L'indennità di esproprio delle aree inedificabili dopo la sentenza 181

V. La disamina soprattutto della motivazione della sentenza 181 consente di anticipare quella che appare la più probabile e sicura risposta all’interrogativo che necessariamente consegue alla declaratoria in essa contenuta “Quale indennità di esproprio per detti terreni? – Non senza dimenticare che la pronuncia di illegittimità è rivolta anzitutto al regime previgente il T.U. per il quale dunque deve essere fornita la risposta: perciò non consentendo, per un verso che la nuova disciplina possa essere ricavata esclusivamente dalla lettura dell’art. 40, 1° comma, del T.U non applicabile alle espropriazioni, la cui dichiarazione di p.u. sia antecedente al 30 giugno 2003; e considerando d’altra parte, che la Consulta ha eliminato il parametro... _OMISSIS_ ...n ha inciso in alcun modo sul criterio “legale” di classificazione dei fondi inedificabili, né ha attribuito agli stessi la possibilità di utilizzazioni extra-agricole (ipotetiche come, ad esempio, il fatto che il terreno, per la sua vicinanza al centro abitato, possa un giorno acquisire destinazione fabbricativa in seno al piano regolatore generale): peraltro nuovamente escluse dalla disposizione finale del 1° comma del ricordato art.40, ove si ricorda che per i terreni coltivati non è consentita la valutazione di possibili o effettive “utilizzazioni diverse da quella agricola”.

Non sussistendo più il criterio di cui all’art.16 della legge 865, non potendosi applicare sia pure quale indice parametrico quello analogo del... _OMISSIS_ ... ai cui commi 2° e 3° è stata estesa la declaratoria, e non potendosi invocare neppure per analogia quello dettato dalla nuova legge 244 del 2007 per i soli terreni con destinazione edificatoria, per quelli che tale qualifica legale non posseggono si dovrà necessariamente ricorrere al consueto criterio generale dell’art. 39 legge 2359/1865, che d’altra parte si riferiva ad ogni tipologia di immobili -edificati, edificabili e privi di tale destinazione, o con destinazione particolare quali le cave-; e si limitava ad enunciare quale parametro universale per la stima dell’indennità di espropriazione quello che il fondo qualunque sia la categoria di appartenenza, non può che essere valutato in base al prezzo che verrebbe pagato “in una libera c... _OMISSIS_ ...i compravendita”.

Questa previsione trova altresì un aggancio obbiettivo nella giurisprudenza di legittimità seguita alla declaratoria di incostituzionalità del criterio riduttivo relativo ai suoli edificatori pronunciata dalla recente sentenza 348/2007 della Corte Costituzionale; la quale ha ritenuto che l’art.39 per tale valenza generale, a differenza che le varie norme speciali riguardanti particolari e specifici settori d’intervento degli enti suddetti, non è mai rimasto propriamente abrogato, ma soltanto derogato e compresso, anche se al massimo grado, nell’ambito della sua possibile sfera di applicazione, restando pur sempre come criterio atto a disciplinare, in mancanza di apposite norme specifiche, le residue ipotesi di e... _OMISSIS_ ...on rientranti nella previsione della legge 247/1974.

Né è d’altra parte sorprendente e decisiva la corrispondenza del parametro indennitario da esso indicato con la riparazione integrale in rapporto ragionevole con il valore venale del bene garantita dall’art. 1 del Protocollo allegato alla Convenzione Europea, nell’interpretazione offerta dalla Corte EDU; per cui è da ritenere scontato che Corti di Appello e Corte di Cassazione ne estenderanno l’applicazione anche ai suoli non edificatori con le disposizioni complementari contenute negli art.40 sull’espropriazione parziale e 43 relative ai manufatti: del resto osservate anche nei passati decenni di indiscussa applicazione dei VAM. E che queste regole non potranno mutare con rife... _OMISSIS_ ...propriazioni soggette al T.U. posto che il sopravvissuto 1° comma dell’art.40 è un parametro assolutamente speciale valevole soltanto per le aree non edificabili, ma coltivate (e cioè per i terreni agricoli in senso stretto).

Si può concludere osservando che il ricorso all’art. 39 non è una novità neppure per i suoli non edificatori, come dimostrano lo sfortunato tentativo dell’indirizzo giurisprudenziale favorevole al tertium genus di cui si è detto al § IV; e successivamente la sua attuale ed indiscussa applicazione all’occupazione espropriativa dei terreni non edificatori. Sicché, come avviene per quest’ultima, la norma applicata alle espropriazioni rituali di suoli della medesima categoria imporrà al giudice “di... _OMISSIS_ ...lle obbiettive ed intrinseche caratteristiche ed attitudini dell’area in relazione alle utilizzazioni autorizzate dagli strumenti di pianificazione del territorio: perciò consentendo pure al proprietario interessato da un’espropriazione rituale, di dimostrare sempre all’interno della categoria suoli/inedificabili, anche attraverso rigorose indagini tecniche e specializzate, che il valore agricolo sia mutato e/o aumentato in conseguenza di una diversa destinazione del bene egualmente compatibile con la sua ormai accertata non edificatorietà. E, quindi, che il fondo, suscettibile di sfruttamento ulteriore e diverso da quello agricolo, pur senza raggiungere i livelli dell’edificatorietà, abbia un’effettiva e documentata valutazione di mercato che r... _OMISSIS_ ...te possibilità di utilizzazioni intermedie tra l’agricola e l’edificatoria (parcheggi, mercati, depositi, attività sportive e ricreative, chioschi per la vendita di prodotti, ecc.): sempreché assentite dalla normativa vigente sia pure con il conseguimento delle opportune autorizzazioni amministrative”.

E se è vero che in piccoli centri prettamente dediti all’agricoltura, in cui nessuna di queste utilizzazioni potrebbe comportare significativi movimenti nel mercato immobiliare, il nuovo criterio potrebbe non apportare particolari benefici agli espropriati rispetto al pregresso sistema dei VAM (ma probabilmente neanche i terreni edificatori raggiungerebbero valutazioni di rilievo), è pur vero che esso consente anche in queste fattispeci... _OMISSIS_ ...o;riparazione integrale….. in rapporto ragionevole con il bene» auspicata dalla CEDU; che naturalmente è destinata ad assumere ben altra consistenza tutte le volte in cui il proprietario, da un lato, e le indagini tecniche compiute dal giudice dall’altro, dimostreranno invece che taluna di dette destinazioni è ben richiesta ed apprezzata dal mercato locale.

Mi preme al riguardo riproporre l’esempio ricordato dal dott. Loro dei terreni in fregio alle strade di grande comunicazione, per tale ubicazione gravati dal vincolo di rispetto, sovente utilizzati come deposito ed esposizione di autovetture che hanno raggiunto valutazioni spesso invidiate dagli stessi suoli edificabili del comprensorio: ora indennizzabili non più con i VAM ... _OMISSIS_ ... le aree non coltivate, bensì in base all’intero valore dagli stessi raggiunto in comune commercio per effetto della destinazione suddetta.



VI. L’applicazione del nuovo parametro vale a chiudere e concludere definitivamente l’era dell’ingiusto meccanismo di calcolo-VAM, e, nel contempo, a colmare con il criterio di carattere generale peculiare dell’art. 39 della legge fondamentale, il vuoto normativo creato dalla sua eliminazione: non certo a penalizzare ...


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