3.4 Giugno 2008: le Sezioni Unite della Cassazione intervengono ancora sul litisconsorzio necessario

Nel giugno del 2008 la Corte di Cassazione, consolidando l'orientamento inaugurato con la sentenza 18 gennaio 2007, n. 1052, ha sancito il seguente principio di diritto: «La unitarietà dell'accertamento che è (o deve essere) alla base della rettifica delle dichiarazione dei redditi delle società ed associazioni di cui all'art. 5 cit. TUIR e dei soci delle stesse (d.P.R. n. 600 del 1973, art. 40) e la conseguente automatica imputazione dei redditi della società a ciascun socio proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili, indipendentemente dalla percezione degli stessi, comporta che il ricorso proposto da uno dei soci o dalla società, anche avverso un solo avviso di rettifica, riguarda inscindibilmente la società ed i soci (salvo che questi prospettino... _OMISSIS_ ...onali), i quali tutti devono essere parte nello stesso processo, e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni soltanto di essi (d. lgs. N. 546 del 1992, art. 14, c. 1), perché non ha ad oggetto la singola posizione debitoria del o dei ricorrenti, bensì la posizione inscindibilmente comune a tutti i debitori rispetto all'obbligazione tributaria nell'atto autoritativo impugnato, cioè gli elementi comuni della fattispecie costitutiva dell'obbligazione (Cass. SS. UU. 1052/2007); trattasi pertanto di fattispecie di litisconsorzio necessario originario, con la conseguenza che: il ricorso proposto anche da uno soltanto dei soggetti interessati, destinatario di un atto impositivo, apre la strada al giudizio necessariamente collettivo ed il giudice adito in ... _OMISSIS_ ...e ordinare l'integrazione del contraddittorio (a meno che non si possa disporre la riunione dei ricorsi proposti separatamente, ai sensi del d. lgs. n. 546 del 1992, art. 29); il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorti necessari è nullo per violazione del principio del contraddittorio di ui all'art. 101 c.p.c. e art. 111 Cost., c. 2 , e trattasi di nullità che può e deve essere rilevata in ogni stato e grado del procedimento, anche di ufficio».

La vicenda in fatto può essere riassunta nel modo seguente: i ricorrenti impugnavano tre avvisi di accertamento mediante i quali l'Agenzia delle Entrate «aveva rettificato la dichiarazione dei redditi degli stessi, con riferimento alla partecipazione nella società […], pe... _OMISSIS_ ...del 50% ciascuno, per gli esercizi 1985, 1986, 1987».

I ricorrenti, inoltre, premesso di aver impugnato anche gli avvisi di rettifica notificati alla società ai fini i.lo.r., chiedevano che venisse sospeso il loro gravame, in attesa della decisione definitiva relativa alla società. Decisione da considerarsi pregiudiziale.

In primo grado, la Commissione tributaria, accoglieva parzialmente i ricorsi, riducendo i redditi di partecipazione, alla luce della sentenza emessa in seguito al processo in cui era parte la società.

L'amministrazione finanziaria, quindi, proponeva separati appelli avverso le decisioni di primo grado, e domandava la sospensione del giudizio relativo ai soci, in attesa dell'esito del processo relativo al... _OMISSIS_ ...LF|
La Commissione Tributaria Regionale respingeva l'appello sostenendo che «questo collegio, esaminato il fascicolo processuale, osserva che l'Ufficio non dimostra di aver impugnato la decisione di primo grado riguardante la società, né, in ogni caso, documenta l'esito o, quanto meno, lo stato attuale di detta pretesa controversia. Stando così le cose, questo collegio ritiene, allo stato, di dover confermare la decisione di primo grado».

L'Ufficio del Fisco proponeva, dunque, ricorso per Cassazione, denunciando «la violazione e falsa applicazione dell'art. 295 c.p.c.» che imponeva di sospendere il giudizio condizionato, nonché l'inosservanza del principio del contraddittorio in base al quale la Commissione tributaria re... _OMISSIS_ ... dovuto «sospendere d'ufficio il giudizio relativo ai soci, in attesa della formazione del giudicato pregiudiziale relativo alla società».

Il Presidente della V sezione della Corte (cui era stato devoluta la causa) decretava la trasmissione del ricorso al Primo Presidente, onde valutarne l'eventuale assegnazione alle Sezioni Unite ai sensi dell'art. 374, c. 2, c.p.c., in quanto si prospettava «una questione di massima di particolare importanza».

Il decreto pone in evidenza come le Sezioni Unite abbiano già affermato il principio secondo cui «ogni volta che, per effetto della norma tributaria o per l'azione esercitata dall'amministrazione finanziaria, l'atto impositivo debba essere o sia unitario, coinvolgendo nella... _OMISSIS_ ...fattispecie costitutiva dell'obbligazione una pluralità di soggetti, ed il ricorso, pur proposto da uno o più degli obbligati, abbia ad oggetto non la singola posizione debitoria del o dei ricorrenti, bensì la posizione inscindibilmente comune a tutti i debitori rispetto all'obbligazione dedotta nell'atto autoritativo impugnato, ricorre una ipotesi di litisconsorzio necessario nel processo tributario, ai sensi del d. lgs. n. 546 del 1992, art. 14, c. 1».

Inoltre si rileva che tra le varie ipotesi di litisconsorzio necessario ricostruite dalla giurisprudenza citata, vi possono rientrare anche le cause «originate dall'impugnazione avverso gli avvisi di accertamento di maggior reddito a carico di società di persone e dell'attribuzione del mede... _OMISSIS_ ...econdo le relative quote, ai singoli soci, in base alla presunzione legale posta, prima, dal d.P.R. n. 597 del 1973, art. 5, e, poi, dal d.P.R. n. 917 del 1986, art. 5 (in virtù della quale i redditi delle società di persone sono imputati pro quota a ciascun socio, indipendentemente dalla effettiva percezione), tanto più che, in questi casi, il d.P.R. n. 600 del 1973, art. 40, c. 2, dispone che "alla rettifica delle dichiarazioni presentate dalle società e associazioni indicate nel d.P.R. 29 settembre 1973, n. 597, art. 5, si procede con unico atto ai fini dell'imposta locale sui redditi dovuta dalle società stesse e ai fini delle imposte sul reddito delle persone fisiche o delle persone giuridiche dovute dai singoli soci o associati"».

Il terz... _OMISSIS_ ...n risalto dal Presidente concerne il «vincolo di consequenzialità necessariaV che la giurisprudenza di Cassazione ritiene sussistere tra il contenzioso relativo all'accertamento a carico della società e quello relativo ai soci.

È in base a questo vincolo che, laddove vengano proposti distinti e autonomi processi dinanzi al giudice tributario, diviene inevitabile che la decisione intervenuta nel primo dei contenziosi instaurati incida sulla pronuncia afferente al secondo; ciò impone al giudice competente per quest'ultimo giudizio di prendere atto della decisione intervenuta nella prima controversia, anche se «in ragione dei limiti soggettivi stabiliti dall'art. 2909 c.c., il giudicato che si formi nei rapporti tra la società e l'erario in relazione... _OMISSIS_ ...n è opponibile al socio, che non sia stato parte in detto contenzioso, per l'i.r.pe.f. da lui dovuta sui redditi posseduti nel periodo, compreso il reddito di partecipazione alla società».

A questa stregua, quindi, non ricorrerebbe una situazione di litisconsorzio necessario tra società e soci, né si ravviserebbe un rapporto di pregiudizialità «che imponga la sospensione necessaria del giudizio relativo ai soci, nei confronti dei qu...


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