Riparto tra giurisdizione ordinaria ed amministrativa dei contenziosi processuali in materia di indennizzo ex art. 42-bis T.U.Es.

Si può affermare con relativa tranquillità che le censure riguardanti la quantificazione dell’indennizzo ex art. 42-bis si devono necessariamente proporre, a pena di inammissibilità, dinnanzi all’unico giudice munito di competenza giurisdizionale in parte qua, ossia dinnanzi al giudice ordinario. Ed è appena il caso di evidenziare che tale definitiva attribuzione di giurisdizione, che mette fuori gioco anche il giudizio sul silenzio, riguarda tutte le componenti dell’indennizzo, ivi inclusi il pregiudizio non patrimoniale , il ristoro dell’occupazione illegittima e il deprezzamento della proprietà residua.
Tuttavia, il privato destinatario dell’acquisizione coattiva sanante può anche contestare la stessa legittimità della decisione assun... _OMISSIS_ ...ca amministrazione, ovviamente dinnanzi agli organi di giustizia amministrativa


La giurisdizione del giudice ordinario: competenza giurisdizionale, rito applicabile e termini processuali


L’attribuzione delle contestazioni indennitarie alla competenza giurisdizionale del giudice ordinario, lungi dal risolvere tutti i problemi di ordine processuale, ne fa sorgere altri, segnatamente con riguardo all’individuazione dell’ufficio giudiziario specificamente competente, alla quale si lega la connessa problematica del rito applicabile.



Si tratta di un’altra questione non affrontata espressamente dal legislatore del 2011: abbiamo già sottolineato più volte che l’art. 42-bis è sta... _OMISSIS_ ...on decretazione d’urgenza senza alcuna operazione di coordinamento con le norme sostanziali e processuali vigenti, affidando all’interprete la soluzione di problematiche talvolta assai difficili, che il legislatore avrebbe potuto risolvere con un semplice tratto di penna. In particolare, considerando che gli uffici del giudice ordinario sono molteplici, nel descrivere la nostra contropartita monetaria in termini indennitari il legislatore avrebbe potuto specificare dinnanzi a quale si devono proporre le relative contestazioni processuali.

Ora, in questo silenzio legislativo si potrebbe ravvisare la voluntas legis di assoggettare la nuova controversia alle regole processuali vigenti. Nel codice di procedura civile, infatti, si rinviene il principio ... _OMISSIS_ ...esiduale del Tribunale, al quale sono devolute tutte le controversie che non sono di competenza di un altro giudice. Nel momento in cui non ha individuato quale giudice ordinario è specificamente competente, pertanto, il legislature può avere espresso la volontà di rimettere le contestazioni del quantum all’ufficio giudiziario competente in via residuale, ossia per l’appunto il Tribunale.
E in questo senso si è infatti pronunciata una parte della giurisprudenza civile di merito.

Investita della questione, tuttavia, la Suprema Corte si mostrata di diverso avviso. Il giudice civile di ultimo grado ha infatti rilevato che, nella specifica materia espropriativa, la competenza del Tribunale è eccezionale, perché l’art. 29 del decreto Tagli... _OMISSIS_ ... rinvia oggi il novellato art. 54 del testo unico) stabilisce che la competenza nella nostra materia spetta alla Corte d’Appello, che giudica quale giudice di merito in unico grado. E questo insegnamento è stato condiviso, oltre che dalla dottrina e da altra giurisprudenza civile di merito, anche incidenter tantum da numerose pronunce del giudice amministrativo, dando luogo ad un orientamento che possiamo ormai definire prevalente.

Il riferimento della Corte di cassazione all’art. 29 d.lgs. 150/2011 non è peraltro affatto indolore. Ed invero, affermare che la competenza della Corte d’Appello deriva da tale norma significa importare l’intero modello processuale ivi disciplinato, ossia il rito sommario di cognizione previsto dal codice di... _OMISSIS_ ...ve; come derogato dalla norma in esame. È noto, in particolare, che il giudizio di questo tipo si instaura con ricorso da depositare nel termine decadenziale di trenta giorni dalla notifica dell’atto da opporre e ciò fa sorgere l’interrogativo che l’indennizzo ex art. 42-bis debba essere contestato in quello stretto termine decadenziale, a pena di inammissibilità.

A tale quesito la prima giurisprudenza civile risulta aver fornito risposta affermativa: la contestazione dell’indennizzo, così ragionando, risulta dunque subordinata al rispetto del termine decadenziale di trenta giorni, decorrente in particolare dal provvedimento di acquisizione coattiva sanante.

Questa soluzione può avere effetti drammatici per il priv... _OMISSIS_ ...te laddove la quantificazione dell’indennizzo sia stata inizialmente censurata dinnanzi al giudice di primo grado. Infatti, nei casi in cui è competente in materia espropriativa, il Tribunale può essere adito con rito ordinario, il quale non prevede termini decadenziali, ma solo il lungo termine di prescrizione decennale. L’incompetenza funzionale del Tribunale, tuttavia, comporta il passaggio al rito sommario di cognizione, con applicabilità del suddetto termine decadenziale di trenta giorni dalla notifica dell’atto.

Ora, se l’atto di citazione è stato notificato e depositato entro quel termine, nulla quaestio: nonostante l’irregolarità dell’atto, infatti, la Corte risulta tempestivamente adita. Viceversa, se l’atto ... _OMISSIS_ ...l giudizio risulta inammissibile, proprio per violazione del termine decadenziale di cui all’art. 29 d.lgs. 150/2011.

Questo primo orientamento della giurisprudenza civile, tuttavia, non è del tutto convincente.
Ed invero, l’art. 29 d.lgs. 150/2011 fa decorrere testualmente il termine decadenziale ivi previsto «dalla notifica del decreto di esproprio o dalla notifica della stima peritale». Ma il procedimento di acquisizione coattiva sanante, com’è evidente, non contempla né un decreto di esproprio, né una stima peritale in senso tecnico: è possibile che l’autorità procedente commissioni una stima ad uno o più periti, ma non si tratta di una stima in senso tecnico, segnatamente perché non prevista dalla legge e comunq... _OMISSIS_ ... né a notifica obbligatoria né ad avviso di deposito, che invece è notoriamente previsto per la stima peritale propriamente detta.

Da ciò consegue che l’applicabilità dell’art. 29 d.lgs. 150/2011 non rende ex se applicabile il termine decadenziale ivi previsto, segnatamente per fisiologica mancanza del dies a quo del termine stesso.

Né si può condividere con l’orientamento qui avversato che sia sufficiente “equiparare” al decreto di esproprio il provvedimento di acquisizione coattiva sanante ex art. 42-bis: in disparte la validità di questa operazione di interpretazione analogica, infatti, è evidente che il provvedimento acquisitivo non è comunque preceduto da una indennità definitiva in senso tecnico. Ora, in sed... _OMISSIS_ ...da espropriazione legittima, la giurisprudenza della Corte di cassazione applica in modo estremamente rigoroso il riferimento di legge alla necessaria stima definitiva dell’indennità, ritenendo che la sua mancanza precluda senz’altro l’applicabilità del termine decadenziale: «Ove tanto non sia non sia avvenuto, l’azione di determinazione giudiziale dell’indennità resta proponibile finché non decor...


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