Gli obblighi cui è sottoposto il concessionario di una grande derivazione d’acqua

1. Gli obblighi del concessionario

Vediamo quali sono gli obblighi che sorgono in capo al concessionario di una grande derivazione d’acqua.

Si ricorda brevemente come la concessione possa essere inquadrata alla stregua di un contratto di diritto comune, con le necessarie differenze visti i soggetti coinvolti, caratterizzato – peraltro – da un necessario sinallagma contrattuale. Orbene, in questo paragrafo ci occuperemo proprio di quelle che – mutuando il concetto dal diritto privato – possono essere definite quali obbligazioni a carico del contraente debole, id est il concessionario.

Abbiamo invero altresì già visto come – tra gli obblighi del concessionario – sussista il pagamento ... _OMISSIS_ ... favore della Pubblica Amministrazione concedente.

Secondo la disciplina attualmente vigente, i concessionari di grandi derivazioni di acque devono corrispondere il canone alla Pubblica Amministrazione concedente (id est, la Regione) ogni sei mesi. Il canone deve essere determinato dalla legge regionale, sentita l’A.R.E.R.A. e viene articolato in una componente fissa, legata alla potenza nominale media di concessione, e in una componente variabile, calcolata come percentuale dei ricavi normalizzati, sulla base del rapporto fra la produzione dell’impianto, al netto dell’energia fornita alla regione, ed il prezzo zonale dell’energia elettrica. Peraltro, allo stato attuale dell’arte, diverse regioni sono già intervenute determinando ... _OMISSIS_ ... medesima legge regionale di attuazione della disciplina attuale ovvero con regolamento successivo.

Si ricorda che, per le concessioni di grandi derivazioni idroelettriche che prevedono un termine di scadenza anteriore al 31 luglio 2024, ivi incluse quelle già scadute, le regioni che non abbiano già provveduto, disciplinano con legge, comunque non oltre il 31 ottobre 2020, le modalità, le condizioni e la quantificazione dei corrispettivi aggiuntivi e gli eventuali altri oneri conseguenti, a carico del concessionario uscente, per la prosecuzione, per conto delle regioni stesse, dell’esercizio delle derivazioni, delle opere e degli impianti oltre la scadenza della concessione e per il tempo necessario al completamento delle procedure di assegnazione e comu... _OMISSIS_ ...il 31 luglio 2024 (in luogo del 31 dicembre 2023).

Fino all’indizione della procedura di gara per l’assegnazione della concessione, il concessionario scaduto è tenuto a fornire l’energia su richiesta della regione, nonché a versare alla stessa un canone aggiuntivo, rispetto al canone demaniale, da corrispondere per l’utilizzo degli impianti nelle more dell’assegnazione.

In relazione a tale disciplina, le Sezioni Unite hanno recentemente sostenuto che «ferma restando la potestà della Regione non solo di determinare il canone di concessione di derivazione per uso idroelettrico in sede di prima applicazione, ma anche di successivamente aumentarlo, quest’ultima competenza va esercitata secondo un criterio di... _OMISSIS_ ...adualità di incremento, posto che rileva, comunque, come “principio realmente fondamentale della materia” il canone della ragionevolezza ex art. 3 Cost.; un incremento esorbitante, e dunque non ancorato ai parametri generali di legge, manifesta per ciò solo una innegabile violazione di quel canone di ragionevolezza che, come a livello di legge si traduce in motivo di sua incostituzionalità, così, a livello di provvedimento attuativo, si risolve un vizio di eccesso di potere, imputabile, in questo caso, non al legislatore ma alla Pubblica Amministrazione». In altre parole, pur riconosciuta la libertà delle Regioni nello stabilire i canoni per le concessioni di grandi derivazioni d’acqua, questa potestà incontra in ogni caso un limite ben radicat... _OMISSIS_ ...i ragionevolezza (e, a parere di chi scrive, di uguaglianza e non discriminazione) dettati dall’art. 3 Cost., oltre che nel principio di parità di trattamento di cui al T.F.U.E. Diversamente opinando, infatti, ed in uno con il parere dell’A.G.Co.M. di cui abbiamo diffusamente parlato supra, si sfocerebbe in un bailamme di discipline regionali che, lungi dal consentire la partecipazione ad ogni operatore del mercato, finirebbe per ritorcersi contro come un boomerang.

La giurisprudenza ordinaria di legittimità, dal canto suo, sostiene da sempre che «in tema di concessioni di derivazione di acque pubbliche, la normativa statale di riferimento esige il rispetto dei criteri di economicità e ragionevolezza, ciò che sarebbe con ogni evidenza escluso... _OMISSIS_ ...riconoscimento della spettanza alla concedente di un canone anche in caso di impossibilità di produzione per causa ad essa non imputabile», di talché «il pagamento del canone, o dell’addizionale e dei relativi accessori, non è esigibile ove sia mancata l’effettiva fruizione della stessa, da parte del concessionario, per l’impossibilità di funzionamento dell’impianto ascrivibile ad eventi non imputabili al concessionario medesimo, e ciò malgrado la presenza di una clausola del disciplinare di concessione che ne preveda la corresponsione anche in tale ipotesi, risultando una siffatta clausola invalida per la non meritevolezza dell’interesse perseguito derivante dal contrasto con i principi generali dell’ordinamento ricavabili dal... _OMISSIS_ ... Cost. e con quelli di economicità vigenti in tema di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia». Ciò, peraltro, ci riporta alla definizione di canone quale obbligazione del contraente – concessionario: ed invero, com’è noto, nel diritto privato – ove la causa di impossibilità della prestazione non sia imputabile ad uno dei contraenti – l’altro non può esigere la prestazione medesima.


2. Il c.d. sovracanone.

Ai sensi dell’art. 53 del T.U. Acque, per i c.d. comuni rivieraschi è possibile il riconoscimento di un «ulteriore canone annuo a carico del concessionario»; parimenti, ai sensi dell’art. 1 della legge n. 959/1953, «i concessionari di grandi de... _OMISSIS_ ...uo;acqua per produzione di forza motrice, anche se già in atto, le cui opere di presa siano situate, in tutto o in parte, nell’ambito del perimetro imbrifero montano, sono soggetti … al pagamento di un sovracanone annuo». Una precisazione: sono considerati rivieraschi tutti i Comuni in cui si trova un’opera idraulica come un’opera di presa, una diga, una condotta forzata, una centrale idroelettrica, mentre i B.I.M., Bacini Imbriferi Montani, istituiti proprio dalla legge n. 959/1953, sono definibili alla stregua di una porzione di territorio che raccoglie le acque piovane che alimentano un fiume. Si tratta di territori situati oltre una certa quota altimetrica, delimitati da una cintura montuosa o collinare che funziona da spartiacque.
|... _OMISSIS_ ...a termini di legge, in ogni caso in cui una concessione di grande derivazione di acqua si trovi in taluno di detti territori, al concessionario è richiesto il pagamento non solo del canone, ma anche di un sovracanone predeterminato dalla legge: si tratta – pertanto – di una prestazione aggiuntiva a carico del concessionario. Anche in questo caso la giurisprudenza ha affrontato il tema in commento con diverse pronunce.

Im particolare, è stato ritenuto che «in tema di concessioni di derivazione di acque pubbliche a scopo idroelettrico, il sovraca...


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