La nuova disciplina delle concessioni idroelettriche

1. La situazione normativa

La materia delle derivazioni per usi idroelettrici risulta essere di stretta attualità, viste le problematiche ambientali dovute alla grave crisi climatica che stiamo vivendo e tocca trasversalmente diverse disposizioni: in primis, l’art. 117 Cost., che – come noto – attribuisce alla competenza esclusiva dello Stato la tutela dell’ambiente; in secondo luogo, il D.lgs. n. 152/2006, che, all’art. 144 afferma testualmente come «tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, appartengono al demanio dello Stato. Le acque costituiscono una risorsa che va tutelata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà; qualsiasi loro uso è effettuato salvaguardando le aspettative e... _OMISSIS_ ...le generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale. La disciplina degli usi delle acque è finalizzata alla loro razionalizzazione, allo scopo di evitare gli sprechi e di favorire il rinnovo delle risorse, di non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la piscicoltura, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrologici. Gli usi diversi dal consumo umano sono consentiti nei limiti nei quali le risorse idriche siano sufficienti e a condizione che non ne pregiudichino la qualità». Infine, l’art. 117, terzo comma Cost., affida alla competenza della legislazione concorrente tra Stato e Regioni la materia inerente a «produzione, trasporto e distribuzione nazionale ... _OMISSIS_ ...aquo;.

Recentemente, l’art. 11 quater del D.L. n. 135/2018 è intervenuto, modificando la disciplina delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche, disponendo la regionalizzazione della proprietà delle opere idroelettriche alla scadenza delle concessioni e nei casi di decadenza o rinuncia alle stesse. Di seguito si riporta lo studio della Camera relativo al provvedimento in commento, che – a parere di chi scrive – non necessita di ulteriori parole. Attraverso l’art. 11 quater, infatti, il legislatore ha disposto «in particolare, il trasferimento alle regioni, una volta cessata la concessione delle c.d. “opere bagnate” (dighe, condotte etc.) a titolo gratuito e delle c.d. “opere asciutte” (beni ... _OMISSIS_ ... corresponsione di un prezzo da quantificare al netto dei beni ammortizzati, secondo dati criteri. Vengono prolungati i termini di durata delle nuove concessioni e portati fino a 40 anni, incrementabili di 10, a date condizioni. A tale riguardo si prevede che le regioni, ove non ritengano sussistere un prevalente interesse pubblico ad un diverso uso delle acque, incompatibile con il mantenimento dell’uso a fine idroelettrico, possono assegnare le concessioni di grandi derivazioni idroelettriche, previa verifica di requisiti di capacità tecnica, finanziaria e organizzativa, ad operatori economici individuati attraverso l’espletamento di gare con procedure ad evidenza pubblica; a società a capitale misto pubblico privato nelle quali il socio privato viene scelto at... _OMISSIS_ ...etamento di gare con procedure ad evidenza pubblica; a forme di partenariato pubblico-privato.

Le regioni disciplinano con legge le modalità e le procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico. Nell’indicare i contenuti della legge regionale si precisa, tra l’altro, che la durata delle nuove concessioni sia compresa tra 20 e 40 anni, con possibilità di incrementare il termine massimo fino ad un massimo di 10 anni. Le procedure di assegnazione sono avviate entro due anni, con previsione di procedure di assegnazione applicabili, nonché di poteri sostitutivi esercitabili, nell’ipotesi di mancato rispetto del termine di avvio da parte della regione interessata.

I concessionar... _OMISSIS_ ... semestralmente alle regioni un canone, determinato con le singole leggi regionali, sentita l’A.R.E.R.A., articolato in una componente fissa, legata alla potenza nominale media di concessione, e in una componente variabile, calcolata come percentuale dei ricavi normalizzati. Per le concessioni con termine di scadenza anteriore al 31 dicembre 2023, ivi incluse quelle già scadute, sono demandate alle regioni le modalità, condizioni e quantificazioni dei corrispettivi a carico del concessionario uscente. Fino all’assegnazione della concessione, il concessionario scaduto è tenuto a fornire, su richiesta della regione, energia nella misura e con modalità specificamente previste, nonché a versare alla regione un canone aggiuntivo per l’esercizio degli impianti, c... _OMISSIS_ ...ato per un importo non inferiore al 60% alle Province il cui territorio è interessato dalle derivazioni. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano».

Il termine ultimo per l’adozione di tale disciplina di regionalizzazione, originariamente stabilito per il 31 marzo 2020, è stato prorogato al 31 ottobre 2020 a causa dell’emergenza epidemiologica tuttora (purtroppo) in corso.

Le leggi regionali, pertanto, dovranno attenersi ad alcuni parametri, tra i quali spicca la durata delle nuove concessioni (compresa tra venti e quaranta anni, prorogabili fino ad un massimo di dieci anni).


2. In particolare, la nuova disciplina delle concessioni idro... _OMISSIS_ ...F|
Allo stato attuale delle cose ci troviamo nel bel mezzo di una «rivoluzione» della materia in commento: la regionalizzazione delle concessioni idroelettriche sta lentamente prendendo piede nel nostro Paese.

Ed invero, una volta cessato il rapporto concessorio (sia sub specie di scadenza naturale, sia di decadenza/revoca ovvero di rinuncia da parte del concessionario), il legislatore ha disposto il trasferimento alle Regioni della proprietà delle opere che caratterizzano le concessioni idroelettriche. In particolare, si dispone il trasferimento a titolo gratuito delle c.d. opere bagnate (dighe e condotte) e la corresponsione di un prezzo da quantificare al netto dei beni ammortizzati per le c.d. opere asciutte (i beni materiali); si prev... _OMISSIS_ ...ave;, un indennizzo in favore del concessionario uscente ogniqualvolta egli abbia eseguito investimenti sui predetti beni, a proprie spese e nel periodo di validità della concessione, purché previsti dall’atto concessorio o comunque autorizzati dal concedente.

Per vero e a titolo di esempio, alcune regioni, come il Piemonte, la Calabria e il Veneto hanno già provveduto da qualche tempo a redigere le rispettive leggi regionali in attuazione dei principi appena illustrati, mentre – ad esempio – la regione Lazio è all’inizio dell’iter legislativo che porterà all’adozione della legge regionale. Si sottolinea peraltro come alle Regioni interessate dalle elezioni amministrative nel 2020 (id est, Veneto, Campania, Liguria, Toscana,... _OMISSIS_ ... Romagna, Calabria, Marche e Valle d’Aosta) sia stata riconosciuta un’ulteriore proroga di sette mesi dall’insediamento del nuovo consiglio regionale per l’adozione della legge de quo.

La legge regionale deve prevedere che le procedure di assegnazione delle concessioni abbiano luogo nei due anni successivi all’emanazione della legge medesima, con la previsione di poteri sostitutivi da parte dello Stato e deve, altresì, contenere specifiche clausole sociali volte a promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato e le modalità ...


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