Marginalizzazione del sistema VAM nella giurisprudenza e nella legislazione

MARGINALIZZAZIONE DEL SISTEMA VAM: NELLA GIURISPRUDENZA.

Alla progressiva valorizzazione dei terreni inedificabili si è affiancata, a partire dagli stessi anni 90’, tutta una serie di pronunce giurisdizionali, che hanno dimostrato l’incompatibilità proprio sotto il profilo logico giuridico, della loro valutazione mediante un meccanismo indennitario penalizzante (art. 40 T.U.) con il mutato quadro normativo-costituzionale che si era via via determinato: A) Il là è arrivato proprio dalla nota pronuncia 179/1999 della Corte Costituzionale che, seppure a proposito dei vincoli espropriativi nonché della loro reiterazione, ha sancito il principio, ricavato direttamente dall’art. 42 Costit., della loro indennizzabilità quale che fosse la vocazione ... _OMISSIS_ ...ne erano gravate; ed in mancanza di una legge al riguardo, ha invitato tanto il giudice ordinario, quanto quello amministrativo ad attribuirlo direttamente in ottemperanza al precetto costituzionale.

Non senza avvertire che non poteva “essere utilizzato un criterio di liquidazione ragguagliato esclusivamente al valore dell'immobile” non certamente perché in contrasto con la teoria dei criteri mediati e men che mai con la normativa sui VAM, ma “in quanto il sacrificio subito consiste, nella maggior parte dei casi, in una diminuzione di valore di scambio o di utilizzabilità”; e perché “l'indennizzo per il protrarsi del vincolo è un ristoro (non necessariamente integrale o equivalente al sacrificio, ma neppure simbolico) per una seri... _OMISSIS_ ..., che si possono verificare a danno del titolare del bene immobile colpito”. Da qui, secondo la Consulta, l’affermato obbligo dei giudici di provvedere comunque alla liquidazione, nonché il suggerimento di avvalersi al riguardo non certamente dei parametri incentrati su valori agricoli medi o effettivi, ma dei più moderni criteri sostanzialmente ricavati dalle indicazioni di Corte Costit. 5/1980, nonché da quelle più volte ripetute dalla CEDU, poi sostanzialmente trasfuse nell’art. 32, 1° comma del TU: o se si vuole dal meccanismo sempre più attuale delineato dagli art. 39 e 40 della legge Pisanelli.

E si è detto che con tale suggerimento immediatamente applicato da qualsiasi giurisdizione, si è determinata per i terreni inedificabili la s... _OMISSIS_ ...uel momento abnorme, per cui la perdita di alcune facoltà di godimento poteva essere compensata a valore pieno, corrispondente al pregiudizio sofferto, in conformità ai principi enunciati come inderogabili (seppur di fatto derogati) dalla menzionata Corte Costit. 5/1980 e successive.

Laddove l’ablazione totale della proprietà era indennizzata con l’attribuzione di valori (tabellari) notevolmente inferiori a quelli precedenti e del tutto inidonei a rappresentarne il valore commerciale. B) D’altra parte la giurisprudenza tanto di merito, quanto di legittimità, rilevava che la loro applicazione poteva giustificarsi soltanto con un’interpretazione meramente letterale e formale dell’art. 16 legge 865/1971, plausibile con il periodo sto... _OMISSIS_ ...criterio era stato introdotto; ma con il trascorrere degli anni non più conforme al disposto dell’art. 12 delle preleggi che vi affianca criteri logico-sistematici ed evolutivi, comunque costituzionalmente orientati: in nome dei quali alcune decisioni (soprattutto del Tribunale delle Acque) hanno statuito che i parametri in questione devono comunque essere adattati alle caratteristiche del fondo da valutare; che la stima non può mai essere “media”, ma deve essere “mirata”, ossia specifica per l’immobile espropriato; ed alla stessa vanno aggiunti il valore di costruzioni, piantagioni e migliorie realizzate per una più razionale gestione dell’immobile.

Mentre, sopravvenuto il 4° comma dell’art. 5 bis, altre pro... _OMISSIS_ ...rcato di conciliare il contenuto peraltro del tutto generico del rinvio contenuto nella formula legislativa, con la situazione esistente al momento della sua applicazione, sì da evitare contrasti o comunque disarmonie dell’ordine giuridico: perciò collegando il richiamo in essa disposto al meccanismo di calcolo dell’indennità di espropriazione, non già al testo originario dell’art. 16 della legge 865/1971, rimasto in vigore per i (soli) terreni agricoli, bensì alle successive modifiche ed applicazioni che lo stesso ha ricevuto in relazione alle altre categorie di suoli a partire delle decisioni 5/1980 e 223/1983 della Corte Costituzionale.

E, quindi dopo il T.U., tenendo conto soprattutto della prima proposizione dell’art.... _OMISSIS_ ...un precetto di portata generale, applicabile a tutte le categorie di terreni, per cui “l'indennità di espropriazione è determinata sulla base delle caratteristiche del bene….alla data dell'emanazione del decreto di esproprio”: cui deve essere adattata anche la stima “agricola” nuovamente ribadita nel successivo art. 40. C)Malgrado la formula generale dell’art. 4 legge 247/1974 (“Le disposizioni contenute nel titolo II della legge 22 ottobre 1971, n. 865, relative alla determinazione dall'indennità di espropriazione, si applicano a tutte le espropriazioni comunque preordinate alla realizzazione di opere…”), il giudice di legittimità pur applicando alle espropriazioni disciplinate da leggi speciali -quali esemplicativamen... _OMISSIS_ ...di Napoli, o la legge 372/1985 sulla tenuta presidenziale di Capocotta, il sistema di ricognizione legale dei suoli introdotto dall’art. 5 bis, 3° comma legge 359/1992 (e poi dal TU), è stato fermissimo nella regola che l’accertata inedificabilità del terreno non comportasse l’automatica estensione dei valori tabellari di cui agli artt. 15 e 16 della legge 865/1971: invece esclusa tutte le volte in cui la normativa speciale prevedeva un diverso criterio di stima, come quello contenuto nella citata legge 2892 del 1885, il cui art. 5 faceva riferimento al valore "venale" dell’immobile, consentendo di dare rilievo ad ogni altra destinazione di fatto della zona, compatibile con la sua inedificabilità; e quindi di considerare, sul piano estim... _OMISSIS_ ... ogni eventuale utilizzabilità per fini diversi da quelli agricoli perfino quando lo strumento urbanistico assegnava al terreno siffatta natura inserendolo in zona “E” (ad esempio, riserva di caccia, area floristica e faunistica, da sfruttare per svago o turismo, ovvero caratterizzata dall'esistenza di essenze arboree di pregio ecc.), ma anche ogni altro fattore idoneo ad influenzarne il valore commerciale, come la facile accessibilità, la vicinanza ai centri abitati o al mare.

Ed i tradizionali vincoli di inedificabilità, come quelli paesaggistici, ambientali e storici già esistenti in natura, hanno cominciato a rilevare in queste tipologie di espropriazioni non soltanto per la loro tradizionale non indennizzabilità, ma per la prima volta in senso... _OMISSIS_ ...’espropriato, apportando per la “bellezza” che essi conferiscono alla zona una particolare appetibilità che si traduce in notevole incremento del loro prezzo di mercato. D)Altro notevole vulnus interpretativo alla stima “agricola-media”, è stato inferto dalla casistica -invero numerosissima- delle espropriazioni parziali: in cui sempre negli ultimi anni 90’ ha cominciato ad affermarsi ed a prevalere (tanto da determinare la formula dell’attuale art. 33 T.U.) l&r...


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