I tentativi di superamento del sistema VAM

LA STIMA SECONDO I VALORI AGRICOLI EFFETTIVI.

Altra ragione per la quale l’ingresso dei VAM non ha trovato particolari opposizioni è consistita sicuramente nella peculiare interpretazione ed applicazione del meccanismo da parte di molti operatori del settore e della maggior parte delle Commissioni provinciali (e perfino di alcune amministrazioni esproprianti): pervenuti al singolare risultato che esso dovesse regolare soltanto il subprocedimento di stima di determinazione dell’indennità provvisoria ex art. 12, in cui l’autorità si limitava ad accertare in sede di prima quantificazione sul piano di fatto la coltura effettivamente praticata sul fondo; laddove il proprietario aveva la possibilità, ove la suddetta stima, basata sul VAM, si fosse... _OMISSIS_ ...guata - nonostante la maggiorazione - rispetto all’effettivo valore agricolo del bene ablato, di accedere ad una nuova determinazione (ad opera delle CP, nonché delle Corti di appello) basata, questa volta, non più su un valore parametrico astratto del valore agricolo medio della regione agraria di appartenenza del bene, ma sul valore agricolo effettivo specifico (VAE) del terreno oggetto di esproprio (e sulla valutazione del danno subito dalla eventuale azienda agricola), perdendo però, in tal caso, la maggiorazione. Detta interpretazione si è fondata soprattutto su di un asserito elemento letterale tratto dall’art. 15, 1° comma della legge (come modificato dalla legge del 1977), opportunamente isolato, per cui, ove l’indennità provvisoria non fosse st... _OMISSIS_ ...la Commissione provinciale avrebbe proceduto ad effettuare la determinazione di quella definitiva sulla base del «valore agricolo con riferimento alle colture effettivamente praticate sul fondo espropriato, anche in relazione all’esercizio dell’azienda agricola»: perciò significativamente omettendo la qualifica “medio” invece contenuto nell’indennità provvisoria atteso il riferimento dell’art. 11 della legge all’inequivoco tenore letterale dell’art. 16.

Non sono mancati argomenti aggiuntivi, di contorno, quali il riscontro che tale interpretazione trovava nelle istruzioni tecniche e/o nelle circolari (tra cui quella della Direzione Generale del Catasto e dei Servizi Tecnici Erariali prot. 1/827I del 2... _OMISSIS_ ... che spiegava, tra l’altro, la nozione di VAE); l’osservazione che altrimenti sarebbero risultate inutili le varie determinazioni da parte di diverse autorità amministrative (CP e nel TU, collegio dei periti) e giurisdizionali (corti di appello ed i loro consulenti), se comunque l’importo alla fine avesse dovuto essere sempre il medesimo, consultabile nella tabella pubblicata sul BUR; o ancora la conferma di questa impostazione nell’art. 40, 1° comma del T.U. che ha reiterato l’omissione.



IL PROBLEMA DELLE AREE NON AGRICOLE O NON COLTIVATE.

Alla stessa vanno sicuramente riconosciute apprezzabili finalità compensative e correttive di un sistema ablativo/indennitario scaturito dalla peculiare conce... _OMISSIS_ ...a della proprietà privata immobiliare, in quel tempo dominante, che tutti i terreni avessero in origine natura agricola, e che l’assunzione di quella edificabile per alcuni fosse frutto delle scelte operate dagli strumenti urbanistici, per cui la loro valutazione secondo il criterio del valore venale avrebbe comportato l’inammissibile attribuzione di una rendita di posizione ai relativi proprietari ai quali la collettività finiva per corrispondere anche quella parte di valore da essa prodotto. Detta concezione, che di lì a pochi anni sarebbe stata ridimensionata e superata soprattutto per l’influenza di quella opposta recepita dall’art. 1 Allegato 1 alla Convenzione EDU, ebbe tuttavia l’effetto immediato di attribuire ai proprietari un in... _OMISSIS_ ...tamente sganciato dal valore venale della singola area espropriata e basato su valori medi -che, per definizione, non potevano tenere in considerazione le particolarità di ogni singolo fondo espropriato: perciò restando al di sotto di qualsiasi livello di congruità.

Naturalmente, in seguito alle ricordate declaratorie di incostituzionalità 5/1980 e 223/1983 del giudice delle leggi, il problema della presunta contrapposizione VAM-VAE continuò a porsi con riguardo ai terreni agricoli in senso stretto, ubicati nelle campagne e comunque nelle “parti del territorio destinati ad usi agricoli”; e si accentuò attesa l’astrattezza di entrambi i parametri, per quelli non coltivati per le loro caratteristiche di fatto o per altre ragioni; per i suoli r... _OMISSIS_ ...icabili al lume della valutazione negativa degli indici attestanti l’edificabilità di fatto, pur se ubicati all’interno della perimetrazione urbana, ovvero resi tali dai vincoli di inedificabilità apposti dalla legge o dagli strumenti urbanistici, la cui valenza precettiva era aumentata negli anni (si pensi agli illeciti penali, in caso di violazione, introdotti dalle leggi 47/1985 e 431/1985 c.d. Galasso); o ancora per quelli edificati in cui “la costruzione è stata eseguita senza licenza o in contrasto con essa o in base ad una licenza annullata” (art. 16, 9° comma). E dopo l’introduzione ad opera dell’art. 5 bis legge 359/1992, della regola della ricognizione legale dei suoli, per tutte indistintamente le categorie di aree divenute ... _OMISSIS_ ...di detti vincoli “legalmente inedificabili”.



INCONCILIABILITÀ DEI VAE CON IL “DIRITTO VIVENTE”.

Sennonché, malgrado tale apprezzabile intendimento, l’interpretazione dicotomica del parametro del valore agricolo (medio/effettivo), puntualmente riproposta allorché è sopravvenuto l’art. 40 del T.U. che nel 1° comma, dedicato alle aree coltivate, ha sostanzialmente recepito la formula del pregresso art. 15, non ha ricevuto particolare considerazione dalla giurisprudenza sia delle Corti di merito che della Cassazione, ed infine della Corte Costituzionale; le quali l’hanno implicitamente seppur fermamente disattesa, ribadendo in ogni occasione, che i valori agricoli menzionati dagli art. 15... _OMISSIS_ ...ge 865 sull’indennità definitiva, sono appunto quelli medi « nell'ambito della regione agraria secondo i tipi di coltura effettivamente praticati”. Sicché la stessa ha sortito il solo effetto di innescare un contenzioso enorme (anzi il maggiore contenzioso) tra espropriati di suoli (realmente) agricoli illusi da dette maggiori stime (il più delle volte soggettive) delle C. P., ed amministrazioni esproprianti che attraverso il rimedio giurisdizionale di cui all’art. 19 legge 865, ne hanno ottenuto regolarmente la riduzione entro i limiti tabellari, peraltro redatti dalle stesse Commissioni.

D’altra parte, il doppio regime VAM-VAE, sotto un profilo meramente operativo, migliorava esclusivamente (e non sempre) il parametro di stima d... _OMISSIS_ ...nità relativa alla (sola) prima sub-categoria, avanti indicata di terreni “agrari”, ma non eliminava il meccanismo tabellare per quelli non coltivati e soprattutto per tutte le altre categorie di suoli inedificabili, come si è visto in aumento, per i quali maggiormente si avvertiva il carattere astratto e totalmente disancorato “dal valore del bene in relazione alle sue caratteristiche essenziali, fatte palesi dalla potenziale utilizzazione economica di esso, secondo legge”. Ed anzi rischiava, per tutte queste subcategorie, di condurr...


...continua.  Qui sono visibili 8000 su 18894 caratteri complessivi dell'articolo.

 Sono omessi dal presente articolo eventuali note ed altri contenuti reperibili nel prodotto

Acquista per soli 6,00 € l'articolo, che ti verrà inviato via mail e che potrai scaricarti dalla tua area privata nella sua interezza e senza omissis.

Acquista articolo