I valori agricoli medi

I valori agricoli medi, dichiarati incostituzionali con sentenza 181 del 10 giugno 2011 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale prima serie speciale n. 26 del 15 giugno 2011), furono introdotti dalla legge 22 ottobre 1971, n. 865, articolo 16, integrata da istruzioni tecniche per la loro determinazione mediante particolari medie ponderate [1] contenute nella lettera circolare n.1/827I del 20/11/1971 dell’allora Direzione Generale del Catasto e dei Servizi Tecnici Erariali, del Ministero delle Finanze.

La norma prevedeva che per ciascuna delle singole regioni agrarie delimitate dall’ISTAT [2] fossero determinati da apposita commissione provinciale costituita presso l’allora ufficio tecnico erariale, entro il 31 gennaio di ogni anno, i valori agricol... _OMISSIS_ ...i al precedente anno solare, dei terreni considerati liberi da vincoli di contratti agrari, secondo i tipi di coltura effettivamente praticati.

Le istruzioni tecniche del Ministero delle Finanze così definivano i concetti fondamentali:

Valori agricoli: «Tenuto conto della enunciazione fatta dal penultimo comma dell’articolo 16, per valore agricolo deve intendersi il valore venale considerato indipendentemente da qualsiasi plusvalenza non riconducibile alla utilizzazione dell’area per scopi agricoli. Il “valore agricolo” si identifica in conseguenza col “più probabile prezzo di mercato dell’area in una libera contrattazione di compravendita” solo nei casi in cui il mercato non risenta, dirett... _OMISSIS_ ...ttamente, dell’influenza delle suddette plusvalenze».

Valori agricoli medi: «Per valori agricoli medi nell’ambito della regione agraria secondo i tipi di coltura effettivamente praticati s’intendono le medie ponderate dei valori agricoli, con riferimento all’intera estensione del territorio della regione considerata, dei terreni classificabili in quel tipo di coltura».

Dunque si creò un sistema in base al quale ogni anno un’autorità preposta – la Commissione provinciale – era tenuta ad individuare i valori agricoli effettivi di mercato dei terreni e a calcolarne le medie.

Il sistema indennitario introdotto dal combinato disposto degli articoli 15 e 16 della legge 865/1971... _OMISSIS_ ...te trasfusi rispettivamente nei commi 1 e 3 dell’articolo 40 del dPR 327/2001, prevedeva che in sede di determinazione dell’indennità provvisoria si dovesse applicare il valore agricolo medio, e in sede di determinazione dell’indennità definitiva il valore agricolo effettivo dell’area considerata.

L’articolo 15 stabiliva infatti che se l’indennità provvisoria non fosse stata accettata, la Commissione provinciale avrebbe proceduto ad effettuare la determinazione dell’indennità definitiva, non più sulla base del valore agricolo medio ai sensi dell’articolo 16, ma sulla base del «valore agricolo con riferimento alle colture effettivamente praticate sul fondo espropriato, anche in relazione all’esercizio ... _OMISSIS_ ...nda agricola».

Il dPR 327/2001, sul punto modificato dal dLgs 302/2002, confermò questa impostazione, stabilendo espressamente all’articolo 40 comma 3 l’applicabilità del valore agricolo medio in sede di somma offerta ai sensi dell’articolo 20.1 e di determinazione dell’indennità provvisoria [3] e stabilendo altrettanto espressamente all’articolo 40 comma 1 l’applicabilità del valore agricolo effettivo in sede di determinazione dell’indennità definitiva [4].

I valori agricoli medi, pubblicati annualmente sui BUR in apposite tabelle (da cui la loro denominazione di ‘valori tabellari’) elaborate dalle Commissioni provinciali, avevano la funzione parametrica di consentire una prima rapid... _OMISSIS_ ...ne dell’indennità provvisoria di espropriazione, mediante l’offerta di importi forfetari e comprensivi dei soprassuoli vegetali afferenti alla coltura, scissi dall’effettivo valore dei beni considerati, ma comunque (almeno teoricamente) agganciati agli ordinari valori di mercato di beni consimili nella regione di appartenenza, dei quali costituivano una media ponderata.

Ai valori agricoli medi si sarebbero applicate, in modo automatico, le maggiorazioni del 50% o del 200%, altrettanto astratte e forfetarie, in funzione acceleratoria e premiante, nonché – nel caso del proprietario diretto coltivatore – in funzione remunerativa di un particolare ulteriore vulnus alla sfera personale e professionale del proprietario (comb. disp. artt... _OMISSIS_ ... legge 865/1971, ora art. 45.2.d TUE).

Tuttavia il proprietario aveva la possibilità, ove la prima quantificazione, basata sul VAM, si fosse rivelata inadeguata - nonostante la maggiorazione - rispetto all’effettivo valore agricolo del bene ablato, di accedere ad una nuova stima basata, questa volta, non più su un valore parametrico astratto del valore agricolo medio della regione agraria di appartenenza del bene, ma sul valore agricolo effettivo specifico del bene oggetto di esproprio, e sulla valutazione del danno subito dalla azienda agricola, perdendo però, in tal caso, la maggiorazione.

In prassi venne conseguentemente a profilarsi un sistema, adottato dalla gran parte, se non dalla generalità, delle autorità esproprianti, aderente ... _OMISSIS_ ...rale delle norme (del dPR 327/2001 in particolare), secondo il quale in sede di determinazione dell’indennità provvisoria, l’autorità espropriante applicava il valore agricolo medio limitandosi ad accertare sul piano di fatto la coltura effettivamente praticata sul fondo, mentre in sede di determinazione dell’indennità definitiva, la commissione provinciale o il collegio dei tecnici calcolavano il valore agricolo effettivo. A maggior ragione, sul valore agricolo effettivo, e non a mera ratifica del VAM, erano chiamati a pronunciarsi i periti della Corte d’Appello in sede di opposizione alla stima della Commissione [5] .

Per quanto riguarda il funzionamento delle Commissioni provinciali, esso in certi casi e in certi periodi storici fu d... _OMISSIS_ ...issioni che non si riunivano, Commissioni nemmeno costituite (tanto che la Corte Costituzionale con la sent. 67/1990 consentì il ricorso direttamente alla stima giudiziale dopo il decreto di esproprio, bypassando la determinazione amministrativa “definitiva”), Commissioni che mantenevano appositamente e “politicamente” bassi i VAM su pressione delle stazioni appaltanti, Commissioni che anziché rilevare di anno in anno il valore agricolo effettivo e mediarlo con la metodologia imposta dal Ministero delle Finanze, si limitavano ad un mero - burocratico e acritico - aggiornamento con gli indici ISTAT dei valori “ereditati” dal passato, con il risultato che in varie regioni i valori tabellari finirono per essere fortemente riduttivi ris... _OMISSIS_ ... reali, anche se negli ultimi anni, specie in alcune aree del paese, si stava assistendo ad un progressivo recupero, e, in certi casi, all’allineamento sostanziale con i valori agricoli di mercato.

La illegittimità di aumenti apodittici e indiscriminati dei valori tabellari e la necessità di un effettivo ancoraggio ai valori agricoli di mercato era stata oggetto di prese di posizione sia da parte di esperti[6] che in giurisprudenza, con particolare riferimento al noto trittico delle sentenze del TAR Brescia [7] di annullam...


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