La nuova indennità per le aree inedificabili dopo la sentenza Corte cost. 181/2011

IL QUADRO NORMATIVO DETERMINATO DALLA DECLARATORIA

Dopo la declaratoria di incostituzionalità del meccanismo che per ben 40 anni aveva dominato il regime dell’indennità di esproprio per i fondi inedificabili, non è sopravvenuta alcuna leggina che come l’art. 2, commi 89° e 90° della legge 244 del 2007 si è affiancata e nel contempo ha dato attuazione ai precetti enunciati da Corte Costit. 348/2007 in relazione a quelli edificatori; e d’altra parte, si è detto che la sentenza 181 ha resistito alla tentazione di fornire suggerimenti al legislatore sulle disposizioni da emanare in luogo di quelle dichiarate incostituzionali, preferendo piuttosto riprodurre anche nel settore indennitario i principi della convenzione europea, entrata di p... _OMISSIS_ ...ostro ordinamento, nonché ricordarne l’inderogabilità comportante l’obbligo, per lo stesso legislatore, di uniformarsi ai criteri di determinazione della riparazione dalla stessa enunciati ed applicati.

Per cui, ancor più che dopo la precedente decisione del 2007, è divenuta improcrastinabile la domanda su quale indennità sia dovuta per tale categoria di suoli. Alla quale non appare possibile rispondere correttamente se non si tengono presenti alcuni elementi e principi, che contestualmente esaminati, indirizzano verso una soluzione obbligata: I)la declaratoria è stata chiesta ed ottenuta con riguardo al regime previgente degli art. 15 e 16 legge 865, e non a quello dell’art. 40 T.U., cui è stata solamente estesa; per cui è con riferimento al ... _OMISSIS_ ...ova disciplina va soprattutto individuata, e non tratta da quest’ultima norma: da utilizzare semmai per completarne la ricostruzione e consentirne l’estensione anche alle espropriazioni soggette al testo unico; II) la riacquistata totale autonomia della aree prive delle “possibilità legali di edificazione”, dopo la declaratoria di illegittimità del 4° comma dell’art. 5 bis: che si traduce nella riproposizione e definitiva riaffermazione con piena dignità della relativa categoria, quale unico termine alternativo del sistema binario di classificazione , con un ruolo di centralità assoluta ed indiscutibile nella nuova disciplina stabilita dal 3° comma dell’art. 5 bis, (ed oggi dal combinato disposto degli art. 32 e 37, 3° e 4... _OMISSIS_ ...), con riguardo al criterio di determinazione dell’indennità. Il quale anche nell’argomentare della Corte è perciò considerato non come terza via idonea a superare, solo per alcune tipologie di aree, la bipartizione introdotta da Corte Costit. 5/1980 e formalmente legalizzata dal 4° comma dell’art. 5 bis, ma in un’ottica unitaria rivolta alla categoria intera, quale nuovo sistema di calcolo avente la medesima latitudine applicativa attribuita a quella contrapposta delle “aree edificabili” dalla sentenza 348/2007, nonché dall’art. 2 comma 89° legge 244/2007; III) l’inconciliabilità del criterio “agricolo medio” con l’art. 42, 3° comma Costit. è dipesa non solo dalla riconsiderazione della sua astrat... _OMISSIS_ ...recedenti opposte valutazioni della Corte, ma anche dal sopravvenire di una fonte interposta, per effetto della legge 3/2001 che ha modificato l’art. 117 Costit., rendendo incostituzionali le norme di legge in contrasto con gli obblighi internazionali – nel caso costituiti dal Protocollo addizionale alla Convenzione europea, come interpretato dalla Corte Edu; il quale, se da un lato, ha mantenuto a ciascuno Stato ampia discrezionalità nella scelta delle politiche, nonché degli strumenti di suddivisione e ripartizione dei suoi beni, dall’altro ha imposto una regola insuperabile per compensare la massima ingerenza delle pubbliche amministrazioni nel diritto dei proprietari al rispetto di quelli propri: che cioè “nelle espropriazioni isolate” pur s... _OMISSIS_ ...blica utilità, quali che siano natura, vocazione o destinazione del terreno, soltanto una riparazione integrale può essere considerata in rapporto ragionevole con il bene.

Ciò significando che il punto di riferimento indefettibile per determinarne l'indennità di espropriazione debba essere necessariamente il suo valore di mercato (o venale), poiché esso solo tiene in considerazione tutte le qualità che incidono sulla sua potenziale utilizzazione economica; IV)il rinvio del giudice delle leggi, nella parte conclusiva della motivazione, ad una “interpretazione costituzionalmente orientata” affidata ai giudici ordinari, del 1° comma dell’art. 40 TU per renderlo indenne dal sospetto di illegittimità costituzionale, e quindi il suo “salv... _OMISSIS_ ...onato”, comportano che qualsiasi criterio sostitutivo del VAM, per acquisire tale carattere debba essere letto in modo da risultare, pur esso, conforme e perfettamente sovrapponibile alla menzionata regola della Convenzione: perciò abbandonando i tradizionali parametri incentrati su possibilità -effettive o virtuali- di sfruttamenti solo agricoli, o extra agricoli, o intermedi e relative presunzioni, ormai inattuali, e privilegiando canoni ermeneutici aderenti al nuovo quadro normativo delineato dalla sentenza proprio per adeguare l’indennità di espropriazione anche dei terreni inedificabili -qualunque ne siano tipologia, subcategoria o destinazione urbanistica- ai precetti degli art. 42 e 117 Costit.



ASPETTATIVE EDIFICATORIE: INDIF... _OMISSIS_ ...EDU

Il dato evidenziato disvela definitivamente l’inconsistenza dell'equazione valore del fondo=suscettività edificatoria, riproposta da quanti -delusi dalla precedente sentenza 348/2007, priva di spunti utili al riguardo- hanno intravisto la possibilità di ravvisare tra le righe della decisione del 2011, un ritorno anche per via indiretta alla nozione dell’edificabilità di fatto, naturalmente intesa nella concezione peculiare degli anni 60’, di semplice presenza nella zona delle principali opere di urbanizzazione primaria, o di vicinanza a terreni edificabili (o edificati): considerate sinonimo di edificabilità reale in contrapposizione a quella di edificabilità legale relegata, invece ai soli terreni gravati da alcune tipologie di limitazio... _OMISSIS_ ... 10).

Tale equazione sarebbe stata riportata in auge dalla giurisprudenza della CEDU, richiamata dalla sentenza 181, da leggere nel senso che la Convenzione avrebbe decretato l’incostituzionalità di qualsiasi criterio diverso, costringendo a reinterpretare la prima proposizione dell’art. 32 del T.U. (e l’art. 39 della legge 2359 del 1865) “l'indennità di espropriazione è determinata sulla base delle caratteristiche del bene….alla data dell'emanazione del decreto di esproprio” : come se il suo prezzo di mercato per risultare conforme al disposto dell’art. 117 Costit. dovesse essere determinato sempre in base al criterio della stima comprensoriale o a meccanismi affini che ne ricavino comunque una vocazione edificatoria... _OMISSIS_ ...enziale o futura, al limite da trarre attraverso sofisticati espedienti perequativi, da quella delle zone prossime.

Già per il totale disinteresse della CEDU, del resto sistematicamente dichiarato dalla propria giurisprudenza, per i sistemi di classificazione delle aree adottati dalla nostra legislazione, la decisione non pone alcuna questione (anzi, espressamente esclusa) di ripristino della inesistente categoria di aree in possesso di vocazione edificato...


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