autonomia rispetto alla cosa ed alla condotta del custode [4]. Procedendo in tal senso, si può rilevare come le ipotesi di concorso colposo... _OMISSIS_ ...o nelle dinamiche di cui all’art. 2051 c.c. - idonee ad escludere la responsabilità del custode - siano ascrivibili, prevalentemente, ad un uso improprio della cosa.

Ad esempio, in punto di lesioni derivanti da un improprio uso di un bene, i doveri del custode di segnalare i pericoli si arrestano e divengono del tutto ininfluenti ove l’uso che della cosa si fa sia del tutto improprio e illogico: «Nella ricostruzione dell’incidente in base alla più attendibile deposizione del teste (...), il giudice del merito ha accertato che la causa esclusiva della lesione doveva essere attribuita all’uso abnorme che della struttura avevano fatto lo stesso infortunato ed altri minori, che, premendo con forza sulla porta (rispettivamente dal... _OMISSIS_ ...quo;esterno del box, allo scopo, l’uno, di aprirla e, gli altri, di tenerla chiusa), ne avevano cagionato, per effetto della forza prevalente, la violenta apertura verso l’esterno ed il conseguente suo immediato ritorno all’indietro, per effetto del quale veniva colpito l’arto del minore. Orbene, in tale situazione non è censurabile la decisione del giudice del merito, che, avendo ravvisato nel comportamento concorrente dell’infortunato e dei terzi l’ipotesi del fortuito, ha escluso la responsabilità del custode» [5].

Prosegue, nella medesima pronunzia, la Suprema Corte, ribadendo un principio rinvenibile nella giurisprudenza di legittimità prevalente, come richiamata anche nelle precedenti pagine: «In tema ... _OMISSIS_ ...ato da cose in custodia, infatti, secondo l’indirizzo interpretativo costante di questa Corte (...), è indispensabile, per l’affermazione di responsabilità del custode, che si accerti un nesso di causalità tra la cosa ed il danno patito dal terzo, dovendo, a tal fine, ricorrere la duplice condizione che il fatto costituisca un antecedente necessario dell’evento, nel senso che quest’ultimo rientri tra le conseguenze normali ed ordinarie di esso, e che l’antecedente medesimo non sia poi neutralizzato, sul piano causale, dalla sopravvenienza di circostanze da sole idonee a determinare l’evento» [6].

Nella medesima sentenza, la Corte di Cassazione ribadisce che «la responsabilità del custode, è stata sempre negata da... _OMISSIS_ ...nza di questa Corte nella specifica considerazione che il dovere del custode di segnalare il pericolo connesso all’uso della cosa si arresta di fronte ad un’ipotesi di utilizzazione impropria, la cui pericolosità sia talmente evidente ed immediatamente apprezzabile da chiunque, tale da renderla del tutto imprevedibile, sicché l’imprudenza del danneggiato, che abbia riportato un danno a seguito di siffatta impropria utilizzazione, integra il caso fortuito» [7]...


...continua.  Qui sono visibili 8000 su 12219 caratteri complessivi dell'articolo.

 Sono omessi dal presente articolo eventuali note ed altri contenuti reperibili nel prodotto

Acquista per soli 5,00 € l'articolo, che ti verrà inviato via mail e che potrai scaricarti dalla tua area privata nella sua interezza e senza omissis.

Acquista articolo
Nuovo

L’articolo sopra riportato è composto da contenuti tratti da questo prodotto (in formato PDF) acquistabile e scaricabile con pochi click. Attenzione: ove l'articolo contenga NOTE, esse NON sono riportate nell'articolo stesso ma solamente nel prodotto da cui esso è tratto.

pdf 119 pagine in formato A4

15,00 €